Freedom Call (Chris Bay)
Abbiamo scambiato qualche battuta con un cordialissimo Chris Bay, frontman dei Freedom Call, contattato via mail per l'uscita di "Legend Of The Shadowking", il lato oscuro della band più frizzante del pianeta.
Articolo a cura di Fabio Petrella - Pubblicata in data: 28/01/10

Ciao Chris, benvenuto su SpazioRock.  Dieci anni separano "Stairway To Fairyland" da "The Legend of The Shadowking". Cosa è passato "Over The Rainbow" e cosa è cambiato nelle vostre prospettive, musicali e non?


Ciao Fabio, negli ultimi dieci anni abbiamo potuto fare un sacco di esperienze in tour, produrre album e capire come il mondo della musica funziona. I Freedom Call hanno avuto la possibilità di esibirsi in tour in tutta Europa, trovando di anno in anno, passo dopo passo, nuovi fan nel corso degli ultimi tempi, e per tale motivo siamo molto contenti del risultato ottenuto dopo questo periodo. In generale si vivono tempi duri per avere successo nel business musicale. Con un sacco di motivazioni e ispirazioni raccoglieremo la sfida.


Le  zuccherose melodie sono il vostro punto forte. Dove nascondi il trucco di tanta semplicità vincente?


Il trucco è pensare positivo.  Tutta la mia ispirazione viene dalla luce, non dall’oscurità.  La mia maniera di comporre è molto semplice. Qualsiasi canzone scritta da me puoi benissimo suonarla con una chitarra acustica davanti a un falò.


Oltre alle melodie, penso che  la coerenza sia un’altra caratteristica che vi contraddistingue. Sei album in dieci anni sono un traguardo notevole. Ogni brano dei Freedom Call è una sorta di inno alla vita, un po’ l’antitesi rispetto ad altre frange del metal. Cosa ne pensi di questo universo variopinto?


In primis, ti ringrazio per i complimenti. Il nostro universo colorato tiene in vita la musica dei Freedom Call. Noi con la nostra musica tentiamo di dare una motivazione per vivere, una forza per affrontare i tempi difficili che fanno parte del destino di ognuno di noi. Oscurità, depressione ed altri pensieri cattivi offuscano totalmente la nostra realtà per questo non dovrebbero far parte delle nostre fantasie.


Oltre all’ispirazione che trai da band quali Helloween , cosa ti piace ascoltare? Da cosa ti fai influenzare musicalmente parlando?


La musica dei Freedom Call presenta parti veloci con la doppia cassa e un cantato su tonalità alte nelle melodie piacevoli. Non penso che questi elementi possono essere comparati, in un primo momento, con la band che hai citato. Comunque apprezzo molto gli Helloween. Credo che le influenze principali della nostra musica vadano ricercate nelle radici dell’Heavy Metal. Mi riferisco a gruppi quali Black Sabbath o Deep Purple.


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I Freedom Call trattano tematiche diverse, spesso con ironia e simpatia. Il fantasy è un tema ricorrente, immagino che anche dei libri abbiano influenzato la tua carriera.


La prima volta che abbiamo avuto bisogno di un supporto letterario è stato proprio nel nuovo disco “Legend of the Shadowking”, perché il concept è basato su una reale figura storica. Tutti i precedenti album sono stati dettati  esclusivamente dalla nostra fantasia. I testi dei nostri lavori sono una combinazione di realtà e fantasia…in maniera da lasciare all’ascoltatore la possibilità di sviluppare la propria fantasia creativa.


Legend of the Shadowking si conferma l’ennesimo lavoro riuscito. Il disco, a differenza dei precedenti, mi pare supportato da una maggiore pesantezza e aggressività. I brani che m’hanno maggiormente colpito sono The Dark Obsession e The Darkness perché racchiudono un’atmosfera  oscura e tetra. Le canzoni in questione mi ricordano da vicino le produzioni dei vostri connazionali The Vision Bleak. Ne hai mai sentito parlare?


Il tema su Ludovico II è avvolto anche dalla tragicità della sua esistenza. Abbiamo cercato di mantenere l’autenticità del concept, parametro necessario per produrre un’atmosfera oscura in alcune canzoni del disco. Mi dispiace, non ho mai sentito parlare di questa band, ma sarei felice di incontrarla in qualche festival o qualcosa di simile.

Chi è il Re Ombra?


Ludovico II, re di Baviera, vissuto nel diciannovesimo secolo. Ha ottenuto il soprannome di “Shadowking” poiché egli, al termine della sua curiosa vita, pare aver proferito:  “…un Re senza potere è un Re Ombra…”.

Considero Legend of the Shadowking l’album meno allegro della band. Immagino che la figura del personaggio in questione abbia condizionato il vostro lavoro. E’ giusto?


Assolutamente! La vita e la passione di Ludovico erano più basate sulla tragedia. Questo ha influenzato molto il songwriting e le atmosfere…in più il rapporto con il compositore tedesco Richard Wagner ha reso l’album più epico.


A breve partirà il tour con i Gamma Ray, band oramai leggendaria. Che idea ti sei fatto del folletto Kai Hansen? Immagino siate in buoni rapporti.


Son passati più di dieci anni da quando incontrai per la prima volta Kai. E’ davvero un ragazzo bravo e intelligente, e non vedo l’ora di trascorrere del buon tempo in tour con i miei amici Gamma Ray. Forse Kai potrà darmi alcuni lezioni di chitarra a bordo del tourbus.


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Bene Chris, per me che sono da sempre un sostenitore dei Freedom Call è stato un grande piacere poter  chiacchierare con te, e in futuro spero di assistere alle vostre performance, magari alle prossime date italiane. Ma ora è tempo di chiudere l’intervista, lascio a te l’ultima parola. Forever Freedom Call!


Ti ringrazio molto per le domande interessanti e per il tuo sostegno ai Freedom Call. Negli ultimi dieci anni abbiamo potuto svolgere concerti fantastici in Italia e non vedo l’ora di tornare a visitare il vostro paese. Spero che i supporter italiani gradiscano il nuovo album “Legend of the Shadowking” e da parte nostra posso dirti che porteremo tutto il nostro spirito sul palco!




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