Pino Scotto (Pino Scotto)
Pino Scotto lo conosciamo tutti. SpazioRock, con l’intervista che state per leggere, lo ospita per la terza volta in un anno sulle sue pagine: è giunto il momento di presentare al suo pubblico il nuovo disco “Buena Suerte”. Mi fermo coi preamboli e vi lascio al testo nella sua forma integrale senza alcun tipo di censura. Buona lettura anzi… buon divertimento!
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 30/03/10

Ciao Pino e ben trovato su SpazioRock. Tutto bene?


Ciao Gaetano, io tutto apposto e tu? Sono in macchina, ho l’auricolare, ti sento bene: stiamo andando a suonare in Svizzera, è appena cominciato il tour di supporto al nuovo disco. Se anche tu senti bene e senza interferenze, direi che possiamo cominciare.


Bene Pino, è tutto ok anche per me, cominciamo pure. “Buena Suerte” è il titolo del nuovo disco, chi sono le persone alle quali hai voluto augurare “buona fortuna”?


La cosa bella è che Buena Suerte non è un augurio, ma un po’ una presa per il culo. Non so se hai avuto ancora l’opportunità di leggere per bene i testi, ma posso dirti che dopo tutto questo percorso che mi ha portato ad affrontare un malessere politico, sociale, umano, “Buona Suerte” è un po’ come a dire “avete voluto la bicicletta? Si? E mo so’ cazzi vostri”.  


Si, direi che mi sono soffermato il giusto sui testi. A proposito, a chi ti riferisci quando urli “fottiti stronzo” nel brano “Morta è la città”?


A tutti gli stronzi. A tutti i ladri, a tutti i magnacci e a tutte le puttane, a tutta la gente che vive una verità che non esiste, a tutti a quelli che vanno a letto di notte e pensano a come devono incularti il giorno dopo, a tutta questa gente di cui il paese è pieno.


E di gente così ne conosci?


Ti dico la sincera verità, nella mia vita avrò conosciuto due miliardi di persone… già esagero se ti dico che cinquanta di loro sono persone apposto, non di più. Chi più, chi meno, chi nel grande, chi nel piccolo e chi nell’immenso… pensano solo ai cazzi loro. A chiacchiere sono tutti bravi.
Fammi raccontare questa cosa ai tuoi lettori. L’altro giorno ero in casa con Beppe Grillo, sai che lui non fa realmente politica, cinque stelle, il suo è un movimento di informazione, vuole soltanto far capire alla gente che siamo in un paese di ladri, un paese dove ti rubano qualsiasi cosa. Lui ha chiesto l’appoggio a certa gente che riempie gli stadi, non faccio nomi anche se li so, ma gli unici ad appoggiarlo siamo stati io e Negretta. Tutti gli altri gli hanno detto di no, perché altrimenti non gli danno più l’accesso agli stadi, non gli cedono alcuni spazi, e tanto altro. Come se di miliardi non ne avessero già abbastanza queste merde!


Ok, quindi conosci gente di quel genere nell’ambito politico, e in quello musicale?


Su un giornale di merda che si chiama “TV Sorrisi e Canzoni”, l’altro giorno ho letto un testo di uno degli ultimi pezzi di Vasco Rossi. Tu e io, io e tu, io e lei. Ma c’hai ottant’anni, hai miliardi a palate, quando cominci a scrivere qualcosa di decente?
Tu hai il sacrosanto dovere di informare i ragazzini che si stanno fottendo la vita, non di illuderli.


Un po’ tutti i big di quello che chiamano rock italiano fanno così, da Vasco a Ligabue, passando per Grignani. Insomma, scrivono testi che i ragazzini vogliono leggere. E’ proprio così sbagliato?


Sicuramente si, lo fanno apposta. Hanno capito che funziona la frasetta messa giù in un certo modo e ci marciano sopra. Non esiste che uno come Moccia, a proposito di frasi, faccia incassi miliardari. Deve andare a zappare le patate. Io lo denuncerei, altro che gli spacciatori di droga. Questo è uno spacciatore di demenza che ha rovinato le menti di almeno dieci generazioni. Ma non solo lui: i vari Muccino, Vanzina, i film di Natale, i film di Pasqua, ripeto: devono denunciarli tutti per spaccio di demenza. E il nuovo disco si riferisce a tutta questa gente.


