Kadavar (Christoph "Tiger" Bartelt)
Tempi effettivamente duri per i Kadavar? Non si direbbe e Tiger, batterista della band, ce lo ha confermato di persona reduce dal successo riscosso al Wacken Open Air. Al fine di meglio apprezzare l'ultima fatica della band berlinese, "Rough Times", che ha visto la luce alla fine del wormhole giusto ieri, abbiamo interrogato il buon Christoph sulla sua gestazione, il suo rapporto con lo spazio-tempo, l'evidente ammirazione per i Fab 4 e quella meno manifesta per... i fratelli Gallagher!
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 30/09/17

Si ringrazia Stefano Torretta per la collaborazione

 

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Iniziamo subito a parlare di "Rough Times". Perché avete scelto di usare questo titolo? È forse un segnale di disagio reale generalizzato o di qualche altro problema? Visto il successo che avete raggiunto negli ultimi tempi, presumo che la band non stia affatto passando dei momenti duri...

 

Sì, è giusto. L'album parla di disagio, del non sentirsi a proprio agio con quanto sta accadendo attualmente nel mondo ed anche come alcune situazioni ti facciano sentire a livello personale. È anche (un album, ndr.) politico, sebbene non sia l'argomento principale. Si parla di emozioni negative in tutti i brani e questo è ciò che secondo me tiene unito l'album. Allo stesso tempo hai ragione: siamo una band che riscuote successo e ne siamo felici, non voglio certo lamentarmi di quanto ho ottenuto ma tutti passano attraverso momenti buoni e cattivi quando ti sforzi al massimo.

 

Rimanendo sempre in argomento titoli, è incredibile come il sound di quasi tutte le vostre canzoni venga perfettamente anticipato dal titolo. Mi riferisco specialmente all'abrasiva traccia iniziale o alla natura ipnotica di "Into The Wormhole", senza tralasciare il malinconico disorientamento di "Lost Child". Come riuscite ad ottenere questo effetto?

 

Questa è una gran bella domanda. Quando abbiamo realizzato questo album non ci aspettavamo di ottenere un certo sound o un tipo di canzone, si è trattato più di un esperimento rispetto a quanto fatto in passato, forse ci siamo permessi di sentire davvero cosa abbiamo nel profondo e di farlo uscire. In passato non ci eravamo mai spinti così a fondo.

 

kadavar2017ePotremmo quasi dire che, rispetto al passato, questa volta probabilmente siete stati più spontanei, meno legati ad una sorta di copione...

 

Ogni volta ti dici di non volere scrivere solamente quello che le persone si aspettano da te e poi sicuramente ogni anno che passa diventa sempre più facile sfuggire a queste aspettative e questa volta è stato di sicuro più facile per me rispetto ai dischi precedenti.

 

Il tuo approccio è dunque cambiato per "Rough Times"? Cosa credi che abbia contribuito maggiormente a questa evoluzione, al di là dell'esperienza accumulata? L'andare in tour, il suonare sul palco?

 

Questa è la componente principale. Ogni anno suoni in tour sempre più a lungo e ti avvicini maggiormente agli altri sia personalmente che musicalmente ma credo che il fattore più importante di questo album sia stato il fatto che l'ho prodotto personalmente e nessun altro ci ha messo mano. Abbiamo così potuto avere il 100% di controllo del progetto nel nostro nuovo studio.

 

Hai appena anticipato una delle mie prossime domande: quanto ha aiutato nella produzione dell'album il vostro nuovo studio, quello che avete messo in piedi voi stessi? Vi sono delle canzoni sull'album che non sarebbe stato possibile realizzare senza il nuovo studio?

 

Credo che tutto l'album sia stato realizzato solo grazie al nuovo studio. In precedenza vivevamo in uno scantinato che era pieno di muffa quando pioveva e puzzava non poco. Tutto il nostro equipaggiamento era arrugginito, dopo sette anni passati in quel buco. Lavorare nel nuovo studio, che abbiamo effettivamente costruito con le nostre mani, è stato veramente comodo e agevole. Relativamente agevole perché comunque si è trattato di un processo molto impegnativo, non così difficile come costruire l'intero studio ma comunque un compito non da poco. Abbiamo costruito un qualcosa di nuovo, abbiamo respirato una nuova aria ed una nuova musica. Insomma, un nuovo inizio.

