Fraulein Rottenmeier (Giorgio Laini)
In occasione dell’uscita dell’esordio discografico dei bresciani Fraulein Rottenmeier, abbiamo raggiunto il cantante Giorgio Laini per farci raccontare come questi ragazzi sono sfuggiti al controllo dell’impietosa educatrice per partorire la loro "Elettronica Maccheronica". Buona lettura!
Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 30/03/11

Vorrei innanzitutto capire cosa rappresenta la Fraulein Rottenmeier per voi, in che modo ha colpito il vostro immaginario tanto da farla diventare il vostro avatar, in pratica.

La signorina Rottenmeier è un personaggio che ha terrorizzato migliaia di bambini, noi compresi, e già di per sé questo è un merito. In realtà si tratta di una figura molto interessante: dura, quasi crudele, ma estremamente debole. La corazza che si è costruita la rende impenetrabile, ma all’interno lei urla di disperazione.

Direi che avete fatto un bel cambio di sound rispetto al post rock/punk degli EP con il vostro primo disco “Elettronica Maccheronica”. Com’è nata questa evoluzione maggiormente elettronica e pop?

Avevamo voglia di sperimentare in un campo che ci era sconosciuto. Legarsi ad un genere musicale preciso alla lunga ci avrebbe annoiato. Abbiamo acquistato della strumentazione senza avere la minima idea di come utilizzarla, ci abbiamo giocato senza direzione e ne è nato lo scheletro di “Elettronica Maccheronica”.

Sia chiaro che riconosco lo spirito punk che permane all’interno delle canzoni del disco, ma voglio comunque fare il provocatore! Non è che tutto questo lo avete fatto con l’intenzione di essere – e qui vi cito – “passati in una merda di radio”?

Se avessimo voluto a tutti costi puntare al mondo commerciale le scelte sarebbero state diverse. A partire dai testi fino ad arrivare alla scelta di autoprodurre l’uscita del disco. La decisione di passare all’elettronica è dovuta solo ad un’evoluzione di gusto all’interno della band, ma non si esclude che ce ne possano essere altre ugualmente radicali. Detto questo, non demonizziamo assolutamente la possibilità di risultare più gradevoli con determinati suoni, in questo periodo è una nostra esigenza. Ma capita anche che gruppi dai suoni ostici raggiungano una fama elevatissima, ad esempio.

fraulein_rottenmeierint_2011_01Parlando di: in “Gran Ricetta Per La Plastica” criticate molto lo scenario musicale italiano mainstream, in un certo senso anche “La Nostra Romantica Ballata Pop” riecheggia in lontananza questo tema. Ti chiedo: come credi che si possa uscire da questa situazione?

L’Italia vive un momento veramente pessimo da parecchio tempo, e parte della musica che sta in vetta alle classifiche fotografa la situazione. Le canzoncine usa e getta sono molto più pericolose di quanto possa sembrare, perché abituano la gente al torpore del cervello. Fortunatamente, la miriade di artisti e gruppi che scrivono per necessità non demorde, nonostante le difficoltà sempre maggiori. Sono loro che salveranno la musica, e forse anche l’Italia.

Ho visto un video sul vostro MySpace in cui avete fatto un’incursione a San Remo durante il festival. Mi racconti com’è andata quell’esperienza? Cos’è che distribuivate poi? Volantini e pon-pon? Come mai proprio i pon-pon?

“Elettronica Maccheronica” era ormai pronto, e “Dancefloor” sarebbe uscita come singolo poco dopo il festival. Così, abbiamo pensato di non vedere San Remo come rivale, ma di farcelo amico... Ci siamo presentati di fronte all’Ariston la sera dell’apertura e abbiamo consegnato homemade pom pom (noi lo diciamo con la “m”) alle persone che entravano nel teatro. Allegati ad essi c’erano i testi del disco. Abbiamo deciso di dare dei pom pom perché essi sono una parte integrante dei nostri costumi e rispecchiano un po’ l’anima del gruppo: colorati e grezzi.

In “La Conoscenza”, invece, parlate dell’amore cercato sui social network, ma alla fine non capisco la vostra posizione in merito…qual è?

I social network e le chat sono luoghi virtuali a cui bisogna abituarsi. Alienano dalla vita reale, ma in un certo modo ne fanno parte. La canzone fotografa la situazione raccontando della nascita di un sentimento tra le bizzarre e sbrigative tattiche di conoscenza del web. L’amore alla fine può plasmarsi e imparare a nascere anche su internet.

Altra domanda innescata da un tema delle vostre canzoni: in “Dietro La Lavagna” parlate del tipico bullismo scolastico che un nerd deve subire. Come mai, secondo voi, c’è sempre questa sorta di astio nei confronti della cultura tra i giovani (perché, in fondo, essere nerd vuol dire essere comunque acculturati in qualche settore) nel luogo che dovrebbe diffondere la cultura?

Il bullismo, o più semplicemente le prese in giro, fanno parte del periodo adolescenziale, ma non solo. Le persone (anche quelle adulte) si sentono minacciate dalla diversità. Devono additarla, deriderla e demonizzarla. E’ una specie di protezione che denota fragilità. Il deriso, comunque, normalmente ha la forza di fronteggiare da solo anche interi gruppi.

“Dancefloor” parla dell’urgenza di usare la discoteca come fosse una sorta di sauna esfoliante in cui eliminare i residui di una passata relazione. E’ una soluzione piuttosto comune, e piuttosto efficace se si sa utilizzare il mezzo nel modo giusto. Ma che soluzione alternativa suggeriresti a chi non vuole “organizzare una serata in discoteca per spogliarsi dopo la dieta”?

Apriamo la rubrica dei consigli della signorina Rottenmeier? Il consiglio è di circondarsi di persone e aprirsi. In alternativa, uccidetevi di torte sacher.

 

fraulein_rottenmeierint_2011_02
 

 

Ora, vorrei parlare di immagine: oltre alla musica, avete cambiato anche l’immagine, ora siete una sorta di clown decadenti e punk. Come mai avete scelto proprio questa raffigurazione?

Siamo dei clown maccheronici, che si sono cuciti i vestiti da sé e si truccano a vicenda per andare in scena. In fondo le nostre canzoni hanno sempre un fondo di malinconia, anche quando parlano di discoteca. Malinconia che si intravede sotto l’ironia di facciata. La figura del clown in questo caso è emblematica.

Immagino che presto partirete per un tour promozionale, giusto? Avete già provato a rendere il vostro nuovo sound in sede live? Come ve lo sentite?

Presenteremo il disco a Brescia l’8 aprile, e poi ci auguriamo di poter suonare live il più possibile. Naturalmente, il palco è il posto dove vorremmo vivere, e le versioni live delle canzoni credo che sapranno sorprendere!

Ok ragazzi, per me è tutto! Questo è il consueto spazio che lasciamo per un messaggio libero ai nostri lettori, quindi prego: dite pure tutto quello che volete!

Guardatevi attorno gente: pagliacci ovunque!




Speciale
L'angolo oscuro #11

Speciale
Stardust - Highway To Heartbreak

Speciale
Sinner's Blood - The Mirror Star

Speciale
Keep Playing, Eddie!

Speciale
Intervista - The Blackmordia (Peter; Max)

Intervista
Trident: Svart