Atreyu (Marc McKnight)
Abbiamo raggiunto Marc, il bassista degli Atreyu, per farci raccontare com’è il clima nella band all’uscita del loro ultimo album in studio “Congregation Of The Damned”, un album che segna un ritorno in grande stile per la band californiana.
Eccovi quello che il disponibile musicista ha voluto raccontarci.
Articolo a cura di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 29/10/09

Innanzitutto Marc, grazie mille per il tempo che hai voluto concederci!

Figurati, grazie a voi piuttosto!

Allora, come stai?

Abbastanza bene, grazie! Ho appena finito di fare uno show proprio pochi minuti fa.

E’ il primo show di questo vostro nuovo tour?

No, abbiamo fatto già qualche show di preparazione al tour che sta per arrivare, diciamo che ci stiamo allenando.

Molto bene! Senti, prima di tutto vorrei parlare del vostro nuovo album, “Congregation Of The Damned”: lo vorresti presentare con parole tue a tutti i vostri fan italiani?


Allora…che ti posso dire…è il nostro quinto album, innanzitutto, e vorrei dire che è un album che mette in secondo piano tutto quello che abbiamo fatto sinora, almeno è questo che sentiamo come band. Ci abbiamo messo l’anima nello scriverlo, il massimo degli sforzi produttivi, e sentiamo che è uno dei nostri album più pesanti e carichi di energia!

Parlando proprio di musica: credo che questo album sia una sintesi perfetta tra l’aggressività del passato e l’evoluzione melodica che avete subito in questi ultimi anni. Come mai questa scelta?


Ma sai…non è stata una scelta che abbiamo preso coscientemente. Ci siamo seduti, abbiamo cominciato a buttare giù idee, sono nate delle demo, le abbiamo sviluppate in canzoni e tutto quello che senti è lì, nell’album. Credo comunque che sia una cosa che si avverte: la spontaneità con cui sono nate le canzoni.

atreyu_interv_2009_01Senti, in questo album ci sono molte e disparate influenze, dalle atmosfere rock fino all’hardcore. Non credi che i vostri ascoltatori potrebbero rimanere disorientati dalla varietà di influenze di cui è ricca la vostra musica, magari col rischio di non capirla fino in fondo?

Sai, non lo credo. Credo piuttosto che una canzone vada assecondata, per cui se in quel determinato punto ci sentivamo di essere aggressivi, mettendoci molte chitarre e screamo, allora lo abbiamo fatto, allo stesso modo siamo stati più tranquilli dove ce la sentivamo. Fa tutto parte del processo naturale di composizione che ti dicevo prima.

Ho visto che in molte vostre canzoni ci sono dei messaggi molto attuali. Quanto è importante per voi la scelta di veicolare questo tipo di messaggi attraverso le vostre canzoni?

Molto importante direi, cerchiamo decisamente di dare ad ogni canzone un messaggio specifico, e nel farlo non possiamo fare a meno che guardarci intorno. Sebbene non sia un concept album, possiamo dire che il mondo in cui viviamo è il filo conduttore di tutti i nostri testi.

Siete una band che ha raggiunto l’importante traguardo del decimo anniversario, per cui avrete sicuramente maturato molta esperienza come musicisti. C’è tuttavia qualcosa, nel processo di composizione o registrazione, in cui sentite di potere ancora migliorare?

Oh sì, certo, possiamo sempre migliorarci in qualcosa! Pensa che quando registriamo, ogni nuova canzone ci sembra sempre riuscita meglio di quella precedente…e questo direi che prova che possiamo migliorarci ancora, decisamente! (ride)


Ok, senti, forse adesso arriva una domanda stupida ma: il nome della vostra band deriva da “La Storia Infinita” (Atreyu è il nome del guerriero bambino co-protagonista della celebre serie di romanzi di Michael Ende che ha ispirato anche due celebri film n.d.r.), come mai questa scelta?

(ride) oh beh…sai, ripensando agli inizi della nostra vita come band, quando eravamo alla ricerca di un nome, ricordo che abbiamo pensato subito di prendere qualcosa che suonasse fico dal mondo del cinema. Qualcuno se n’è uscito con “Atreyu!”, e noi subito: “Sì, direi che è fico abbastanza!”, quindi….eccoci qua! Direi che non c’è nessuna ragione particolare dietro al nostro nome! (ride)

Senti Mark, ho letto sul vostro Website che ci sono molte date nel tour americano che state per cominciare, ma che mi dici dell’Europa? Quando arriverete da noi?


In Europa dovremmo arrivare l’anno prossimo, sicuramente ci saranno dei festival attorno a giugno o nella stagione estiva, ma contiamo di fare anche un tour nostro. Sicuramente verremo da voi in Italia!


atreyu_interv_2009_02
 

Trovi che siano delle differenze significative tra fare tour in America e fare tour in Europa?

Intendi oltre all'ovvia differenza di scenario? (ride) Beh…ci sono delle piccole differenze nel pubblico, credo che in Europa il pubblico sia più disposto a seguire le band che ama. Ed il bello dell’Europa è che ci sono un sacco di band diverse, quindi da voi le cose sono molto variegate, direi!

Siamo giunti alla fine di questa intervista Mark! Nel ringraziarti per il tempo che ci hai voluto concedere, ti lascio anche questo spazio per ogni parola tu voglia rivolgere ai vostri fan italiani!

Voglio dirvi che spero di vedervi tutti in tour. Vogliamo davvero venire a suonare da voi e spero che il nostro nuovo album vi piaccia tanto quanto piace a noi!




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