 

Quale è stata l'attività più impegnativa: costruire lo studio o scrivere le nuove canzoni?

 

Credo che sia stata tutta la pressione per riuscire a chiudere l'album in tempo. Per noi è sempre così... quando arriviamo vicino alla data di consegna ci mettiamo molto sotto pressione e rischiamo altrettanto. Dobbiamo mantenere quanto abbiamo promesso ed è un qualcosa che ti fa venire gli incubi di notte e questa volta è capitato più spesso che in passato. Ho avuto degli incubi tutte le notti e quando ero a casa mi comportavo da pazzo, perché la situazione era molto stressante. L'attività più impegnativa è stata sicuramente il cercare di non uscire di testa.

 

Quindi hai avuto incubi su vampiri, wormhole e scheletri?

 

Sì, specialmente gli scheletri! (ride, ndr.) Tutti gli aspetti negativi dello spettro emotivo. Quella canzone nasce da quando ti senti completamente giù e non sai più che cosa fare... questo è ciò che ha dato vita allo "Skeleton Blues".

 

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Il singolo, l'immagine di copertina e gli altri elementi di questo album, come il titolo "Skeleton Blues" per esempio, rivelano un tentativo di prendersi gioco dell'idea della morte. Vi è una qualche ragione filosofica dietro tutto questo?

 

La morte è di sicuro un simbolo ricorrente all'interno dell'album. Credo che tutto ciò che è connesso alle emozioni negative, la depressione e il sentirsi a disagio, abbia un legame con la morte. Non sto dicendo che potrei suicidarmi, ma nei miei sogni più neri in qualche modo mi immagino come mi sentirei se fossi morto. È un qualcosa che cerchiamo di combattere.

 

In questi ultimi mesi si è molto discusso del rapporto tra musicisti e depressione. Alcuni sostengono che i soggetti più fragili possano risentire della la pressione del music business ma d'altro canto ritengo che la musica stessa possa essere un'arma efficace nel combattere questo tipo di problemi e offrire una via per rilasciare questa pressione...

 

Sicuramente, è proprio questo che amo della musica e che la rende la cosa più importante della mia vita. Puoi trasformare emozioni negative in positive e, ogni volta che ci riesci, ottieni energie benefiche.

 

Tornando alla vostra nuova produzione... Come bonus track della versione 7'' del vinile del signolo "Die Baby Die" avete scelto l'immortale "Helter Skelter" dei The Beatles. Alcuni la considerano la prima canzone heavy metal mai scritta. L'avete scelta per questa ragione storica o perché semplicemente vi piace da matti?

 

Sono stato io a proporla agli altri perché i The Beatles sono sempre stati la mia band preferita e quella la traccia che preferisco in assoluto. Quindi non necessariamente una ragione storica, più perché amo il suo caos e il modo in cui l'hanno registrata. Credo che l'intento di questo loro esperimento fosse di fare la registrazione più rumorosa possibile. Adoro anche come traspaia che se ne fregavano (di cosa avrebbero pensato gli ascoltatori, ndr.). Questa è la magia della musica: fottersene. Io cerco sempre di non essere un metronomo ma piuttosto di esprimere qualcosa e, se ne esce qualcosa di buono, significa che sono sulla buona strada.

 

Tra gli altri, gli Oasis l'avevano già coverizzata da un bel pezzo, lo sapevi?

 

Certo che si! La loro versione è fantastica. Se non bastasse già la velocità in sé, Noel (Gallagher, ndr.) suonava magnificamente all'epoca e anche la prova vocale di Liam è molto buona, la adoro! (ride, ndr.).

 

Quindi posso pure azzardarmi a chiederti quale dei fratelli Gallagher preferisci?

