Sodom (Tom Angelripper)
Abbiamo incontrato Tom Angelripper per un interessante viaggio nel tempo alla scoperta delle origini del thrash metal. Buona lettura!
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 29/06/10

Ciao Tom e benvenuto su SpazioRock, è un vero piacere per me parlare con te del passato, del presente e del futuro dei Sodom.


Nessun problema!


Vorrei iniziare parlando del vostro nuovo live album. “Lords Of Depravity” rappresenta un momento indimenticabile della vostra carriera. Un gran concerto registrato a Wacken, con la formazione originale e molti ospiti. Un vero e proprio tributo alla vostra carriera e, ovviamente, un gran tributo a Chris Witchhunter. Come vi siete sentiti la prima volta che avete visto il DVD?


Quello che volevamo fare era un concerto per i venticinque anni di carriera e desideravamo avere gli ex-membri. Molti promoter volevano questo concerto, ma sai, sono stato così tante volte a Wacken e ho buoni rapporti con i promoter là. Mi hanno detto “Se lo fai [il concerto] a Wacken avrai un palco grosso e tutto quello di cui hai bisogno”. Ero così felice di avere tutti i miei ex-compagni sul palco, è stato un momento storico per me. Ero contento di avere anche qualche telecamera che registrava lo spettacolo. Questo concerto sarà quello principale sul DVD e sono stato molto sorpreso del risultato. Ci sono dei buoni suoni, abbiamo avuto un buon mix. Penso che questo sarà qualcosa di speciale per i fan dei Sodom e anche un tributo agli ex-membri. Sapevo che Witchhunter stava avendo grossi problemi con l’abuso d’alcool, non poteva suonare molte canzoni e questo è stato molto triste. Ma con il nostro batterista Bobby siamo riusciti a proporre qualche rarità e qualche classico.


Penso che i live album siano una grande opportunità per attrarre nuovi fan e per mostrare lo stato di salute della band. Quindi ti chiedo: come stanno i Sodom?


Si, questo è vero, ma devi anche capire che questo show non è l’unico importante nel DVD. C’è anche la storia. Se hai mai visto “Lords Of Depravity Pt. I”, nel primo DVD c’è la storia dei Sodom. Ma prosegue, dal 1995 al 2009, e c’è anche il concerto a Wacken, altre esibizioni, materiale bonus per i fan. Credo che gli album live siano una buona occasione per mostrare che la band è ancora viva e che continua ad andare avanti. Abbiamo anche messo nuovi brani nella setlist. Per me  il concerto a Wacken non è quello più importante in assoluto, ma per la storia della band lo era. Questo DVD è il primo con una storia completa, sin dagli albori, fino ai tour in giro per il mondo, fino anche ai side project. Se hai visto il primo, il secondo è da avere assolutamente.


Penso che la vera dimensione del thrash metal sia quella live, perché esprime meglio l’energia della musica. Da un punto di vista tecnico ed emotivo, cambia qualcosa per voi sapere, a differenza dei concerti normali, vi stanno riprendendo?


Quando sei un musicista e sai che ti stanno riprendendo, devi semplicemente dimenticartene. Devi provare ad esibirti come al solito. Quando c’è una registrazione, so che qualcuno penserebbe: Ah, pensiamo ai fan, dovrei dare un occhio alla chitarra ed anche alla batteria …”. Cazzo, è un concerto! Nel nostro DVD ci sono molti errori, ma quello che voglio dire è che siamo umani, in due ore di concerto può succedere di tutto. Mentre sono sul palco, non mi preoccupo se qualcuno mi sta registrando.



sodom_intervista2010_01Quindi, quando sei on stage, non ti senti mai sotto pressione…


Mai. (ride) Sai, succede delle volte di sentirsi sotto pressione, perché qualcosa può andare storto. Questo è quello che provo, ma quando attacchiamo con la prima canzone, mi dimentico di tutto. Cerco solo di ricordare i testi e di cercare il contatto con i fan, questo è quello che cerco di fare sempre. Se sei un musicista professionista, dovresti scordarti delle registrazioni. Suona e basta.


Il vostro ultimo album in studio, “The Final Sign Of Evil” è uscito nel 2007, e, dopo dei momenti difficili nell’ultimo anno, ho letto che state lavorando sul nuovo materiale. È corretto?


