Aquiver (Aquiver)
Dopo aver pubblicato l'esordio "Frames", gli Aquiver si sono imbarcati in un tour che sta regalando alla band diverse soddisfazioni. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con il quintetto italiano in vista della loro prossima data del 14 aprile al PataTrack di Lucca in apertura alla seconda leg del tour.
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 04/04/18

Si ringrazia Mattia Schiavone per la collaborazione

 

Ciao ragazzi, benvenuti su SpazioRock!

 

Ciao anche a voi e grazie mille per la fantastica possibilità che ci state dando!

 

Fin dall'artwork di "Frames", è evidente che ci abbiate messo il cuore in questo progetto. È lo stesso tipo di impegno che avevate già investito nei vostri progetti precedenti oppure stavolta c'è qualcosa di diverso?

 

Essendo persone che credono molto nella musica e nel loro impegno a riguardo, ci siamo sempre impegnati (e ci impegnamo) nei nostri progetti, però la band Aquiver è quel qualcosa che ad ognuno di noi mancava per completare la nostra visione della musica. Questa band ci permette di esprimere al 100% i differenti background musicali del singolo musicista che la compone. Quindi oltre ad averci messo il cuore l'abbiamo anche "buttato oltre l'ostacolo", dedicando tantissimo tempo e duro lavoro per la buona riuscita del nostro debut-album Frames.

 

Cosa rende gli Aquiver una band per cui vale la pena uscire di casa e presentarsi sotto il palco in questo triste periodo in cui la musica dal vivo nostrana sembra sempre più trascurata da tutti coloro che invece sono pronti a riempire uno stadio per un grande nome straniero?

 

Diciamocelo, spesso siamo tutti un po' troppo esterofili: se fossimo una band straniera con un po' di esperienza alle spalle il lavoro di promozione sarebbe sicuramente molto più semplice. Da parte nostra possiamo dire che noi Aquiver lavoriamo sempre duramente per portare dal vivo uno show degno di essere ricordato come un'ottima esperienza da coloro che non ci conoscono e ci vengono a vedere per la prima volta. Oltre all'impatto sonoro dato dalle nostre chitarre e da qualche inserto elettronico ci avvaliamo anche di un set luci personale che ci aiuta ad amplificare lo show e ci impegnamo sempre a curare al meglio la resa sonora di ogni singolo strumento. Quindi speriamo di arrivare a più gente possibile visto che crediamo fortemente nelle diverse anime racchiuse nei nostri pezzi, le quali, così diverse, possano arrivare a persone con gusti musicali differenti.

 

Parlando ancora del vostro album di esordio, uscito lo scorso ottobre, a quale disco non volevate assolutamente venir equiparati e quale invece era il vostro modello di perfezione?

 

Ovviamente ci fa piacere essere equiparati alle band che ammiriamo e che sono certamente parte del background che ha contribuito alla stesura di "Frames". Se proprio dobbiamo indicare un album a cui ci farebbe piacere NON essere comparati vi diciamo "24 febbraio 1967": ventitreesimo album in studio del cantautore italiano Gigi D'Alessio, pubblicato il 24 febbraio 2017 (da Wikipedia) [ridono, NdT]. Il nostro modello di perfezione potrebbe invece essere stato (tra gli altri) "That's The Spirit", ultimo album dei Bring Me The Horizon.

 

Secondo voi quale è il disco di debutto migliore della storia del metal a vostro parere e perché?

 

"Hybrid Theory", Linkin Park. Ha fatto bene o male parte della adolescenza di tutti noi Aquiver.

 

E invece il disco che vi ha deluso di più ad oggi? Naturalmente giustificando la risposta...

 

"The Astonishing", Dream Theater. Non tanto per l'album in se, forse sarà per il fatto che i nostri gusti musicali sono cambiati nel tempo, ma purtroppo le emozioni che ci davano gli album dei Dream Theater, nelle ultime release non sono più le stesse.

 

aquiverpromo 

 

Tornando a "Frames", avete lavorato alla produzione insieme a Giuseppe Bassi. Quale è stata la giornata più determinante della lavorazione, quella in cui vi siete guardati e vi siete detti: ok, ci siamo? Come avete festeggiato la chiusura dei lavori?

 

La giornata per noi determinante è stata quella in cui un brano che ritenevamo meno forte degli altri è diventato invece uno dei nostri cavalli di battaglia grazie alla produzione di Beppe: in quel momento abbiamo capito che sarebbe potuta essere davvero una collaborazione proficua. Visto che dopo la chiusura dell'album ci sono state molte altre fasi di preparazione per l'uscita di Frames, il vero momento in cui abbiamo festeggiato tutta sera insieme è stato il giorno del release party il 14 ottobre scorso. Abbiamo festeggiato suonando davanti ad un pubblico calorosissimo e far sentire per la prima volta il nostro album dal vivo è stato il miglior modo di celebrare l'occasione!

