Punkreas (Cippa, Flaco, Noyse, Paletta, Gagno)
Quella che SpazioRock sta per presentarvi è un'intervista lunga e piacevole fatta ad uno dei gruppi più importanti del panorama punk italiano: i Punkreas. I ragazzi della band hanno parlato a tutto tondo, partendo dall'ultimo album "Noblesse Oblige", al panorama della musica italiana, che necessita decisamente di una svecchiata. A noi non rimane altro che augurarvi buona lettura!
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 03/02/12
Benvenuti su SpazioRock.it e grazie per il vostro tempo. E' una risorsa preziosa, quindi vi ringrazio molto per quest'intervista.


Tutti: Grazie a te.


Parto subito con il farvi i complimenti per "Noblesse Oblige". Mi è piaciuto perché penso, e magari potete ampliare questa riflessione con me, che in questo momento ci sia bisogno di questo tipo di musica e di contenuti, con riferimenti chiari e diretti alla vita reale.


Flaco: Grazie. In realtà volevamo andare un po' più sull'astratto in quest'album, ma non ci siamo riusciti, non si può cambiare completamente, siamo sempre quelli. Cambiamo il pelo, ma non il vizio!


Noyse: (si tocca i capelli) Perdiamo il pelo! (risate)


Flaco: Insomma, il nostro DNA è questo qua, poi abbiamo cercato di essere il più ironici e sarcastici possibili, perché insomma, non si può passare il tempo a lamentarsi.


Paletta: E a piangersi addosso...


Cippa: ...Perché lo facciamo da vent'anni! (risate) Adesso che l'hanno capito, ci siamo detti: "Andate avanti voi, ora, che noi siamo stati in prima fila per vent'anni!".


Flaco: Già, d'altronde ora che Al Bano ha scoperto l'impegno civile...


Cippa: E anche Famiglia Cristiana! (risate)


L'ironia è un altro aspetto del vostro album che ho potuto cogliere ed apprezzare. Arrivati ad un certo punto nella vita, dove realizzi che piangersi addosso non è utile, né positivo.


Flaco: Bisogna essere "Noblesse Oblige", all'altezza della propria posizione, qualsiasi essa sia.


A proposito di "Noblesse Oblige", volevo chiedervi il perché di un titolo così... Raffinato, se si può dire.


Flaco: In realtà volevamo ricorrere al detournement, che non sarebbe nient'altro che prendere svariati argomenti da contesti differenti, per dar loro un nuovo significato. Effettivamente, la parola nobiltà accostata ai Punkreas non è proprio scontata, ma confidiamo che non sia nemmeno gratuita. In qualche modo la nobiltà non è dovuta alle ricchezze o ai natali, ma pensiamo di poter fare sfoggio di una certa nostra nobiltà. "Noblesse Oblige": nessuna lamentela, ma nemmeno alcuna rinuncia a mettere il dito nella piaga. Tra l'altro questa espressione si presta bene anche in senso ironico. Insomma, di fronte ad accuse infamanti, l'importante è essere e rimanere nobili. Il commento adeguato anche per il capitano che abbandona la nave mentre affonda è "Noblesse Oblige"!


A proposito! Con quello che è successo tra la fine dello scorso anno e l'inizio di quest'anno... Beh, potreste scrivere un altro album!


Flaco: A dire il vero con il materiale che è rimasto fuori dall'album, ne abbiamo già quasi pronto un altro!


Parliamo un po' della fase di stesura e di scrittura di "Noblesse Oblige".


Flaco: Ci abbiamo messo molto per quest'album, considerato che quello precedente è del 2008. Ci abbiamo messo molto, perché volevamo farlo uscire quando se ne sarebbe andato Berlusconi. Ma non voleva proprio saperne di andarsene. Alla fine, ci siamo decisi ad entrare in sala, e appena l'abbiamo fatto, se n'è andato! E' stato benaugurate, alla fine. Abbiamo iniziato a giocare ed a pasticciare con la tecnologia, cosa che avevamo fatto poco nell'album precedente e praticamente per nulla negli album precedenti. La tecnologia ci ha permesso di aprire nuovi orizzonti e di avere un nuovo approccio nella registrazione dei brani. La registrazione è stata lunghissima: dai consueti venti, venticinque, massimo trenta giorni di registrazione, ce ne abbiamo messi circa più di sessanta, perché comunque abbiamo cercato di curare il materiale, che ci è sembrato buono.


In effetti, ho notato come il suono di "Noblesse Oblige" nel complesso fosse molto curato.


Flaco: Tieni conto che ci abbiamo messo molto tempo a fare la pre-produzione, quindi i pezzi erano già completamente formati. Poi, ha fatto delle ottime riprese il nostro Gianluca Amen, che è anche il nostro fonico nei live. Poi, abbiamo avuto l'aiuto di Carlo Rossi che ha dato il tocco finale.

