Times Of Grace (Adam Dutkiewicz)
In occasione dell'uscita di "The Hymn Of A Broken Man", abbiamo avuto il piacere di avere al telefono Adam Dutkiewicz, il quale è stato molto disponibile e cordiale. Ci ha raccontato numerosi aneddoti riguardo il suo periodo nero nel 2007, il riavvicinamento artistico con Jesse Leach e la conseguente formazione dei Times Of Grace. Buona lettura!
Articolo a cura di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 27/01/11

Domande a cura di Daniele Carlucci.
Si ringrazia Stefano Di Biagio per la traduzione.


Ciao Adam, e benvenuto su SpazioRock! Puoi presentarci il nuovo progetto Times Of Grace?


Certo! è un disco che a dir la verità scrissi all'inizio del 2007, quando mi feci male alla schiena e fui costretto ad andare all'ospedale per un intervento d'urgenza, perchè non riuscivo a stare in piedi e non potevo più camminare. I Killswitch Engage erano in tour in quel momento, in Europa, un gran bel tour, ed io fui ricoverato per due settimane: ero depresso li, ero a pezzi. Buona parte dell'intero disco, almeno un po' racchiude il mio monento depressivo, i miei sentimenti di allora ed il desiderio di andare via. Alla fine, ho scritto io tutti i testi del disco e tutte quelle idee che volevo cantare. Avevo però bisogno di qualcuno che mi aiutasse un po' per alcune parti vocali e per il cantato, quindi chiamai Jessi, il vecchio cantante e mio buon amico verso il quale nutro rispetto, e mi ha subito dato alcuni consigli e mi ha aiutato.

Com'è stato lavorare di nuovo con il tuo vecchio compagno di gruppo Jesse Leach dopo l'esperienza coi Killswitch Engage? Ho anche letto che Jesse ti ha definito come il suo spirito musicale guida affine.


Si, è stato grandioso tornare insieme a Jesse anche perchè è stato davvero un buon amico per molti anni. Inoltre siamo stati molto vicini, e volevamo creare di nuovo musica insieme, e quando l'abbiamo fatto, è stato tutto molto naturale e molto facile, perchè entrambi volevamo collaborare insieme, e la cosa ha funzionato e siamo contenti del risultato.

Ho ascoltato "Strength In Numbers" e l'ho trovata molto interessante, soprattutto per il contrasto tra aggressività e melodia. Cosa puoi dirci riguardo il sound? Da dove è scaturito?


Sarò onesto con te: non abbiamo iniziato pensando ad un sound specifico, volevamo solo creare musica per il piacere di creare musica, è stato qualcosa che volevamo fare per divertimento. È stato come... abbiamo realizzato semplicemente ciò che cercavamo e quel di cui avevamo bisogno. Credo che il suono rispecchi quel che noi siamo: ad entrambi piace il metal, ad entrambi piace la melodia, abbiamo scritto praticamente tutti i tipi di musica. Abbiamo tentato di unire tutte queste cose e di incorporarle in quello che poi abbiamo composto.

timesofgrace_interview_04_01Parliamo ora di "The Hymn Of A Broken Man". Come è nato questo album?


Beh, principalmente contiene canzoni riguardo qualcuno che si sente depresso, a pezzi, triste. Abbiamo scritto il disco mentre stavamo uscendo da una situazione in cui eravamo indifesi, ci sentivamo molto nervosi e più semplicemente depressi, e penso che da qui siano usciti la maggior parte dei temi e delle idee di queste canzoni.

Come mai l'uscita dell'album è stata posticipata?


Immaginavo che sarebbe uscito a novembre, ma è stato rinviato perchè l'artwork non era pronto, e comunque avevamo altre cose da preparare ancora, come il sito web, pianificare le interviste e un altro po' di tempo per attuare alcuni ritocchi all'attuale artwork del cd. Avevamo già aspettato tre anni e mezzo e siamo finiti a quattro! (ridacchia, ndr)

Qual è il significato dietro la copertina dell'album? So che ti piacciono ommagini di paesaggi pacifici.


Yeah! Ad essere onesti, entrambi siamo stati ispirati molto dalla bellezza che ci abbraccia; è bello vedere come le cose semplici della vita ti possono ispirare, e sì, ci piacciono le cose che hanno... semplicità! Sai, c'è bellezza nella semplicità.

Ho letto che hai scritto l'album durante un momento difficile della tua vita. Su cosa vertono i testi? Sono canzoni introspettive?


