The Winery Dogs (Richie Kotzen)
Il futuro incerto dei The Winery Dogs, reduci dalla pubblicazione del live "The Dog Years", succulente anticipazioni sul suo nuovo album solista, l'importanza dell'equilibrio per gli artisti e la sua curiosa passione per Instagram. Questo e molto altro nella nostra interessante chiacchierata con Richie Kotzen.
Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 03/10/17

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---ITA---

 

Prima di tutto benvenuto su SpazioRock, Richie! Lascia che ti dica che "The Dog Years" è un vero e proprio concentrato (in 100 minuti) di pura energia, musica live, video e nuovi straordinari pezzi! Cosa vi ha portati a rilasciare questo tipo di materiale proprio ora, perché pensi fosse il momento di farlo?

 

Credo fosse proprio il momento giusto, abbiamo avuto questa straordinaria opportunità di filmare uno degli ultimi concerti del tour dell'ultimo disco, e avendo già registrato materiale della precedente release, penso sia molto interessante vedere dall'inizio alla fine l'evoluzione della band. Si è trattata anche di una coincidenza fortunata, perché abbiamo registrato quello show in Sud America, luogo che ci regala sempre un bellissimo pubblico, quindi la magia che ne è scaturita pervade tutto quanto.

 

Il risultato è fantastico, voi siete un trio, e l'energia che mettete nei vostri live si percepisce perché ciascuno di voi suona costantemente facendo la sua parte e intrattenendo al meglio, creando un equilibrio sonoro perfetto. Vi è venuto naturale far convivere così bene le vostre personalità e il vostro modo di esprimervi o avete dovuto cambiare il vostro approccio?

 

Per me è stato semplice perché ho sempre suonato in trio, quindi sono abbastanza abituato a quel tipo di situazione, mi viene molto naturale suonare e cantare insieme. Suonare coi The Winery Dogs rispecchia istintivamente il mio stile e penso che si percepisca e che pervada la nostra musica anche individualmente. Quando pensi alle band di maggior successo c'è sempre qualcosa che le accomuna, ed è la commistione di personalità molto forti; noi facciamo ciò che facciamo in modo molto reale e onesto.

 

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Quest'anno rappresenta una sorta di pausa di riflessione per la band, un momento in cui tutti vi state focalizzando su altri progetti, abbiamo visto Billy (Sheehan) e Mike (Portnoy) annunciare il loro ingresso nei Sons of Apollo con Derek Sherinian, Ron "Bumblefoot" Thal e Jeff Scott Soto. Che ne sarà a questo punto del futuro dei The Winery Dogs?

 

E' difficile dirlo... la realtà è che loro hanno iniziato questa nuova avventura e presto faranno uscire un disco quindi... la mia porta rimane aperta ma io ho appena finito un tour dopo la release del mio disco lo scorso aprile e di fatto sto entrando in studio per registrare il mio prossimo album che probabilmente uscirà nel 2018, quindi a dire il vero non lo so.

 

E' comunque una grandiosa notizia per i tuoi fans! Tornando ai vostri lavori insieme, in un'intervista avevi raccontato di come sul primo disco aveste lavorato al processo di scrittura solo per una metà del materiale, e che il resto in realtà fosse scaturito da semplici jam sessions avvenute in una stanza. Pensi sia il modo migliore per creare nuovo materiale? E' un metodo che raccomanderesti alle nuove band in cerca di ispirazione per nuovi pezzi?

 

Sai, è successo nel momento in cui ci siamo incontrati. Era il nostro primo album e ci siamo semplicemente chiusi in una stanza, e in modo molto collaborativo abbiamo iniziato a jammare e ci siamo ritrovati con un sacco di buona musica! Una volta iniziate le registrazioni ci servivano più canzoni, quindi ho provato a suonare qualcosa che avevo già pronto e i The Winery Dogs hanno "adottato" le mie creazioni come "I'm no Angel" e "Elevate" -che originariamente erano parti di due pezzi diversi che abbiamo poi unito- e l'ho trovato un approccio davvero interessante. Per il secondo disco invece abbiamo fatto esclusivamente tante jam sessions e poi io ci ho aggiunto melodia e lyrics.

 

La fai sembrare piuttosto facile!

 

(Ride, ndr.) beh, questa è la formula che funziona meglio per noi, bada bene, ma penso che alla fine chiunque canti come me debba entrare davvero in contatto con I testi e io ho bisogno anche di quella parte.

 

Ho adorato la vostra cover di "Moonage Dream" di David Bowie. Com'è nata quell'idea?