 

Personalmente la canzone che preferisco è "A Million Red Lights" per via del perfetto equilibrio tra riff metal, parti melodiche e synth. Potete raccontarci com'è nata?

 

A dirvi la verità "A Million Red Lights" è esattamente il brano a cui ci riferivamo nella domanda precedente. Ha subito vari cambiamenti a livello di struttura ed arrangiamenti durante la sua gestazione, come ad esempio ciò che era strofa prima è diventata intro dopo ed altri cambiamenti simili effettuati su una prima bozza ideata dal nostro cantante Luca "Pret" Pretorius.

 

E in cosa andate a cercare la vostra personale ispirazione, in particolare in sede di scrittura dei testi?

 

Le tematiche principali contenute nel nostro debut-album sono ben descritte attraverso il suo nome: "Frames" sintetizza quello che viene raccontato nei testi, ossia una serie di cornici che racchiudono al loro interno emozioni, attimi, momenti dell'animo umano che ci hanno coinvolto e accompagnato fin dall'inizio di questo percorso, sia musicale che personale, e che rappresentano la trasformazione di noi stessi durante gli anni di realizzazione del disco. La loro stesura è dipesa (e dipende) da molti fattori... Alcuni brani erano già completi a livello musicale e gli si è creato un testo ad hoc, mentre per altri brani, come ad esempio "Fall From Grace" musica e testo sono avanzati più o meno di pari passo. L'ispirazione per la loro stesura è stata data quindi dalle nostre esperienze personali, alcune anche molto private. Ci piace però che l'ascoltatore si rispecchi nelle tematiche e le faccia in qualche modo "proprie". Due brani invece rispecchiano condizioni attuali della società che abbiamo voluto descrivere ispirandoci a fatti di cronaca: "Fall From Grace" descrive uno scenario di guerra in cui due amici si trovano catapultati, mentre "Moving Emotions" tratta il fenomeno sempre più dilagante riguardante i femminicidi che ogni giorno troviamo nelle cronache nazionali e locali, e in generale i fenomeni di violenza domestica.

 

Chi è il vostro paroliere preferito, italiano e straniero?

 

Quelli italiani sono Cheope (Alfredo Rapetti, figlio di Mogol) e Giuseppe Anastasi.
Quello straniero è Maynard James Keenan (Tool, A Perfect Circle).

 

In questi mesi avete portato "Frames" in tour. Com'è stata la risposta del pubblico? E quale è stata la data di maggior soddisfazione e perché...

 

Dopo il debutto di "Frames", è iniziato il primo tour in Italia, che ci ha visti suonare dal nord al sud Italia in tanti bellissimi locali, dopo tanto lavoro dedicato alla realizzazione dell'album. Stiamo ricevendo ottimi feedback, sia dalla critica che dalla gente che ci viene a vedere! È davvero emozionante vedere dopo ogni live ragazzi davvero carichi che ti vengono ad ascoltare in più date e che cantano i tuoi pezzi. Questo è anche il motivo per cui continuiamo a fare quello che facciamo con tanta voglia e dedizione. La data più soddisfacente in assoluto è stata il release party del 14 ottobre al Tunnel di Reggio Emilia, casa nostra, dove tutto ha avuto un senso compiuto, potendo suonare i nostri pezzi soprattutto davanti a gente che ha condiviso con noi questo percorso e che sa il duro lavoro che c'è stato dietro.

 

Chi si fosse incuriosito alla vostra musica ha ancora la data del 14 aprile al PataTrack (Lucca) per assistere a un vostro concerto. Vi prenderete una pausa dall'attività live poi? Avete già programmi per l'estate? Magari qualche festival?

 

Il concerto da voi citato del 14 aprile è in realtà la data di apertura alla seconda parte del tour legato alla promozione di "Frames". Ci saranno quindi diverse date che verranno a breve pubblicate attraverso i nostri canali social. Per l'estate stiamo lavorando ad alcune date interessanti in festival estivi.

 

State già scrivendo nuova musica? E cos'altro possiamo aspettarci dal vostro futuro?

 

Siamo già all'opera per un nuovo disco. Sicuramente avrà una maturità diversa rispetto a "Frames", ma ancora è troppo presto per svelarne i dettagli. Certamente nel futuro prossimo ci occuperemo ancora della promozione di "Frames" e stiamo organizzando tanti live e tour anche all'estero!

 

Questa era l'ultima domanda, grazie mille per il vostro tempo. Vi lasciamo spazio per un messaggio ai nostri lettori...

 

Grazie ancora per averci dato l'opportunità di fare questa bella intervista con voi! Ringraziamo anche tutte le persone che continuano a credere nella musica e che ci supportano incessantemente. Soprattutto grazie a loro noi abbiamo la possibilità di continuare a portare avanti il nostro sogno!




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