 

Oh (ride, ndr.), è come chiedere se si preferisce il sale o il pepe! Credo decisamente che Noel sia quello più brillante. Non sto dicendo che Liam sia completamente stupido, solo che a volte si comporta come tale. Una parte di me lo ammira ma a volte fa davvero l'idiota. Noel si cura di più di quello che la gente pensa di lui. Erano tra quelle ultime rock band ad avere un'immagine folle quando invece tutti ora si preoccupano delle apparenze. Preferivo il modello Oasis.

 

Tornando ad argomenti più seri... L'ultima traccia del disco, l'evocativa e sognante "A l'Ombre Du Temps" è un altro tuffo in una dimensione senza tempo. Quale è il tuo rapporto con il suo trascorrere?

 

Credo che il tempo vada in tre direzioni: c'è il presente che non puoi trattenere e poi passato e futuro a cui pensi di continuo... è tutto un avanti e indietro a livello mentale. Cerco di pensare al futuro tanto quanto rifletto sul passato. Cerco di conservare qualcosa del passato e mai chiudere gli occhi di fronte a qualcosa che sta per accadere. Tutto ha la medesima importanza.

 

L'intera natura della vostra band è ben radicata in questo carattere vintage. E' solo una parte che recitate o avete davvero lampade lava e poster di Nico a casa?

 

(Ride, ndr.) In realtà non ho mai avuto una lampada lava ma potrei in effetti cercarne una!

 

Magari potresti portarne una allo studio così da usarla quale fonte di ispirazione...

 

Preferisco le candele, sono di maggior ispirazione e ben più vintage.

 

Quanto è importante questa cultura retrò nel vostro quotidiano?

 

E' semplicemente la nostra lingua. Cerco di fare qualcosa indipendente dal tempo, più connesso a questi tempi ma va sempre a finire che ha quel non so che di anni '70. Non è che non mi piaccia la musica contemporanea ma quella che facciamo noi è la mia forma di espressione migliore.

 

Ho notato che il titolo dell'album sembra un tatuaggio sulla pelle del personaggio in copertina e anche voi ragazzi ne avete parecchi... è stato voluto?

 

Avevamo l'artwork ben prima di decidere di chiamarlo "Rough Times" e poi, dopo aver dato una bella occhiata a questa immagine, abbiamo pensato che calzasse a pennello, crea una sorta di tensione. Almeno questa è la prima parte della storia, mentre la seconda è che abbiamo considerato come ormai i tatuaggi siano qualcosa di così trendy e diffuso che sarebbe stato carino. Poi ci siamo detti: forse è meglio se prima ce lo facciamo noi e poi gli scattiamo una foto. Detto fatto: adesso ciascuno di noi lo ha. Ce lo siamo fatti dare al negozio di un amico a Berlino.

 

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E' la tua calligrafia?

 

Si, quella della mano sinistra anche se io scrivo solitamente con la destra.

 

Secondo il programma del vostro tour non tornerete in Italia stavolta... la ragione sta in qualcosa che è successo durante la vostra data precedente coi Blues Pills?

 

E' vero, non ci saranno date italiane stavolta. Ci fu qualcosa che non quadrò in occasione della nostra ultima data a Milano ma di certo non responsabilità dei nostri fan. Quello che non mi piacque di quello spettacolo fu che il locale richiese il 25% dei ricavati del merchandising. Questo è qualcosa che abbiamo particolarmente detestato, come già dicemmo durante lo show. Credo che chiunque faccia questo mestiere, in Italia o meno, dovrebbe riflettere meglio sulla ragione per cui i fan partecipano ai concerti e al fatto che questi sono dedicati a loro. Non abbiamo intenzione di aumentare il prezzo dei nostri prodotti perché il locale possa guadagnarci. Ad ogni modo abbiamo provato a tornare in Italia e spero che accada presto.

 

Salutiamoci allora parlando di qualcosa di ben più positivo: testimoni oculari mi hanno detto che la vostra performance al Wacken Open Air è stata un discreto successo. Che cosa ti va di raccontarci a tal riguardo?

 

Inizialmente fu un po' strano: arrivammo al festival al mattino e avemmo giusto il tempo per un paio di caffé prima di salire sul palco. Devo dire che il pubblico fu comunque numeroso e ci sorprese nonostante i nostri timori iniziali. Durante il soundcheck il posto era deserto e invece la gente ha effettivamente iniziato ad arrivare alle 11. Sono più una persona da show serali.

