Strage di Erba: sono stati i vicini

Discussioni su ciò che succede in Italia e nel mondo.

Strage di Erba: sono stati i vicini

Messaggioda Eri Palle » 12 gen 2007, 15:09

Ad incastrarli una macchia di sangue sull'auto e i tracciati dei telefonini
Due coltelli e una spranga le armi del massacro, poi gettate in un inceneritore
Strage di Erba, i vicini hanno confessato
I pm: "E' stata lei ad uccidere il bambino"

Il padre di Raffaella li perdona: "Dopo lo strage Olindo mi guardò con pietà"


Strage di Erba, i vicini hanno confessato<br>I pm: "E' stata lei ad uccidere il bambino"

I coniugi Romano sono rinchiusi nel carcere di Como
COMO - E' stata Rosa Bazzi ad uccidere il piccolo Youssef. L'ha ammesso lei stessa durante il lungo interrogatorio, dieci ore, a cui è stata sottoposta questa notte insieme al marito. "Una confessione piena", come l'ha definita il giudice. Tutto adesso è chiaro: il movente, "banale litigiosità"; le armi utilizzate, "un coltello piuttosto grosso, uno più piccolo ed un pesante oggetto contudente poi distrutte"; la premeditazione "almeno per tre dei quattro delitti".

La dinamica della strage. L'ha tracciata il Pm per grandi linee. Hanno agito insieme Olindo Romano e sua moglie. I coniugi sono entrati nell'appartamento con un pretesto. Lui ha ucciso Raffaella, lei ha tagliato la gola a Youssef di due anni: "Quel bambino piangeva e io l'ho colpito". Ma prima, su di lui, si è accanita. L'ha colpito al braccio e alle mani. C'è un ematoma e alcuni tagli sul corpo e sulle manine a dimostrarlo.
Per compiere i delitti hanno usato due armi da taglio ed una contundente, una spranga di ferro che poi hanno distrutto. Dei coltelli e della spranga ormai non c'è traccia, sono finiti in un inceneritore. Subito dopo il massacro hanno appiccato l'incendio, anche questo programmato.

Le prove. Rosa Bazzi è rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Como. E' stata lei a fare le prime ammissioni. Poi è toccato a suo marito, chiuso insieme ai carabinieri in un'altra stanza. E, come sottolinea il pm, dietro la spinta a confessare non si intravede pentimento ma la presa d'atto delle prove schiaccianti a loro carico.
Ad incastrare Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi è stata una macchia di sangue di Mario Frigerio, l'unico sopravvissuto alla mattanza, sfuggita al maldestro tentativo di cancellarla dalla tappezzeria della loro auto. Ma l'intero alibi fornito dai coniugi Romano non reggeva. "Eravamo in paninoteca quando li hanno uccisi", ma lo scontrino del McDonald's sul lungolago di Como in cui i due hanno sostenuto di essere andati la sera dell'11 dicembre, fu rilasciato alle 21.30, un'ora e mezzo dopo la strage, un tempo sufficiente per permettere alla coppia di cancellare le tracce degli omicidi e raggiungere Como in macchina. E poi ad inchiodarli ci sono i tracciati del loro telefono cellulare, che all'ora della strage dimostra che erano in via Diaz; il racconto del sopravvissuto Frigerio, e le analisi dei reperti recuperati nella loro abitazione, nell'auto e nella casa del massacro.

Il movente. Finalmente la verità a trenta giorni esatti dalla strage. Il movente resta quello avanzato con stupore all'indomani della strage: Azouz e sua moglie facevano troppo rumore. Le interminabili liti, le ingiurie, la denuncia per minaccee la richiesta di denaro per ritirare la denuncia, l'imminente udienza davanti al giudice di Pace.

Il perdono del papà di Raffaella. Eppure il papà di Raffaella sembra non mostrare rancore verso gli assassini di sua figlia, di suo nipote e di sua moglie: "Bisogna finirla con l'odio". Poi ricorda: "Quella sera, dopo lo strage, Olindo mi guardò con molta pietà, la stessa che adesso provo adesso per loro. Se dovessi scegliere, preferirei essere tra le vittime di questa storia piuttosto che al posto dei coniugi Romano".

