Mnemic (Guillaume Bideau)
In occasione del nuovo album "Sons Of The System", abbiamo raggiunto il cantante degli Mnemic Guillaume Bideau. Buona lettura.
Articolo a cura di Stefano Risso - Pubblicata in data: 07/03/10

Ciao Guillaume, benvenuto su Spaziorock, come va?

Ciao, piacere di incontrarvi! Abbastanza bene, grazie!

Cominciamo subito a parlare del nuovo album “Sons Of The System”. Come al solito il vostro trademark è sempre presente, ma credo che in questa occasione avete allargato ulteriormente le vostre influenze. Sei d'accordo con me?

Beh, non è un segreto che Fear Factory, Strapping Young Lad e Meshuggah hano avuto una grossa influenza sulla band, ma al giorno d'oggi queste influenze non sono più importanti. Siamo cresciuti e ascoltiamo musica differente ora. In un certo senso, la nostra musica si è arricchita col tempo. Diventando più matura forse... Ed è difficile stabilire quali influenze ci siano ora. Probabilmente perché ora la nostra maggiore influenza è la nostra vita!

Ho cominciato ad ascoltare gli Mnemic dal primo album, ma devo dire che probabilmente questo è l'album più complesso che abbiate mai fatto, con un sacco di variazioni, miscelando il tutto con maggiore esperienza... La parola chiave nella mia testa è appunto: maturità. È lo stesso per te?

Grazie amico! Sì come ho detto prima, questo album è probabilmente più maturo del precedente, anche più spontaneo forse. Almeno per noi lo è.

Sappiamo che il periodo antecedente a “Passenger” è stato abbastanza problematico per voi, a causa del cambio di cantante. Come è stata la sessione di registrazione questa volta? Ascoltando l'album sembra sia andato tutto benissimo!

È vero... “Passenger” è nato nel dolore e nella sofferenza. C'era pressione sui ragazzi e su di me, ma per “Sons Of The System” è andato tutto diversamente. Potrei dire un processo naturale. Ci vuole del tempo per trovare una direzione e per combinare le visioni di tutti per il futuro della musica degli Mnemic. E questa volta ho fatto parte di tutto ciò dal primo giorno. Abbiamo certamente avuto alti e bassi, ma se una band dice il contrario sono dei bugiardi! La musica è gioia e dolori per i suoi creatori!

In “Sons Of The System” credo che abbiate lavorato per migliorare l'unico neo della vostra musica: la longevità. Per esempio in “Passenger”, le voci in pulito e le parti melodiche erano troppo immediate, dando un grosso impatto solo durante i primi ascolti... In questo nuovo disco, le parti metal e quelle melodiche sono arrangiate molto meglio.

Non saprei cosa dire su questo, ho registrato le parti vocali su entrambi gli album allo stesso modo, ma credo che questa volta era molto più focalizzato. Abbiamo fatto dei tour assieme, e questo ovviamente ha influenzato la mia prova in “Sons Of The System”. Ho sempre avuto bisogno della voce pulita, perché per me una canzone non è tale senza una parte in pulito. Non si scappa. Non stiamo ascoltando metal in questi giorni, ci piace la buona musica pop, e un bel ritornello è uno dei modi migliori per apprezzare una canzone. Se non mi piace il ritornello di quel brano, non lo ascolto. Il mio modo di arrangiare le parti vocali è stato più semplice questa volta, su “Passenger” c'erano troppe voci. Ho cercato di essere più semplice in “Sons Of The System”, e lasciare respirare la musica qualche volta.

 

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Anche il songwriting si è arricchito. Come detto, le vostre influenze sono chiare da anni a tutti gli ascoltatori, questa volta avete voluto aggiungere qualcosa di nuovo?

Yeah, volevamo allontanarci dai Fear Factory, Meshuggah e Strapping Young Lad. Al giorno d'oggi siamo più ispirati da band come i Muse. Molto più eclettici. Volevamo che questo album fosse più vario di canzoni passate come “March Of The Tripode” ad esempio.

I vostri testi sono sempre stati “sci-fi oriented”. È lo stesso anche per “Sons Of The System”? C'è un concept?

Mircea ed io siamo gli unici che scriviamo i testi degli Mnemic. Personalmente, descrivo la società come è al giorno d'oggi attraverso i miei occhi e la mia sensibilità. Mircea fa praticamente la stessa cosa, ma questo concept è più vicino alla sua visione del futuro tra 50 o 100 anni ad esempio. C'è ancora un tocco “sci-fi” nei nostri testi, ma meno che in passato.

La produzione dell'album è stata curata da voi e da Tue Madsen. Perché avete deciso di ritornare con Tue?

Perché Tue è quasi il sesto membro della band. È stato più o meno con la band in ogni album, quindi è quello che conosce meglio gli Mnemic. Inoltre volevamo sperimentare diverse cose questa volta, ed era ovvio che lui fosse l'uomo della situazione!

Ora una domanda su una delle vostre maggiori influenze: Fear Factory. Sono ritornati nel 2010 con un nuovo album, con una super line-up e l'acclamato ritorno di Dino Cazares. Cosa rappresenta questo per voi?

Ho ascoltato solo alcune tracce e mi sembra un ritorno ai Fear Factory old school. Per esempio il sound di “Archetype” era un po' più naturale dei loro album precedenti. È ritornato più meccanico e industriale. Non è male, non è cattivo, e chi sono io per giudicare i Fear Factory? Ma una cosa è sicura, “Demanufacture” è stato fatto dai Fear Factory e se tornano verso questa direzione non può essere un male, credo. La line-up è interessante con Gene alla batteria, non vedo l'ora di vederli sul palco! Personalmente mi piacciono sia “Archetype” che “Demanufacture”, quindi è tutto buono, eheh...

Cosa ne pensi dei nuovi metodi dell'industria musicale per raggiungere gli ascoltatori... Mi riferisco all'iTunes store. Al giorno d'oggi anche il metal estremo è disponibile in questi tipi di negozi online, voi avete anche un'applicazione gratuita per iPhone!

Dobbiamo trattare con quello che il mercato ci offre. È l'evoluzione baby! Ahahahah!! Io sono il tipo che guarda a nuove soluzioni, invece di guardare con nostalgia al passato. Il passato è il passato, ma è ovvio che noi dobbiamo abbracciare il futuro, sono curioso e ottimista per il futuro. Non per le label, ma per la musica in generale, sarà interessante!

Questa era l'ultima domanda Guillaume, grazie per questa intervista. Puoi concludere a tuo piacimento.

Grazie! Vi auguro un felice 2010 e speriamo di tornare ancora in Italia! Pace amici! 




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