Eisheilig (Till Maiwald)
All’uscita del quinto, densissimo, capitolo discografico degli Eisheilig, noi di SpazioRock abbiamo raggiunto telematicamente il chitarrista Till Maiwald per farci raccontare come funziona la loro colonna sonora per un mondo in rovina. A lui la parola.
Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 21/09/09

Ciao Till, benvenuto su SpazioRock! Cominciamo subito parlando del vostro nuovo album “Imperium”: ce lo puoi presentare usando parole tue?

Per noi, dal punto di vista prettamente musicale “Imperium” è l’album più oscuro e pesante che abbiamo mai realizzato. Abbiamo incrociato molta musica sinfonica con elementi elettronici e pesanti riffs di chitarra, mentre i testi sono molto diretti e riguardano i problemi sociali globali che affliggono il nostro tempo presente. Crediamo seriamente che la realtà possa essere molto più inquietante di qualsiasi romanzetto gotico o film dell’orrore.

Parlando dei testi, seppur conoscendo molto poco il tedesco devo dire che sono riuscito a cogliere il fatto che sono per l’appunto ripieni di messaggi sociali e politici. Quindi, c’è per caso una qualche particolare notizia, documentario o qualcos’altro del genere che vi ha particolarmente colpito e vi ha, quindi, aiutato nella costruzione del tema portante dell’album?

Non c’è stato nessun specifico momento o notizia che abbia influenzato i testi dell’album, crediamo semplicemente che, negli ultimi anni, la società europea stia diventando sempre più una sorta di regime dittatoriale governato e manipolato dai media e, soprattutto, dalla paura. Oggi, non c’è decisamente più bisogno di un dittatore, tuttavia il sistema si fa via via più complicato e potente che mai. Un sacco di lavoratori vivono nella paura che possano perdere il lavoro da un giorno all’altro, c’è questa sorta di panico isterico sul fatto di poter rimanere vittima di terrorismo e così via.
Per le cosiddette “ragioni di sicurezza”, i naturali diritti dell’essere umano vengono ridotti gradualmente, e questo è solo un aspetto del problema: la società europea ed americana è terrorizzata, allo stesso tempo si sente tranquillizzata da stupidi reality show. Come puoi facilmente intuire, ci sono così tanti temi con cui potremmo riempire il tuo magazine e, ciononostante, avremmo solo grattato la superficie.
Credo che la cosa importante sia che ognuno di noi diventi più consapevole del mondo in cui vive, ricordando che il potere risiede nel popolo, e non nelle mani di qualche multinazionale. “Imperium” è un richiamo alla resistenza contro una società apatica e cieca.

Da un punto di vista musicale, c’è un grande uso dell’orchestra in questo album e ciò lo rende molto potente. E’ per caso una scelta correlata al messaggio che si cela in “Imperium”?


Poiché puoi interpretare “Imperium” come una sorta di colonna sonora del mondo, e poiché noi siamo interessati nel fare musica che suoni il più imponente possibile, riteniamo che le parti di orchestra si inseriscano perfettamente all’interno di tutti gli altri elementi della nostra musica.

eisheilig1_1Ma, ascolta: se l’Impero cade, cosa ci dobbiamo aspettare poi? In altre parole, come vedi il futuro del nostro mondo?

Credo che ogni forma di sviluppo cominci nella testa delle persone, e come ti ho già detto la cosa fondamentale è che tutti noi diventiamo più coscienti. Abbiamo tragedie umane drammatiche che accadono in molte parti del mondo, e poi una piccola parte della popolazione mondiale vive alle spese della maggioranza, che sono i poveri. Credo che nel futuro avremo a che fare con un numero sempre crescente di rifugiati, e non potremo davvero più permetterci di credere che l’Europa sia una fortezza. Negli ultimi 300 anni l’Europa ha esportato, fomentato le rivolte degli schiavi, sfruttato il resto del mondo, in particolar modo l’Africa ed Sud America. La nostra società capitalista si è basata su milioni di persone morte nel cosiddetto “terzo mondo”. Ora, è nostro compito espiare per i crimini commessi nei confronti di quelle persone, e risolvere problemi enormi come povertà, fame nel mondo e la guerra. Se non ci riusciremo, temo che andremo dritti verso il prossimo conflitto mondiale, e non parlo di una guerra contro il terrorismo o altre cazzate come lo “Scontro culturale”. Parlo di una guerra per il cibo, l’acqua e l’energia.