 

intervista_punkreas03

Un'altra cosa che mi viene da notare, dopo aver ascoltato molti dischi negli ultimi anni, è che la produzione troppo curata e pulita tende a far perdere il prodotto finale in spontaneità. Fortunatamente per voi, non è stato il vostro caso.


Noyse: La tecnologia è un mezzo. Certo, spesso capita che prenda il sopravvento. Noi l'abbiamo utilizzata per riascoltare quello che facevamo, per decidere cosa fare o cosa non fare. Ma alla fine, eravamo sempre noi a decidere. Quando prende il sopravvento, però, diventa il fine, più che un mezzo per esprimersi, come dicevi tu.


Paletta: Anche perché, la nostra dimensione è quella live, quindi poi dobbiamo essere in grado di riproporre quello che abbiamo registrato.


A proposito di live, ho visto che negli ultimi anni, la vostra attività live è andata molto bene!


Cippa: Sì, abbiamo pubblicato anche un DVD live, il "Paranoia Domestica", dedicato al tour che abbiamo fatto. E' stato un tour di buon successo, anche perché dovevano essere quindici date, e sono diventate cinquanta.


Noyse: E' anche per questo che ci abbiamo messo molto a fare il nuovo album. E' stata una festa lunga quattro anni! (risate)


Alla luce di questo successo, deduco che i fan vi siano rimasti molto fedeli, nonostante la lunga carriera.


Flaco: Diciamo che c'è stato un riflusso. Solitamente, ai nostri concerti, le prime file sono occupate da sedicenni, ventenni al massimo. Sembra che quei ragazzi non invecchino mai. Poi, i ventenni di allora sono diventati venticinquenni, trentenni, e mettendo su famiglia sono diventati saggi e hanno pensato per qualche periodo di ascoltare i Marlene Kuntz. Poi si saranno detti "ma forse è meglio tornare ad ascoltare i Punkreas" e sono tornati con i bambini al seguito.


Noyse: Il pubblico con gli anni si è stratificato: a seconda dell'età, hai una posizione nel pubblico.


Flaco: Ah, una cosa. A me i Marlene Kuntz piacciono! Con tutto il rispetto, però, un po' di divertimento nella vita ci sta.


Una canzone che mi ha colpito particolarmente, aiutata anche dalla zona in cui abito, è stata "Polenta E Kebab". Mi ha colpito perché mi è sembrato proprio di sentire delle persone di mia conoscenza che parlano dei soliti luoghi comuni sugli extracomunitari. E c'è gente che poi vota personaggi che hanno questo tipo di idee...


Flaco: Sì in effetti ci viene in mente che noi siamo nati un po' prima rispetto a loro (i membri della Lega Nord n.d.r), ma è dal 1994 che ci chiediamo come diamine facciano quei quattro pirla ad essere là. Insomma, per dare risposte di tipo economico, riguardanti la crisi, la disoccupazione, l'integrazione, l'immigrazione, se il massimo della propria elaborazione teorica è il gesto dell'ombrello... Non ho parole!


Paletta: Neanche la malattia li ferma! (risate)


Flaco: E sono qua da vent'anni, che ci tartassano con le loro sciocchezze, impedendo di fatto che nasca qualcosa di diverso e di nuovo. Per noi, culturalmente, la Lega Nord è un fenomeno nato morto, anche se sta morendo solo adesso.


Noyse: Anche perché, anche loro sono diventati molto bravi a comportarsi secondo le logiche di palazzo, che erano proprio quelle che volevano combattere.


Ora, un'altra osservazione che vorrei fare con voi, è quella sulla musica italiana, che purtroppo è piena di luoghi comuni. E non è che viene fatto qualcosa per cercare di limitare i luoghi comuni...


Flaco: Anzi, fanno di tutto per continuare a propinarteli!


Noyse: In Italia domina il genere melodico, ma per carità ci possono essere autori di rilievo e di qualità, ma non si può fare solo quello...


Flaco: Oppure, puoi sempre fare musica triste. Perché in Italia, per essere serio, devi essere triste. Uno deve auto flagellarsi. E che questo disagio sia reale o presunto, non importa, devi avere questo tormento interiore. Sembra di essere nell'800 ai tempi di Foscolo, ma siamo nel 2012! E ci sono ancora tutte queste schiere di anime contorte e disperate! Ma, ragazzi, fuori c'è un mondo che gira! Perché non solo ci sono queste schiere di artisti tormentati, ma ci sono anche schiere di critici che li sostengono e che supportano queste forme di narcisismo disperato di cui proprio non ce ne può fregare di meno.