Si, è giusto. Al momento, abbiamo finito di provare ed entreremo in studio penso all’inizio di luglio. Ci vorranno tre mesi per la pre-produzione, ma uscirà quest’anno, approssimativamente a ottobre/novembre.


Grandioso, vai avanti…


So che la gente ha aspettato troppo, ci sono più o meno quattro anni tra l’ultimo album dei Sodom e quello nuovo. Ma non è colpa nostra, non so se hai sentito dei problemi riguardanti la SPV: la casa discografica non aveva i soldi per la produzione di nuovi album. Ora firmeremo un nuovo contratto con la SPV e cercheremo di far uscire l’album il più presto possibile. Stiamo cercando di avere un nuovo  produttore, abbiamo parlato con Waldemar Sorychta, un produttore qui in Germania, perché voglio avere dei buoni suoni. Il nuovo album dei Sodom ha brani potenti e pesanti, quindi desidero una produzione più grande e migliore. Se ascolti qualcosa dei vecchi Venom e degli Slayer, tutto suona meraviglioso. Sai, oggi possiamo fare le registrazioni a casa, ma, per esempio, le varie batterie suonano sempre alla stessa maniera. Per il nuovo album voglio suoni migliori e qualcuno che riesca ad aiutarci. Deve dirci che cosa abbiamo sbagliato e lui potrà fare anche le cose in maniera differente. Quindi è vero, abbiamo in promozione il DVD, ma guardiamo già avanti.


Senti, alla luce di quello che hai appena detto, quanto è importante avere un gran produttore in una band thrash metal?


È molto importante. Non voglio registrare a casa. Voglio che la band faccia le prove assieme, bere birra e suonare assieme. Questa è la mia aspettativa. Se hai un produttore come Waldemar, sai, sa esattamente quello che fa. Cerchiamo sempre di ottenere il 100% da ciascun musicista, ma vogliamo migliorarci. Abbiamo delle buone canzoni, siamo in grado di scriverle, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a fare il miglior album thrash metal. È solo un sogno, ma vorremmo essere i numeri uno con il prossimo album.


Adesso voglio fare un salto nel passato. I Sodom, con i Kreator e i Destruction, sono i pionieri del thrash metal europeo. Che cosa ha significato per te vivere in quell’indimenticabile periodo storico?


Ahh, hai ragione. Queste band hanno dato vita al thrash metal in Europa, quello è stato il mio miglior periodo della mia vita. Quando abbiamo iniziato nel 1982 non ci saremmo mai aspettati di essere qui, dopo quasi trent’anni, come musicisti professionisti. Era un momento particolare qui, e c’era una cultura particolare, ma sono felice di essere stato il primo ad aver provato quel tipo di musica. So che con i Sodom abbiamo ispirato tante band black metal e anche altre metal band. Sono molto felice del fatto che i Kreator e i Destruction stiano procedendo. Il mio sogno sarebbe quello di fare un tour con queste tre band, un giorno. Il problema è che abbiamo etichette differenti e dobbiamo tenere in vita l’intero giro. Come sai, la situazione in Europa e in Germania non è per nulla buona, quindi, per ora pensiamo al prossimo album dei Sodom e in futuro vedremo.


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C’erano tante differenze tra il panorama europeo e quello della Bay Area?


Credo che ci fossero grosse differenze. In Europa, le persone provenienti dall’area della Ruhr, erano per lo più minatori di carbone, provenivano dalla classe operaia. Le persone della Bay Area erano differenti. Penso che avessero i genitori facoltosi a pagare le loro chitarre e sognavano di diventare delle rockstar. Mio padre era solito dirmi di trovarmi un lavoro, di lavorare e al diavolo la musica. Ho cercato di lavorare duramente come minatore di carbone e ho formato la mia band. Poi, quando ho lasciato il mio lavoro nel 1989, il mio sogno di vivere di musica era diventato realtà. Non dovevo più andare alla miniera, dovevo solo fare musica e starmene con i ragazzi. Se ascolti le band della Bay Area, le batterie sono aggressive, gli Slayer sono la band più dura e mi piacciono anche gli Exodus, ma fanno musica diversa. Abbiamo avuto un contratto nel 1984 e sapevamo appena come suonare gli strumenti. Eravamo dei pessimi musicisti, ma abbiamo avuto un contratto! In America credo che fosse richiesta esperienza, una buona attrezzatura con cui provare… penso. Ma quella musica era nuova e i fan volevano qualcosa di nuovo.


