Holy Grail (Eli Santana)
Abbiamo raggiunto Eli Santana, chitarrista della band statunitense Holy Grail, per farci raccontare tutti i segreti e i dettagli di "Ride The Void", il nuovo album della band in uscita a gennaio. Buona Lettura!
Articolo a cura di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 17/01/13
Ciao Eli benvenuto su SpazioRock, come stai e come ve la passate?

Ciao, stiamo bene grazie. Ci stiamo giusto riposando per prepararci a quello che sarà un vero e proprio roboante tour subito dopo l’uscita del disco. Siamo davvero eccitati ed ansiosi di far sentire il disco a tutti.

Perfetto. Iniziamo l’intervista parlando appunto del nuovo album “Ride The Void”, puoi introdurlo ai nostri lettori?

“Ride The Void” è il passo evolutivo successivo degli Holy Grail. Non abbiamo cercato di reinventare la ruota ma certamente abbiamo intenzione di utilizzarla per passare sopra di voi. Le canzoni di quest'album contengono i nostri riff preferiti, sono ben strutturate e il tutto ha beneficiato della supervisione del produttore Matt Hyde. C’è molto shredding, svettanti melodie vocali e pesanti riff in cui i fan di “Crisis in Utopia” potranno affondare i loro denti.

Quali sono le principali differenze tra questo e il precedente disco?


Penso che una delle principali differenze che si percepiscono è il fatto che i brani siano scritti meglio e costruiti su misura per “Ride The Void”. Abbiamo speso davvero molto tempo nella pre-produzione con Matt, per essere sicuri che tutto fosse perfetto prima di entrare in studio e registrare. Penso che l’innocenza selvaggia di “Crisis In Utopia” possa essere andata persa, ma sono convinto che siamo riusciti a dare una rappresentazione migliore degli Holy Grail con questo disco. Un’altra differenza ravvisabile sta nei nostri testi. Abbiamo preso le distanze dai testi fantasy e ci siamo focalizzati su quello che ci era vicino in quel periodo delle nostre vite.
 
elisantanaguitarDato che l’hai accennato, c’è stato qualche motivo in particolare per il quale avete cambiato di tutto punto le tematiche?

Non abbiamo scelto di liberarci del tema viking e spade coscientemente, semplicemente questa volta non ci andava l'idea di scrivere nuovo materiale su quelle tematiche. Non posso dire se torneremo mai ad affrontarle in futuro, del resto non abbiamo qualcosa in contrario, è solo che ne abbiamo preso le distanze. In questo nuovo disco abbiamo scritto una canzone su un serial killer  e il resto del materiale verte sul superamento degli ostacoli più duri.

Melodia, riff di chitarra e assoli sono la portata principale di “Ride The Void”, ce n’è davvero a bizzeffe. È davvero così che volevate che l’album uscisse? Speravate magari fosse più duro, pesante, leggero o veloce?

No, non ci siamo posti un obiettivo da raggiungere, che fosse la pesantezza, la velocità o la leggerezza. Abbiamo iniziato a scrivere quello che ci rendeva felici ed eccitati. Sicuramente volevamo che questo disco suonasse più pesante in termini di songwriting. Grazie all’aiuto di Matt Hyde ci siamo approcciati da songwriters e non da semplici thrasher. Luna, il nostro cantante, e Matt hanno analizzato al microscopio tutte le linee vocali in modo da ricavarne il massimo potenziale e, delle volte, abbiamo dovuto cambiare la musica per rendere il tutto più potente e melodico possibile. In ogni caso rimane metal, ci siamo assicurati che ogni riff lo fosse, dall’inizio alla fine. D’altronde non puoi avere del metal nemmeno senza assoli, a cui abbiamo tentato di dare un’anima e una personalità. Abbiamo voluto fortemente la presenza di assoli memorabili, come in “Countdown to Extinction” o in “No More Tears”.

L’attenzione attorno a voi è aumentata dall’uscita del vostro disco d’esordio, la cosa vi ha facilitato i compiti o no?

