Ian Hunter (Ian Hunter)
Il 16 ottobre a Monza appuntamento da non perdere con la leggenda del rock britannico Ian Hunter: dopo l'uscita lo scorso ottobre di "Stranded In Reality", antologia completa della propria carriera solista, il ritorno in Italia dell'artista inglese è stata l'occasione per discutere non solo del suo presente con la Rant Band, ma anche del glorioso passato targato Mott The Hoople.  
Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 06/10/17

Ciao Ian e benvenuto su SpazioRock.

Il tuo ultimo album in studio, "Fingers Crossed", include la canzone "Dandy", un omaggio a David Bowie. Come ha influenzato la tua carriera e la tua esperienza di vita in generale?

 

L'influenza principale di David fu in studio: lui e Mick Ronson impararono molto da Tony Visconti (produttore discografico, ndr.) e lo passarono a noi. In realtà non dicevano nulla, abbiamo solo guardato e assimilato. A parte questo, ha aumentato la nostra fiducia in un periodo difficile e ci ha regalato la nostra prima hit.

 

Hai citato Mick Ronson, importante per te sia per ciò che riguarda la sfera umana che quella professionale. Avete lavorato insieme per diversi anni e soprattutto eravate grandi amici. Vorresti tracciarci il suo ritratto, come uomo e come musicista?

 

Mick era l'arrangiatore musicale perfetto: pura classe, un buon amico, forse il mio migliore amico e molto ridicolo.

 

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"You're Never Alone With A Schizophrenic" può essere considerato il climax della tua carriera solista: un album genuinamente rock durante la tempesta punk. John Cale e parte della "E Street Band" hanno collaborato alla sua creazione. Quale ricordo hai del disco?

 

"Schizofrenic" è stato uno di quei momenti in cui la fortuna ti sorride. Un grande studio, un grande ingegnere, degli ottimi musicisti: molto divertente e realizzato abbastanza rapidamente. Avevo un buon management allora: Steve Popovich che fondò i Cleveland International e portò a bordo Sam Lederman. Tutti i tasselli erano al posto giusto.

 

"Rant" è probabilmente il disco più politico da te scritto. "Death Of A Nation","Idiots", "American Spy" sono molto esplicativi in questo senso. Vuoi spiegarci le ragioni dietro la scelta di realizzare un album così "impegnato"?

 

La democrazia è una proposta molto dubbia perché bisogna tener conto di tutti: la natura umana, la sua essenza, stimola a comporre queste canzoni. Io reagisco alle situazioni che avvengono di fronte ai miei occhi o che mi toccano da vicino: l'uomo è sempre al centro dei testi che scrivo. Ne svelo alcuni aspetti che sono alla base di determinati comportamenti sociali, cercando di non cadere in banalità o considerazioni prevedibili.

 

E cosa puoi dirci riguardo alla nascita della Rant Band?

 

La Rant Band ha cominciato quando Steve Holley mi ha condotto a un concerto nel 2000 e ho conosciuto Andy York. Andy mi ha presentato a James Mastro e tutto è nato da lì. Attualmente la essa comprende: James Mastro (chitarra ritmica) M.C. Bosch (chitarra) Paul Page (basso), Dennis Di Brizzi (tastiere) e Steve Holley (batteria).

 

ianhunterI Mott The Hoople sono considerati una delle band live più entusiasmanti in assoluto. Durante i vostri concerti i Led Zeppelin e i Rolling Stones sono stati spesso presenti nel pubblico. Questo ha avuto un effetto positivo sulle vostre performance? O forse sentivate una sorta di responsabilità davanti a tali spettatori?

 

Era decisamente aumentato il livello se persone come Bowie, Jagger o gli Zeppelin presenziavano tra il pubblico. Era un po' spaventoso. Venivamo da piccole città e ci siamo sempre sentiti "più piccoli" dei ragazzi di Londra. Comunque tutti ci sostenevano parecchio. Avevamo l'X factor.

 

Mott è l'unica band a cui Queen hanno aperto gli spettacoli. Senza dubbio una canzone come "Marionette" ha ispirato la composizione di "Bohemian Rhapsody". Pensi che i Queen siano stati in qualche modo i vostri eredi spirituali?

 

No. Credo che i Queen suonarono la propria musica e che i Mott abbiano fatto altrettanto. La gente diceva che "Marionette" influenzò "Bohemian Rhapsody"; potrebbe aver dato a Fred l'idea, ma la musica era totalmente sua. Fred mi disse: "Le persone mi chiedono ogni volta: "Cosa significa? non significa niente". Sono solo un mucchio di pezzettini messi assieme". Questo era Freddie! 

 

Siete stati la prima band a esibirvi in un concerto rock a Broadway. Che cosa ricordi di quella esperienza pionieristica?

 

Broadway era molto divertente, in particolare il teatro URIS. Sammy David Jr. era stato lì la settimana prima. Avevamo ogni genere di tipi da circo nel foyer e a volte tornavano indietro e si esibivano per noi nel camerino. Abbiamo usato il quad su "Marionette": li spaventò a morte.

 

I Mott The Hoople sono stati spesso inclusi nell'universo glam, ma nel loro sound sono presenti elementi rock e fol . Inoltre tanti gruppi eterogenei come Kiss, Clash, Def Leppard, Rem, Motley Crue, Blur e Oasis vi hanno considerato come un modello. Come sei riuscito a ispirare così una vasta gamma di artisti?

 

I Mott the Hoople erano una band Rock'n'Roll nel senso originale della parola. I Mott erano metà West Coast e metà South Of Memphis. Più tardi, il rock si è frammentato. Tuttavia noi appartenevamo alle radici e per questo tanti gruppi diversi citavano gli MTH come influenza. 

 

Nel prossimo tour mondiale sarai di nuovo a Monza il 16 ottobre. Molti spettacoli saranno tenuti nei teatri. Come questo tipo di luogo riesce a migliorare la qualità e l'interazione con il tuo pubblico?

 

Mi piacciono i piccoli concerti: puoi vedere la gente e puoi sentire le loro reazioni. I grandi eventi, secondo me, sono troppo dispersivi. Nei teatri si crea un rapporto particolare con il pubblico: la ricchezza dello scambio emotivo raggiunge picchi che ad esempio in uno stadio risulta difficile conseguire. La reciprocità rafforza la qualità complessiva dell'intera performance.

 

Nel corso degli anni la tua presenza in Italia è diventata meno frequente. Quali sono i tuoi più bei ricordi degli spettacoli nel nostro paese?

 

Sì è vero, quindi non vediamo l'ora. Tutte le volte che ci siamo stati è andata bene. Il primo concerto dei Mott in Italia fu nel 1969 in un club chiamato Bat Caverna. Il proprietario era vestito come Batman e tutto fu molto imbarazzante. Volevamo morire. 

 

Vorresti lasciare un messaggio ai tuoi fan e ai nostri lettori?

 

Se davvero amate il Rock 'n' Roll venite a trovarci. Aspettatevi uno shock!
 

 




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