Avete sempre avuto dei nickname, come il tuo (Angel Ripper). Perché li avete scelti?


Li abbiamo scelti sin dal’inizio, sin dal primo disco, ma credo che non ci sia un significato dietro. Era solo una questione di moda non usare i propri nomi reali. Erano Witchhunter, Violator e Angel Ripper, ma non avevano un significato particolare. Sai, noi molto semplicemente suoniamo, beviamo birra e proviamo assieme. Il mio nome è tutt’ora Angel Ripper, non lo traduci.


Ora, vorrei discutere con te sui testi, sono sempre molto violenti e hanno temi basati sulla guerra, come denuncia delle sue atrocità, un tema purtroppo sempre presente. Quant’è importante mandare questi messaggi ai giovani?


Volevo solo scrivere cose riguardanti il mondo. Credo che una band thrash debba pensare alle cose cattive in questo mondo. Non troverai mai un’opinione politica nei nostri testi, solo descrizioni delle atrocità della guerra. Non siamo attivisti politici, semplicemente urliamo i nostri pensieri. Prendo molta ispirazione da questo tipo di eventi, la guerra come sai può essere ovunque nel mondo, come pure le crisi economiche. La migliore ispirazione viene dalla vita.


Il prossimo settembre sarete in Italia per un festival esplosivo con band come i Grave Digger e gli Exciter. Che cosa significa per te essere l’headliner di questo festival con band che hanno fatto la
storia del metal?


È semplicemente grandioso! I Grave Digger sono la prima band metal che io abbia mai apprezzato. Questo Hard Rock Festival sarà pieno di band old school. Verrò lì non come musicista, ma come fan! Ho notato che la gente è molto interessata alle band seminali e questo è molto importante. Non verremo da rockstar, ma come musicisti normali, suoneremo per un’ora o qualcosa del genere, ma è importante incontrare i fan, prima o dopo lo spettacolo. In fondo siamo dei fan del metal che fanno musica. Mi piace andare ai festival metal, sono stato recentemente a un Rock Hard Festival qui in Germania e ho potuto vedere le mie band preferite. Ma i fan sono molto importanti, molti gruppi arrivano, suonano le loro canzoni e se ne vanno all’hotel, sul tour bus, etc. Questa è la differenza tra i Sodom e gli altri gruppi. Poi, nella band siamo tutti amici, sin dall’inizio.


Dopo tutti questi anni, da dove traete l’energia per tutti questi show esplosivi ed aggressivi? Dalla birra?


Oh no, no, no! Non si beve la birra prima di un concerto! Al massimo ne bevo una! Non puoi salire sul palco ubriaco, c’è stato un tempo per quello, ma quello è stato quando avevo vent’anni, ma ora ne ho quarantasette! Credo che i fan spingano avanti la band. Devi essere in salute per fare dei buoni show, i fan pagano per questo. Canto, suono il basso e fumo, non è salutare questo, ma non riesco a smettere! Le ho provate tutte! I fan supportano sempre la band, vengono ai concerti e mi aspetto che la mia band faccia concerti aggressivi, con l’headbanging e quant’altro.


Un vero musicista professionista…


Assolutamente si, ogni show che faccio è speciale e diverso.


Bene Tom, grazie mille per quest’ intervista. Vorresti lasciare un messaggio a tutti i vostri fan italiani e agli utenti di SpazioRock?


Ehi ragazzi! Venire in Italia è sempre qualcosa di speciale. I fan italiani sono come quelli degli anni ’80, con tanta passione e con tutte le toppe sui giubbini. È come viaggiare nella macchina del tempo! Mi piace venire in Italia, perché tutti apprezzano la musica. Non è come in Germania, adoro il cibo italiano, la gente. Spero che vi possiate divertire molto con noi al festival.



Domande a cura di Marco Ferrari e Gaetano Loffredo



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