Noyse: Mi immagino che, se i Rage Against The Machine fossero stati italiani, avrebbero detto loro "c'è troppa chitarra, semplifica...".


Flaco: Soprattutto, pensa che nel panorama italiano della musica cosiddetta "alternativa", non è che hai molte possibilità: o fai l'anima disperata, o sei demenziale. Non c'è la possibilità di essere ironici, senza però dire scemenze totali. O sei l'uno o l'altro. Il nostro percorso è sempre stato un po' a metà tra le due tendenze.


intervista_punkreas04Che poi, mi viene in mente che se un artista di queste due categorie si mette a fare un testo impegnato, viene fuori una canzone di un qualunquismo disarmante.


Flaco: Che poi, dati i tempi, ora scommetto che arriveranno schiere di personaggi ed artisti che riscopriranno l'impegno sociale e ci tortureranno con tutte le loro riflessioni sulla crisi, che noi facciamo da vent'anni. Che le facciano loro, ora che le hanno scoperte. Che poi, mi viene in mente che ci sono delle realtà egregie nel panorama italiano, però non se ne parla molto. Mi vengono in mente gli Yokoano che abbiamo prodotto noi, oppure i Pan del Diavolo, per fare dei nomi.


Ditemi pure nomi di altri artisti che secondo voi si meriterebbero più spazio.


Cippa: A me piacciono molto i Bud Spencer Blues Explosion.


Flaco: Invece a me piacciono molto gli Zen Circus, ma anche i Vallanzaska, che sono in giro da una vita.


Cippa: Poi sono tornati anche i 99 Posse ora!


Secondo voi, chi potrebbe prendere il vostro testimone un domani? O chi si farà valere nel vostro genere?


Flaco: Secondo me, bisognerà saltare una generazione. Perché quelli della generazione dopo di noi nel momento in cui si mettono a fare punk, non sono credibili, non so per quale motivo! Sembra che facciano fatica ad avere una credibilità. Forse quelli che arriveranno ancora dopo, che avranno scenari totalmente diversi dai nostri, riusciranno ad avere una nuova credibilità. Forse quelli appena dopo di noi sono stati travolti dalla modernizzazione usa e getta e sono rimasti pochi nomi.


In effetti, se ci penso, io ascolto musica che parte, per la maggior parte, dagli anni '60. E mi rendo conto che poi, arrivata agli anni '80, salto direttamente agli anni 2000. Soprattutto se parliamo di rock.


Flaco: Sì, perché evidentemente negli anni '90 non sembravi credibile se ti mettevi a suonare musica rock.


Paletta: Poi negli anni '90 è venuto a mancare tutto il sistema dei centri sociali, che ti portavano a suonare ovunque in Italia. Sono rimasti pochi locali e quei pochi si sono messi a fare poca musica selezionata, i soliti quattro gruppi.


Se poi andiamo a pensare a quanti locali hanno chiuso a Milano e quelli che sono rimasti... Penso ai locali chiusi negli ultimi anni: Rolling Stone, Transilvania, Palasharp... E ne rimangono ben pochi di aperti.


Flaco: E anche di questo bisogna ringraziare il "culto dell'ampolla del dio Po", che ha cercato di imporre questo culto del silenzio tombale, dove dopo una certa ora chi lavora si deve riposare assolutamente, senza alcun rumore. Con il risultato che hanno voluto tartassare i locali.


Noyse: Non solo, prima hanno voluto decentrare i luoghi dove suonare, mandando le band a suonare in queste tristissime aree industriali.


Gagno: Mi viene in mente che molto spesso, quando si va a suonare in Sardegna, suoni nella piazzetta del paese, cosa che non si fa più da queste parti. Ma anche se si suona nel centro del paese, hai sempre il diritto di decidere se il concerto ti interessa o no. Se ti mettono a suonare in posti squallidi e lontani, è ovvio che vengono a vederti pochi interessati.


Noyse: Aspettiamo che a Milano Pisapia batta un colpo e si faccia sentire...


Flaco: Pisapia sarebbe anche ora che si facesse sentire da questo punto di vista, perché ha ricevuto il supporto di un'ampia fetta di artisti che lavorano nel settore. Quindi, fatto salvo i diritti di chi deve dormire perché alla sera è stanco, che vengano presi in considerazione anche quelli che si vogliono divertire un po'!


Ragazzi, grazie infinite per questa bella chiacchierata. Se volete, avete questo spazio per lasciare un messaggio ai lettori di SpazioRock!


Paletta: Un saluto a SpazioRock!


Noyse: Uno spazio dedicato al rock è sempre un buono spazio!


Flaco: E speriamo che in futuro questo spazio per il rock possa ampliarsi.




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