Amaranthe (Olof Mörck)
In occasione del rilascio del loro nuovo disco, abbiamo intervistato gli Amaranthe per sapere di più sul songwriting, sui testi e sugli arrangiamenti dietro a "Maximalism". Risponde alle nostre domande un disponibilissimo Olof Mörck.
Articolo a cura di Roberto Di Girolamo - Pubblicata in data: 19/10/16
ENGLISH VERSION BELOW! 
 
 
---ITA--- 
 
 
Ciao Olof e benvenuto su SpazioRock! Il vostro nuovo album "Maximalism" verrà rilasciato il 21 ottobre. Potresti descriverci il processo creativo che vi ha portato al risultato finale?
 

Certamente! È stato un album un po' differente, perché questa volta abbiamo avuto la possibilità di sederci e lavorare senza contemporaneamente andare in tour. Sin dal primo disco tutto è stato un po' febbrile pur sentendoci sempre creativi. Tra i tour ci sedavamo per lavorare quanto più possibile, ma questa volta ci siamo potuti concentrare unicamente sulla stesura dei pezzi per quattro-cinque mesi, il che ha reso possibile l'inclusione di nuove influenze, lo sviluppo del sound e la riproposizione di alcune cose su cui volevamo soffermarci. Questo ci ha dato molte libertà creative, che poi era quello che volevamo fare: un album più vario dei precedenti.

 

Il processo di songwriting è stato molto differente questa volta?

 

Non direi. Credo ci siano sempre nuove idee e nuovi metodi con cui sperimentare, ad esempio con la strumentazione e cose così. Ma, essendo amici, sin dal primo album ci siamo incontrati nella stessa stanza mettendoci a sedere per mangiare tutti insieme, comporre musica e rilassarci. Abbiamo cercato di non allontanarci da questo modo di fare perché alcune band, crescendo, si spostano in grossi studi, lavorano con autori esterni e tutto diventa troppo elaborato. Volevamo restare nel nostro salotto, con la nostra strumentazione e lavorare da amici.

 

Adoro l'orecchiabilità di "That song". Come vi è venuta l'idea per il pezzo?

 

L'intera canzone è un'idea folle, visto che è probabilmente la più diversa nell'album. Io e Elize giocavamo con quella linea vocale e inizialmente quando il pezzo doveva essere messo insieme avevo un arrangiamento in stile metal. Poi ne abbiamo provato uno più verso il rock classico, qualcosa di inedito per noi. Abbiamo avuto queste versioni per molto tempo e abbiamo pensato che sarebbe stato divertente fare qualcosa di molto differente. Credevo che il pezzo sarebbe finito con lo scendere nella scaletta e diventare qualcosa come la traccia numero dieci, ma poi è piaciuta a tutti: a noi, all'etichetta...quindi si è deciso di farne un singolo, il che è una sorta di pazzia, ma è bello mantenere le cose stimolanti.

 

Ascoltando il disco ho davvero ricevuto sensazioni positive, soprattutto dall'opener "Maximize" e da "Boomerang". Potresti descrivere come hai lavorato su queste canzoni da chitarrista?

 

Innanzitutto il disco dovrebbe assolutamente dare sensazioni positive, perché ci sono già milioni di band lì fuori nella scena metal che fanno canzoni depressive e sul suicidio e non credo che il mondo ne abbia ulteriormente bisogno. L'approccio da chitarrista...varia a seconda del pezzo. Ad esempio per la canzone "Maximize" è nata dal riff iniziale e dallo schema ritmico, mentre "Boomerang" è stata scritta su tastiera e la chitarra è stata aggiunta successivamente. Una cosa molto interessante su "Boomerang" è che parte dalla cosa più semplice che io abbia mai suonato negli Amaranthe, ossia un'introduzione (una progressione di accordi molto semplice) che la prima volta finisce direttamente nella strofa, ma che la seconda volta insieme alla strofa crea uno schema ritmico sulla chitarra abbastanza complicato. Passa quindi da qualcosa di molto semplice a qualcosa di difficile. Questo contrasto è tipicamente Amaranthe.

 

Anche se "Maximalism" è il vostro lavoro più vario rimane fedele al vostro sound. Come bilanciate tutti gli elementi nella vostra musica?

 

Dietro c'è naturalmente un certo sforzo: non ci distacchiamo troppo dal suono principale mantenendo però al contempo un certo grado di novità. Penso che sia un bilanciamento difficile. Credo inoltre che alcuni fan non siano d'accordo sul fatto che abbiamo mantenuto il nostro suono, ma quando abbiamo rilasciato il nostro primo album quella era una delle idee principali dietro il gruppo, e tutti erano infastiditi dal fatto che si trattasse di metal e pop messi insieme. Per noi era importante mantenere quell'elemento di originalità perché se proponi qualcosa di nuovo e la tua band viene conosciuta per quel qualcosa di diverso, allora dovrebbe rimanere ancorata a quell'idea. Quindi ecco perché abbiamo quel suono...innanzitutto per i cantanti, poi io suono la chitarra in un certo modo, Morten suona la batteria e Johan il basso. Ognuno di noi è una parte vitale del suono degli Amaranthe, che deve essere a sua volta sviluppato.

