Shinedown (Brent Smith)
In occasione dell'uscita del nuovo album "Amaryllis" abbiamo raggiunto telefonicamente il frontman degli Shinedown Brent Smith che ci ha raccontato qualche interessante retroscena del disco. Scopriteli con noi!
Articolo a cura di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 05/05/12
Ciao ragazzi, qui è SpazioRock, grazie per il tempo che ci dedicate. Allora, come state?

Abbastanza bene.

Perfetto! Puoi raccontarci qualcosa del nuovo album che è uscito da pochissimo?

Io sono negli Stati Uniti e il disco è uscito la scorsa settimana, non so quando uscirà in Italia, credo verso fine aprile. In ogni caso, abbiamo trascorso l'intero 2011 a lavorarci sopra ed è il nostro quarto album. Da un punto di vista musicale, a mio parere questo è il disco più sofisticato che abbiamo mai fatto e, da un punto di vista emotivo, si tratta di una corsa sulle montagne russe. È decisamente un disco sofisticato ma è anche quello più onesto, per quanto riguarda la scrittura. Inoltre è molto cinematografico!

Sì, decisamente, un album molto cinematografico, se consideriamo la scrittura e l'orchestra. Ho ragione?

Sì, abbiamo usato un'orchestra di 27 elementi su sei canzoni e questo è sicuramente l'album col sound più epico che abbiamo mai registrato. L'orchestrazione era la parte dell'album che volevamo migliorare, con l'intento di renderlo più grande rispetto ai precedenti tre dischi. Non abbiamo mai voluto fare lo stesso disco due volte.

Com'è stato lavorare con un'orchestra?


Abbiamo già avuto esperienze simili in passato, ma, sì, questa è stata la prima volta in cui abbiamo lavorato con un'orchestra per più di metà di un disco. Abbiamo lavorato con David Campbell, che ci aveva già affiancato su "The Sound Of Madness". Ed è stato fantastico, voglio dire, è stato un periodo fantastico, anche perché al giorno d'oggi, con tutta questa tecnologia e i dispositivi disponibili, è possibile riprodurre un'orchestra con una semplice tastiera e un computer. Così, le persone tendono a pensare che sia abbastanza facile e che quella che stai ascoltando non è una vera e propria orchestra. In realtà sono convinto non si otterrà mai lo stesso risultato se non si lavora con una vera orchestra, e questo è quello che abbiamo fatto. Ci siamo sentiti fortunati per essere stati in grado di farlo.

C'è un concept dietro le canzoni? Oppure le avete scritte così, come venivano?

Non abbiamo scritto le nostre canzoni mentre eravamo in tour. Abbiamo iniziato a comporle nell'ottobre 2010, verso la fine del tour. Non è proprio un concept album, ma penso che sia molto autobiografico: le canzoni si riferiscono agli ultimi tre anni della nostra vita, a quanto siamo cambiati come artisti e come persone, a ciò che ci unisce e ci rende una famiglia.

In parte autobiografico, quindi c'è sicuramente un posto speciale per la canzone chiamata "Bully"...

Sì, voglio dire, sono stato vittima di atti di bullismo quando ero un ragazzino e mio padre è stato un insegnante per 35 anni, ma "Bully" è anche una canzone molto più generale. Descrive come chiunque nella propria vita possa cadere vittima del bullismo. La canzone dice questo: se siete attaccati fisicamente o mentalmente, beh, rispondete allo stesso modo. Dovete tenervi in piedi con le vostre forze, anche se qualcuno si sente più forte e migliore di voi perché vi pesta o vi insulta. Questo è inaccettabile e non si dovrebbe mai fare marcia indietro in una lotta, si deve lottare per se stessi.

shinedown_intervista_2012_02Il bullismo è un problema serio nel quotidiano degli Stati Uniti, spesso si sente di ragazzi vittime di bullismo reagiscono sparando e uccidendo le persone nelle scuole, come a Columbine.

Sai, mi hanno chiesto di Columbine e perché queste cose succedono nelle scuole, ma penso che la ragione principale dietro questo tipo di reazione è che nessuno ascolta quei ragazzi. Magari stavano gridando, chiedendo aiuto e nessuno ha preso l'iniziativa di ascoltarli. Forse, nessuno ha chiesto loro: "Ehi ragazzo, che ti serve? Cosa posso fare per te?", ma si è limitato a puntare il dito contro. Avrebbero dovuto smettere di additarli, farli sedere, e chiedere loro che cosa c'era che non andava.

Decisamente. C'è un significato particolare dietro il titolo dell'album?

"Amaryllis”? Assolutamente, tutto il disco è incentrato sul destino. Abbiamo intitolato l'album "Amaryllis" pensando a questo fiore che cresce nei deserti, in un momento particolare e inspiegabile dell'anno, non c'è ancora spiegazione su come faccia, perché è il periodo più caldo dell'anno. Quindi, volendo, questo è un simbolo di perseveranza, rappresenta la capacità di mostrare quali sono i nostri veri colori al mondo. L'Amarilli è il simbolo dell'individualità e rappresenta allo stesso tempo la bellezza della vita. È un fiore che si eleva al di sopra tutti gli ostacoli, sai...

Questo album è pieno di canzoni molto energiche. Come pensate che suoneranno dal vivo?


Ne abbiamo appena suonate alcune durante gli show negli Stati Uniti e sono favolose (Ride). Sono fantastiche! Sono esattamente come vogliamo che siano in un contesto live, ma il risultato è addirittura migliore!

State per iniziare un tour presto, o sbaglio?


Siamo on the road da una settimana, a dire la verità. Abbiamo fatto cinque spettacoli negli Stati Uniti.

Oh, giusto, ma avete intenzione di venire a tour in Europa? Oppure avete intenzione di rimanere negli Stati Uniti per ora?

Assolutamente no! Stiamo andando a visitare in tutto il mondo! (Ride) In realtà, dovremmo approdare in Italia a giugno! Suoneremo in Europa e nel Regno Unito nel mese di giugno. Andremo in tour negli Stati Uniti per buona parte dell'anno, ma l'anno prossimo gireremo di più al di fuori degli USA.

Oh, grande notizia, perché nel vostro sito web non c'è nessuno show previsto in Italia.

Stiamo aggiornando l'elenco dei concerti in Europa! Ti prometto che saremo in Italia a giugno! (Ride).

Perfetto, direi che abbiamo finito. Grazie per il tuo tempo. Hai altro da aggiungere, qualcosa che ho dimenticato di chiederti?

Ciao a tutti in Italia! Dite ai nostri fan che li amiamo e che saremo presto nel vostro paese. Li ringraziamo per la loro pazienza, il loro amore e sostegno, e non vediamo l'ora di essere lì; suoneremo live il più possibile quest'anno, e faremo in modo di venire più spesso nei prossimi anni. Adoriamo l'Italia!

Bene, allora grazie e buona giornata!

Grazie a te! Ciao!


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