Azouz: "Li uccido". Azouz invece non perdona: "Li ammazzo con le mie mani quei due. Quando l'hanno massacrata, Raffaella era incinta. Non ne sono sicuro, ma è quasi una certezza". In realtà il pm Massimo Astori, durante una conferenza stampa in Procura, ha smentito che la vittima della strage aspettasse un bambino, ma resta lo strazio e la rabbia feroce del marito tunisino che non nasconde l'odio che l'acceca: "Ora li uccido io".

I funerali. Intanto per le famiglie delle vittime è pronto il nullaosta per i funerali. Valeria Cherubini, la vicina di casa di Raffaella e Azouz Marzouk verrà sepolta a Montorfano, un piccolo paese tra Erba e Como, mentre i funerali di Paola Galli, la madre di Raffaella, si terranno a Erba, sabato mattina. Le altre due vittime dell'eccidio di via Diaz, Raffaella Castagna e il piccolo Youssuf, saranno portate in Tunisia e laggiù sepolte con rito islamico, così come aveva fortemente voluto Azouz.

(11 gennaio 2007)

________________-

Per una volta faccio un'eccezione. Sono felice che le carceri siano piene di sfigati e microcriminali con la coscienza pulita. Confido che loro provvederranno a fare molto, molto male a queste persone
Immagine
Avatar utente
Eri Palle
Moderatore
Moderatore
 
Messaggi: 828
Iscritto il: 21 ott 2004, 18:41
Località: Tra le nebbie del Nord. Mi sono perso.
Record: 3

Messaggioda Arkhos » 13 gen 2007, 20:02

In questo caso, visto che è stata minata la civiltà stessa, sarebbe importante una pena esemplare, più dura del carcere. Ho letto che i due avevano messo in conto di finire in carcere pur di appagare questo sfogo paragonabile a qualsiasi fastidio omicida della letteratura (l'occhio di vetro e il gatto nero di Poe ad esempio).
E' da ricordare inoltre che la famiglia vittima della mattanza ha subito quel che noi tutti sappiamo perchè aveva preferito affidarsi alla legge civile per chieder conto della violenza fisica e verbale subita nel corso degli anni.
Avendo queste due persone comuni creato un precedente, rompendo un tabù abbastanza radicato nel nostro inconscio e -soprattutto - avendo dimostrato che volontà e dovere corrono sempre su due binari separati, sarà necessario che lo Stato si liberi dell'imbarazzo in cui cade in simili situazioni con una pena di portata lungimirante...
In carcere temo verranno semplicemente posti in una cella isolata facendo la fine che si aspettavano di subire. In questi casi la giustizia deve rendersi equa.
Senza contare poi che dieci anni di sparate contro gli immigrati da parte di uomini sbracati e corrosi dalla lussuria del denaro, sollevati a furor di popolo da gente semplice e pronta ad odiare quanto ad amare non possono che portare risultati simili.
Ma la democrazia è anche questo, una rincorsa alla mediocrità.
[align=left]
Gesù disse: «Ho appiccato il fuoco sul mondo, ed ecco, lo custodisco affinché esso arda».

Vangelo di Tommaso, X
[/align]

[align=center]Immagine

Accecati dall'illudersi, fratello.[/align]
ICQ Unique Identify Number: 162751047


Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini

Dante

Aumenta il tuo QI! Scientificamente provato!
Avatar utente
Arkhos
Utente
Utente
 
Messaggi: 430
Iscritto il: 20 ott 2004, 23:45
Località: Blashyrkh, Beyond The North Waves... [Modena]

Messaggioda Arkhos » 13 gen 2007, 20:12

Alla moglie augurano una coltellata alla gola. Il cappellano: «Sono in pericolo»