Prima mi hai introdotto tu stesso la politica, a un certo punto del disco mi è sembrato di scorgere un chiaro messaggio anti Lega…


Vabbè, la Lega l’ho messa giù lì, così. Ma se invece tu leggi il testo del brano “Tempi Lunghi”, quello è dedicato veramente a un personaggio in particolare, questo è un diavolo. Anche se devo dirti la verità, non cambia nulla se al posto suo ci mettono un altro. Sono tutti uguali, il problema siamo noi, appena ci mettono in mano quattro euro e una figa ci vendiamo il culo.


E se offrissero soldi e donne a te non accetteresti?


Posso dirti che ho avuto delle grandi opportunità, e ho sempre detto di no. Non so se direi di no, anzi sono sicuro che non accetterei anche se l’opportunità di ricevere una valanga di soldi… non mi è mai arrivata. Quindi ti posso dire… chi lo sa, non ti so dire come mi comporterei.


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Passiamo alla musica Pino. Ho visto il video, divertente tra l’altro, del primo singolo “Gli Arbitri Ti Picchiano”. Mi pare si tratti di un brano non proprio rappresentativo del disco, troppo moderno, e presumo tu l’abbia scelto per motivi di immagine vista la presenza di Caparezza…


Si ma anche per una questione di rispetto nei suoi confronti. Ha voluto partecipare con me su questo brano e se lo merita, fidati se ti dico che Caparezza è più rock n’ roll di noi. Non è come quelle merde degli stadi, si espone, va in giro a fare solidarietà e non solo. Ma queste son cose che faccio anche io e che ce le teniamo per noi, senza sbandierarle come fanno altri. Mica come quelli che fanno finta di giocare una partita benefica a calcio, quelli che organizzano il concertino… questi qua hanno il portafogli bello carico, prova a chiedergli di staccare un assegno e vedi cosa ti dicono…


Senti Pino, Caparezza, J-Ax sul penultimo disco… non è che al prossimo ti presenti a braccetto con Eminem, no?


Non penso proprio (ride, ndg). La cosa bella è che al di la della collaborazione, con questa gente c’è vera amicizia. C’è rispetto umano e artistico.


Ti sei invece chiesto come mai loro, che sono molto conosciuti sul suolo italico, si sono avvicinati a te?


Beh, penso perché gli faccia piacere. O almeno spero.


Torniamo ancora sui testi. Un conto è essere anticonformista e lanciare messaggi per convogliare l’attenzione pubblica su evidenti problemi ancora irrisolti, un conto è proporre qualcosa di concreto per migliorare la situazione. Tu cosa proporresti?


Sono quarant’anni che denuncio la situazione, e non mi sono inventato il personaggio su Rock Tv. Già ai tempi delle mie vecchie band quando salivo sul palco mi scagliavo contro certa gente e loro mi dicevano che certe cose non dovevo dirle se volevamo ancora suonare o se volevamo tornare in televisione. Vadano a fare in culo pure loro. Io sono sempre andato in fabbrica a scaricare i camion, mi confrontavo con la gente comune, gli operai, quelli che fanno fatica a tirare la fine del mese, quelli che hanno problemi veri. Mica con le stronzate, il Grande Fratello e la grande minchiata. Sti pezzenti di X-Factor e Amici, hanno creato una nuova mafia. Se non esci da questi due programmi televisivi, oggi te la prendi nel culo, e poi non riescono a tirarne fuori uno decente da lì dentro, tutte fotocopie di fotocopie.


Beh, Valerio Scanu ha vinto Sanremo…


Allucinante, prima di entrare li dentro i ragazzini firmano contratti su contratti con le major.


Hai dribblato la mia domanda precedente però… cosa proporresti di concreto?


L’unico modo è sperare che la gente si svegli, che si renda conto di quello che stanno facendo. Vai sul blog di Beppe Grillo, c’è scritto tutto dalla A alla Z, e alla gente non gliene fotte un cazzo. La gente guarda Grande Fratello, Uomini e Donne e sta mafia di troie e di pezzenti, ma non capiscono che è tutto finto, è tutto inventato, non si rendono conto. Cosa vuoi cambiare in questo paese?