 

Era la prima volta che suonavate al mattino?

 

No, era già successo un altro paio di volte ma perché il programma era così in ritardo che ormai il sole era già uscito!

 

---ENGLISH VERSION---

 

Let's start straight away with "Rough Times". Why have you chosen this title? I mean... Is it a hint of a real and collective discomfort (or tribulation)? Considering the success you have been achieving lately, I assume these are not hard times for the band at all...

 

Yes, that's right. It is about discomfort, about feeling uncomfortable with what is happening in the world today and also how certain things make you feel on a personal level. It is also political, not mainly. It's talking about negative emotions in all the songs, this is what ties the album together for me. At the same time you are right: we are a successful band and we are happy about that, I don't want to complain about what I have achieved at all but everybody goes through good and bad times, especially when you try hard.

 

Still talking about titles... It is amazing how the sound of most of your songs is perfectly anticipated by the title. I refer especially to the abrasive opener, or the hypnotic nature of "Into The Wormhole", not to mention "Lost Child" melancholic disorientation. How do you manage to do that?

 

That's a good question. When we did this record we did not expect from ourselves to achieve a certain sound or songs, maybe it was more an experiment than before, maybe we allowed ourselves to really feel what is deep inside and let it come out. We did that more than ever before.

 

May we say that, respect to the past, perhaps this time you are more spontaneous, not just following a sort of script...

 

You always tell yourself you don't want to write only what people expects from you but also of course every year it becomes easier to break free from these expectations and it was definitely much easier for me than before.

 

So, has your approach changed for "Rough Times"? What do you think more than experience, has helped evolving? Touring, performing on stage?

 

This is the main ingredient, every year you play out more and you grow closer to each together personally and musically but I think the most important thing for this record is that I was producing it again and nobody else has touched it. So we had 100% control in our new studio.

 

You have just anticipated one of my next questions: how the new studio, the one you actually built yourself, has helped the production of the album? Are there any song on this record that wouldn't have been possible without it?


I think all the record was only made possible because of the new studio. Before we were living in a basement that was mouldy when it rained and it smelled really bad. All our equipment got super rusty and, after seven years in that shit hole... working in the new studio, that we built with our hands, it was so comfortable and easy. Relatively easy because it was a very hard process, not as difficult as building the whole place but it's still a big task. Because we built something new, we breathed new air and new music, it is all a new beginning.

 

So what was the most challenging activity? Building the studio or writing the new songs?

 

I think was all this pressure to have the record ready. It's always like that for us... at the end of the deadline, we put a lot of pressure to ourselves and we risk a lot. We have to fulfil what we have promised because this is something that gives you nightmares at night and it happened for this record more than ever before. I had nightmares every night, I was crazy when I was at home cos it was so stressful. Trying to stay normal in your head was definitely the most challenging task.

 

So you had nightmares about vampires, wormholes and skeletons?

 

Yes, especially skeletons! (laughs, Ed.) All the negative side of emotions you can have. That song come from when you feel down in the dark and you don't know what to do anymore... this is what creates the "Skeleton Blues".

 

The single, the artwork and other elements of this release, such as the title "Skeleton Blues" as well betray a sort of attempt to mock the idea of death. Is there any philosophical reason behind it?

 

Death is a reoccurring symbol in the record, definitely. Anything related to bad emotions, like aggression, depression and being uncomfortable I think in the end has its last meaning related to death. I am not saying I would ever commit suicide but in my worst dreams somehow I imagine how it'd feel to be dead. This is something we try to fight.

 

In these last months there has been a lot of discussion about the relationship between musicians and depression. Some people believe the pressure from the music business may affect fragile people but on the other hand I believe music can be a strong weapon to fight against this kind of problem, offering the chance to release this pressure...

 

Definitely, this is something that I really love about music and makes it the most important thing in my life. You can turn negative emotions into positive ones when you find a way to release your bad energy you always get positive energy.

