Starsick System (Valeria Battain)
Gli Starsick System hanno da poco dato alle stampe il fatidico secondo album "Lies, Hopes & Other Stories", un promettente mix di vecchie e nuove influenze. Abbiamo avuto il piacere di parlare della sua genesi e degli altri progetti della band con la loro Valeria Battain.
Articolo a cura di Paolo Stegani - Pubblicata in data: 28/07/17

Ciao Valeria, benvenuta su SpazioRock! Sono passati due anni dall'uscita del vostro album di debutto. Dopo l'ottimo feedback ottenuto con "Daydreamin'", quanta pressione sentivate addosso per bissare il precedente risultato? Questo ha influito, nel bene e nel male, nella lavorazione al vostro secondo disco?


Ciao a tutti e grazie mille a voi! Sì, in effetti c'è stato un ottimo feedback con l'uscita del nostro debut e questo ci ha entusiasmato molto. Devo dire, però, che nella lavorazione del secondo disco non ha propriamente influito a livello compositivo. Per fortuna siamo ancora a livello "emergente" e quindi abbiamo la libertà di spaziare e fare quello che ci piace. Sicuramente suonando molto live in promozione di "Daydreamin'" abbiamo avuto modo di capire cosa fosse più nelle nostre corde e cosa arrivasse più alla gente: abbiamo preso questi spunti e uniti alle idee che stavano nascendo.


Quale è secondo voi la principale innovazione rispetto al vostro primo lavoro?


Sicuramente questo disco ha un sound più maturo e ammicca maggiormente alla sfera del modern (nell'ambito rock), più che all'hard rock di stampo '80 o alcune sonorità che abbiamo sperimentato nel primo album. Di certo, ci siamo spinti verso mood e sonorità più cupe, più "pesanti" ma mantendendo quello che vogliamo sia il nostro tratto distintivo, ovvero i ritornelli molto melodici.

 

"Lies, Hopes & Other Stories" è un titolo particolare in cui è evidente la contrapposizione tra una sfera negativa (quella delle menzogne) e una positiva (quella delle speranze). E cosa ci raccontate delle altre storie? Ci sono degli avvenimenti particolari del vostro recente vissuto che hanno ispirato la scrittura di queste nuove tracce?

 

Sì, l'ambivalenza presente nel disco identifica in effetti anche ogni canzone, la sfera "negativa" e "positiva" è anche graficamente identificata nel booklet. Tra queste ci sono le "altre storie". Sono il punto di mezzo tra i due estremi e sono anche il percorso che, nella vita di ognuno di noi, ci porta da una parte o dall'altra, al buio o alle luce, in base a ciò che affrontiamo e alle esperienze che abbiamo. Scrivo personalmente i testi, e ho cura sempre di guardare anche chi mi circonda (gli altri della band) e sono sempre vicende personali, che riguardano direttamente me, gli altri o la società in cui viviamo. Diciamo che a livello personale sono stati periodi non facili e probabilmente si riflettono sui pezzi che abbiamo scritto.

 

Mi ha colpito molto la canzone "Everything & More", la più delicata dell'album. Cosa vi ha spinto a scriverla? Qual è il suo significato?

 

Fin dall'inizio, abbiamo pensato di donare all'album un paio di momenti di intensità, e "Everything & More" è uno di questi brani. L'idea iniziale era stendere un brano che fosse suonabile strimpellandola con la chitarra e che mantenesse l'emotività del brano arrangiato da disco. Questa canzone nasce lieve e si struttura sempre più intensamente verso un finale aperto, corale, che descrive perfettamente in musica la parabola del testo: una parte inziale cupa e introversa che si risveglia guardando a un futuro con le persone a noi care.

 

Difficile non notare, in chiusura alla tracklist, "You Know My Name", ovvero la una cover del recentemente scomparso Chris Cornell. Cosa significa per voi questo omaggio? Perché questa scelta rispetto al resto del suo repertorio?


