Fair Warning (Helge Engelke)
In occasione dell'uscita del live "Talking Ain't Enough" dei Fair Warning, abbiamo avuto l'occasione di porre alcune domande al chitarrista Helge Engelke, il quale ci ha parlato anche dei motivi del loro successo in Giappone. Buona lettura!
Articolo a cura di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 03/12/10

Ciao ragazzi, e  benvenuti a SpazioRock! Come state?

Bene, grazie.


Ho sentito il vostro nuovo triplo live album “Talking Ain't Enough”, e mi è piaciuto molto. Dove sono state registrate le performance? Che sensazioni avete provato durante questi concerti?

Grazie ancora per le belle parole. Un concerto è stato registrato al LoudPark Festival nell'ottobre del 2009, mentre lo show più lungo a Tokyo, nel gennaio del 2010.


Perché avete scelto Tokyo per le registrazioni? C'è qualche ragione in particolare?

C'è una spiegazione molto semplice per questo: i Fair Warning hanno maggior seguito in Giappone. Suoniamo in posti più grandi in Giappone che in Europa. Si potrebbe anche dire che la scelta è stata dettata dalle luci. Più spettatori equivalgono a posti più grandi, posti più grandi equivalgono a più luci. Più luci si concretizzano in condizioni migliori per un DVD!


C'è anche la performance al LoudPark Festival, uno dei più grandi ed importanti eventi metal in Giappone: che ricordi avete a riguardo?

Molti ricordi differenti. Primo, il lungo viaggio. 19 ore di viaggio, suonare il giorno dopo, il giorno successivo 19 ore per il ritorno. Secondo, la tipica situazione dei festival. Nessun vero soundcheck e pregare che tutto funzioni. Beh, in qualche modo è andata, però ero ancora dietro le quinte quando mancavano 3 minuti all'inizio dello show, cercando di capire perché il mio amplificatore non smetteva di ronzare! Terzo, wow, un pubblico grandioso di quindici - ventimila persone. Ok, sapevamo che non tutti erano venuti apposta per noi, no di certo. Ma, c'erano due grandi palchi e nel frattempo una band stava provando il set up della propria strumentazione. Di fronte al nostro palco una folla che era venuta per vedere noi, di fronte al secondo palco una folla che stava aspettando il gruppo successivo. Vedere il pubblico che stava aspettando il gruppo successivo spostarsi verso il nostro palco ed entusiasmarsi è stata una cosa G R A N D I O S A  da vedere!


Dieci anni di successi, uno scioglimento, quindi la reunion, ma i Fair Warning hanno sempre avuto un gran seguito, specialmente in Giappone. Anche ascoltando le performance registrate, ho sentito un gran feeling tra voi ed i vostri fan. Qual è il vostro segreto?

Non ne ho idea, semplicemente cerchiamo di fare del nostro meglio.


helge_engelke_intervista_2010_01Perché avete scelto di pubblicare un live album triplo?

Questa non era l'idea iniziale. Inizialmente avevamo pianificato di pubblicare un DVD di un solo concerto. Poi si è scoperto che anche LoudPark era stato filmato e che la nostra performance non faceva poi così schifo, quindi decidemmo di pubblicare anche il concerto di LoudPark. Alla fine c'era abbastanza materiale da dover richiedere tre CD. Ci sono pro e contro riguardo questo. Di certo le canzoni si ripetono, ma in un'atmosfera differente, in un ambiente differente, in condizioni differenti e con una line up leggermente differente.


“Talking Ain't Enough”: perché avete scelto questo titolo?


Con il nostro primo DVD avevamo usato il nome alterato di una canzone come titolo. Venne l'idea di fare la stessa cosa anche questa volta, e a tutti è piaciuto “Talking Ain't Enough”. È una parte di una canzone che si chiama “Get A Little Closer”.

Il Giappone vi ama: tutti i vostri dischi sono sempre stati accolti con grande entusiasmo: come spiegate il grande successo che avete in Estremo Oriente?


A dir la verità, proprio non lo so. Ma posso provare a fare uno sforzo per spiegare ciò. Giappone ed Europa soffrono della stessa malattia negli ultimi sessanta strampalati anni: tutto quello che arriva dall'America è considerato una manna dal cielo. Come in Europa anche in Giappone ci sono persone che davvero pensano che il McDonalds sia qualcosa da mangiare. Bene, c'è un'eccezione a questa regola. All'inizio degli anni Novanta la moda più nuova lanciata al di la dell'Atlantico era il Grunge. Era qualcosa che il Giappone decise di disprezzare fortemente. Quindi, questa moda semplicemente non prese piede in Giappone. È accaduto che quello fu esattamente il momento in cui iniziammo. Mentre in Europa tutti andavano verso il grunge, i giapponesi sarebbero stati felici di avere un gruppo europeo che suonasse il nostro genere di musica. Questo certamente ha aiutato a far accrescere una nostra comunità di fan laggiù.


Dalla reunion, i Fair Warning hanno pubblicato due nuovi album (Brother's Keeper” and ”Aura”), ripubblicato il vostro primo album e “Go!” e lanciato “The Call Of The East – Live In Japan”. Certamente non vi piace stare con le mani in mano...

Si, tranne le volte in cui preghiamo perché la strumentazione funzioni nei festival...


State già lavorando ad un nuovo album?

No, non ancora, non sono nemmeno passati due mesi da quando abbiamo finito di lavorare sul DVD ed iniziato la promozione per questa uscita.

Quale fu la ragione dietro la reunion nel 2006?


Quando Tommy lasciò i Fair Warning nel 2000 lo fece dicendo “Ragazzi, io voglio fare qualcosa di nuovo per il momento.”. Non suonava come un addio definitivo, e così è stato fin quando decidemmo di tornare nel 2005. La cosa buona fu che non abbiamo mai avuto problemi personali tra di noi.


Quando è nata la collaborazione per i live con Niklas Turmann? Entrerà a far parte della band come membro effettivo in futuro?

Abbiamo iniziato come un quintetto con due chitarre. Quando Andy perse interesse rispetto ai Fair Warning, noi abbiamo sempre avuto chitarristi ospiti per i tour per coprire le parti della chitarra ritmica. Non è stato diverso questa volta, ed è stato grandioso suonare con Henny e Niklas. Per le registrazioni in studio i Fair Warning rimarranno così come sono penso.


fair_warning_intervista_2010_02

Quale è stata, secondo voi, la vostra performance migliore?

Non ne ho la più pallida idea. Ci sono stati concerti di cui non eravamo soddisfatti ed un mucchio di altri dove ci siamo davvero divertiti. È impossibile per me trovare il migliore. Ma i due concerti che sono contenuti nel DVD presentano i Fair Warnin in una forma piuttosto buona.


C'è un posto dove non siete mai stati ancora e dove vi piacerebbe esibirvi?

Si, un sacco di posti. Il Sud Europa per esempio lo visitiamo veramente di rado, sarebbe bello farlo. Stessa in Russia o Cina... Bhè, si, un sacco di posti!


Ok ragazzi, è tutto. Grazie molte per il vostro tempo! Se volete, potete lasciare un messaggio ai vostri fan e ai lettori di SpazioRock!

Saluti a tutti voi e date un ascolto a “Talking Ain't Enough”.
Potete trovarlo qui:


http://helgeengelke.com/

http://music.aol.com/new-releases-full-cds/#/11


Grazie...

Saluti, Helge.




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