Sinheresy (Sinheresy)
Forti delle recensioni entusiaste ricevute per loro ultimo album, i triestini Sinheresy ci svelano le tematiche dietro a "Domino", i dettagli della sua creazione e gli sforzi per presentarlo al pubblico nei prossimi spettacoli dal vivo.
Articolo a cura di Roberto Di Girolamo - Pubblicata in data: 26/07/17
Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock! Partiamo dal vostro terzo lavoro all'attivo, "Domino", uscito ad aprile. Le interpretazioni del titolo potrebbero essere diverse... qual è la vostra?

Ciao e grazie! "Domino" è un titolo che può avere più interpretazioni in effetti, ma direi che ce ne sono due principali: la prima richiama il "dominio", inteso come supremazia, controllo; la seconda rimanda al famoso gioco delle tessere. È fortemente legato anche alla copertina dell'album, dove troviamo due divinità opposte, una umana e l'altra meccanica, che appunto "dominano" sulla città e giocano con i palazzi come se fossero pezzi del "domino"! Con questo titolo abbiamo voluto offrire uno spunto di riflessione su come le nostre vite possano essere condizionate da una qualunque azione, volontaria o involontaria, perché questa può portare ad una catena di conseguenze inimmaginabile e fuori controllo, proprio come le tessere del domino cadono una dopo l'altra.

 

Avete diversi strati sonori: parti elettroniche, orchestrazioni, il doppio cantato maschile e femminile. Quali sono le formazioni che più vi hanno influenzato artisticamente?

 

Sarebbe impossibile citare solo pochi nomi, abbiamo gusti molto eterogenei e ascoltiamo sempre nuova musica. È inevitabile che tutto questo ci porti ad inserire un ampio spettro di influenze nelle nostre composizioni, ma come ogni artista che si rispetti, facciamo in modo di rielaborare queste influenze per creare un sound il più possibile personale e diretto. Il nostro percorso musicale è e sarà sempre in continua evoluzione e, ad ogni tassello aggiunto, ad ogni nuovo elemento sperimentato, la nostra identità artistica risulterà sempre più definita nelle sue molteplici sfaccettature.

 

Parlando delle singole canzoni, "Believe" ha un feeling davvero hollywoodiano. Come l'avete composta?

 

L'idea iniziale è stata del tastierista Daniele. Il perno principale della canzone è il ritornello, che da subito ha ispirato l'arrangiamento fortemente orchestrale dell'intero brano e il piglio brillante e deciso delle melodie vocali. La parte centrale è stata invece rimaneggiata più volte, finché non siamo stati pienamente soddisfatti del risultato.

 

La bombastica title track rappresenta l'apertura del disco. Ci sono ragioni anche concettuali per le quali avete preso questa decisione?

 

Sì, non è stata una decisione presa in partenza, ma la canzone "Domino" riassume molto bene sia a livello di musica che di testo quello che vogliamo esprimere un po' in tutto l'album, e cioè che spesso non ci rendiamo conto di quanto una singola azione possa influenzare avvenimenti, cose e persone intorno a noi (esattamente come nel gioco del domino dove le tessere cadono in una reazione a catena) e spesso alla fine non resta che chiedersi "firmeremmo davvero per tutto quello che abbiamo fatto?". Le altre canzoni, con l'eccezione di "Unspoken Words" e "The Island of Salt and Grass", potrebbero essere ascoltate ed interpretate come possibili risposte a questa domanda: potremmo avere una reazione energica e positiva come in "Star Dome"; potremmo non riuscire ad emergere dalla nostra rassegnazione come in "Without a Reason"; potremmo trovare la forza che ci spinge a cambiare atteggiamento grazie all'esempio di un'altra persona, come in "Believe", oppure dentro noi stessi come in "Under Your Skin".

 

 

"My Only Faith", non a caso singolo di lancio, è un brano caratterizzato da un ritornello di facile presa e da una struttura abbastanza classica. Pensate che in futuro potreste prediligere maggiormente una dimensione di quel tipo, ossia più diretta e di facile assimilazione?

Non sono in grado di fare previsioni a lungo termine, visto che non prendiamo mai decisioni a tavolino prima di comporre le nostre canzoni! Ora come ora ti direi di sì, questa dimensione più diretta ed immediata ci piace molto, ci fa sentire a nostro agio e ci permette di esprimere bene quello che vogliamo comunicare, ma in futuro chissà...!


"Domino" ha ricevuto recensioni entusiaste. Significative sono soprattutto quelle provenienti da una nazione come l'Olanda che del metal con doppio cantato (quando non completamente femminile) ha fatto una vera e propria bandiera. Come vi siete sentiti dopo aver avuto riscontri di questo tipo?

Fa sicuramente molto piacere ricevere recensioni positive da un Paese che può vantare tra le proprie schiere alcune tra le band più rappresentative del genere. Ci fa capire di essere sulla strada giusta e ci spinge a dare sempre il meglio!


Passando alla produzione del disco, il mastering dell'album è stato realizzato da Mika Jussila (Nightwish, Children Of Bodom, Amorphis) dei Finnvox Studios. Cosa potete dirci invece delle fasi precedenti?

Le registrazioni sono state realizzate tra gli Zolfo Studios di Gabriele Gritti a Udine e i 16th Cellar Studios di Stefano Morabito a Roma. Stefano si è occupato anche del mix finale. Hanno entrambi fatto un ottimo lavoro, ci siamo trovati benissimo sia dal punto di vista professionale che umano. Il risultato non ha nulla da invidiare rispetto a produzioni estere a budget molto più elevato! Anche lo stesso Mika Jussila ha commentato in modo molto positivo il nostro lavoro e si è rivelato una persona estremamente disponibile!

 

Quest'estate avrete diversi appuntamenti sul versante live. Suonerete infatti il prossimo 7 luglio al Rock Camp, il 2 agosto al Filagosto Festival e il 4 agosto in occasione dell'Hot In The City. Cosa possiamo aspettarci da queste date?


Sono tre date molto diverse tra loro ma ugualmente importanti per noi. Al Rock Camp suoneremo il nostro ultimo concerto assieme al batterista Alex. Al Filagosto Festival avremo l'onore di aprire ai Lacuna Coil, quindi come puoi immaginare siamo galvanizzati al massimo! Il 4 agosto a Trieste realizzeremo uno spettacolo molto particolare, dove non solo presenteremo i nostri brani ma rivisiteremo anche qualche colonna sonora con intermezzi di danza! Sarà uno show unico nel suo genere!

 

Volete lasciare un messaggio ai vostri fan e ai nostri lettori?


Un saluto a tutti i lettori, continuate sempre a sostenere i musicisti e la loro arte!

 

Grazie mille per l'intervista! In bocca al lupo per i prossimi live!

Grazie mille a te e a SpazioRock! Crepi il lupo!




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