Rugby Sound 2017 (Fulvio De Rosa)
Dal 30 giugno al 9 luglio si svolgerà la diciottesima edizione del Rugby Sound, nella nuova location del Castello di Legnano (MI). Abbiamo parlato con Fulvio De Rosa (managing director di Shining Production, che si occupa della produzione artistica) di tutte le novità e della varietà dell'evento, con nomi di spicco come The Darkness, Planet Funk e Litfiba.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 28/06/17

Ciao Fulvio, benvenuto su SpazioRock.it! Partiamo dal principio: il Rugby Sound viene organizzato da 18 anni, ma quando è nata la vostra collaborazione? Come si è evoluta fino ad oggi?

 

La nostra collaborazione è nata nel 2011, quando c'è stato un incontro comune con il management de I Legnanesi, con cui noi collaboravamo, che ci ha presentato i ragazzi del Rugby Sound. Allora era già un festival con una certa storicità e che faceva numeri importanti, ma che aveva una struttura artistica e tecnica un po' sottodimensionata rispetto alle loro possibilità. Noi siamo rimasti molto colpiti dall'energia di questo festival, anche perché, essendo organizzato da una società sportiva, voleva portare i valori dello sport, della condivisione e dello stare insieme anche nell'evento musicale. Il primo anno è stata una semplice consulenza artistica e c'è stata subito empatia tra di noi, anche a livello di gusti musicali. Successivamente abbiamo deciso di consolidare il nostro rapporto e ogni anno ci siamo spinti a curare meglio la parte tecnica e artistica. Nei primi anni le serate erano tutte a ingresso gratuito, ma questo non permetteva di chiamare artisti di un certo calibro, quindi abbiamo iniziato ad organizzare eventi a pagamento e dopo alcune edizioni sempre in crescendo, anche la squadra di rugby ha raggiunto ottimi risultati (arrivando in Serie A) e ha dovuto fare degli interventi sul campo che l'hanno reso inutilizzabile per la manifestazione. Ci siamo dovuti guardare un po' intorno ed è capitata l'occasione della location del Castello di Legnano (che è un comune limitrofo a Parabiago). In questo modo abbiamo potuto rafforzare la parte musicale dell'evento, ma anche aggiungere una serie di attività sportive, culturali e turistiche che valorizzassero il territorio. Ovviamente il progetto è stato ben visto e sposato da parte di tutti e da parte nostra è stato necessario ingaggiare artisti più importanti per far crescere l'aspettativa da parte del pubblico rispetto a una location completamente nuova. Le caratteristiche dell'area sono molto più importanti, anche a livello scenografico, ad esempio J-Ax & Fedez sono stati ingaggiati perché cercavano location particolari. In più altri artisti che avevano già suonato al Rugby Sound hanno accettato volentieri di tornare, come ad esempio i Planet Funk, che saranno con i tre cantanti storici.

 

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Parlando appunto di musica, avete una serie di eventi per tutti i gusti.

 

Abbiamo cercato di allargare la scelta a livello di generi musicali. Partendo dalla solita proposta rock e reggae (condivisa sia da noi che dalla società) siamo riusciti a portare i Boomdabash (che hanno appena pubblicato un disco) come espressione principale del reggae italiano, i Litfiba che sono una band enorme che rappresenta l'animo rock e i The Darkness (che hanno appena suonato con i Guns n' Roses) come band rock internazionale. Da qui abbiamo cercato di aggiungere altro, come lo spettacolo de I Legnanesi, che a Legnano sono un'istituzione e sono rivolti ad una fascia di pubblico che in precedenza non sarebbe venuta. Sulle due domeniche abbiamo scelto due format che andassero anche oltre la pura componente musicale come la festa irlandese (con corsi di ballo, attività varie e alcune band a suonare) e Holi, la festa dei colori per coinvolgere tutti i giovani e chiudere nel modo più gioioso possibile la manifestazione. Come inaugurazione abbiamo scelto artisti di spessore come Elio E Le Storie Tese, che stanno anche supportando il festival con attività virale, e i Planet Funk, che rappresentano uno dei primi concerti importanti fatti nel festival negli anni passati. Infine i Tre Allegri Ragazzi Morti, in collaborazione con un centro sociale di Legnano, per fare una serata indie rock rivolta ai giovani completamente gratuita. Abbiamo suddiviso il festival in cinque giornate a ingresso gratuito e cinque giornate a pagamento, ma a prezzi sicuramente abbordabili e ridotti rispetto allo standard. Si va dai 5€ dei Planet Funk, ai 15€ di Elio E Le Storie Tese, 20€ per i Litfiba e 30€ per J-Ax & Fedez con cui abbiamo un'esclusiva regionale.