Si, certamente! Fu un periodo davvero difficile nella vita di entrambi effettivamente, ed è stato divertente come entrambi ci siamo aiutati reciprocamente come buoni amici quando le cose stavano andando veramente male nelle nostre vite, con le nostre famiglie, per via della mia schiena. Sono accadute un sacco di cose in questi anni, e questo disco è stato come una specie di catarsi, come una via per mantenere i miei pensieri positivi, mantenere la mia testa nel giusto stato mentale, è stata una cosa davvero buona, una sorta di "support system", capisci quel che voglio dire? Quindi, si, è un grande disco per me da fare in quel periodo, e mi ha aiutato.

Avete già pianificato un tour promozionale per l'album? Verrete in Italia?


Al momento, poichè siamo stati solo io e Jesse a fare il disco, solo in due, dobbiamo assumere alcuni musicisti per aiutarci a suonare dal vivo. Una volta ultimata la lista del tour, ci farebbe piacere venire in Italia per la prima volta, sarebbe fantastico!


Come è stato per te tornare alla batteria dopo alcuni anni?


Abbiamo avuto molte sfide davvero importanti mentre realizzavamo questo disco, anche perchè quando mi son fatto male, non riuscivo a sentire i piedi bene come prima, quindi quando ho dovuto suonare la doppia cassa, alla batteria, è stato davvero difficoltoso. Però è stato divertente. In realtà durante uno degli ultimi tour americani con i Killswitch Engage ho avuto la possibilità di suonare nuovamente la batteria on stage, ed è stato molto divertente per me!

Tu sei anche un produttore: preferisci suonare o lavorare come produttore? Pensi che sia differente il lavoro di un musicista quando è anche un produttore? Forse questo lo aiuta a comprendere meglio la musica...


Adoro produrre dischi, e fondamentalmente questa è la mia passione mi ha sempre ispirato per far musica. Adoro fare musica, moltissimo, in qualunque forma: sul palco, o in fase di scrittura, o producendola, le amo tutte. Ma, sai, penso che sia divertente fare entrambe el cose: con la band amo andare in tour, ed è bello anche essere in studio per scrivere e mixare le canzoni. Sono entrambe cose che mi piace fare nella vita!

 

timesofgrace_interview_03

Vorrei chiederti qualcosa riguardo il Berklee College Of Music. È una delle più famose e rinomate scuole di musica nel mondo, e mi ha sempre affascinato. Puoi descriverci l'ambiente della scuola?


Ci sono un sacco di chitarristi, è davvero pazzesco! Ci sono tonnellate e tonnellate e tonnellate di chitarristi, ed è strano pensare di andare a scuola e poi iscriversi ad un'Università di musica, perché questo è un lavoro strano, alla fine. Chiaramente mi ha aiutato a capire la musica, a capire quel che volevo fare, ma in fondo quando sei un musicista studiare musica all'Università non è la cosa più importante, penso che a conti fatti tutta la nostra musica sia passione e fino a quando tu avrai questa passione, tu avrai una possibilità, non devi necessariamente andare ad una Università di musica.

Dove sono i fan metalcore più appassionati oltre che negli Stati Uniti? Dove il genere è più apprezzato, e perché secondo te è diventato così popolare?


È una domanda difficile, perchè il metal è un genere così intenso, ha così tanti differenti fan in giro per il mondo che ne sono appassionati... è una domanda difficile! Ho fatto concerti in giro per il mondo dove le persone erano completamente pazze, ed è una bella sensazione da provare dato che solitamente suono negli Stati Uniti dove le persone sono davvero infervorate ed entusiaste, ma quando le band americane vanno in Europa (solitamente non hanno la possibilità di suonarci spesso) e vedono altre persone così euforiche di vederli, è una sensazione fantastica sapere che in tutto il mondo ci sono fans così accaniti, che supportano ed amano la musica.


Ok Adam, è tutto. Ora se vuoi puoi lasciare un messaggio ai fan e ai lettori di SpazioRock!

Certo! Grazie a voi, grazie ai fan per supportare i Killswitch Engage, perché senza i fan non saremmo nulla, e sono la ragione per cui noi possiamo fare il nostro lavoro. Amiamo fare musica per voi, ed ora con i Times Of Grace. Spero che possiate procurarvi il nostro album, perchè Jesse ed io ne siamo molto orgogliosi, e speriamo di venire presto dalle vostre parti!




Videointervista
Temperance: Chiara Tricarico, Marco Pastorino, Sandro Capone

Intervista
Dente: Dente

Intervista
Jethro Tull: Ian Anderson

Intervista
Steel Panther: Michael Starr, Stix Zadinia

Intervista
Punkreas: Noyse

Intervista
Gotthard: Nic Maeder