 

Going back to your new music... As bonus to the 7'' vynil version of "Die Baby Die" single you have chosen the immortal "Helter Skelter" by The Beatles. Some people consider it the first heavy metal song ever written. Have you chosen it for this historical reason or you just really dig it?

 

I have asked the other guys if they would be up to that because The Beatles have always been my favourite band and "Helter Skelter" is my favourite track by them. So not necessarily for that historical reason, more because I love the chaotic aspect of it and also they way the recorded it. I think their experiment was to make the loudest recording by that time. I also love how they didn't give a shit about it. The magic of music is this: don't giving a fuck about it. This is something you can find in our music, I always try not to be a metronome but trying to express and if it sounds good perhaps you really have something.

 

Among the others, Oasis covered it as well ages ago. Do you know that?

 

Of course I do! Their version is fantastic. Let alone the speed, Noel was playing amazingly at that time and Liam vocal performance is very good, I love it (laughs, Ed.).

 

So I can also dare to ask you if you prefer Noel or Liam?

 

Oh (laughs, Ed.), it is like asking if I like salt or pepper! It's hard to say! I definitely think Noel is the smartest guy. I am not saying Liam is completely stupid, just that he acts like that sometimes. A part of me admires him but I also think he is an asshole. Noel takes a little more care of what people thinks of him. They were one of the last rock bands to have this crazy image. Everybody wants to have a good image instead. I like when it was like Oasis.


Going back to more serious things... The last track of the album, the evocative and dreamy "A l'Ombre Du Temps" is another deep dive into a timeless dimension. How do you feel about time passing by?

 

I think time goes in three directions: there is the present that you cannot catch and the future and the past that you always think about and you go back and forth all the time in your head. I try to think about the future as much as I think about the past. I try to keep something of the past and never close my eyes in front of what is going to happen. Everything matters equally.

 

Your whole nature is deeply based on this vintage attitude. Is it only a stage act or do you actually have lava lamps and Nico's posters at home?

 

(Laughs, Ed.) Actually I never owned a lava lamp but maybe I should start looking for one!

 

Maybe you can buy one for the studio and stare at it looking for inspiration...

 

I prefer candles, they are more inspirational and also even more old fashion.

 

How important is this retro culture in your daily life?

 

It is just our language. I try to do something timeless, more connected to these days and still sounds like something from the 70s. It is not that I don't like music from nowadays but this kind of music we do helps me in expressing myself better.

 

I have noticed that the title of the album looks like a tattoo on the skin of the lady on the cover... and you guys have a lot of tattoos as well.. was this intentional?

 

There was this artwork in the beginning but we didn't have a record title by then and when we decided to call it "Rough Times", after looking at this picture, we thought it fit so well. It is a good counterpart for the character on the cover, it creates some tension. Well that's part of the story and maybe because tattoos are so trendy and everybody has a tattoo we thought it'd be nice. And then we said: maybe it's best if we do it on ourselves and then we make a photo of it. So this is what we did: everybody in the band has the same tattoo now. We had it done at a friend's shop in Berlin.

 

It is your handwriting?

 

Yes, it is my left hand handwriting although I am right handed.

 

According to your tour schedule you are not coming to Italy this time... Is this somehow related to your last show with Blues Pills?

 

That's true. There are no Italian shows this time. There was something unfortunate about that last show in Milan but it has nothing to do with our fans. What I didn't like about that gig was that the venue took the 25% of our merchandising income. This is something we really hated and we also said during the show. I think everybody who does this, regardless if it is Italy or somewhere else in the world, should really consider why people come to shows and for whom shows are for. I really don't want to make our products more expensive that the venue can earn more money out of it. We tried to come back to Italy anyway and I hope it will happen soon.

 

I heard it was a success when you played it at Wacken Open Air. What do you recollect of that experience?

 

It was a little weird: we arrived at this festival in the morning and we just had the time for a couple of coffees and we literally went on stage. I have to say that, the place was full and crowded. Despite our concerns during the soundcheck, when the place was completely empty, the people then actually arrived at 11am. I am more an evening person when it comes to shows.

 

Was it the first time you were playing in the morning?

 

No, it had happened a couple of times before but because the schedule was so behind that the sun was already out!




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