Cancer Bats (Liam Cormier)
In occasione del terzo album dei canadesi Cancer Bats, intitolato "Bears, Mayors, Scraps & Bones", abbiamo raggiunto il cantante della band, Liam Cormier. Buona lettura.
Articolo a cura di - Pubblicata in data: 11/05/10

Ciao Liam, benvenuto su SpazioRock.it. Andiamo subito al sodo, cosa accomunano i Cancer Bats ai Beastie Boys? Da dove viene la necessità di reinterpretare la canzone “Sabotage”? Come mai l’avete scelta come singolo di "Bears, Mayors, Scraps & Bones" facendone anche un video?

La scorsa estate, mentre eravamo impegnati a registrare l’album, capitò di dover suonare a parecchi festival estivi e pensammo sarebbe stato magnifico suonare una cover che tutti potessero conoscere durante i nostri live. Noi tutti siamo stati da sempre grandissimi fan dei Beastie Boys e siamo cresciuti con quella canzone così pensai, perché non provarci?! Quando iniziammo a suonarla dal vivo, il pubblico iniziò letteralmente a esplodere e andare in incandescenza, per il fatto che stavamo suonando proprio quella cover. Appena tornati a casa dall’ultima serie di concerti, ci ritrovammo nel nostro studio e pensammo che avremmo potuto registrare tra le altre canzoni anche la cover, dato che avevamo abbastanza tempo per farlo e visto quanto fosse andata bene. Una volta che parte del nostro pubblico seppe che avevamo registrato la cover, ricevemmo così tante mail e così tanti piacevoli riscontri di persone che volevano sentirla, che decidemmo di lanciare il video prima che la registrazione uscisse, soprattutto perché sarebbero passati ancora cinque mesi dalla fine dell’album (a Ottobre) e il suo lancio ad Aprile. Per noi voleva essere semplicemente un bel modo per riempire il buco che si venne a creare dopo il primo album, ma avendo sollevato così tante attenzioni, diventò di seguito il primo singolo per l’album. Alla fine non è andata male, noi amiamo i BBoys!

Il video di “Sabotage” è molto divertente, chi ha avuto l’idea della folle caccia ai tre MC rievocando, tra l’altro, anche altri clip dei Beastie come “Intergalactic”?

Quando io e il direttore vagliammo tutte le possibili idee su come realizzare questo video, volevamo innanzitutto che si riferisse ad alcuni elementi tipici dei video dei BBoys, con i quali siamo cresciuti e abbiamo sempre amato.  Abbiamo dunque sviluppato l’idea accuratamente, utilizzando immagini dei loro video storici più famosi, pensando poi che sarebbe stato magnifico avere i differenti stili nel nostro video. Siamo cresciuti amando tutti i video dei BBoys è questa è sicuramente una delle ragioni per la quale ci siamo divertiti così tanto nel realizzare i nostri, rendendoli il più creativi possibile. Mark ed io, il direttore, siamo anche grandi fan di Spike Jones, così decidemmo di rifarci anche al suo stile registico. Speriamo proprio che il nostro video piaccia ai BBoys, ahahah.

Il vostro sound si è notevolmente avvicinato a gruppi come i Down di Phil Ansermo e, in generale, a un certo Southern metal. Quali sono i gruppi che più vi hanno influenzato nella stesura del vostro ultimo album? Vi sentite ora più legati a una matrice punk o metal?

Siamo tutti grandi fan della scena NOLA e di band quali Corrosion Of Conformity, Acid Bath, Eye Hate God e anche gruppi quali Entombed e Obituary hanno una profonda influenza su ciò che facciamo. Il nostro chitarrista Scott è cresciuto amando queste band e lo mostra sicuramente nel suo modo di suonare la chitarra. Dall'altra parte, io e Mikey adoriamo l’hardcore e il punk e abbiamo cercato di mettercelo nelle nostre parti di batteria e soprattutto nel modo in cui canto. Infine, ma non meno importante, il nostro bassista Jaye è nato ascoltando Black Sabbath e cresciuto con lo stoner metal, così tutte le nostre linee di basso ora sono un grande mix. Tutto ciò non può che essere uno splendido mix per la band.

Che sostanziale differenza c’è tra le precedenti produzioni e “Bears, Mayors, Scraps & Bones”? Che cosa rappresentano i Cancer Bats nel 2010 e quale canzone del vostro repertorio sentite più rappresentativa, il vostro manifesto?