Nel disco parli anche di “coca” e di “maria”, non facendo esplicito riferimento alle droghe ma…


Certo! Io vivo in una città, Milano, dove ogni notte girano quintali di cocaina. E poi vengono a parlarmi di leggi, liberalizziamola, non liberalizziamola. Ma che presa per il culo è mai questa? E quella che c’è da dove arriva? Chi la fa arrivare?


Non posso non farti, sullo scia di questo argomento, un’altra domanda: che idea ti sei fatto del caso Morgan?


Morgan ha fatto una grande stronzata. Io lo conosco, ma la cosa pesante sulla quale si sono soffermati tutti, è che a un certo punto ha detto che la droga stimola la creatività. Cioè ma stai scherzando, come cazzo fai a dire una cosa così? (ride, ndg).
Sono in tanti che si drogano però ti ripeto, sono cazzi miei, cazzi di quello, cazzi di quell’altro. Deve restare una cosa privata.


pinointerview_breakdueIo direi di fermarci qui perché c’è materiale per discutere ore e ore su questi argomenti. Torniamo al nuovo disco che non mi è dispiaciuto affatto, un po’ semplice ma diretto e scorrevole…


E tu pensa che l’ho scritto alla velocità della luce. E’ stato registrato e mixato in tredici giorni e non è costato praticamente niente!


Ti sentivi particolarmente ispirato?


Bah si, tu chiamala ispirazione. E’ un momento in cui ho solo voglia di rock n’ roll, mi sono rotto il cazzo di ricercare armonie e perdere troppo tempo sugli arrangiamenti, la musica vera, il blues e il rock, la musica del popolo, è un messaggio da far arrivare alle nuove generazioni, perché io non so’ che cazzo sta succedendo. E’ stato fatto tutto in diretta, e non ti dico le voci… il tempo di cenare proprio (ride, ndg).


Pino, oggi il tuo nome gira molto. Presumo tu abbia ricevuto pressioni per lasciare un’etichetta relativamente piccola come la Valery per una più grossa. E’ così?


Sicuramente, e non me ne fotte un cazzo. Niki, il proprietario della Valery, è una delle persone più belle e più coglione che abbia mai conosciuto, perché lui è un coglione proprio come me. Noi viviamo ancora nei sogni, Niki è un mio grandissimo amico, preferisco lavorare con lui piuttosto che andarmi a scontrare con delle merde. E poi, alla fine, anche se è una piccola etichetta, fanno un ottimo lavoro per me: Erika dell’ufficio stampa fa un grande lavoro ed è pagata pochissimo, ma non perché non la vogliamo pagare, prende il giusto, invece nelle major prendono venti volte di quello che prende una come Erika e fanno nemmeno la metà di quello che fa lei. E quindi viva la Valery e dieci volte la Valery!


Bene Pino, per me è davvero tutto. I lettori di SpazioRock saranno ben felici di ricevere un tuo messaggio prima dei saluti finali.


Prima di tutto voglio dirti che state facendo un ottimo lavoro con SpazioRock. Non è una leccata di culo, fidati, sono convinto che tutto quello che state facendo non è certamente per business, anzi, credo ci mettiate dei soldi di tasca vostra. Perciò io da fan della musica e da operatore di questo settore, vi ringrazio di cuore. Non siete come quelle riviste che esistono soltanto perché prendono soldi dallo stato, e sanno scrivere solo stronzate.
L’unico e ultimo messaggio che voglio lasciare ai tuoi lettori, rischio di ripetermi ma qualcuno prima o poi capirà, è questo: appoggiate le band italiane ragazzi, ci sono gruppi che spaccano il mondo, e il rock in Italia oggi purtroppo è una presa per il culo. Sai perché vorrei arrivare primo in classifica e vendere un milione di copie?


No, dimmi pure…


Non ti dico che i soldi mi fanno schifo, anche se poi il cinquanta per cento andrebbe re-investito in Valery, ma se la gente si accorge Pino Scotto esiste, si dovrà per forza accorgere che di Pino Scotto, in Italia, ce ne sono almeno 2 milioni…
 




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