 

Quando mettemmo insieme il materiale per il primo disco ci ritrovammo a registrare anche una serie di cover, o meglio Mike e Billy registrarono batteria e basso ma io non avevo mai finito le mie parti così lasciai quel materiale a lungo a giacere nel mio studio. Poi di colpo venne a mancare David Bowie, e lui per me e per tutti noi ha significato moltissimo, quindi pensammo che fosse una buona idea finire quel pezzo per rendergli omaggio.

 

Parlando di artisti che abbiamo perso di recente, e mi riferisco alle tragiche scomparse di Chris Cornell e Chester Bennington, molta gente ha detto la sua sulla depressione e le malattie mentali, additando anche un po' la costante pressione di vivere sempre sotto ai riflettori che colpisce un po' tutti gli artisti. Tu come vivi questa parte del tuo lavoro?

 

Personalmente non mi sento sempre al centro dell'attenzione, ma io do moltissima importanza all'equilibrio. La musica è una grandissima fetta della mia vita, ma a volte sento il bisogno di staccarmene, per tornare poi a viverla ricaricato e più ispirato di prima. Nella vita ti si presentano un sacco di problemi, la gente si ammala e muore ogni giorno, ma ci sono alcune persone che hanno problemi di salute mentale e quelli sono casi davvero imprevedibili e non penso di poterne parlare con cognizione di causa perché fortunatamente non ne soffro, ma trovo sia una cosa tremenda e tristissima per le famiglie che devono affrontarla. Sai, quando una persona arriva a togliersi la vita ti trovi a farti mille domande, è troppo difficile capire come sia arrivato a quel punto. Ma parlando di altri artisti che abbiamo perso, come Prince, Bowie, Glenn Frey, sono tutti artisti che mi hanno influenzato in maniera pazzesca e ancora non posso credere che non siano più tra noi. Per sdrammatizzare penso che ci sono moltissimi artisti là fuori che fanno ottima musica e vivono felici... poi la cosa interessante è che ultimamente l'approccio con gli artisti è cambiato moltissimo. Ricordo quando ero ragazzo e studiavo e vivevo la musica da fan, gli artisti erano creature irraggiungibili, così lontane lassù sul palco... non sapevi nulla di loro come persone, riuscivi al massimo a farti un'idea leggendo qualche intervista. Oggi, con i social media, hai sempre l'impressione di conoscere anche la persona oltre l'artista, con tutto quello che postano su Instagram, i video che condividono... tutto questo ti regala una più profonda percezione di chi sono... le cose sono cambiate parecchio ma ti dirò che a me piace tantissimo curiosare, l'idea che possa vedere la foto del cane di questo o quello o qualsiasi altra cosa personale decida di condividere col mondo... (ride, ndr.).
  
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E parlando di dettagli personali, che cosa si accinge a fare oggi Richie Kotzen?

 

Ok, dunque, oggi ho in programma di andare in studio e mettere insieme il mio prossimo disco! Ho delle canzoni nuove, e ti dirò che rispetto al precedente lavoro nel quale suonavo io tutti gli strumenti, questa volta ho deciso di portare i miei musicisti con me in studio, il mio bassista e il mio batterista, quindi il mio prossimo album sarà un "Richie Kotzen solo album" ma con un approccio più da band, cosa che non facevo da quando abbiamo registrato l'ultima volta coi The Winery Dogs. Sarà molto interessante anche per me, e penso che i fans apprezzeranno tantissimo. Abbiamo iniziato a lavorarci da un po', durante una delle pause del tour che è iniziato in aprile, qualche settimana in cui ci trovavamo a casa. Avevo scritto qualche pezzo e ho invitato i ragazzi da me in studio per registrare le parti di basso e batteria quindi adesso mi metto a finire di lavorarci aggiungendo la mia parte, e mi fa davvero piacere aver fatto tesoro dell'approccio alla "the Winery Dogs" per il mio prossimo lavoro!

 

Bene Richie, questo è tutto, grazie per la bella chiacchierata e buon lavoro in studio!

 

 ---ENG--

 

First of all welcome to SpazioRock! Let me tell you that "The Dog Years" is a 100 minutes of pure energy and live action, videos and even new songs! What led you to release such a big thing, why was it the right time?

 

It was just the right moment, we had this opportunity to film one of the last shows of that album cycle and previously we had released these two great albums. One was the very beginning of the band and the other one was a look at the latest part of our trip together, so it's very interesting to look at it side by side, to see how the band evolved. We had a fortunate situation where we were able to record in South America which has always a great audience so we captured a lot of magic on that video.
 

And the result is amazing, you're a power trio and you can really feel the energy of the live show. Of course every one of you is constantly playing and filling the musical environment and putting up a show but yet you manage to find a musical balance. Did it just come naturally or did you have to make some changes to your approach to playing?

