Blind Fool Love (Tommaso Sabatini)
In occasione del debutto discografico del power trio di Grosseto Blind Fool Love con “La Strage Di Cupido”, abbiamo raggiunto il cantante e mastermind del progetto Tommaso Sabatini per una chiacchierata a 360 gradi che, a partire dalla musica, si è conclusa su social network e risveglio delle coscienze collettive. Buona lettura!
Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 05/10/11

Leggo che siete una band nata nei locali, che ha fatto molta gavetta suonando dal vivo nella vostra Grosseto: che ricordo avete di quel periodo?

Sì, noi abbiamo iniziato, come un po' tutti i gruppi che fanno questo genere di musica, suonando molto dal vivo, anche se, devo dire, nella nostra zona ci sono pochi locali, come un po' in tutta la Toscana. A livello, quindi, di concerti “non professionali” abbiamo sempre incontrato delle difficoltà, anche se, già in quel periodo, ci sono stati dei concerti importanti, come all'Alpheus di Roma. Abbiamo girato un po' agli inizi, esattamente come fanno tutti.

Entrando un po’ nel merito del vostro disco di debutto…il nome della vostra band è “Amore Stupido e Cieco”, il disco si intitola “La Strage Di Cupido”…non c’è molto ottimismo riguardo a questo sentimento nelle tue parole ed intenzioni, o sbaglio?


No, il nome significa “Cieco E Folle Amore”, non “Stupido”! Comunque sì, diciamo che la maggior parte dei testi hanno questa risonanza cupa e malinconica che, tuttavia, non rispecchia quello che poi siamo noi effettivamente a livello personale. Diciamo che, nella musica rock, è davvero difficile trovare dei testi che parlino di “Sole, Cuore E Amore” come fanno certi cantanti classici italiani...abbiamo deciso di dare questa impronta ai nostri testi proprio perché riteniamo che non ci siano band tra i giovani in Italia che portino avanti questo tipo di racconto e anche di musica; quindi, abbiamo deciso di farlo noi, ed è anche per questo che siamo riusciti a firmare con una major: abbiamo sperato che loro trovassero in noi qualcosa di originale, e  così è stato.

Visto che parli di Major, parliamo del vostro debutto sotto Sony: incidere per loro è più una gioia ed un onore, oppure anche una responsabilità?

No, direi che è proprio una soddisfazione perché stare sotto una major è un atto decisamente importante. Chiunque fa musica lo sa che c'è una grossa differenza tra stare sotto un'etichetta indipendente ed un a major, e non soltanto a livello di questioni decisionali e burocratiche, ma anche a livello distributivo: una major ti dà più visibilità non solo grazie alla pubblicità, ma proprio grazie ad una distribuzione più capillare. Poi, c'è il famoso mito che le major cercano sempre di cambiare l'artista e fargli fare cose che in realtà lui non vorrebbe, e questo ti assicuro che non è vero, perché noi ci troviamo bene con Sony, abbiamo sempre fatto e continuiamo a fare la musica che ci piace e la casa discografica ci ha sempre lasciato carta bianca sulle decisioni che ci riguardano.
 
blindfoolloveintersony_2011_01Musicalmente, trovo che abbiate abbracciato molto bene la filosofia rock tipica del visual giapponese, con irregolarità nella struttura melodica, riffing selvaggio ed apparentemente schizofrenico, grande dinamica della canzone…che ne pensi?


Mah, in realtà noi siamo ispirati semplicemente dalla musica rock, quello che dici te del visual Giapponese io in realtà non so nemmeno cosa sia! (risate) Magari a livello estetico, quello sì: nei manga giapponesi ci sono sempre questi personaggi con look eccessivi e capelli un po' più particolari, quindi sì, quello è un aspetto della loro tradizione che ci appartiene; ma a livello musicale assolutamente no, non conosciamo nessuna band giapponese o di quel tipo, noi ci rifacciamo proprio alla musica rock degli anni '60, della musica metal contemporanea e, in generale, un po' tutto quello che gravita attorno all'ambito rock. Poi, ascoltiamo anche molta musica classica come Beethoven, e devo dire che è proprio questa musica che ci ispira di più.

Tommaso: tu scrivi la musica ed i testi delle canzoni, ed inoltre curi personalmente persino il lato artistico della band. Quale di questi tre aspetti preferisci e perché?

Diciamo che sono tre elementi che vanno, per forza di cose, insieme, non c'è una particolare preferenza. Siamo una band che, a livello estetico, ama prendere le decisioni insieme, la stessa cosa per l'arrangiamento dei pezzi: quando io scrivo una canzone, musica e testi vanno di pari passo, senza una metodologia precisa. L'artwork riesco a curarlo io perché ho la passione per il mondo della fotografia e del video, e la decisione che avrei curato io questo aspetto è stata presa di comune accordo con l'etichetta, visto che, così facendo, saremmo riusciti a rappresentare al meglio le nostre canzoni e la nostra musica. Prendi, ad esempio, la copertina del cd “La Strage Di Cupido”: essa rispetta perfettamente la canzone “La Strage Di Cupido” perché il brano ha delle atmosfere molto classicheggianti, e quindi l'artwork riprende lo stile degli autoritratti dell'800.