Quando abbiamo scelto di inserire una cover nella tracklist dell'album, quindi direi all'incirca l'anno scorso in questo periodo, abbiamo valutato diverse opzioni. Alla fine la scelta è stata guidata dall'affinità di sound che ci lega al brano e alla vocalità di Cornell, che abbiamo cercato di riproporre il più fedelmente possibile, personalizzandolo nel sound col nostro tocco, e poi quasi naturalmente per le esperienze live on stage. Per tutte le date di supporto al debut abbiamo avuto come intro di opening il classico e famosissimo tema di 007 (rivisitato) e da lì abbiamo pensato di tributare i film di Bond che sono sempre stati caratterizzati da soundtrack bellissime. "Casino Royale" (film che mi piace moltissimo) vedeva proprio questo brano di Cornell e ora direi che è diventato il nostro modo per omaggiare la scomparsa di questo grandissimo artista.

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Tra le vostre influenze sono citati Alter Bridge e Shinedown, tanto per citarne un paio. Oltre a questi nomi, scommetto che ci saranno anche altri artisti, magari anche esterni al vostro genere, che vi hanno reso i musicisti che siete oggi. Qualche altro nome? E quali sono stati, ad esempio, quelli che vi hanno spinto ad diventare dei performer live?


Sicuramente quelle sono le band che più ci influenzano o a cui siamo più affini musicalmente. All'interno della band abbiamo tutti ascolti diversi, e forse sono io quella che più di tutti strizza l'occhio a questo filone modern. Ma alcune band ci hanno proprio segnato, direi a livello comune, e spinto a suonare e ci ispirano sempre: Guns N' Roses, Led Zeppelin, Queen, Motley Crue, Mike Oldfield, solo per citarne alcuni.

 

Avete festeggiato l'uscita del nuovo lavoro con un Release Party. Com'è andata? La reazione dei presenti è stata all'altezza delle vostre aspettative?


Il Release è stato un bellissimo party con tanti amici, tanta gente che magari ci conosceva già dal primo album, e molti curiosi, quindi direi di sì che la reazione molto calorosa, l'accoglienza che in tanti ci hanno dimostrato, ci hanno ampiamente appagato ed entusiasmato.


Potete anticiparci se ci sono in programma altre date italiane per quest'estate o in autunno?


Abbiamo fatto qualche data spot in questo inizio estate, ma il vero giro per i locali italiani sarà quest'inverno: non abbiamo ancora un programma definitivo, ma a breve faremo sicuramente qualche annuncio quindi tenete d'occhio i nostri social!

 

"Lies, Hopes And Other Stories" ha ottenuto ottime recensioni anche all'estero. Ve lo aspettavate? C'è la possibilità che vi esibiate anche all'estero nel prossimo futuro?


Non siamo partiti con delle aspettative troppo alte, abbiamo solo pensato a fare un album di canzoni che ci piacessero e che esprimessero davvero qualcosa e la reazione così positiva all'estro è stata davvero incredibile. In alcuni paesi stranieri l'accoglienza a questo nuovo album è stata davvero calorosa e ne siamo davvero felici, è stato sorprendente. Proprio per questo, in autunno, a fine Ottobre, saremo occupati in un mini tour (5 date) in U.K. e non vediamo l'ora. Da lì poi ovviamente speriamo di espatriare anche in altri stati.

 

Siete soddisfatti del successo ottenuto finora? Secondo voi l'hard rock e il metal sono generi apprezzati e sostenuti dal pubblico italiano oppure immeritatamente sottovalutati?


Direi assolutamente sì, il fatto di poter suonare e portare la nostra musica agli altri è per noi il più grande successo, siamo una band in crescita per cui speriamo che questo percorso sia appena iniziato e che il futuro ci riservi ancora belle cose, noi stiamo lavorando sodo per arrivarci. Per quanto riguarda il nostro genere, in Italia è sempre un piccolo mostro da accudire e incoraggiare; il pubblico che ascolta rock e metal c'è, probabilmente va stimolato maggiormente, vanno curati più i posti per i live e le proposte portate. In un periodo in cui si ascolta musica più digitalmente e in maniera più "usa e getta" sta anche all'artista saper proporsi e proporre un prodotto che invogli.

 

Prima di salutarci, lascio a voi lo spazio per lasciare un messaggio ai nostri lettori...


Come abbiamo già detto nel primo disco, continuiamo a dire ancora: credete sempre nei vostri sogni e non arrendetevi mai, la vita va vissuta a pieno. E ascoltate musica, quella che più vi piace e che vi muove davvero qualcosa dentro.
Grazie mille per lo spazio che ci avete concesso!

 

Grazie per questa intervista!




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