Saltatio Mortis (Alea der Bescheidene)
Pronti per una nuova avventura in giro per l’Europa, anche i Saltatio Mortis escono con un nuovo disco di puro Mittelalter Rock. “Wer Wind Saet” è un’evoluzione del sound primitivo del gruppo e abbiamo cercato di scoprire qualcosa di più parlando col leader e frontman Alea der Bescheidene. Buona lettura.
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 08/09/09

Ciao Alea, il Mittelalter Rock tedesco è in grande ascesa e ormai da anni. Voi ne siete parte integrante e avete da poco pubblicato “Wer Wind Saet”: che cosa significa esattamente?


Ciao Gaetano. Uhm, cosa significa...
Negli ultimi 2 anni abbiamo ritrovato noi stessi e la nostra musica, portandola in una dimensione più rock. Per questo ora cavalchiamo nel vento incuranti delle tempeste che ci vengono incontro. Ecco il significato.


Il vostro primo disco è datato 2001. Siete in sintonia tra di voci come lo eravate otto anni fa o è cambiato qualcosa all’interno dei Saltatio Mortis?


E’ cambiato più o meno tutto. “Das Zweite Gesicht” è stata una prova, un mix tra le nostre idee e quelle di Lutz Demler, il nostro vecchio produttore.
Da “Des Konigs Henker” abbiamo abbandonato i l’elettronica lasciandocela alle spalle e ci siamo cercati uno stile tutto nostro. Fino ad oggi abbiamo lavorato sodo alla ricerca di uno stile unico, album dopo album. “Wer Wind Saet” è il nuovo e più importante passo in questa direzione.


Anche se mi è parso di capire che non ci siano troppe differenze stilistiche rispetto al vostro predecessore “Aus Der Asche”…


Beh, di differenze ce ne sono se pensi, per esempio, che tutto il songwriting e gli arrangiamenti di “Wer Wind Saet” sono molto più complessi rispetto a quelli di “Aus Der Asche”. I testi sono cresciuti molto così come la nostra performance sul disco. E’ a nostro avviso l’album più maturo che i Saltatio Mortis abbiano mai composto.


Tra l’altro, il colpo d’occhio offerto dalla cover art non è da sottovalutare. Forse si tratta della copertina più epica mai pubblicata dai Saltatio Mortis, e presagisce a un concept album. A proposito, di che parlano i testi?


Il disco racconta una storia che riguarda le lotte che noi tutti ogni giorno affrontiamo. Problemi e abitudini. E infatti la cover da proprio l’idea di un concept album, un concept che insegna a credere e a combattere per il proprio credo, fino a disquisire sull’istinto di sopravvivenza.


Mi è parso che le canzoni del disco siano più heavy del solito, arrangiamenti migliori e una ricerca più assidua sul refrain. Forse c’è un’impronta meno medievale, soprattutto se preso come metro di paragone il vostro passato discografico. Cosa ne pensi?


Penso che abbiamo ancora una forte impronta medievale, è solo un po’ meno evidente rispetto ad “Aus Der Asche”. Ovunque nelle canzoni usiamo un piccolo bouzouki e altri strumenti che sembrano un po’ nascosti. Gli strumenti medievali come l’Hurdy Gurdy e le cornamuse sono stati invece inseriti in prima linea per permettergli di esprimere la loro potenza e per enfatizzare il nostro suono.


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Chi è il responsabile della produzione?


La preproduzione è stata curata da Bruder Frank, Lasterbalk, Samoel e da me. Il produttore esecutivo è stato ancora una volta Thomas Heimann Trosien, che ha già lavorato con noi nel processo di produzione di “Des Konigs Henker” e il penultimo “Aus Der Asche”. E’ fantastico lavorare con lui, è competente, ha grandi idee e, aspetto migliore in assoluto, è una gran brava persona.


Quest’estate viaggiando per la Germania, mi è capitato di vedere qualche locandina che pubblicizzava vostri concerti in giro per castelli e borghi medievali. Preferite quei luoghi, oppure vi accontentate di “semplici” teatri?


Spesso ci capita di suonare nei festival medievali come il Feuertanz-Fest. Di solito sono organizzati nei castelli o in altri luoghi simili, molto atmosferici. La maggior parte dei concerti, però, avvengono nei normali club, pub, e festival rock. Gli show acustici avvengono nei mercati medievali in giro per tutta la Germania.


Ci sono altri gruppi dediti al Mittelalter Rock che vi piacciono in modo particolare? Faccio qualche nome io: Corvus Corax, Schandmaul, In Extremo, Subway To Sally…


I Corvus Corax, ma li preferisco nella “vecchia” versione, riguardo ai Subway To Sally, al di là della loro musica, voglio sottolineare che sono nostri grandi amici.


Una piccola curiosità. Come mai il vostro sito ufficiale e la vostra pagina MySpace sono esclusivamente in tedesco? Non pensate che questo aspetto possa rappresentare un limite?
 
Non è un limite. Il sito ufficiale sarà sostituito nei prossimi giorni e ci saranno anche i contenuti in inglese. Il vecchio sito in inglese è stato off-line per circa metà anno proprio perché stavamo lavorando sul nostro nuovo sito. Ci spiace per questo inconveniente. La pagina MySpace è solo in tedesco. Non abbiamo il tempo per aggiornarla in inglese, ci spiace nuovamente. Ma ciò che anche questa intervista dimostra, è che la musica funziona, indipendentemente dai confini linguistici.


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E’ vero Alea, confermo. Ora dimmi, quali saranno i prossimi passi del gruppo?
 
Nei prossimi concerti medievali registreremo il seguito del nostro live album medievale “Manufactum”. Sarà disponibile nella primavera del 2010. Stiamo preparando una sorpresa per celebrare il decimo anniversario, che cadrà il prossimo anno. Ma dobbiamo cercare di tenere segreto il tutto ancora per un po’…


Ultima domanda: ci sarà l’opportunità di vedervi in Italia?


Lo spero. Abbiamo già suonato a Finale Emilia a Milano e a Bologna. E’ passato circa un anno, e vogliamo tornare di nuovo. Grazie per l’intervista Gaetano, spero di incontrarti di persona un giorno, sarebbe davvero un piacere per noi. Nel frattempo salutaci i nostri amici e colleghi italiani, i Folk Stone, ma anche i nostri fan che sono certo continueranno a supportarci. Ci divertiremo un sacco insieme.





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