Ossimoro (Federico Venditti)
Dato che i romani Ossimoro hanno sfornato un album convincente, "Deus", SpazioRock ha colto l'occasione per scambiare quattro chiacchiere con il gentile chitarrista Federico Venditti. In quest'intervista, potete trovare degli spunti e delle riflessioni sul mondo di oggi, che sembra esser caduto in una crescente spirale di odio, di violenza e di avidità. Buona lettura!
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 30/09/10

Ciao ragazzi e benvenuti su SpazioRock! Come state? Come vanno le cose?


Grazie a voi dell'intervista. Le cose vanno bene, fino ad ora il cd ha avuto delle ottime recensioni un po' ovunque e sicuramente c'è stato un passo in avanti rispetto al nostro primo lavoro autoprodotto "Corvi Nel Cielo Spento" di un paio di anni fa, che comunque ci ha permesso di raggiungere una più completa maturità compositiva.


Innanzitutto, volevo farvi i complimenti per "Deus", un album veramente affascinante. Volete un po' raccontarmi com'è nato e come avete lavorato in fase compositiva?


I pezzi finiti sul cd sono stati composti in un lasso di tempo relativamente breve e mano a mano che sviluppavamo i brani ci siamo accorti che dal punto di vista tematico c'era una sottile linea che li collegava in una specie di concept album sull'uomo moderno, incentrato sul potere delle religioni di massa, la guerra, l'ambizione e la solitudine, tutte unite in un caleidoscopio di flussi emotivi che porteranno l'uomo, nell'ultimo pezzo che chiude il cd ("Ceneri"), alla redenzione e poi alla follia.


Un elemento senz'altro affascinante e caratteristico della vostra band è il cantato in italiano, che si sposa alla perfezione con le atmosfere più appartenenti ai Black Sabbath, per citare una band che vi ha influenzati parecchio. Perché avete deciso così?


Ti rispondo con una domanda. Che senso ha suonare alla Black Sabbath come fanno tanti gruppi e somigliare ad altre mille band? Nessuno, infatti preferiamo cantare nella nostra lingua in modo da mandare un messaggio a chi ci ascolta. Poi devo aggiungere che sì, amiamo alla follia i Black Sabbath, però credo che nel nostro sound ci puoi trovare anche del grunge, delrock italiano anni ‘90 e anche del desert rock. Insomma non abbiamo reinventato la ruota però stiamo cercando di rendere la nostra proposta il più interessante possibile.


intervista_ossimoro_2010_02D'altro canto, sfruttare l'inglese vi avrebbe appiattito e reso più simili a tante altre band in circolazione. Però, vi potrebbe aprire qualche porta verso l'estero.


Infatti la nostra scelta può essere un arma a doppio taglio. Però nelle recensioni che abbiamo ricevuto dall'estero i pareri sono stati positivi. Forse anche loro sono stufi di ascoltare band che ripropongono la solita minestra riscaldata e comunque fino a adesso hanno dimostrato una certa curiosità per il cantato in italiano. Certo il problema magari è che in Italia non è che c'è tutta questa apertura mentale e proporre questa musica in italiano è una scelta rischiosa, ma a noi piacciono le scommesse.


A proposito, come descrivereste lo stato di salute del panorama musicale italiano? È facile per voi sopravvivere lì dentro o no?


Noi andiamo dritti per la nostra strada cercando di suonare più possibile live perché per noi la musica non è un lavoro, ma un divertimento. Noi siamo di Roma e posso dire che ci sono molti locali che hanno aperto ultimamente per la musica dal vivo rispetto ad anni fa quando c'erano solo tribute band in giro. I gruppi della scena sono molto migliorati e ci conosciamo un po' tutti e delle volte quando capita di dividere il palco c'è sempre uno spirito di collaborazione e di sana rivalità.


Parliamo della copertina di "Deus": è piuttosto tetra e non fa presagire niente di buono ... è la vostra percezione del mondo d'oggi?


Il mondo fa veramente schifo, la gente è cattiva e gode solo quando le cose ti vanno male, ogni tanto spero di ricredermi e incontrare qualcuno diverso. Siamo un gruppo pessimista e crediamo che le sorti del nostro pianeta sia in mano alle multinazionali mosse solo dal profitto.
La copertina rispecchia la nostra visione delle cose e Dio, che ha sembianze femminili, ci manovra come marionette in una lugubre città in stile Gotham City, in cui cade copiosa una pioggia acida e nera come la pece.


Inoltre, nel booklet del disco, ho potuto notare la citazione di Kant, che conclude la "Critica Della Ragion Pratica". Per me, sta a significare che l'uomo se non possedesse la legge morale dentro di sé (quella "pratica") e avesse solo la morale "pura" (quella del Noumeno, che di fatto è inconoscibile) non sarebbe uomo e non riuscirebbe ad elevarsi verso il "cielo stellato", o perlomeno, a postularne l'esistenza. In poche parole, non avrebbe l'intelletto per elevarsi in questo mondo di certo non totalmente entusiasmante. Ma per voi che l'avete scelta, cosa vuol dire questa frase?


