Public Service Broadcasting (Public Service Broadcasting)
Dalla corsa alle stelle al nero pece delle miniere britanniche. L'inventiva dei Public Service Broadcasting continua a stupirci musicalmente e visivamente. Presto in Italia per le date del 9 e 10 novembre rispettivamente a Milano e Roma per due nuovi imperdibili appuntamenti con una delle migliori proposte dell'art rock in circolazione.
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 31/10/17

Traduzione a cura di Stefano Torretta

 

Avevate lasciato i vostri fan a vagare all'interno della valle Taurus-Littrow, sulla Luna, ed ora si risvegliano sul fondo nell'oscurità di un pozzo minerario. Credo che sia d'obbligo una spiegazione per un tale improvviso cambio di ambientazione...

 

Dopo "The Race For Space" volevo provare a prendere una direzione insolita e inaspettata. Mi piaceva l'idea di provare a rendere piacevole un album dedicato all'estrazione del carbone, anche per il fatto che avrebbe parlato sia delle persone che del prodotto e mi sembrava un buon modo di utilizzare la nostra esposizione pubblica.

 

Il concept di "Every Valley" si basa sull'effetto che la chiusura delle miniere ha avuto sulla popolazione britannica. Sbaglio forse nel credere che sia un tema alquanto atipico per due londinesi e un ragazzo di Leeds quali voi siete?

 

Sì, credo che sia alquanto insolito, ed era ambizioso, rischioso e potenzialmente scomodo ma queste sono posizioni positive in cui trovarsi quando si cerca di creare qualcosa. Eravamo ben consci della nostra distanza dal soggetto mentre stavamo scrivendo e facendo ricerche per l'album e abbiamo cercato di fare del nostro meglio per assicurarci di aver trattato l'argomento e le persone coinvolte con il rispetto che meritavano.

 

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Vi siete ispirati all'esperienza di qualcuno che conoscete personalmente o l'idea è nata dalle vostre consuete sessioni di ricerche d'archivio audio storico?

 

Non è stato ispirato da nessun particolare oggetto, storia o persona ma piuttosto da un insieme di fattori. Di certo il fatto che l'BFI aveva un ricco archivio di film del National Coal Board da esplorare ha aiutato molto.

 

Come avete affrontato stavolta la trasposizione sul palcoscenico di questa vostra ricercata forma d'arte musicale?

 

Credo che questo sia un lavoro più serio, rispetto ai precedenti album, quindi abbiamo adattato la nostra esibizione in modo da eliminare alcuni degli elementi più folli che avevamo in passato pur cercando di mantenere un po' del nostro humour e il nostro non prenderci troppo seriamente. Molte delle canzoni e degli argomenti trattati sono commoventi e quindi volevamo lasciare tempo ai fan di assorbire tutto ciò piuttosto che puntare sul divertimento banale.

 

Il 9 e 10 novembre porterete i vostri racconti di varia umanità sui nsotri palchi. Vi posso assicurare che simili circostanze sociali sono accadute anche in diverse comunità italiane. Il vostro lavoro è un qualcosa a cui le persone possono rapportarsi facilmente. Non era questo lo scopo finale del vostro album?

 

Sì, e credo che in un certo modo averlo fatto così specifico abbia ampliato la sua portata, perché è un qualcosa a cui le persone possono rapportarsi e su cui possono proiettare immediatamente la propria vita e quella delle loro comunità. È una delle meraviglie del pubblicare un album, vederlo crescere e collegarsi con le persone e diventare qualcosa di significativo a livello personale.

 

Considerato l'impegno politico, o quantomeno sociale, di "Every Valley", possiamo considerare la scelta di includere alcuni testi in gallese una sorta di tentativo di salvare l'eredità di alcune comunità, anche da un punto di vista linguistico?


L'apporto linguistico su "You + Me", sì, direi proprio di sì, anche se probabilmente è uno degli aspetti meno accurati presenti sull'album - non sentirai parlare molto gallese nelle Valli e certamente non lo avresti sentito all'epoca, quando le miniere erano fiorenti e gli immigrati giungevano da ogni luogo per lavorare. Allo stesso tempo, comunque, non volevo essere il solito inglese che eliminava la lingua gallese e quindi ho ritenuto importante includerla e Lisa (Jên Brown, ndr.) è stata bravissima.

 

La canzone "You + Me" che hai appena citato è solo una delle tante che presenta ospiti ed inclusi vocali. Come proporrete tutto ciò dal vivo?

 

Con una canzone del genere, credo che potremo proporla solo quando Lisa sarà con noi, visto quanto è spoglia semplice. Invece qualcosa come "Progress", che parla di meccanizzazione e automazione, credo che possa mantenere la voce di Tracyanne (Campbell, ndr.) su traccia mentre noi tenteremo di ricreare al meglio gli strumenti attorno a lei.

 

Quanto è cambiato in questi anni il vostro approccio alle esibizioni dal vivo? Chi è la vostra fonte d'ispirazione in questo ambito?

 

Credo che gruppi come The Flaming Lips, gruppi che sembrano lasciare i propri spettatori ispirati, confusi e sopraffatti siano ciò che noi cerchiamo. Trovo che sia fantastico cercare di non avere senso ad alcuni livelli - un altro grosso nome sono i Talking Heads. Il loro DVD "Stop Making Sense" è la più perfetta esperienza di esibizione dal vivo che sia mai stata catturata su pellicola. Credo che musicalmente siamo diventati più bravi in quello che facciamo ed in come lo presentiamo.