 

 

 
Per quanto riguarda i testi, "Faster" può essere considerata come una canzone sul ritmo del mondo in cui viviamo e del modo in cui si interseca con noi?

 

Assolutamente! Credo che sia in qualche modo ambientalista. La prima strofa racconta di come consumiamo incoscientemente e di come, in quanto umani, facciamo in modo di adattare a noi tutto quello che ci circonda senza tuttavia interagire con la natura. La seconda strofa parla sarcasticamente della nostra ricerca di pianeti e altri mondi da colonizzare perché stiamo distruggendo il nostro. Questo è un modo di pensare molto umano e attuale, perché alla fine non è troppo tardi per cambiare direzione. Ecco essenzialmente il tema del pezzo.

 

"Supersonic" ha una bella atmosfera teatrale\da musical nel ritornello. Qualcuno nella band ha per caso quel tipo di formazione?

 

Certo! Elize segue molto la scena dei musical, ha studiato per anni la materia e tutto il resto. Personalmente vengo da un'esperienza più classica visto che ho suonato il violino, il piano e ho studiato composizione. Fino ad ora non avevamo portato praticamente alcuna influenza di questo tipo nel suono degli Amaranthe, quindi è stato molto divertente. Ad esempio, nel pre-ritornello, la parte elettronica è scritta come l'avrebbero composta Bach o Mozart, con tanto di contrappunto e cose di questo tipo. E' stato molto interessante provare una cosa simile nel contesto della nostra musica. Di sicuro è qualcosa di nuovo che funziona bene, direi.

 

Sembra che il nuovo album abbia meno voci in growl. È stata una scelta dettata dal mood del nuovo materiale?

 

Credo che dipenda da come e cosa si ascolti. Molte persone mi hanno detto che in quest'album hanno trovato più growl! Ci sono più canzoni senza growl ma nelle canzoni in cui è presente ce n'è più di prima, quindi credo sia di nuovo un discorso di varietà. Come dici tu giustamente è tutto dettato dalla canzone: quando si ha un traccia come "Feared" è ovvio che sia necessario, ma in una canzone come "Endlessly", la ballata conclusiva, non avrebbe molto senso se Henrik si mettesse a urlare nelle strofe...distruggerebbe l'umore del pezzo! (ride)

 

Avete scelto di nuovo Jacob Hansen come produttore e tecnico di missaggio. Sentite di aver trovato il team creativo perfetto?

 

Sì senza dubbio. Jacob Hansen capisce davvero le nostre canzoni. Aggiungo anche che abbiamo lavorato con Jakob Herrmann per le registrazioni di chitarre, basso e batteria. Anche in quel caso ci siamo trovati bene perché lui vive a Göteborg e per noi è stato logisticamente più semplice lavorare. Dopo una sessione o una giornata in studio era possibile tornare a casa per poi ritornare in studio il giorno successivo con orecchie e mente fresca e ben riposati, mentre facendo come nei primi album avrei dovuto spendere qualcosa come otto giorni in Danimarca. Sì, è un processo che può essere problematico, ma Jacob Hansen è una persona molto musicale e ha afferrato il nostro suono. Penso che avendo un album e idee differenti sia il caso di lavorare con qualcuno che, mettendoti a tuo agio, non si allontani troppo dal tuo sound.

 

Per tutti i nerd della chitarra lì fuori (me incluso), che strumentazione hai usato per le registrazioni dell'album?

 

Ho usato diverse chitarre. Per le parti ritmiche ho utilizzato principalmente, e per la prima volta, una Jackson Soloist III (se non sbaglio è quello il nome preciso) e non una Caparison come avveniva in passato negli Amaranthe. Credo abbia un bel suono, molto organico. Le chitarre ritmiche sono state registrate con una Engl Powerball che avevo già usato e che suona davvero bene. Ho cambiato solamente un po' i settaggi, il microfonaggio e cose del genere. Ancora una volta per gli assoli ho usato la stessa Engl Fireball dei tre album precedenti, perché non appena si inserisce il jack suona già in modo fantastico.

 

Il tour promozionale di "Maximalism" inizierà all'indomani del rilascio del disco e a novembre suonerete a Milano e Trieste. Siete euforici all'idea di testare le nuove canzoni dal vivo?

