Augury (Patrick Loisel)
La parola a Patrick Loisel, voce e chitarra dei canadesi Augury, autori con il secondo lavoro, "Fragmentary Evidence", di un piccolo gioiellino che farà sicuramente parte delle migliori uscite death metal del 2009, già "Top Album" su SpazioRock.it. Buona lettura.
Articolo a cura di Stefano Risso - Pubblicata in data: 20/10/09

Ciao Patrick, benvenuto sulle nostre pagine. Tutto bene?

Tutto bene grazie. Stiamo preparando tutto quanto per la promozione dell'album e sto facendo un sacco di interviste. Il lavoro promozionale della Nuclear Blast è incredibile!

Credo che sarebbe meglio Patrick che spendessi due parole per presentare gli Augury. Non siete certamente dei nuovi arrivati, ma molto probabilmente la maggior parte dei lettori non sa ancora chi siete e che musica fate...

Abbiamo iniziato a suonare nel 2002, nonostante ci conoscessimo già da cinque anni. Abbiamo avuto tutti due o tre band, quindi per la scena locale non siamo certamente dei “new comer”. Ho cominciato a suonare nella metà degli anni 80 e credo lo stesso i miei compagni. Possiamo descrivere la nostra musica come un qualcosa che metal estremo come spina dorsale, con moltissime influenze inusuali, come flamenco, canti gregoriani, musica classica ecc... Siamo persone normali che cercano di fare musica fuori dal comune. Spero di arrivare molto vicino a fare questo.

Bene, parliamo dell'ultimo grande "Fragmentary Evidence". Lascio a te la descrizione del disco. Devo dire la verità che, per tutte le volte che l'ho ascoltato, non l'ho ancora compreso al 100%...

È musica molto stratificata, con testi occulti e complessi e qualche volta con temi molto bizzarri e parti ritmiche che di solito si usano durante gli assoli, come il tapping o variazioni di volume. Quindi è normale perdersi all'inizio. Sono nove canzoni che vanno dai quattro agli otto minuti e ognuna l'abbiamo scritta tre volte, così puoi trovarci tre differenti stili di composizione. È abbastanza pesante. Ci siamo messi in La diminuito come tonalità e la maggior parte dei brani sono suonati molto velocemente, quindi le componenti tecniche sono leggermente più difficili da riconoscere, visto che non siamo un gruppo di domatori progressive. Ci piace anche avere diverse atmosfere dentro la stessa canzone, quindi per noi è normale avere una parte acustica dentro pochi secondi di feroce blast beat!

 

augury_intervista_2009_00_01
 

Credo che questa complessità generale sia la migliore qualità dell'album, un qualcosa che ti spinge a riascoltarlo moltissime volte senza mai ricordarsi perfettamente tutti i passaggi, tutte le variazioni... In questo senso avete fatto qualcosa di incredibile, come siete riusciti in un compito così difficile?

È stato totalmente naturale. Curiamo gli arrangiamenti tutti insieme e tutti hanno scritto la loro parte per tutti i nuovi brani. Abbiamo controllato che tutto si armonizzasse al meglio... Questo è tutto.

Ricordo quando ascoltai il vostro debutto, “Concealed”, per la prima volta. E fu una sorta di shock! Quell'album è una specie di “pezzo unico” del genere, ma credo che questa volta vi siate superati. Tutto quanto è stato curato con molta più precisione, il vostro sound è ancora più ampio e complesso. Credi che Fragmentary Evidence possa essere un altro “shock album” per gli ascoltatori?

Certo. Per noi è sempre uno shock quando lo mettiamo da parte per qualche tempo e poi torniamo ad ascoltarlo con le orecchie fresche. Dopo tanto mesi in studio, le orecchie sono esauste e non vedi l'ora che di finire l'ultima nota per andare in tour. Se sarà uno shock? Non posso aiutarti in questo, ma immagino l'effetto che potrà avere su chi lo ascolta per la prima volta.

Quale è stata la vostra linea guida durante la scrittura dell'album?

Musicalmente parlando nessuna. Ci siamo limitati a fare le nostre cose e lo stesso per quanto riguarda i testi. Ho solo fatto in modo che il significato del testo fosse affine alla musica. È un continuazione di quello che abbiamo sempre fatto, solo con qualche ingrediente misterioso in più!

Per uno stile così ricco le influenze saranno state tantissime...

Sì. Musicalmente potrei dire praticamente tutte. Per quanto riguarda i testi, mi sono ispirato a varie letture sull'occulto e su teorie cospirative. Libri come “Our Cosmic Ancestors” (Maurice Chatelain) e “The Morning Of The Magicians” (Pauwell/Bergier) sono state grosse risorse letterarie, come tutta la produzione di David Icke, anche se non l'ho presa molto seriamente.

Ascoltando l'album è incredibile constatare che tutto quello che avete inserito, tutte le influenze, tutti gli stacchi ecc... è come se provenissero da un unico album. Cioè siete riusciti a dare ovunque il vostro tocco. Tutto è targato “Augury”... Come siete riusciti in questo?

Come il nostro bassista Forest dice, abbiamo preso elementi ovunque, li abbiamo miscelati insieme,  infine li abbiamo “auguryzzati”. Abbiamo fatto in questo modo, è semplice!

 

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Torniamo per un attimo al discorso dei “nuovi ascoltatori”... Per questo secondo disco siete nel roster della Niclear Blast e questo significa migliaia di potenziali ascoltatori in più. Come spieghi la differenza tra una grossa label e quella precedente, molto più piccola?

Facciamo musica da un sacco di anni, ma non è bastato per farci arrivare agli ascoltatori stranieri. Prima ci potevano ascoltare solo gli appassionati o quelli che si imbattevano in noi in modo fortuito. Ora tutti hanno la possibilità di assaggiare quello che facciamo. È il coronamento di lunghi anni di lavoro!

Ho fatto di recente la stessa domanda a Nergal dei Behemoth (a breve l'intervista su queste pagine. Ndr), certamente più abituato di voi a label di maggior importanza, e mi ha risposto che non aveva la minima idea di quanto lavoro ci fosse con la Nuclear Blast, non aveva mai fatto tanta promozione in vita sua. Immagino che per voi il passaggio sia stato ancora più brusco.

Il lavoro è lo stesso per me. Ci sono solo più interviste, più concerti, migliore promozione, ma non ci sono differenze alla base di quello che abbiamo sempre fatto. È solo una maggiore quantità della stessa cosa. Ha funzionato in passa e funzionerà, in meglio, in futuro... Siamo molto preparati a questo!

Potresti dirci qualcosa sui tanti ospiti sul vostro album?

Lo abbiamo fatto per dare maggiore varietà al sound e per avere l'opportunità di lavorare con tanti buoni amici. Fra tutti abbiamo avuto Sebastien Croteau (Necrotic Mutation/Globeglotters), che per primo mi insegnò a cantare death metal, Youri Raymond dei Cryptopsy (ha una voce disumana), Sven degli Aborted ha cantato nella prima traccia ed è la mente dietro alla copertina. Poi Leilindel e Siryak degli Unexpect, Eric Fiset (un nativo di Mohawk e un veterano nella nostra scena) e infini il nostro vecchio amico Phil Ivanovic, che ha cantato le back vocals nell'ultimo brano. Non saranno conosciuti da tutti, ma hanno aggiunto un sapore speciale!

Ok Patrick, siamo arrivati alla fine. Lascio a te l'ultima parola per i nostri lettori. Grazie.

Grazie a tutti voi! Ci vediamo in tour, presto o tardi!




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