Penso che i nostri ultimi due dischi rispecchiassero realmente ciò che volevamo fare ed essere in quanto band, ora questo nuovo album sta facendo uscire nuove idee e nuovi stimoli. Finalmente abbiamo una stabile line up e tutti noi abbiamo avuto modo di maturare come musicisti. Mi sento come se questa fosse il miglior momento per la nostra band. Penso che se dovessi scegliere la canzone che meglio rappresenta la band in questo momento, sceglierei Scared To Death. Quella canzone ha decisamente un sacco di sound e dinamiche diverse e rappresenta una cosa in parte nuova per la band con il suo sound e i suoi cori pesantissimi. Probabilmente è la mia preferita tra tutti le canzoni.

 

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Siete soddisfatti del risultato finale? La produzione del disco ha un impatto molto live, mi sembra che finalmente si possa dire che siete riusciti a trasportare pienamente l’energia dal palco al disco, concordate?

Mi fa piacere che la pensi così perché quello era proprio il nostro obiettivo con quest’album. Volevamo che il tutto fosse pesante e con tanta energia come quando suoniamo dal vivo. Per fare questo disco abbiamo tutti cercato di metterci in gioco e abbiamo suonato tutte le canzoni come se fossimo sul palco, o almeno il più possibile. Quando Mike suonava la sua batteria, eravamo tutti nella sala di registrazione con lui e addirittura cantavo sulle note affinché lui potesse avere le giuste vibrazioni e non solo una traccia statica da suonare. Quando si è trattato di cantare, ho usato lo stesso approccio di tenere in mano il microfono invece di utilizzare un supporto, così ho potuto muovermi e cantare come se fossi proprio sul palco. Alla fine è stato probabilmente doppio il lavoro rispetto alle nostre precedenti registrazioni, ma alla fine penso sia valsa la pena, perché il disco suona magnificamente. Non potrei essere più orgoglioso del risultato di questo cd.

A proposito di live, nel vostro sito è segnalato l’inizio del tour Europeo, sono previste tappe italiane? In compagnia di qualche altro gruppo o come headliner?

Purtroppo non saremo in Italia fino all’autunno. Siamo in tour come headliner ora, due settimane pienissime di date in Europa.  Vorremmo e abbiamo bisogno di tornare in Italia, Spagna e Portogallo il prima possibile e stiamo giusto programmando le prossime date. È una promessa.

Venite dallo splendido Canada, quanto influisce vivere in una nazione come la vostra, politicamente così distante dai vicini di casa U.S.A., ed essere un gruppo punk?

Da una parte mi sento come se fossi americano, fondamentalmente perché siamo così vicini agli Usa, anche politicamente, che sarebbe impossibile non esserlo. Dall’altra parte, in un senso più ampio, non potremmo essere più diversi, con le nostre idee in materia d’istruzione gratuita, di diritti umani e di assistenza sanitaria equa ed egualitaria. Noi siamo molto più una nazione socialista, con politiche e atteggiamenti molto più simili ai diversi paesi europei piuttosto che agli Usa. Forse è anche per questo che amiamo girare più in Europa che in America.  Anche se siamo così vicini, a volte ci sentiamo così lontano in relazione ai nostri diversi modi di vivere.

Colossi della musica hardcore come D.O.A. e NoMeansNo sono vostri conterranei, cosa rimane dello spirito "do it yourself" di quegli anni e come trovate la scena odierna?

Siamo tutti cresciuti nella scena DIY canadese, dove da soli costruiamo e gestiamo i nostri live, organizzando senza aiuto il tour per il paese. Il Canada ha da sempre una scena musicale incredibile e dobbiamo molto ai gruppi che ci hanno preceduto e che ci hanno aperto la strada, permettendoci di fare tutto questo, e indicandoci la via su come farlo.

Ultima domanda, conoscete la situazione politica italiana? Cosa vi sentite di consigliare ai giovani (e anche ai meno giovani) ragazzi che vi seguono dal Belpaese?

Mi scuso per non sapere assolutamente nulla della politica italiana. Tutto quello che so del vostro paese è che si ha la possibilità di fare meravigliose performance circondati da gente e pubblico meravigliosi, che ci hanno sempre accolto e fatto sentire i benvenuti, a casa anche se effettivamente molto distanti dal nostro paese. Mi auguro che i vostri politici possono essere grandi come i ragazzi punk che abbiamo avuto modo di incontrare. Sono sicuro che tutto sarebbe decisamente meglio. Credo che questo potrebbe essere detto per il mondo intero...ahah. Se tutto il mondo fosse un po’ più punk, tutto sarebbe meglio.




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