 

Sì tantissimo! Sarà davvero forte perché fino ad ora siamo stati in tour per tre anni con uno show sempre più o meno simile. Anche se abbiamo cambiato scaletta il tema e le canzoni sono state le stesse. Ora non solo proporremmo pezzi nuovi, ma stiamo anche cambiando interamente la scaletta e l'allestimento del palco. Stiamo ambiziosamente provando molte novità come nuove luci, nuovi concept, nuovi temi, una nuova intro...tutto nuovo insomma. Per noi musicisti sarà molto interessante vedere come il tutto funzionerà assieme in questa nuova dinamica. In realtà abbiamo già suonato in anteprima "That Song" a Mosca, Ekaterinburg e anche a Tokyo. Specialmente a Mosca tutti la cantavano già. C'è stata sicuramente una certa controversia riguardo alla canzone ma credo che quando le persone la ascolteranno live la canteranno comunque, anche quelle che hanno scritto commenti negativi, perché tutti ne erano già pazzi dal vivo.

 

Vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani?

 

Sarà bellissimo tornare da voi ed esibirci! Le ultime volte abbiamo suonato al Live Club di Trezzo Sull'Adda ed è stato semplicemente magico. Ogni volta a Milano è stata grandiosa e sarà sicuramente fantastico suonare nella bella città di Trieste per la prima volta. Ci sono stato in occasione di un giorno di riposo durante il tour con i Kamelot nel 2011 e mi è piaciuta molto, quindi spero di vedervi tutti lì!!

 

Ok quella era l'ultima domanda. Grazie mille per il tuo tempo Olof, tack så mycket!

 

Grazie tante a te! Grazie mille!

 

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 ---ENG---

 

Hi Olof and welcome to SpazioRock! Your new album "Maximalism" will be released on October 21st. Could you give us some insight into the creative process that brought you to the end result?


Absolutely! It was a little bit of a different album; this time we actually had the possibility to sit down and work on the album without going on tour at the same time, because since the first one it's always been a little bit hectic but we've always felt creative. In between the tours we have sat down and worked as much as possible, but this time we were able to focus on the songwriting only for like four/five months, which made it possible for us to include a lot of new influences, develop our sound, and bring back some old stuff that we wanted to do. It just gave us a lot of creative freedoms, so that was basically the philosophy when we started out: to make a more diverse album than the previous ones.

 

Was the songwriting process a lot different from the usual this time around?


I wouldn't really say that. I guess there's always some new insights and some new methods that you are working with, equipment and stuff like that. But ever since the first album we've been sitting at each other's places just hanging out as friends, eating some food, composing some music and just relaxing. We have tried not to change that concept because some bands ‒ as they grow ‒ move into big studios, work with songwriters, and everything gets really fancy. We just liked to stick with our equipment back home, sitting in our living rooms and working as friends.

 
I really love how catchy "That Song" is. Where did you get the idea for the whole song?


The whole song is a crazy idea, because it's probably the most different song on the album. Me and Elize were playing around with that vocal line and when it was time to make the arrangement, at first we did a very sort of metal arrangement to it and then we tried one that was a little bit more almost classic rock, something new for us. We had those couple of versions for a pretty long time and we just figured that it was just really fun to do something different. In my head I thought that the song would end up to be like track number ten on the album, but everybody loved it: the label, the band...so everyone decided to release it as a single, which is a little bit crazy, but it's fun to keep things fresh.

 

Listening to the album I really got positive vibes, especially from the opener "Maximize" and "Boomerang". Could you describe how you worked on them as guitar player?

 

First of all, it should definitely be like a positive vibe that you get from it, because there's already a million bands in the metal scene now who are doing this suicidal and depressing songs and I don't think that the world needs another one to do that.
The approach as guitar player...it really depends. For example with the song "Maximize" was a little bit more born from the intro guitar riff and the rhythmical pattern, whereas "Boomerang" is more of a song that was written on keyboard and then I added the guitars afterwards. A really interesting thing about the "Boomerang" song is that it goes from maybe one the simplest things I played on guitar in Amaranthe ‒ a very simple chord progression for the intro ‒ that goes straight into the verse, but when the verse kicks in again it creates a pretty complicated guitar rhythm. It goes from something that is very easy to something that is a lot more complex. That contrast it's typically Amaranthe.


Even if "Maximalism" is your most diverse record it remains true to your sound. How do you balance all the elements of your music?


There is certainly a conscious effort, not to stray too far away from the core sound while still trying to keep things fresh. I think it somehow it's a difficult balance. Some hardcore fans might not even agree that it stays true to the core sound, but when we released the first album that was one of the main ideas of the band in the first place, and everybody was super upset that it was pop combined with metal. It was important for us to keep it that element of freshness because if you do something new and if your band gets known for doing something different, then your band should stay true to that core. So why do we have a certain sound... particularly for the singers, and I play guitar in a certain way and Morten plays the drums and Johan plays the bass. They are still a vital part of Amaranthe's sound, and that sound needs to develop as well.