 

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A proposito della line-up, come hai illustrato si punta su band italiane, ma anche su artisti internazionali. Quanto è importante mantenere questo equilibrio, valorizzando la nostra musica ma guardando anche a grandi band di altri Paesi?

 

È sempre stata una prerogativa delle ultime quattro edizioni, quando il festival è uscita dai canoni della festa locale ed è diventato di respiro più ampio. Per questo abbiamo deciso di inserire almeno una proposta internazionale. Quest'anno comunque oltre ai The Darkness (che sono una grande band) ci saranno i Rumjacks. Negli anni scorsi abbiamo portato The Fratellis, Gogol Bordello, Alborosie (che anche se ha origini italiane ormai è jamaicano). È una prerogativa a cui teniamo per dare respiro nazionale al festival, cercando di entrare nell'Olimpo dei 10-15 festival italiani più importanti. Ad esempio J-Ax & Fedez suoneranno solo in altri grandi festival, come il Lucca Summer.

 

Qual è la sfida maggiore nella produzione artistica di un festival che ormai è diventato molto lungo e vario a livello di offerta musicale?

 

C'è sempre un livello di competizione alto, anche nello stesso territorio ci sono molte realtà in crescita. I ragazzi della squadra ovviamente ci lavorano molto ma questa non è la loro occupazione principale, mentre invece noi riusciamo a sperimentare le proposte musicali e a curare gli allestimenti nel corso dell'anno. Tutta questa attività che sviluppiamo ci permette di essere in contatto con le agenzie e stabilire le relazioni che permettono di fare le scelte che facciamo da qualche anno in territorio milanese, spostandole in questo caso sul Rugby Sound. La location ha 7500 posti di capienza, un palco con determinate caratteristiche e il contesto è molto vario. Soprattutto quest'anno con lo sport village, le visite guidate, yoga, angoli di lettura pomeridiani, pareti di arrampicata, basket, rugby. Dal mio punto di vista in Italia nei grandi eventi è sempre mancato qualcosa di simile. In questi giorni ad esempio ci sono stati degli eventi magnifici, in bellissimi luoghi come il Parco di Monza, ma il problema è che oltre al concerto, c'è sempre poco di contorno. La sfida è mettere quindi altre cose oltre alla componente musicale, che valorizzino anche il territorio a 360°. In ogni caso è tutta l'attività svolta durante l'anno che permette di scegliere musica e artisti e cerchiamo di coordinarci anche con festival vicini (come il Woodoo). Abbiamo cercato nomi che non andassero a interferire con altri eventi per diversi motivi, che fosse il cachet, la linea stilistica del festival o altro.

 

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A questo proposito immagino che tutte queste attività e proposte musicali così diversificate siano in grado di garantire più affluenza di pubblico e quindi una crescita maggiore.

 

Sì, in effetti è un po' utopistico fare un festival monotematico e pensare che le stesse persone vengano per dieci giorni. È possibile attirare qualche migliaio di persone ogni sera cercando anche artisti che garantiscano pubblico non solo da Legnano e Milano ma magari anche da altre zone, con un indotto anche turistico e economico. Questo significa diversificare la proposta, senza ovviamente perdere l'identità del festival, che ha sempre un'anima rock e reggae. Questo permette anche di avere un ricambio generazionale. Come hai detto prima, quest'anno il Rugby Sound compie 18 anni e chi anni fa era adolescente ed è venuto a vedere un certo tipo di evento, adesso viene per un altro e così via.

 

Il Rugby Sound sta diventando uno dei maggiori festival estivi anche a livello nazionale. Fino a dove volete arrivare insieme in futuro?

 

Credo che lo sforzo messo in pratica quest'anno sia quello massimo ipotizzabile, anche a livello di capienza e contesto. Noi siamo molto soddisfatti, anche perché come ho già detto è un lavoro che dura tutto l'anno, sia da parte nostra che della società. Le scelte vengono sempre fatte all'unanimità e questo permette di essere molto coesi. Mi auguro di riuscire a mantenere lo stesso livello che abbiamo raggiunto quest'anno. Non abbiamo altre grandi ambizioni che poi rischierebbero di rendere il tutto troppo difficile da gestire.

 

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