Ritmo Tribale (Ritmo Tribale)
Vi siete persi il concerto dell'attesissimo ritorno sulle scene dei Ritmo Tribale? Non temete, una delle band simbolo del rock tricolore sarà di nuovo sul palco del Circolo Magnolia (MI) il 14 settembre per un appuntamento imperdibile. Ecco quanto nel frattempo ci hanno raccontato riguardo a presente, passato e futuro...
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 05/09/17

Si ringrazia Simone Maurovich per la collaborazione

Ciao ragazzi, e benvenuti su SpazioRock. È un piacere potervi intervistare. Come state?


Direi bene, è un periodo intenso: un sacco di inizi...

 

Partiamo dalla fine, ovvero dal vostro ritorno sulle scene lo scorso aprile dopo 7 anni di assenza. Come è nata l'idea di tornare sul palco?

 

La verità? E' nata per combinazione. Per anni ci hanno chiesto partecipazioni a festival, minitour, reunion, etc. e noi abbiamo sempre rifiutato serenamente, senza dispiacere. Poi Eddie della Centrale Rock di Erba ci ha proposto una serata secca, senza repliche e.... Era il momento giusto. Ci andava, tutto qua. Il resto è venuto da solo, complice anche la sfida di suonare una Bahamas Night che girava intorno a un disco che per tutti noi è abbastanza particolare.

 

Quali sono state le sensazioni dominanti della serata? Più nostalgia o voglia di riscatto?

 

Nessuna delle due. Abbiamo vissuto tutto il percorso di prove e preparazione varia con la gioia di essere tra noi e ritrovare al loro posto la stessa energia e lo stesso divertimento. Il concerto è stato una festa, per noi. Pura goduria.

 

Quando vi siete ritrovati insieme, strumenti alla mano, si è ricreata immediatamente l'alchimia che vi legava in passato oppure avete dovuto togliere la famosa "ruggine" di dosso?

 

Come sopra: la ruggine c'era, chiaro, ma non tra di noi. Da un punto di vista tecnico, suonare quei pezzi, dopo tanti anni, all'inizio non è stato facilissimo. "Bahamas" non è un disco che puoi "eseguire", lo devi "suonare", se capisci cosa intendo. Eliminato quel problema esercitandoci un bel po', il resto è stato solo piacere.

 

Tra quelli inseriti in scaletta ad aprile, quale brano vi rappresenta di più, a prescindere dal tempo trascorso dalla sua creazione?

 

Questa domanda avrebbe una risposta diversa per ognuno di noi, credo.... Per quanto mi riguarda, Base Luna, Lumina, Amara, Oceano.... Ma anche molti altri.

 

C'è stato un pezzo che vi ha fatto sentire come se non fosse passato un giorno da quando lo avevate suonato live la prima volta?

 

ritmotribalefotoQuasi tutti. Vedi, quella sensazione non nasce dalle note, ma dalle energie sul palco e col pubblico. E quella sera c'erano tutti gli ingredienti per un buon concerto dei Ritmo Tribale. Prendi una nota, la lanci dal palco. Quella fa il giro della sala e ti torna indietro, piena delle emozioni della gente che hai davanti. Secondo me è così che funziona una nostra serata, per questo Andre all'inizio del concerto dice che al 50% lo facciamo noi e al 50% loro.

 

Tornando nel presente, dopo il successo riscosso in primavera, avete aggiunto una data che vi vedrà esibire il 14 settembre al Circolo Magnolia di Milano. Immagino che dopo un tale ritorno col botto vi sia venuto il dubbio che magari meriterebbe di fare anche qualche altra data... i vostri fan sparsi per lo stivale possono aspettarsi un tour nei prossimi mesi?

 

No, un tour vero e proprio no. Per ora abbiamo in cantiere alcune date sparse perché ci è tornata la voglia di starcene un po' in giro e per salutare bella gente che non vediamo da tempo. Un tour avrebbe o avrà senso con del materiale nuovo. Altrimenti il rischio è diventare la cover band di noi stessi e non divertirci più.

 

E nel mentre... quali sono i programmi? Godervi l'estate o iniziare magari a buttare giù nuovo materiale?


Entrambe.

 

Credete che sia più probabile che continuerete a portare avanti la tradizione del vostro sound storico o ci sarà spazio pure per un po' di sperimentazione?

 

La domanda stavolta la faccio io a te: qual è il nostro sound storico? Quello di "Kriminale"? "Psychorsonica"? "Bahamas"? Non ci siamo mai fossilizzati troppo a cercare un suono preciso: l'idea è sempre stata quella di rendere al meglio i pezzi che avevamo di volta in volta. Se registreremo sarà di sicuro così anche ora.



Immagino che il passaggio che c'è stato dall'essere additata band di culto, alla crisi di fine anni '90, passando per il brusco abbandono di Edda, sia stata un'esperienza che ha lasciato il segno in tutti gli interessati. Dove avete ritrovato la voglia di rimettervi davvero in gioco a questo punto delle vite di ciascuno di voi?

 

L'abbiamo trovata nel fatto di continuare a metterci in gioco. Per noi è chiarissimo il fatto che tutto questo è per divertirci e divertire. Da qui arriva la voglia, che è quella di stare con gli amici a fare quello che facciamo. Senza contratti né scadenze né aspettative: solo stare bene. Quanto al resto, quelle che citi sono faccende che hanno avuto quasi più impatto sulla gente che non su di noi, per molte ragioni. I problemi dei Ritmo di un certo periodo erano più lontani dalle vendite e dal cambio di formazione di quanto si pensi. E gli scossoni sono stati tali più che altro per il pubblico, che li ha vissuti all'improvviso. Dall'interno vivi la strada da principio e alle volte puoi prevedere gli scenari. Che possono essere liberatori anche quando sembra il contrario. Come dice il buddismo davanti a ogni novità: "chi dice che sia una sfortuna?"


Avete vissuto come musicisti e produttori dei decenni di vero fermento in Italia, gli anni '80 e '90. Siete del partito di coloro che percepiscono l'attuale situazione live nostrana come qualcosa di ormai compromesso oppure nutrite ancora dell'ottimismo nonostante tutto?

 

Ma no, perché compromessa? Io sento un fermento molto tonico che viene dal basso e la rete permette una comunicazione molto ampia. Poi ci sono in giro artisti e dischi di grande valore e la solita massa di musica che viene via a poco, ma questa è la storia del mondo... Calcola che nella musica c'è stato un crollo anche dei costi delle tecnologie di produzione, quindi è ovvio che ci sia un sacco di materiale in più. E la massa non fa mai molto bene alla qualità. Però ripeto: di musica buona in questo momento ce n'è tanta. Sono cambiate le regole qualcuno lo sta capendo e si creano orizzonti di mercato imprevedibili pochi anni fa. Interessanti. Eccome.

 

Ultima curiosità riguardo allo show di settembre.. possiamo aspettarci uno show gemello di quello di aprile o avete in serbo qualche sorpresa?

 

No, gemello no, dai! Che noia! Cambieremo un po' di cose, vieni a sentire se ti piace.

 

Prima di salutarvi, in attesa di rivedervi dal vivo, vorreste lasciare un messaggio ai vostri fan e ai lettori di SpazioRock?

 

Io ai nostri fan dico grazie. Rivedervi è stata una meraviglia: la vostra energia è la chiave della serata e con voi è una festa. Ai lettori che non ci conoscono dico di venire al concerto: poi ci dite!

 

Grazie per questa intervista!

 

Grazie a te, ci vediamo il 14.





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