«Olindo! Olindo! A morte!» urlano i detenuti del Bassone. E alla moglie, Rosa Bazzi, augurano la stessa fine che lei ha riservato al piccolo Youssef. I due killer sono guardati a vista. Scortati da agenti di polizia penitenziaria a ogni passo. Perché la tensione, in carcere, diventa ogni giorno più concreta. Pesante. L’efferatezza del delitto ha creato un micidiale mix di emozioni che stanno imperversando tra le celle del Bassone. Olindo Romano e Rosa Bazzi sono rinchiusi in isolamento. Ma i detenuti sanno che sono lì, a un passo da loro. Sanno cos’hanno fatto. Sanno soprattutto come l’hanno fatto, a sangue freddo, progettando (secondo la Procura) una vera e propria strage. L’aggravante della premeditazione, infatti, pesa su tre dei quattro omicidi commessi. “NON SI TOCCANO I BAMBINI” I detenuti hanno un codice preciso. Una legge non scritta, ma ferrea e inviolabile. Norme che praticamente tutti, in carcere, conoscono, rispettano. E fanno rispettare. «Esiste un codice d’onore tra i carcerati - spiega un agente di polizia penitenziaria, che preferisce rimanere anonimo - Chi si accanisce contro donne e bambini non merita di stare in mezzo a loro, quindi nemmeno al mondo. I detenuti organizzano vere e proprie vendette. Quando si ha il sentore che un detenuto sia nel mirino di queste ritorsioni, si aumenta la vigilanza, anche nelle ore d’aria. Diverso è l’omicidio commesso in una rapina o, per esempio, in una fuga: quello viene considerato una sorta di “rischio del mestiere”». La regola del carcere che Olindo e Rosa hanno violato, quindi, è semplicissima. “Non si toccano i bambini”. Loro l’hanno fatto. E ora tanti fra quei detenuti vorrebbero applicare la sommaria giustizia prevista da un codice senza testo. ISOLAMENTO È la condizione riservata ai due killer di via Diaz. Lui è nel reparto infermeria perché è l’unica zona che gli consente di stare lontano dagli altri detenuti. Lei è nel reparto di isolamento della sezione femminile. Per andare a rispondere alle domande del gip Nicoletta Cremona, ieri, ha attraversato tutto il braccio del carcere scortata da tre agenti. LE PROTESTE Non appena hanno saputo che Olindo Romano e Rosa Bazzi, torchiati in carcere dagli interrogatori dei sostituti procuratori, avevano confessato tutto, i detenuti hanno iniziato a inveire e urlare contro la coppia. Dapprima hanno battuto con forza sulle sbarre, creando un baccano incredibile. Poi, dalle celle, sono arrivate frasi di pura violenza. «Olindo! Olindo! A morte!». E ancora: «Dateceli, ci pensiamo noi». A Rosa Bazzi, invece, è stata augurata la stessa fine che ha fatto fare al piccolo Youssef: una coltellata alla gola. Pare che il dissenso maggiore arrivi soprattutto dai detenuti stranieri, proprio perché all’indomani della strage si era pensato ad Azouz Marzouk come possibile responsabile, quando questi, in realtà, non c’entrava nulla. «INCOLUMITÀ IN PERICOLO» «Urlavano il nome di Olindo. Dicevano “a morte!”, battevano sulle sbarre. Non ho mai visto una simile reazione dei detenuti». Padre Giovanni Milani, cappellano del Bassone, descrive la tensione che si vive all’interno del carcere. Definendola «inspiegabile. I detenuti qui non li vogliono - continua il religioso - ed è legittimo temere per la loro incolumità se non rimangono staccati dagli altri. Non so nemmeno come faranno a vivere qui. Il codice dei detenuti non ammette che si tocchino i bambini, la stessa reazione si ebbe nel carcere di Parma (per l’omicidio del piccolo Tommy, ndr)». Intanto, pare che alcuni detenuti stiano organizzando una raccolta di firme, un gesto simbolico per dichiararsi sconvolti per l’accaduto. Anche il carcere inorridisce di fronte agli insospettabili autori del massacro di Erba.
[align=left]
Gesù disse: «Ho appiccato il fuoco sul mondo, ed ecco, lo custodisco affinché esso arda».

Vangelo di Tommaso, X
[/align]

[align=center]Immagine

Accecati dall'illudersi, fratello.[/align]
ICQ Unique Identify Number: 162751047


Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini

Dante

Aumenta il tuo QI! Scientificamente provato!
Avatar utente
Arkhos
Utente
Utente
 
Messaggi: 430
Iscritto il: 20 ott 2004, 23:45
Località: Blashyrkh, Beyond The North Waves... [Modena]

Messaggioda Arkhos » 13 gen 2007, 20:24

Ecco un prete che esprime un'opinione molto poco cristiana e davvero probabile:


Possibile che quel minuscolo individuo a cui in un colpo solo sono stati sottratti la moglie, la figlia e il nipotino possieda una tale ricchezza d'animo dall'azzardarsi a pronunciare parole di perdono?
Bruno Vespa, non senza compunzione, ne ha riconosciuto la formidabile lezione di etica religiosa che, con quelle poche, serene parole, il Castagna stava rendendo all'Italia sbigottita davanti alla tv. Ma
distinzioni e diffidenze non sono mancate. Molti, moltissimi hanno dubitato e stanno tuttora dubitando dell'autenticità di quel sentimento di perdono.
Se ne è fatto interprete e giudice don Gino Rigoldi, stimato sacerdote milanese. “Non ci credo", ha sentenziato ieri, trovando ampia eco su tutti i media. “O quell'uomo è un santo, oppure è stato folgorato dallo spirito santo". Testuali parole - le quali equivalgono a dire che né l'una né l'altra ipotesi possano effettivamente accadere (il che detto da un prete fa un certo effetto).

Don Rigoldi non crede che quel perdono sia autentico. Si spinge ad ammettere che quel sentimento sia sincero, ossia pronunciato in buona fede, ma non autentico nella sua oggettività, quasi che, per risultare configurato come tale, il perdono esigesse una certificazione formale, una dichiarazione di idoneità.
Eppure, nel volgere di quei pochi minuti televisivi, in quel quarto d'ora di celebrità che ha illuminato suo malgrado l'altrimenti anonima esistenza dell'artigiano di Erba, si è materializzata agli occhi del pubblico italiano ciò che è da tempo immemore espulso dalla ribalta mediatica ed opinionistica, ciò che rifugge abitualmente dalle analisi legittimate dalla logica e dal buon senso comune. Ossia l'incredibile, e proprio per questo spaventevole, capacità dell'individuo di praticare concretamente i propri valori etici e spirituali, non solo rinunciando alla logica della vendetta, ma per altri versi alla stessa rivendicazione di giustizia terrena. “Li affido al Signore", ha detto Carlo Castagna, esprimendo così la distanza siderale tra ciò che appartiene all'umano da ciò che appartiene al divino, secondo un'interpretazione semplice e straordinariamente moderna dell'insegnamento evangelico.



Sapendo degli attriti viscerali tra la di lei famiglia e Mazuk, mi immagino questo perdono come un gesto di suprema sfida nei confronti del marito, che ha invece dichiarato di esigere vendetta.
Ritengo codardo e deplorevole il perdono per un simile gesto, perchè dimostra un totale disinteresse nei confronti a) della società b) delle vittime c) dei parenti. Fosse un dispetto (spero inconsapevole) o un rapido mezzo per garantirsi la propria salvezza davanti ad un dio ogni giorno più bastonabile, non cambierebbe molto.
E se fosse la dimostrazione che il radicamento di alcuni stereotipi sociali può essere tanto profondo da resistere a simili tempeste?
Ad ogni modo, da umile, da vile, da cerebroleso, ha detto parole a mio avviso di fuoco.
[align=left]
Gesù disse: «Ho appiccato il fuoco sul mondo, ed ecco, lo custodisco affinché esso arda».

Vangelo di Tommaso, X
[/align]

[align=center]Immagine

Accecati dall'illudersi, fratello.[/align]
ICQ Unique Identify Number: 162751047


Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini

Dante

Aumenta il tuo QI! Scientificamente provato!
Avatar utente
Arkhos
Utente
Utente
 
Messaggi: 430
Iscritto il: 20 ott 2004, 23:45
Località: Blashyrkh, Beyond The North Waves... [Modena]

Messaggioda Arkhos » 17 gen 2007, 18:02

Trova anche il tempo di scherzare, Olindo: «Almeno avremo vitto e alloggio gratis». Il commento lo butta lì, sprezzante, agli inquirenti. Forse a dimostrare che del carcere a vita, a lui, non importa. «So che ho sbagliato e devo pagare», esclama senza emozioni.


CVD
[align=left]
Gesù disse: «Ho appiccato il fuoco sul mondo, ed ecco, lo custodisco affinché esso arda».

Vangelo di Tommaso, X
[/align]

[align=center]Immagine

Accecati dall'illudersi, fratello.[/align]
ICQ Unique Identify Number: 162751047


Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini

Dante

Aumenta il tuo QI! Scientificamente provato!
Avatar utente
Arkhos
Utente
Utente
 
Messaggi: 430
Iscritto il: 20 ott 2004, 23:45
Località: Blashyrkh, Beyond The North Waves... [Modena]


Torna a Attualità

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite