Blackberry Smoke (Charlie Starr)
In vista della data di domani, 11 marzo, al Fabrique di Milano, abbiamo raggiunto telefonicamente Charlie, frontman dei Blackberry Smoke, per saperne di più sul loro atteso ritorno in Italia e sui prossimi piani della band, senza dimenticare una breve retrospettiva sul loro ultimo lavoro, "Like an Arrow".
Articolo a cura di Roberto Di Girolamo - Pubblicata in data: 10/03/17
Si ringrazia Marta Scamozzi per la collaborazione

 

Ciao Charlie! Benvenuto su SpazioRock! Come stai?

Tutto bene, grazie!

 
Iniziamo dalle origini del vostro sound, quale è la radice più autentica da cui si è sviluppata la musica che suoni tutt'oggi?

Per quanto mi riguarda sono cresciuto con un background musicale molto concreto e genuino. È stato mio padre a trasmettermi la passione per la chitarra, in particolare i suoi generi erano il country e il bluegrass. In parallelo a questi "classici" tipici della nostra terra (la Georgia, ndr.) ascoltavo comunque anche il rock di band come Van Halen e Aerosmith.

 
State per tornare a fare la gioia del vostro pubblico italiano che, già durante le date estive, non ha fatto mistero del suo entusiasmo per la vostra proposta. Cosa ti aspetti dallo show di sabato?

Oh, non vedo l'ora! Spero sinceramente che molti fan italiani siano dei nostri! Ho un legame stretto con l'Italia. Parte della mia famiglia, quella di mia moglie, è italiana: viene da Galzignano, in Veneto. E' un paesino che si trova vicino Padova.


Rappresentate il southern rock contemporaneo e avete suonato con diverse grandi band come ZZ Top e Lynyrd Skynyrd. Com'è stato andare in tour con loro? Avete appreso qualcosa da quelle band?


Andare in tour con questi artisti è stato grandioso, sono diventati nostri grandi amici e siamo stati molto ispirati dal modo in cui lavorano. Fare esperienza sul campo è uno dei principali vantaggi di anni e anni di una vita on the road come la nostra. Durante il tour è facile entrare in contatto con molte persone e attingere dalla loro esperienza. E' il modo migliore per imparare i trucchi del mestiere e capire come fare a mettere su uno spettacolo in cui tutto funzioni a dovere.


Concentrandoci sulle vostre ultime uscite, voi stessi avete definito "Holding All the Roses", il vostro penultimo lavoro, un disco pesante, giusto?


Sì assolutamente! "Holding All the Roses" è decisamente heavy senza però rinunciare ad un'anima altrettanto groove. Sicuramente il sound che abbiamo messo a punto per questa release è più intenso rispetto a quello che avevamo realizzato in precedenza. Parte del merito va al lavoro di produzione di Brendan O'Brien. Erano anni che speravamo di risucire a coinvolgerlo nelle attività della nostra band. Avevamo diversi amici in comune ma non ci eravamo mai incontrati prima nonostante anche lui sia originario di Atlanta. Collaborare con Brendan è stata un'esperienza a dir poco istruttiva considerando il suo talento nel saper giostrare al meglio un'ampia gamma di strumenti. E' geniale.


Che direzione avete preso invece con il più recente "Like an Arrow"?

 

Direi che stavolta abbiamo messo in campo tutta una serie di elementi diversi. Ci sono sia momenti molto felici che altri frangenti davvero organici. La tracklist stessa spazia da episodi molto rilassati come "Ain't Gonna Wait" e "Running Through Time" a pezzi dal sound tipicamente southern come "Free on the Wing" e "Believe You Me", fino a canzoni più heavy come "Waiting for the Thunder" e "Like an Arrow". Ce n'è davvero per tutti i gusti.

 

blackberry_smoke_interv

 

Ormai è passato un po' dal rilascio del disco. Tuttavia, visto quello che sta succedendo nel mondo, mi chiedo se le nuvole e l'aquila nella cover e la canzone "Waiting for the Thunder" contengano qualche tipo di messaggio sociale o politico.

Sì è proprio così. Infatti il messaggio contenuto in quella canzone è che il mondo è un posto davvero spaventoso! Per il resto non mi sento a mio agio nell'includere punti di vista e vere e proprie opinioni politiche all'interno delle mie canzoni, non fa per me. Di solito quello che faccio è riflettere principalmente sulle conseguenze della politica sul mio mondo, sulla mia famiglia. 


Avete registrato una versione acustica di "Holding All the Roses". Pensate di fare qualcosa di simile anche per "Like an Arrow"?


Sì, dovremmo farlo! Abbiamo un po' di materiale acustico dello stesso genere, già registrato. Sono brani che abbiamo accumulato nel corso degli anni e credo ci sia proprio l'intenzione di realizzare qualcosa che possa venire pubblicato in questa veste.


Facciamo un passo indietro. L'Alabama è pieno di vibrazioni southern rock. Vale anche per la Georgia?


Certo, sono molto simili. Del resto i due stati sono confinanti e non potrebbe essere altrimenti dato che si tratta appunto dei nostri vicini. Condividiamo la medesima cultura musicale e siamo stati fatti con lo stesso stampo. Come dicevamo prima, l'ambiente che ci circonda e in cui siamo cresciuti è un fattore determinante per quanto riguarda le nostre influenze musicali. Dalle nostre parti, quelle vibrazioni di cui parli permeano ogni cosa, le puoi percepire ovunque. 


Come è cambiata la musica durante gli ultimi deceni, secondo te?


Beh, è diventata molto meno bella, secondo me. Viene data molta più importanza alla musica vista come prodotto piuttosto che come mezzo di espressione artistica. A mio modo di vedere, la qualità è diminiuta molto.


Avete piani per il prossimo futuro?


Continueremo questo tour di supporto a "Like an Arrow", prima in Europa e successivamente negli USA, poi torneremo a casa e speriamo di registrare un nuovo album verso la fine dell'anno! 

 
Avete già del materiale pronto?

Sì, circa la metà delle canzoni sono già scritte! Inoltre, come accennavo prima, abbiamo comunque anche altre tracce che tipicamente sono rimaste inutilizzate dalla sessione di registrazione appena terminata. Non preoccupatevi, il materiale non ci manca! 


Grazie mille per l'intervista! In bocca al lupo per il tour!

 

Grazie, ciao!




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