Hai studiato filosofia? È la prima volta che chi ci recensisce lo nota. Comunque senza andare troppo nello specifico posso dire che questa frase mi ha colpito perché rappresenta per me il cancello che divide il buio dell'inconscio metafisico dell'uomo alla legge morale dentro di noi e credo che rappresentasse bene lo spirito del cd che si incentra sull'uomo moderno.


Certo è che l'uomo ha forse preso troppo sul serio la sua "ragione pratica", pensando talvolta di poter usare il mondo a suo piacimento, a seconda del suo capriccio e del suo tornaconto personale, scatenando guerre, maltrattando la natura e gli animali, per esempio. O semplicemente, cercando di arricchirsi in modo smodato ed avido.


Con la caduta del muro, e di conseguenza delle ideologie, è rimasto solo un capitalismo selvaggio che non guarda in faccia nessuno, ormai anche le democrazie sono sotto scacco ai grandi movimenti della finanza creativa di banchieri senza scrupoli, come purtroppo abbiamo vissuto sulla nostra pelle negli ultimi due anni. Ma dopo questa grande crisi è cambiato qualcosa? Assolutamente no, tutto come prima. Alla fine sarà la natura a vendicarsi di tutti i soprusi subiti dall'uomo, come dimostrato nei veloci ed irreversibili cambiamenti climatici.

 

 

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Cosa vi ha dato più ispirazione nella stesura dei testi di "Deus"? C'è qualche libro, qualche disciplina in particolare che vi ha fornito materiale per scrivere?


In realtà non c'è stato un libro in particolare che ci ha ispirato, ma abbiamo preso spunto dalle nostre esperienze personali e non. Ad esempio, "Il Sole a Mezzanotte" è un vero e proprio trip psichedelico, mentre invece "Sotto il Sole" tratta di uno scenario apocalittico dove il sole è una metafora del fungo atomico che squaglierà ogni cosa. Anche se io sono un amante di film d'epoca e anche un fan degli scrittori della beat generation e quindi credo che alcune cose siano inconsciamente entrate in circolo.

 

 

Parlando sempre di influenze, a parte i Black Sabbath, quali sono le band che hanno influenzato di più le vostre sonorità?


I gruppi che ci piacciono di più sono i Cult, Alice In Chains,Slayer, Tea Party, Tool e i grandissimi Voivod. Ascoltiamo anche altra roba, ma l'elenco sarebbe troppo lungo.


A proposito, una canzone che mi ha colpito molto è stata "Il Culto". A dispetto di quello che ci vogliono far credere, comunque nel mondo ci sono ancora sette (neanche troppo nascoste) che cercano di dominare alcuni aspetti della nostra vita, occultando le scomode verità e limitando la libertà altrui. Siete d'accordo con me?


Certo, a partire dalla Chiesa Cattolica, ma tutte le religioni sono come delle sette pronte a soggiogare le menti più deboli. Alla fine il loro messaggio è quello di dirti che devi vivere nella speranza che nella seconda vita c'è un esistenza migliore che ti aspetta, ma io non voglio vivere nella speranza, voglio una vita migliore adesso, non quando sarò morto.


Nel complesso, la vostra visione della società e del mondo in "Deus" non è troppo luminosa e felice, ma di certo non vi si può dare torto! Ma a vostro avviso, da cosa si potrebbe partire per costruire un mondo migliore e secondo voi, è comunque possibile prevedere qualche miglioramento della situazione nei prossimi anni?


intervista_ossimoro_2010_04Non lo so sinceramente, io nel mio piccolo cerco di comportarmi bene con le persone, anche se è sempre difficile essere obbiettivi con se stessi ed è facile criticare gli altri. Bisognerebbe partire dalle piccole cose per poter fare dei grandi cambiamenti. Alla fine c'è sempre una parte di me che continua a credere nelle persone, nonostante tutto.


Avete pianificato qualcosa per quest'autunno e quest'inverno? Farete qualche concerto in giro per l'Italia?


Stiamo cercando di agganciarci a qualche nome più importante per raggiungere un pubblico più numeroso, ma niente di definito ancora. A breve comunque gireremo un video per un brano estratto dal cd in modo da promuovere al meglio la nostra musica e magari passare su qualche canale musicale noto.


Ragazzi, l'intervista termina qui. Sentitevi liberi di lasciare un saluto ai nostri lettori ed ai vostri fan.


Grazie a te per la tua disponibilità e curiosità verso il nostro cd. Invitiamo i vs lettori a fare un salto sul nostro MySpace www.myspace.com/ossimoro e ascoltare i pezzi. E ricordatevi che il futuro è incerto e la fine sempre vicina..


Ancora grazie, il vostro "Deus" mi ha dato parecchi spunti sui quali riflettere.




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