 

Well for me it's been easy, I've always played in a power trio, so I'm very accustomed to doing the power trio thing, feels like a natural situation to sing and play. Playing with The Winery Dogs kinda fix into my instincts and I guess it comes across in the music and in the way we play as individuals. When you think about bands that everybody likes that's something common, you know those people have a strong personality and what we do is very real and very honest.

 

This year represents kind of a break for you to better focus on your individual projects, we've all seen this huge announcement about Billy (Sheehan) and Mike (Portnoy) forming this new band called Sons of Apollo with Derek Sherinian, Ron "Bumblefoot" Thal and Jeff Scott Soto, so what about the future of The Winery Dogs?

 

That's a hard thing to say, the reality is that the guys started a new band which is gonna be releasing a record very soon, so as far as the future of The Winery Dogs God only knows, I have no idea, I think we made two great records and I always say to people my door's always open. I just finished a solo tour releasing a record last April and I am actually going back in the studio recording new music and I will probably release a new record in 2018, so I don't really know.

 

That's good news anyway for your fans! In an interview you declared that on the first record there was the writing process for a half of it, but then the other half was just the three of you jamming in a room. Would you recommend this kind of approach to new bands trying to figure out new songs?

 

That just kind of happened by nature of the three of us getting together. It was our first record and we got in a room and jammed, collaborated, and we ended up with a lot of music! Once we started recording the record we needed more songs so I started playing something that I had previously written and recorded and The Winery Dogs kind of adopted my songs like "I'm No Angel" and "Elevate", that was originally two songs that we merged and put together so it was really an interesting approach. The second record came strictly form us just jamming, I would take the sessions and write some melody turning those ideas into songs.

 

You make it look so easy!

 

(He laughs, Ed.) Well, that formula works well for us, but I think at the end of the day whoever is singing has to have a personal connection to the lyrics to make it really work, and I need to make that connection.

 

I really loved your cover of "Moonage Dream" by David Bowie. How has that idea come to life?

 

When The Winery Dogs did the first record we recorded a bunch of cover songs. They did drums and bass but I have never finished them, never did my part, so they remained in my studio for a long time. Then David Bowie passed away, I remembered that I had that song recorded so I went in and sang it, added the guitar and we just did that as a tribute cause Bowie was someone who really influenced all the three of us.

 

Talking about artists that left too soon, we recently had to deal with the loss of two amazing voices of the rock'n'roll scene, Chris Cornell and Chester Bennington. A lot of people raised awareness on depression and mental disease also pointing fingers at the exaggerate pressure artists have to face everyday. What is the most difficult part of being so exposed according to your experience?

 

Well personally I don't really feel I'm in the spot light all the time but I think the most important thing for artists is balance. I like music a lot, it's the mayor part of my life, but sometimes I really need to get way from it, so that when I come back I'm recharged and inspired. There's a lot of issues, people get sick, they get old and die but there are also people who have mental health problems and that's something that is just unpredictable and I don't think I can really have any valuable comment cause I don't have those kind of problems but it's unfortunate and sad also for their families. You know someone taking their own life... it is just so hard to understand how that works and why someone gets to that point... but talking about artist that we lost like Prince, and Bowie, Glenn Frey, all these people were big influence to me and it still feels crazy though it's just the way life works. There is also a lot of recording artist that are happy and keep putting out great music, but one thing that's interesting is that years ago when I was just a big fan of music and was still learning music, musicians were larger than life. They were on the stage and you didn't really know anything about them beyond what you'd read in an interview; today, with social media, you can really feel like you know the person since people are posting on Instagram, making videos... you really get an insight on the artist's personality... things have changed a lot, but I actually like that, I like the idea that I can see somebody's dog or whatever (he laughs, Ed.).

 

Ok, so talking about personal details, what's the next thing you're going to do today?

 

Ok, oh well today I'm going to my studio working on putting together a record, I've got some new songs that I've recorded and one thing that's interesting on the last record I made is that I've played all the instrument myself, but on this occasion, I'm actually bringing my band into the studio using my drummer and my bass player so it's still gonna be a Richie Kotzen solo record but it's gonna be more of a band approach and I have not done that since The Winery Dogs record so this might be a very interesting thing for me. I think it's gonna be something the fans will really appreciate. We actually started working during one of the breaks on my tour which started in April and then we came home for a few weeks and I had written a few songs and I had my drummer to come over to my house to record the drums tracks and then Dylan came over and put the bass down, so it's up to me now to finish it so I think I'm taking The Winery Dogs approach to my new record.

 

Ok Richie, that's all. Thank you for your time and enjoy your work in the studio! 




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