Tornando alla musica, su questo album Dennis canta…diciamo piuttosto che non c’è un vero e proprio cantato, ma che è tutto come una sorta di narrazione, più come se fosse la musica a governare l’album. Ci puoi spiegare perché avete fatto una scelta simile?


Semplicemente perché riteniamo sia il modo migliore per far arrivare il messaggio all’ascoltatore, e perché cantare in quel modo si adattava perfettamente sia alla musica che ai testi.


Dal gothic metal degli esordi, al suono apocalittico di “Imperium”, per non menzionare le derivazioni 70’s di “Auf Dem Weg In Deine Welt”. Certamente voi non siete una band che ama ripetersi, quindi: cosa ci dobbiamo aspettare dagli Eisheilig nel futuro?

Musica! Chi può dire cosa ci può riservare il futuro se non quella semplice parola? La musica è sempre relazionata a qualche sviluppo personale, ed ogni nuovo album è sempre una sorta di nuova invenzione per gli Eisheilig. L’unica cosa di cui sono certo è che il prossimo album sorprenderà noi per primi.

Allora dimmi, quale tipo di musica ti piace ascoltare ultimamente? (forse la risposta ci potrà dare qualche indizio su quale potrebbe essere la vostra prossima influenza!)

Al momento, sto ascoltando delle tracce dal nuovo album dei Muse, ma è troppo semplicistico poter dire che una band possa arrivare ad influenzare la nostra musica. Tutta la scena musicale viene influenzata da qualsiasi stimolo che può sopraggiungere da qualsiasi parte, e ogni nuova canzone di ogni nuova band non è altro che una variazione della precedente generazione musicale.


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All’inizio eravate sotto contratto con Napalm Record, ed ora siete passati a Drakkar/Sony: è per caso una scelta legata alla vostra evoluzione musicale?

No, semmai legata alla geografia. Napalm è un’etichetta austriaca, mentre Drakkar è tedesca, davvero vicina a dove viviamo noi, e questo rende decisamente più semplice la comunicazione. Inoltre, Drakkar sta facendo un ottimo lavoro nei nostri riguardi. Tutto questo, comunque, non ha nulla a che vedere con lo stile musicale o problemi nella rappresentanza.

C’è stato un momento particolarmente memorabile nella vostra carriera musicale sinora? E, se c’è, per quale motivo?


Ci sono stati decisamente troppi momenti memorabili negli ultimi 10 anni tra cui scegliere! Ci sono stati dei gran bei concerti, come quelli a WGT e al Bochum Total, oppure ogni produzione che abbiamo realizzato…anche i concerti più piccoli sono anche loro memorabili. Sono davvero felice di avere l’opportunità di provare tutte queste belle esperienze!

Ora, credo che sia giunto il tempo per voi di iniziare il tour promozionale di “Imperium”. Ci possiamo aspettare di vedervi in Italia?

Sai, non c’è ancora un tour concretamente pianificato, ma sarebbe davvero meraviglioso se riuscissimo a suonare qualche concerto in Italia, così come in altri stati europei in cui non siamo ancora stati.

Ok Till, siamo alla fine dell’intervista! Nel ringraziarti, ti invito anche a prenderti questo spazio se hai un messaggio da lasciare ai lettori di SpazioRock!


Grazie a tutti i nostri ascoltatori per tutto il supporto che ci avete dato nel passato, e che ci donerete in futuro. A presto!




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