Simone Fiorletta (Simone Fiorletta)
SpazioRock ha raggiunto il gentilissimo e cordiale chitarrista italiano Simone Fiorletta, per una piacevole intervista riguardante il suo ultimo album "When Reality Is Nothing" e tanti altri argomenti interessanti. Buona lettura!
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 27/11/09

Ciao Simone, benvenuto su SpazioRock.it e grazie infinite per il tuo tempo e la tua disponibilità. E' un piacere!


Ciao Alessandra ...Grazie a te ed il piacere è tutto mio.


Sei giovane e sei un chitarrista decisamente produttivo e prolifico, con ben quattro album in pochi anni, senza contare i tuoi lavori con i Moonlight Comedy. Non sei una persona che si riposa sugli allori!


Beh, diciamo che la mia più grossa passione, come è facile intuire, è la musica ed allo stesso tempo amo molto scrivere, creare. Se non butto giù materiale nuovo, sto male ...


Il tuo ultimo album "When Reality Is Nothing" sembra un album "fotografico" denso di ricordi personali e di memorie e questo mi ha colpito molto. Quanto sono importanti le tue esperienze personali mentre componi musica?


La mia musica è fatta solo ed esclusivamente dalle mie esperienze personali e da tutto ciò che mi circonda. Non sbagli nel dire che il disco ti sia sembrato un album fotografico, dal momento in cui ogni mia composizione nasce da ricordi o periodi vissuti in prima persona.
Facciamo così, ti dico l'ispirazione da cui è nata traccia per traccia:
Il brano "Thanx" è nato per esprimere la mia gratitudine nei confronti dei miei genitori; "My Brother", come si può facilmente intuire, è nato ispirandomi a mio fratello; "Dance In The City" pensando alle volte in cui si esce con gli amici con il solo scopo di divertirsi; "I Believe In You" è nato quando la mia ragazza era sotto discussione tesi e per me con questa song le facevo capire che le ero vicino; "Loneliness In Your Eyes" è venuta fuori in un brutto momento passato sempre dalla mia ragazza, momento in cui ha perso un parente a lei caro; "Laura"...beh, con questo brano ho immaginato proprio la mia compagna come sarebbe se fosse una canzone; "Oh No, Once Again?" è il seguito di "Brawl In A Saloon" (dall'album "My Secret Diary"). Hai presente le tipiche risse da saloon nei film comici?! "Ehy...What's Up?" ispirata a quando ti capita di vedere un tuo amico particolarmente contento che ti viene istintivo chiedergli "Ehi...Cos'hai fatto?"; ed infine "Like A Bird" nata pensando al volo degli uccelli, inteso come senso liberatorio da tutto e tutti, come se in quel momento tu stia vivendo in un sogno tuo diretto da te stesso.

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Allo stesso tempo, però, il titolo del tuo album sembra esortarci a viaggiare, a staccarci dalla realtà ed a spiegare le nostre ali nelle melodie .... "Like A Bird"!


Hai presente quando ascolti un disco che ti piace particolarmente e con i pensieri non fai altro che viaggiare nel tempo o in posti inesplorati? Ecco, intendo proprio questo, il potere della musica di trascinarti al di la della realtà di tutti i giorni.


Molto spesso, affrontando un album solo strumentale, l'ascoltatore teme di avere a che fare con brani composti dall'artista (che sia batterista, chitarrista o anche tastierista) solo per esaltare le sue stesse doti tecniche, senza metterci sentimento. Tu, invece, sei riuscito ad emozionarmi, qual è il segreto per riuscire ad emozionare in un album solo strumentale?


Innanzitutto ti ringrazio per quanto detto, perché per me significa molto. Riuscire ad "arrivare" è la cosa che mi interessa di più, molto di più della semplice dimostrazione tecnica e virtuosistica. Non so se esiste un segreto, dato che personalmente quando scrivo un album mi lascio semplicemente trasportare dalle mie emozioni, cercando di musicarle. Niente, in particolar modo nei miei lavori solisti, nasce a tavolino ma è quasi tutto frutto del momento, dell'istinto...beh, forse può essere proprio questo il segreto, non tornare troppo su una song tanto per inserire passaggi più ardui giusto per dimostrare le proprie doti. Comunque, ognuno ha un proprio modo di scrittura, quindi l'unica cosa che posso consigliare, se è di mia competenza, è di trovare la propria strada e seguirla fino in fondo.


Parlando di tecnica e virtuosismo, so che il talentuoso Neil Zaza ha partecipato nel tuo album! Com'è avere un guitar hero del genere suonare le tue canzoni? Come ti sei trovato con lui a livello umano?


Per me è stata una grossa soddisfazione averlo avuto come ospite. Seguo Neil da tanti anni ormai, pensa che nel 2000, quando avevo diciotto anni, ebbi modo di aprire un suo concerto. All'epoca ancora non lo conoscevo benissimo ma dopo quell'esperienza, dopo averlo visto suonare live e dopo aver fatto la sua conoscenza, scoprendo così che è una persona umilissima, ho iniziato a procurarmi tutta la sua discografia fino ad arrivare ai giorni d'oggi. Per la sua presenza devo ringraziare in particolar modo il nostrano Mistheria, tastierista di Neil e di altri grandi artisti tipo B. Dickinson, nonché mio amico personale che, tra l'altro, anche lui è presente su questo mio ultimo lavoro.


Potresti gentilmente presentarci i musicisti che hanno collaborato con te, oltre a Neil Zaza?


