Keel (Ron Keel)
SpazioRock ha avuto il piacere di scambiare qualche battuta con Ron Keel, leader degli americani Keel, in occasione dell'uscita del nuovo album "Streets Of Rock & Roll": Buona lettura!
Articolo a cura di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 03/02/10

Ciao e, innanzitutto, benvenuto su SpazioRock. Il 2010 sarà un anno interessante per i Keel: state per pubblicare un nuovo album, “Streets Of Rock & Roll”, e una nuova edizione speciale di “The Right To Rock” per celebrare i suoi 25 anni. Cosa vi aspettate dal nuovo anno?


Ciao a tutti gli amici rocker che stanno leggendo questa intervista! Siamo molto eccitati dalla pubblicazione di questi progetti e felici dell’opportunità di condividere la nostra musica con i fan dell’hard rock commerciale. La nostra intenzione era quella di creare il miglior album possibile, e penso che ci siamo riusciti: “Streets Of Rock & Roll”  è un concentrato di nuove e divertenti canzoni dei Keel. Siamo inoltre contenti di pubblicare la versione rimasterizzata di “The Right To Rock”, l’album che ha segnato il nostro debutto con una major. Non so davvero cosa aspettarmi dal nuovo anno: io spero che la gente compri questi album, che piacciano e che avremo la possibilità di suonare in giro per il mondo. I vivo la mia vita “una canzone alla volta” e voglio godermela, creare musica, cantare e suonare, e continuare a far divertire la gente.


Parlando di “The Right To Rock”, avete dato l’opportunità ai vostri fan di cantare con voi, attraverso una sorta di concorso su internet. Una cosa, come voi a avete detto, mai fatta prima. Ci vuoi parlare di questo?


Non è stato un concorso o una gara, ma piuttosto un invito a tutti i nostri fan a condividere con noi la nuova versione della canzone. Molti artisti lo stanno facendo, ma credo che noi siamo stati davvero i primi a farlo: abbiamo chiesto ai nostri fan di inviare una traccia MP3 in cui cantavano il coro di “The Right To Rock” e successivamente le abbiamo unite con le nostre voci. In questo modo abbiamo permesso a i nostri fan in giro per il mondo di partecipare alla registrazione della nuova versione di “The Right To Rock”!


Con questo “invito” avete provato a sfruttare il potenziale di internet, che vi permette di stare in contatto con i fan ogni giorno?


Sì, abbiamo messo una traccia guida sui nostri siti web, che i fan potevano scaricare per poi registrare le proprie voci nelle pause. Molte di queste erano davvero buone!  Poi abbiamo aggiunto le nostre voci e quelle delle altre celebrità che hanno cantato in questa nuova versione del brano; suonava maestoso, un grande inno rock che mantiene viva la tradizione. Internet è fatto per rapportarsi con la gente che ama la musica e io faccio il possibile per rispondere personalmente a messaggi ed e-mail.


Parlando invece del nuovo album, “Streets Of Rock & Roll”, ne siete completamente soddisfatti? Avete programmato un tour per promuoverlo nel mondo?


Sono più che soddisfatto. Amo “Streets Of Rock & Roll” non solo come cantante, musicista e compositore, ma anche come fan. Lo ascolto tutto il tempo, alzo al massimo il volume e mi diverto con la musica. Ne sono molto orgoglioso e soddisfatto. Ha tutti gli elementi di un album classico: il nostro scopo era questo e quindi abbiamo creato canzoni che potessero supportare ciò.
Per quanto riguarda il tour, noi vogliamo suonare ai maggiori festival e raggiungere il grande pubblico. L’abbiamo fatto negli Stati Uniti nel 2009, a eventi come il Rocklahoma, il South Texas Rock Festival, l’M3 Festival e il MidWest Rock Fest. Moltissimo dipende dai fan: più compreranno il nostro album e la risposta sarà positiva e più noi avremo delle possibilità. Sarà d’aiuto anche se i fan si faranno sentire sui siti internet, sui forum e attraverso e-mail: tutti possono chiedere di vedere i Keel ai vari festival e noi speriamo di poterci andare a suonare.



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Lo scorso gennaio siete tornati a suonare un concerto insieme ad Hollywood, ottenendo ottimi responsi. Sono stati i vostri fan ad ispirare il nuovo album?


Tornare a suonare insieme ad Hollywood, dove tutto cominciò 25 anni fa, è stata un’esperienza incredibile. C’era molta pressione: molti fan da tutto il mondo, dall’Europa, dal Giappone, dall’Australia, i nostri parenti ed i nostri amici, gli altri artisti: tutti meritavano e si aspettavano un grande show e credo che ci siamo riusciti. La band era unita, ben affiatata e penso che abbiamo regalato una serata d’intrattenimento con i classici dei Keel.
L’ispirazione per il nuovo album e arrivata da diverse fonti, come l’eccitazione della reunion, l’energia che condividevamo insieme e i fan. Io penso, prima di tutto, che lo devi fare perché ce l’hai nel cuore e l’atto di crearlo sia la sua stessa ricompensa. Poi lo condividi con la gente a cui piace e che è interessata alla musica.