Hai parlato di mondo video, ed in effetti voi avete già girato parecchi videoclip, ed avete sempre collaborato con nomi di primo piano nella loro realizzazione. Quale ti è piaciuto girare di più è perché? E’ lo stesso che preferisci, come resa finale?


Ti dirò che non abbiamo una preferenza specifica perché girare un video è sempre una cosa divertente...però, devo dire che, parlando anche a nome degli altri membri della band, in effetti quello che ci ha divertito di più e che ci è anche piaciuto di più come esperienza è quello di “Saranno Giorni”, girato sulle pendici dell'Etna. Ci piace proprio perché il vulcano ci ha restituito un'esperienza suggestiva.

Avete abbracciato altri temi oltre al classico romanticismo nelle vostre canzoni: la guerra, il nucleare, l’anoressia…possiamo, quindi, smentire il luogo comune che i giovani di oggi sono privi di idee e valori?

Sì, è decisamente un luogo comune! Io credo che ci sia una percentuale di persone che hanno degli ideali e delle opinioni, ed un'altra percentuale di persone che, semplicemente, ha altri interessi. E' una cosa che è sempre stata costante nel tempo, anche se direi che i giovani di oggi, in Italia, sono meno impegnati nel sociale, rispetto al passato. Quindi, i giovani di oggi sono magari più interessati al calcio rispetto al nucleare, se volgiamo prendere quel tema come esempio. Comunque io non ne fare un caso generale: questi sono fattori che differiscono da persona a persona.

Umh...Che rapporto hai tu con i social network?

Direi che con i social network ci siamo praticamente nati: siamo partiti da MySpace, e poi abbiamo fatto tutti i profili sugli altri siti, fino ad arrivare a Facebook che è quello che va per la maggiore adesso. Abbiamo sia un profilo personale che quello della band, e li utilizziamo o per farci pubblicità, oppure per dialogare con i fan, che è una cosa molto importante.

Sai, te l’ho chiesto perché voglio sapere sei d’accordo con me riguardo al fatto che i social network stanno contribuendo in maniera significativa al risveglio della coscienza collettiva. Voglio dire: Facebook avrà sì annullato la nostra privacy, ma ci consente di veicolare un gran numero di informazioni, e di poter fornire un’opinione libera su di esse. Tu cosa ne pensi?

Sicuramente sì, perché al giorno d’oggi praticamente chiunque ha un profilo Facebook, quindi se uno mette una notizia,  se interessa anche l’amico la mette, e si viene quindi a creare un via-vai di informazioni che è valido sia per le notizie del giorno, che per la musica. Ecco, quello che mi piace poco di Facebook è che è poco orientato verso la musica: credo che sia ancora troppo spinto verso il lato personale degli individui, non c’è ancora la possibilità di creare qualcosa di realmente valido relativo ad una band. Alla fine, il profilo della band è praticamente uguale al profilo di una persona. Ci vorrebbe un’area dedicata solo alla musica, allora sì che sarebbe perfetto…come in MySpace!

 

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Siccome stiamo filosofeggiando in questa conclusione di intervista, e siccome tu di anni ne hai 20, ti voglio chiedere: dove credi che sarai tra 10 anni, musicalmente ed artisticamente parlando?

Spero di essere ancora insieme ai miei compagni di band, di fare ancora musica, magari diversa, perché secondo me è anche giusto che ci si rinnovi. Poi io, personalmente, sono anche appassionato di poesia e mi piacerebbe fare qualche lavoro in quell’ambito. Anche il campo foto e video, come ti ho detto prima, mi piace, quindi magari avere la possibilità di girare qualche videoclip o cortometraggio non sarebbe male…dire un film magari adesso è mettere un passo troppo in avanti, però non si sa mai!

Hai nominato la poesia, ho ottime ragioni di credere, leggendo i vostri testi, che sia proprio la poesia, quindi, la tua fonte di ispirazione principale…

Sì, decisamente, più la poesia e pensieri sparsi, che libri o romanzi propriamente detti.

Ok, il tempo a mia disposizione sta purtroppo per scadere! Se hai qualche considerazione aggiuntiva da fare, qualcosa che non sei riuscito a dire attraverso le mie domande e che vuoi comunicare a tutti i nostri lettori, prego: il microfono è a tua completa disposizione!


Una cosa che vorrei dire e che ritengo molto importante è che la nostra musica deve essere ascoltata senza pregiudizi: la maggior parte delle persone che ci vede, di primo acchito si fa un pregiudizio a livello di effetto estetico, e questo condiziona, poi, l’idea che uno si potrebbe fare relativamente alla musica. Credo, invece, che la nostra musica debba essere ascoltata soltanto con le orecchie.




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