Molto volentieri. Su tutto l'album sono affiancato principalmente da Andrea De Paoli (Labyrinth) alle tastiere, Matteo Raggi al basso e Marco Aiello alla batteria. Inutile dire che sono tutti ottimi musicisti con i quali mi sono trovato davvero bene a lavorare. Come special guests, invece, ci sono Neil Zaza in primis, Mistheria e Valerio D'Anna alle tastiere, Armando Pizzuti (Moonlight Comedy) al basso e Fabrizio Auri alla batteria.


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Sempre rimanendo in tema di guitar hero, hai altri chitarristi che preferisci in modo particolare? Ti confesso che il mio chitarrista preferito è Tony Iommi dei Black Sabbath, per l'efficacia con la quale costruisce delle bellissime melodie anche con pochi riff semplici, senza esagerare.


Personalmente non ho il "chitarrista preferito" o cose simili. Di sicuro ce ne sono molti che mi piacciono tantissimo, posso dirti Satriani, Vai, Moore ecc., o anche chitarristi più noti per le loro band tipo Romeo (Symphony X), Petrucci (Dream Theater) e tanti altri. Comunque senza andare troppo lontano, anche in Italia abbiamo chitarristi che non hanno nulla da invidiare ai "big", tipo Marco Sfogli, Fabrizio Leo, Simone Mularoni ...


Parlando invece di gruppi progressive metal, ne hai qualcuno preferito in modo particolare? Io sono alquanto prevedibile, temo, con i Dream Theater come gruppo prog preferito. So anche che apprezzi, come me, James LaBrie nei suoi lavori solisti ...


Se parliamo di Prog penso che i Dream Theater siano la band per eccellenza per tutto ciò che hanno fatto, che fanno e che faranno. Sono davvero insuperabili ... è facile sentire critiche del tipo "sono freddi" o "dimostrano solo la loro bravura", ma personalmente penso che critiche del genere vengano dette da persone che di musica capiscono fino ad un certo punto e quindi non riescono a carpire la vera essenza dei Dream Theater. Comunque oltre loro, come a quanto pare sai, anche io amo tantissimo LaBrie nei suoi progetti solista. Per fare altri nomi posso dirti Vanden Plas, ARK, Circus Maximum e così via.


Una domanda tecnica: che modelli di chitarra usi? C'è un modello di chitarra che prediligi in modo particolare?


Guarda, proprio recentemente sono diventato ufficialmente endorser della ESP Guitars ... Cosa vuoi di più dalla vita? (non rispondermi un lucano...). I loro prodotti sono davvero di altissimo livello in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi chitarrista. Personalmente utilizzo la Horizon Nt-7. Invito davvero tutti a provare i loro modelli.

 

simonefiorletta_intervista_2009_02L'Italia è un paese con valide band e musicisti, troppo spesso criticati o lasciati da parte per un'irritante esterofilia, che già in passato è riuscita a privare della scena metal italiana di artisti di tutto rispetto. Secondo te perché manca un adeguato supporto ai ragazzi italiani che vogliono lanciarsi in una carriera musicale?


Beh, da sempre "l'erba del vicino è sempre più verde". Si tende sempre ad elogiare un qualcosa che non sia "nostro", atteggiamento che anch'io trovo insopportabile. E' verissimo, l'Italia sforna ottimi musicisti ed ottimi gruppi che nella maggior parte dei casi sono anche molto più validi di band straniere che in Italia hanno un grande seguito. Forse è un problema di ignoranza? Di non riuscire a capire che non è la lontananza a fare l'importanza o la bravura di una band o di un musicista o di un live? Voglio dire che anche il tuo vicino di casa può essere un musicista acclamato in tutto il mondo ... Perché no? Prima ho menzionato anche il discorso live ... Personalmente non capisco quelle band che piuttosto che cercare di farsi strada nel mondo discografico cercando di pubblicare album con etichette competenti (anche qui ci sarebbe tanto da dire), fanno del tutto per procurarsi delle serate all'estero solo per poter dire di essere stati a suonare in quella o quell'altra nazione. Va bene, tutto fa brodo, però stringi stringi a cosa serve fare ciò se, dal momento in cui non hai un seguito, di sicuro ti ritrovi a suonare in locali che non hanno nulla da offrirti? A questo punto non è meglio girare locali in Italia così almeno fai anche meno chilometri? Non so se mi sono spiegato ...


Hai qualche programma per i prossimi mesi, da solista o con i Moonlight Comedy?


A dire il vero ho già molte cose che bollono in pentola. Ti anticipo che proprio in questi giorni ho terminato un disco prog in cui parteciperanno grossi artisti italiani ... Ancora non ho pubblicizzato questo progetto, ma non appena lo farò, ti darò maggiori dettagli, ok? Con i Moonlight Comedy anche abbiamo terminato il nostro terzo disco ed ora ci stiamo organizzando per entrare in studio. Sempre in questi giorni sarò presso RockTv per le riprese della trasmissione "Sala Prove", ci tengo a dire che nella storia di questo canale, ormai noto a tutti, sono il primo solista a cui è stato dato modo di partecipare a questa trasmissione.


Grazie mille per il tuo tempo Simone, sei stato molto gentile. Vorresti dire qualcosa agli utenti di SpazioRock?


Ringrazio di nuovo te e tutti i lettori che hanno speso un po' del loro tempo in nostra compagnia. Vi invito a venirmi a trovare sul mio sito ufficiale www.simonefiorletta.it o sulla mia pagina ufficiale di Myspace. Se vorrete scrivermi, sarò ben lieto di rispondere a tutti. A presto ... Simone.




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