Amaranthe (Jake E)
Trovarsi nel posto giusto al momento giusto, oltre ad avere un buon produttore e dei buoni pezzi: ecco la formula del successo degli svedesi Amaranthe. In effetti, c'è molto da imparare da sei ragazzi che nel giro di pochi anni sono stati catapultati sui palchi di quattro continenti, portando in giro per il mondo il loro metalcore arricchito da voci femminili e ammiccanti arrangiamenti electro-pop. Abbiamo parlato di questa rapida ascesa, coronata in questo 2013 con il nuovo album "The Nexus", con il vocalist Jake E. Buona lettura!
Articolo a cura di Alessio Sagheddu - Pubblicata in data: 25/03/13

Benvenuto su Spaziorock, Jake! Ti andrebbe di presentare a chi non vi conosce ancora la band e il vostro nuovo lavoro “The Nexus”?

 

Ciao e piacere di conoscerti! Gli Amaranthe sono in giro dal 2009, nel 2011 il nostro album di debutto “Amaranthe” è stato pubblicato in tutto il mondo. Dopo la release, l’album ha guadagnato successo piuttosto velocemente ed un anno dopo ci siamo guardati allo specchio ed abbiamo capito di aver fatto più di 100 show in quattro continenti. Adesso siamo tornati con un nuovo album, “The Nexus”, e a tutti quelli che è piaciuto il primo, son sicuro piacerà anche questo.

 

Rispetto al debut, quali sono le principali differenze, strumentali e non, di questo secondo album?

 

Nell’ultimo album tutte le canzoni erano già pronte e suonavano già perfette prima di entrare in studio. Questa volta abbiamo adottato un approccio più rilassato, scrvendo delle idee che poi abbiamo completato una volta entrati in studio. Per quanto riguarda l’attuale sound della band, trovo che questo disco possieda una “marcia in avanti”, in tutti i sensi. Quello che voglio dire è che le parti metal suonano più “metal”, e le parti disco suonano più “disco” .

 

Quali sono i temi ricorrenti nei vostri testi? Per esempio il testo di “Burn with Me” di che cosa tratta? E chi si occupa della scrittura?

 

Sono un vero fanatico quando si tratta di testi. Amo cambiare e trasformare le parole in modo che il significato possa assumere diversi significati. Io e Olof avevamo una visione già chiara dall’inizio e “The Nexus” non è che il nuovo capitolo di una storia che inizia esattamente là dove il primo album si interrompeva. Non ho mai voluto rendere pubblico il significato di una canzone, perché quello che rappresenta per me potrebbe essere completamente diverso per qualcun altro. Per questo continuerò a tenerlo per me, ma mi piacerebbe sentire la vostra versioe, piuttosto!

 

Per quanto riguarda i video ufficiali, invece? Prima con “Hunger” ed ora con “The Nexus” si nota una tendenza all’action-video. Potete spiegarci come nascono le storyboard dei vostri video?

 

(risata) Come ho detto per i testi, i video riflettono la mia visione personale della canzone. Se fossi tu a ideare il video, probabilmente il risultato sarebbe diverso. Giusto? Amo i film hollywoodiani, sono una grande fonte d’ispirazione per me. Voglio un video che sia interessante e possa essere visto più e più volte. Non ho mai capito il concept di alcune band che spendono soldi per girare un video dove i musicisti se ne stanno in un angolo a suonare il loro nuovo pezzo...

 

amaranthe_intervista_2013_02A tal proposito, tutti i vostri video sono stati diretti da Patric Ullaeus. Com’è lavorare con lui?

 

Io e Patrick lavoriamo bene assieme, come un vero e proprio team. Curiamo tutto il percorso, dall’idea di partenza al risultato finale! È un fottuto genio e faremo altri video assieme, questo posso assicurarvelo.

 

Avendo tre cantanti a contendersi il microfono, come scegliete chi andrà a cantare una parte specifica quando scrivere una canzone?

 

Non è mai stato un problema. È qualcosa che evolve in maniera abbastanza naturale.

 

Ma parliamo di Elize, che di recente ha indubbiamente avuto grandi soddisfazioni a livello personale: guest vocalist nel nuovo album dei Kamelot, un live con i Nightwish… Si ha come l’impressione, anche riguardo le vostre foto promozionali, che il resto della band rimanga un po’ in penombra… Cosa puoi dirci al riguardo?

 

Siamo una band di sei persone. Elize è semplicemente una di noi.

 

Sebbene questo sia il secondo album, avete cominciato a muovere i vostri primissimi passi pochi anni fa, grazie a Myspace. Vi sareste mai aspettati un successo del genere?  

 

È un sogno diventato realtà e un successo come quello dei passati due anni non puoi immaginartelo, mentre sei a casa a scrivere nuovi pezzi. Penso sia quello che accade quando sei nel posto giusto al momento giusto, oltre ad avere un buon produttore e delle buone canzoni.

 

Cosa significa il nome Amaranthe?

 

E' una parola che ha molti significati. Può essere un fiore, un rubino… Uno dei significati della parola indica la qualità di una cosa “che non svanisce mai”.

 

Fino ad oggi quali sono state le esperienze negative, o meglio i commenti negativi e le parole  non proprio piacevoli a cui avete dovuto far fronte in difesa della band?

 

Riceviamo brutte parole e commenti ogni giorno, ma per ogni commento negativo ne riceviamo dieci positivi, quindi la cosa non mi dà molto fastidio. Penso sia affascinante che le persone spendano il proprio tempo focalizzandosi sulle cose negative.

 

Questa era l’ultima domanda, grazie mille per questa intervista. Se ti va, lascia un messaggio ai fan italiani e ai lettori di Spaziorock!

 

Grazie a te per aver speso del tempo a parlare con noi, amo l’Italia dal profondo del mio cuore. Di solito passo le vacanze estive ad Amalfi e intendo andarci anche quest’estate. Quindi ci vedremo lì, magari. Ciao!




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