Com’è nata l’idea della reunion? Com’è essere ancora sotto i riflettori?


Il nucleo della band, e cioè Marc Ferrari, Bryan Jay, Dwain Miller, ed io, siamo rimasti amici nel corso degli anni e spesso abbiamo parlato di una possibile reunion. Il venticinquesimo anniversario sembrava l’occasione perfetta e c’erano tutte le condizioni per riunirci. Eravamo determinati in quel che facevamo e volevamo farlo nel migliore dei modi e per delle buone ragioni. Non l’abbiamo fatto per i soldi. Abbiamo investito tutto quello che avevamo sulla band, usando tutto il budget di registrazione a nostra disposizione per creare il miglior album possibile sia dal punto di vista del suono, che da quello estetico. È un modo per celebrare questi 25 anni pieni di bei momenti, amicizia e rock & roll.


Parliamo del passato: nel 1986 avete registrato la cover di “Because The Night”, scritta da Patti Smith e Bruce Springsteen. Come mai avete scelto proprio questa canzone?


È stato davvero un impulso: stavo andando alle prove e l’ho sentita alla radio. Subito, nella mia testa, ho immaginato la versione dei Keel, poi l’ho registrata nel mio studio casalingo,  l’ho fatta ascoltare a Gene (Simmons) e gli altri ragazzi della band ed è stato deciso all’unanimità che sarebbe stata la cover dell’album “The Final Frontier”. Avevamo registrato la cover degli Stones, “Let’s Spend The Night Together”, per l’album precedente e volevamo continuare con questa usanza. “Because The Night” ha superato la prova del tempo: la canto da 23 anni, funziona sempre ed è fantastico sentire il pubblico cantare il ritornello insieme a noi.


keel_break2_01Com’è stato lavorare con Gene Simmons, nei primi anni della vostra carriera?


È stato incredibile. Gene è ovviamente una delle più grandi icone della storia del rock, ed averlo al fianco, in studio e, in generale, nella nostra carriera, è stato eccezionale per diversi aspetti. Ha fatto un gran lavoro con le canzoni, la musica, le idee, le registrazioni ed è stato di grosso aiuto anche nel business.  Ed era sempre circondato da donne bellissime, per cui è stato davvero fantastico.


Come siete entrati in contatto con Frontiers Records? Come vi trovate a lavorare con loro?


Non è un segreto che Frontiers Records è una delle maggiori etichette nell’hard rock commerciale. Noi eravamo alla ricerca di qualcuno che producesse il nostro nuovo album e abbiamo avuto una grossa intesa con questi ragazzi. La loro reputazione nel business è eccezionale e sono noti per produrre lavori di qualità, che poi vengono ben pubblicizzati. Siamo davvero fortunati ad aver trovato la perfetta situazione per la band e per la nostra musica, e siamo estremamente felici di poter lavorare con lo staff di Frontiers.


Secondo te, cos’è cambiato nel mondo del rock rispetto a 20-25 anni fa?


Ci sono stati moltissimi cambiamenti nel mondo, e tutto ciò si è sempre riflesso nella musica. C’è stata un’evoluzione, come avviene per la maggior parte delle cose e, certamente, la tecnologia cambia tutto. 25 anni fa non avrei mai potuto sognare di mettere il mio nuovo album “Streets Of Rock & Roll” nel telefono o chattare con i fan nel mondo attraverso internet. Ma questi sono solo strumenti. Una grande canzone rimane sempre una grande canzone e la musica migliore è quella che riflette i sentimenti e le emozioni che proviamo: momenti belli, momenti brutti, amore, rabbia, passione. Questo è il rock & roll.


La vostra canzone “It’s A Jungle Out Of There”, parla dell’odio e del lato oscuro delle persone, che rendono il mondo un luogo pericoloso in cui vivere. Penso sia un tema di grande attualità, anche dopo così tanti anni…


Il mondo è sempre stato un luogo pericoloso…e sempre lo sarà. Non ha niente a che vedere con l’odio, perché la musica dei Keel, in generale, ha sempre provato a trasmettere un messaggio positivo. Piuttosto parla della sopravvivenza, della legge della terra e ciò è racchiuso nella musica e nelle parole della canzone. It’s a jungle out there on the streets of rock & roll…


Bene, è tutto. Grazie Ron. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan e ai lettori di SpazioRock?


Certo, a nome della band voglio ringraziare tutti i fan che hanno apprezzato i Keel nel corso degli anni tenendo vivi musica e sogni. Vogliamo dare anche il benvenuto ai fan che conoscono i Keel per la prima volta e speriamo che ognuno resti in contatto con noi attraverso http://keelband.com e http://ronkeel.com. Welcome to the streets of rock & roll!


Ciao, Ron Keel





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