C’è stata molta attenzione, di cui ovviamente ne siamo grati, ma è stato comunque un lento incremento che non ci ha causato nessun problema per quanto riguarda la scrittura del disco. Il making of di “Crisis In Utopia” ha rappresentato per noi una sorta di periodo di prova (talvolta ci ha insegnato “cosa non fare”), per questo non abbiamo aspettato a lungo prima di iniziare la stesura di quello che poi è diventato “Ride The Void”. Tra l’altro abbiamo passato molto tempo in giro a suonare e siamo arrivati alle registrazioni con una grande carica. In ogni caso abbiamo ancora molto da provare.

Quali sono le differenze tra fare date in USA e in Europa?

Non abbiamo fatto moltissime date in Europa tanto quante negli Stati Uniti, ma da quello che ho percepito posso dire che i metalheads in europa sono più rabbiosi. Moltissimi fan negli Stati Uniti ti fanno sudare un pochino prima di scatenarsi, mentre i colleghi europei sono pronti a scatenarsi dal principio.
 
holygrailbandbyeneas
 
Cosa c’è nel futuro degli Holy Grail?

Nelle prossime due settimane gireremo il nostro secondo video musicale per la title track “Ride The Void”. Successivamente ci imbarcheremo nel Metal Alliance Tour con Anthrax, Exodus e Municipal Waste in Nord America, non potremmo essere più elettrizzati di così! Dopo il tour ci piacerebbe presenziare alla gran parte dei maggiori festival europei, nel prossimo anno ci vedo catapultati soprattutto sulla strada a fare concerti. Molti viaggi, molto rock e molti drink probabilmente.

Se potessi scegliere, in quale album ti sarebbe piaciuto apparire?

Penso che mi sarebbe piaciuto essere su “River Runs Red” dei Life of Agony perché è uscito in un momento davvero speciale della mia vita, stavo imparando a suonare la chitarra e tentando di scrivere canzoni. Oltretutto era un bel mix di metal e hardcore con piacevoli assoli e splendide melodie vocali. Aveva questi toni scuri e suicidi nei quali ogni teenager poteva rispecchiarsi, credo. Uno dei miei album preferiti di tutti i tempi.

Cosa ne pensi della pirateria musicale?

Come persona che sta cercando di guadagnarsi da vivere nel mondo della musica è normale essere arrabbiati verso qualcuno che ti ruba l’album. Ma quando penso al perché sono entrato in questo mondo non è stato perché pensavo di poterci fare tanti soldi, volevo solo fare musica con la quale interfacciarmi e sperare potesse anche piacere ad altre persone. E se davvero alla gente piace la musica che facciamo senza sentire il bisogno di pagarci, non ce ne può fregare di meno. Ma se ami davvero una band dovresti tentare di supportarla, specialmente in questo momento di crisi per l'economia e per l'industria.

C’è qualche particolare aneddoto della vita da tour che vuoi condividere con noi?


Grazie alla mia terribile memoria a lungo termine l’unica cosa che mi viene in mente è un aneddoto relativo al nostro tour più recente. Mentre eravamo in tour con gli Hellyeah (che è un super gruppo con membri di Mudvayne, Nothingface, Damage Plan e Pantera) il nostro van ha subito un furto mentre ci stavamo esibendo a Montreal. Le cose ci sono sembrate quindi un pochino sconfortanti per un paio di giorni. Improvvisamente, l’ultima notte del tour siamo stati invitati nei camerini degli Hellyeah. Ci sono stati dati una manciata di regali tra i quali spiccava un Mac Book Pro fornito da Vinny Paul al nostro chitarrista Alex a cui era stato trafugato dal van. Abbiamo quindi bevuto e passato l’intera notte sul bus degli Hellyeah. E’ stato bello perché ci siamo sentiti in uno dei video di "Vulgar" dei Pantera.

E’ tutto Eli, grazie dell’intervista e se c’è qualcosa che vuoi dire ai vostri fan italiani è giunto il momento. Ciao!

Grazie mille a voi ragazzi. Vorrei mandare un enorme grazie a tutti i nostri fan italiani e dirvi che non vediamo l’ora di suonare da voi e fare baldoria con tutti voi. Ci vediamo presto! Ciao!



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