 

Visto che stiamo parlando di ospiti... una delle pubblicità del nuovo album segnala il vostro coinvolgimento con il coro di voci maschili che ha registrato il brano "Take Me Home". Che cosa vi ha trasmesso questa esperienza?

 

Molto. Sono stati estremamente accoglienti e collaborativi e la loro apparizione sull'album è stata molto emozionante per me. Sono anche stati con noi dal vivo a Cardiff ed hanno chiuso lo spettacolo riscuotendo grandissimo successo. È stato un grandissimo privilegio aver potuto lavorare con loro.

 

Avete già iniziato a "studiare" per il prossimo album?

 

Sì, più o meno, sebbene essere in tour interferisca dato che non ti rimane molta energia per fare altro. Sto cercando comunque di recuperare energie e di rimettere in modo i miei processi creativi!

 

Vuoi lasciare un messaggio per i vostri fan italiani e per i nostri letto? Ci vediamo presto dal vivo!

 

Non vediamo l'ora di venire in Italia, la gente lì sembra davvero comprendere quello che siamo e quello che cerchiamo di realizzare. Attendiamo con ansia gli show che faremo lì. Grazie! (detto in italiano, ndr.)

 

---ENG---

 

You had left your fans wandering around the Taurus-Littrow valley, on the Moon, to wake up on the pitch black bottom of a mine pit. I believe you owe them an explanation for such an abrupt change of scenery...

 

After "The Race For Space" I wanted to try to head off in an unusual and unanticipated direction. I liked the challenge of making an appealing album about coal mining and also the fact it'd be as much about community as it is about commodity, and it seemed to me to be a good use of our voice.

 

"Every Valley" concept is based on the impact of the closure of the mines on British people. Am I wrong in considering it quite an unusual concept for a couple of Londoners and a Leeds boy?


Yes, I think it is unusual, and it was ambitious and risky and potentially uncomfortable, but those are good positions to put yourself in when you're trying to create something. We were well aware of our distance from the subject while writing and researching the album and tried to do our best to ensure that we paid the subject and its audience the respect it deserved.

 

Has it been inspired by the experience of someone you personally know or just by your traditional audio archive research sessions?

 

It wasn't inspired by any one particular thing, or story, or person, rather a whole combination of factors. The fact that the BFI had a whole treasure trove of National Coal Board films to explore was a big factor, though.

 

On this regard, how did you managed to bring on stage this brilliant form of musical art of yours this time?

 

I think this album it's a more serious work, with respect to the past, so I think we've adapted the stage show to lose a couple of the dafter elements we previously had, while still trying to retain some of our humour and lack of taking ourselves too seriously. A lot of the songs and subject matter are very moving so we wanted to give the audience time to absorb that rather than going for any cheap laughs.

 

On the 9th and 10th of November you will bring your tales of humanity on our stages. I can guarantee similar social circumstances has struck some Italian communities as well. So your work is something people can easily relate to. Wasn't it the aim of the album itself?

 

Yes, and in a way by making it so specific I think you actually broaden the reach of it, because it's something that people can relate to and immediately start to project their own stories and their own histories onto. It's one of the great things about releasing a record, watching it grow and connect with people and become something meaningful on a personal level.

 

Given the politic, or at least social, commitment of "Every Valley" can we consider the choice of including some vocals in Welsh a sort of attempt to save the heritage of certain communities, also from a linguistic point of view?

 

The language inclusion on "You + Me", yes, very definitely, even though it's probably one of the least accurate things on the album - you won't hear much Welsh in the Valleys and you certainly wouldn't have heard much, if any, back when the mines were thriving and immigrants came from all over to work in them. At the same time though I didn't want to be another Englishman doing down the Welsh language so I felt it was important to include it, and Lisa did it perfectly.

 

The above mentioned "You + Me" is only one of the songs featuring guests and additional vocal parts. How are you going to make this work on tour?

 

With a song like that I think we can only do it when Lisa is with us as it's so bare and exposed. Something like "Progress", though, which itself is about mechanization and automation, I think lends itself more to leaving Tracyanne's voice on track and us doing our best to recreate the instruments around her.

 

How has you approach to live performing evolved through the years? Who is your main source of inspiration as far this aspect of your career is concerned?

 

Bands like The Flaming Lips, bands who seem to leave their audiences uplifted and confused and overwhelmed, that's what I think we go for. It's great not to make sense on every level - in fact that's another big one, Talking Heads. Their Stop Making Sense film is the most perfect concert experience ever captured. I think musically we've got better at what we do and better at presenting it, too.

 

Since we are discussing guests... one of the teasers of your latest album shows your involvement with the male choir who recorded "Take Me Home". What has this experience transmitted you?

 

A lot. They were incredibly welcoming and supportive, and their appearance on the album is very, very emotional for me. They appeared with us in Cardiff and closed the show and absolutely brought the house down - it's just such a privilege to have been able to work with them.

 

Have you already started "studying" for your next album?

 

Yes, sort of, although touring gets in the way as you don't really have much energy for anything else. I'm trying to recharge the batteries in the background though and get my creative gears whirring again though!

 

Would you like to leave a message to your Italian fans and our readers? See you live soon!

 

We love coming to Italy - the people there really seem to understand what we're about and what we try to achieve. We're really looking forward to the shows there. Grazie!

 




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