 

Lyrics-wise can "Faster" be considered a song about the pace of the world we live in and the way it intersects with us?


Absolutely! I think it's sort of environmentally conscious song somehow, it's a bit satirical. The first verse is all about how we consume without conscience and how we make everything around us to fit us as human beings, but we don't really think how we interact with nature. The second verse is sort of sarcastically talking about like we are all looking for different planets and different worlds to colonize because we're destroying our own planet, which is a sort of contemporary human way to think about things, because at the end of the day it's not too late if we turn things around right now. That's pretty much the theme of the song.

 

 

 

The track "Supersonic" has a nice theatrical\musical feel to it in the chorus section. Does anyone in the band have that kind of background?


Certainly. Elize is very much into the musical scene and had an extensive training for that and so on and so forth. Personally, I come from a more of a classical background where I played a lot of violin, piano and studied composition. We haven't really brought almost no classical\musical sort of elements in to the Amaranthe sound before, so for me it was a lot of fun. For example the electronic part in the pre-chorus was really fun, because it's written a little bit like Bach or Mozart would have written, in counterpoints and stuff like that. It was a lot of fun to try out something like that within in the context of our music. Definitely something new that works cool, I think.

 

It seems that the new album have less screaming vocals on it. Was it a choice dictated by the mood of the new material?


It sort of depends on how you listen to it and which part you listen to. I had also quite a few people saying that there is more growl on this album! There are more songs without growl but I think the songs that have growl might have even more than before, so I guess It's a little more diverse. Just like you say it's all dictated by the song. When you have a track like "Feared" it's obvious you want it to have a lot of growl, but then again a song like "Endlessly" - the ballad in the end - wouldn't really make a lot of sense if Henrik was growling in the verses...it would sort of kill the mood (laughs).

 

You guys have chosen again Jacob Hansen as producer and mixing engineer. Do you feel like you have found the perfect creative team?


Yeah absolutely. Jacob Hansen really understands our songs. I also have to add that we worked with a guy called Jakob Herrmann for the guitar, bass and drums recordings. That was also a cool process as well because he is living in Gothenburg and it made it a little bit logistically simpler for us to be working from home. You would go home after a normal day or session in the studio and you would come back with fresh ears, fresh mind and well rested, whereas in the early albums I would spend maybe eight days down in Denmark. Yeah it can bit a little bit troublesome, but Jacob Hansen he is a very musical person and he understands our sound. I think that if you have an album and ideas that are a little bit different, then it might be comfortable working with somebody who understands your sound so you don't stray too far away from that.

 

For all the guitar nerds out there (including me), what recording setup did you use on the album?


I used quite a few different guitars, but for the rhythm parts this time I mainly used a Jackson Soloist III (I think it's the name for it), so I wasn't using Caparison guitars now for the first time in Amaranthe. I think it has a very organic, nice sound to it. The rhythm guitars were recorded through an Engl Powerball I've used before which has a really nice sound. I changed just the settings a bit, the miking and stuff like that. Once more for the guitar solos I used the same Engl Fireball that I've used on all the three albums before, because when you plug it in it sounds absolutely fantastic.

 

The "Maximalism" promotional tour will begin the day after the release date and in November you will play in Milan and Trieste. Are you excited to test the new songs live?


Very much so! It's gonna be really cool because we have been touring for three years now with the same sort of show. Even if we have changed the set list a little bit, the theme and the songs have been similar. Now we're not only throwing in a few new songs, we are also changing the entire set list and the stage setup. We are trying a lot of new things show wise, sort of ambitious with new lights, new concept, new themes, new intro...new everything. For us as musicians it's going to be really interesting and really nice to see how everything works with this new dynamic. Actually, we have already premiered a new song, "That Song", in Moscow, in Yekaterinburg, and also in Tokyo. Especially in Moscow everybody was just already singing along with it. Obviously, there has been a little bit of controversy with the song and I think that when people hear it live, even maybe some people who had written comments about it, will still sing along with the song because everybody was already going crazy with it.

 

Do you want to leave a message to your Italian fans?


It's gonna be very nice to be back and play for you people! The last couple of times we played at the Live Club in Trezzo Sull'Adda and it has just been magical. Every time in Milan has been fantastic and of course it's going to be great to play in the beautiful town of Trieste for the first time. I've been there once when we had a day off on the Kamelot tour in 2011 and I really loved the city, so I hope to see all of you guys there!

 

Ok that was the last question. Thank you very much for your time Olof, tack så mycket!


Thank you very much! Grazie mille!

 




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