Blanc Faces (Robbie LaBlanc)
Poche parole, ma genuine, quelle che ha voluto condividere con noi Robbie LaBlanc, una metà del duo di fratelli LaBlanc che, col progetto Blanc Faces, sono arrivati al secondo album in studio, quel “Falling From The Moon” che, nella sua classica e pacata eleganza, sa comunque risplendere di luce propria nel panorama AOR. Sentiamo quello che Robert ha voluto dirci, anche a seguito della recente tragedia che ha colpito la sua band…
Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 10/11/09
Puoi dirci come e quando “Falling From The Moon” ha iniziato a prendere forma nella vostra mente?

Certo! E’ stato quando mia figlia Sophia, che aveva 7 anni all’epoca, mi aveva scritto un titolo, che era proprio “Falling From The Moon”. Da quel momento ho cominciato a pensare all’album, quindi tutti i meriti vanno a mia figlia! Sai, ha un certo caratterino…

“Falling From The Moon”, in effetti, è un titolo curioso. Perché è stato così magnetica per te quella frase?

Oh, per nessuna ragione particolare. Semplicemente: ci comunicava sensazioni positive.

Ti aspettavi un benvenuto così caloroso sul vostro album di debutto, “Blac Faces”, nel 2005?

No, non avevo aspettative di nessun tipo, quindi è stato semplicemente magnifico ricevere supporto e belle parole da ogni parte del mondo!

Sono passati 4 anni di silenzio da allora. Cosa avete fatto in tutto questo lungo periodo di tempo?

Nulla di particolare davvero, ho solo passato gran parte di quel periodo con mia moglie e mia figlia, che per me sono le cose più importanti al mondo.

Non avete cambiato di una virgola il team che stava con voi anche sull’album di debutto. Possiamo considerare, quindi, il vostro poregetto più come una vera e propria band adesso, in qualche modo?


Certo! Anzi…mi piacerebbe dire che eravamo una band, ma sai…ora che Kyle Woodring non è più con noi, non so proprio bene cosa dirti. Lui era “L’UOMO”.

blanc_faces_inter_2009_01A proposito del recente lutto del vostro batterista che hai appena mezionato, come ti senti ora? C’è qualche parola che vorresti spendere per commentare questa situazione davvero triste?

Non so davvero cosa dire a proposito della morte di Kyle, sono ancora sotto shock. Ci ha reso il processo di registrazione dell’album davvero facile, riponevo la massima fiducia in lui e nelle sue capacità di batterista. Sai, sono molto esigente in fatto di batteristi, ed avere Kyle con noi è stata una vera benedizione: era semplicemente la scelta perfetta per noi come musicisti ed anche a livello personale come amici. Non ho davvero idea ora di come possa sotituirlo…dedichiamo completamente a lui il nostro nuovo cd.


Dai, cambiamo argomento. A livello di testi, direi proprio che l’amore è il soggetto principale delle vostre parole. Preferisci far riferimento alle tue esperienze personali per trarre ispirazione per i testi, oppure preferisci osservare quello che accade alle persone a te care che ti circondano?

La maggior parte delle volte non so nemmeno io di preciso da dove arrivano le parole che compongono i nostri testi…ti posso dire che, su “Falling From The Moon”, c’è questa canzone intitolata “Deep In The Heart” e riguarda mia cugina Lisa LaBlanc, morta troppo presto anche lei. Sempre mia figlia Sophia ha scelto il titolo per questa canzone.

Supportate molti artisti famosi da un bel po’ di tempo a questa parte, quindi avete avuto modo di vedere un bel po’ di cose. Quindi, che differenza trovi nell’ambiente musicale di oggi rispetto a quello dell’inizio della tua carriera?


Oh guarda, non farmi cominciare a parlare di questa cosa altrimenti è la fine! Sebbene ci sia della buona musica in giro, la maggior parte è fondamentalmente spazzatura. Ti dico che ultimamente c’è questa stazione radio chiamata “Classic Rewind” sul satellite che mi piace da morire, tratta di musica come la nostra e conosco a menadito ogni singola canzone che ci passa sopra. Forza anni ’80!!!

Senti, quali sono i vostri piani per la promozione di “Falling From The Moon”? Un tour che magari vi porti in Italia?

Sicuramente un giretto per l’Europa in tour ce lo faremo quest’inverno, e mi piacerebbe molto venir in Italia. Speriamo!

Siamo alla fine di questa intervista Robbie. Prenditi pure questo spazio per dire quello che vuoi ai nostri lettori!

Sicuramente voglio ringraziare tutte le persone che ci hanno supportato sinora. Mi fa davvero piacere sapere che riesco a toccare qualcuno in qualche modo attraverso le mie canzoni, in modo tale da poter aggiungere un momento di piacevolezza nelle sue giornate. E grazie anche a te per aver trovato il tempo per parlarmi. Dio vi benedica tutti!


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