Drowning Pool (CJ Pierce)

La forza di non arrendersi davanti alle grandi difficoltà, di inseguire il sogno della propria vita, nella buona e nella cattiva sorte, tra scomparse e abbandoni. CJ Pierce, fondatore dei texani Drowning Pool, ci parla della storia recente della band di cui è fondatore e di tanto altro: dalla scelta dell'ennesimo singer ai dettagli di alcune tracce dell'ultimo album "Resilience", dai grandi del rock che hanno ispirato la sua crescita come chitarrista a spiacevoli inconvenienti capitati a Venezia. Buona lettura!

Articolo a cura di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 14/04/13
Ciao CJ, sono Riccardo di SpazioRock. Sono molto orgoglioso di poter parlare con te! Come va?

 

Alla grande! Penso di essermi abituato al fuso orario, finalmente! (CJ Pierce chiama dall'Inghilterra, ndr)

 

Cominciamo parlando un po' della tua band, ok? Con i Drowning Pool hai affrontato momenti veramente difficili, ma siete ancora un gruppo solido, un grosso nome nel mondo della musica. Siete mai stati sul punto di mollare? Cosa significano per te i Drowning Pool?

 

I Drowning Pool sono i miei amici, e la mia famiglia, fin da quando andavo al liceo. Mike, Stevie, e io. È stato un po' come andare sulle montagne russe: siamo stati in alto, molte altre volte siamo precipitati. Abbiamo affrontato di tutto, dal music business, management, etichette, fino ovviamente ai tanti cambi di cantante. Ci siamo dati da fare con tutte queste cose ma alla fine della giornata, quello che mi rimane, è la mia passione. Io amo l'heavy metal, amo il rock'n' roll, tutto quello che ho sempre sognato di fare nella mia vita è suonare la chitarra in una rock band. Abbiamo vissuto momenti belli e momenti brutti, e siamo ancora qui.


Avete reclutato il vocalist Jasen Moreno per il vostro nuovo album. Sono sicuro che non sarà stato il solo a presentarsi ai vostri provini! Cosa vi ha fatto optare per lui?

 

Sì, abbiamo avuto un gran numero di provini da valutare questa volta, più che in tutte le altre occasioni. Abbiamo avuto un sacco di ragazzi tra cui scegliere. Jasen aveva qualche vantaggio non indifferente, e per questo ha avuto questo posto. Noi avevamo bisogno di uno come Jasen. Lui è cresciuto nella scena musicale di Dallas, in Texas, insieme a noi, e lo conoscevamo già da 10-15 anni. Siamo stati in giro con lui, abbiamo suonato con la sua band nel corso degli anni. Ma più d'ogni altra cosa, Jasen s'è preso il tempo di imparare ogni singola canzone dei Drowning Pool, ogni nostro cd, e quando è venuto nella sala prove per il suo provino ha cantato canzoni che io, personalmente, non suonavo da dieci anni, e le ha fatte perfettamente! Si è scrollato di dosso il peso del paragone con Dave Williams, fa bene roba del suo tempo. Ma soprattutto, ha una sua identità ben definita, e un suo sound originale che si sposa alla perfezione con la nostra musica.


Parliamo un po' di Resilience. Lo vedi come un'evoluzione o come un nuovo punto di partenza per voi?

 

Come ho detto prima, abbiamo fronteggiato momenti positivi e negativi, abbiamo avuto delle difficoltà, un sacco di problemi personali, questo genere di cose. Ma sì, abbiamo ancora un sacco di passione, amiamo la musica, e sono felice che siamo ancora qua. Tutti questi momenti difficili ci hanno portato ad essere quello che siamo, ci hanno portato a unirci con Jasen. Resilience, per me, non è soltanto il disco più aggressivo che abbiamo mai fatto, ma anche il più spontaneo, il più vero. E non potrei esserne più fiero, assolutamente.


Se dovessi descrivere i nuovi Drowning Pool con una sola parola, quale sceglieresti?

 

Metal!


Sembra che la cover di Resilience nasconda un messaggio simbolico. Cosa rappresentano, per te, queste acque scure e quel braccio che emerge da esse?

 

Lo sai, c'è questa grande mano, questa mano-albero che esce fuori dall'acqua. E lo sai, un albero ha radici, e le radici dei Drowning Pool sono molto profonde: questo per noi esprime che non andremo mai a fondo senza lottare. Devi combattere per ciò che ami, per ciò in cui credi. Devi combattere per le tue passioni. Essendo in una band metal, noi mettiamo tutto questo nel nostro rock, nei nostri dischi. Noi continuiamo a lottare, siamo ancora qui, realizziamo il nostro sogno.

 

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Dimmi qualcosa dei nuovi testi: sono basati su qualche concept? Di cosa parlano?

 

Quando ci siamo messi a scrivere questo disco è venuto fuori il primo mucchio di canzoni: le canzoni più cattive, più aggressive, che riflettevano il nostro stato d'animo. Sai, è di certo frustrante cambiare il leader così tante volte quanto l'abbiamo fatto noi, non è qualcosa che era nei nostri programmi fin dall'inizio. Quando Jasen ha partecipato al mixing per la seconda parte della scrittura del disco, abbiamo cominciato a divertirci di nuovo, a sentirci di nuovo una band, come avremmo dovuto sempre essere nella nostra carriera. Con Jasen nella band ci divertivamo, sì, così molte delle canzoni hanno cominciato a rispecchiare questi momenti d'allegria, e sono più leggere.


C'è qualche canzone che ti piace più delle altre su Resilience?

 

Cominciamo a parlare delle canzoni aggressive... c'è una canzone in particolare che si chiama "Life Of Misery". Credo che tutti quanti siamo passati attraverso una relazione, che sia stata soltanto con un migliore amico, o con una moglie, o qualcosa del genere. Quando finisce brucia veramente tanto, e credo che questa canzone esprima proprio questo. C'è "One Finger And A Fist" che è una canzone incoraggiante, "Anythine Anyplace" che è decisamente un altro pezzo molto combattivo: dimmi un posto e un'ora e io sarò lì, ad aspettarti. C'è anche una canzone chiamata "In Memory Of": sono molto contento che alla fine siamo riusciti a includerla nel cd. E' una canzone su cui ho lavorato nel corso degli ultimi anni. E' nata come una dedica a Dave Williams, ma quando Jasen è arrivato nel processo di mixaggio, ha messo la ciliegina sulla torta. Adesso "In Memory Of" è una canzone per tutti quelli che hanno perso un amico, o un membro della famiglia: è una dedica a loro. Sì, queste sono alcune delle mie canzoni preferite del nuovo album.


Hai parlato di una dedica a Dave Williams. Pensi che a Dave sarebbe piaciuto quello che state facendo, le direzioni musicali che avete intrapreso?

 

Credo che le avrebbe amate: io conoscevo Dave veramente bene, era il mio migliore amico. Aveva un'energia così grande, amava la musica, amava essere il cantante di una rock band, amava tutto del nostro gruppo, come noi facciamo ancora oggi. A parti invertite, io avrei voluto che tutti gli altri andassero avanti, godendo le proprie vite, la propria musica, assecondando le proprie passioni e suonando in una rock band. Sono certo che lui sarebbe orgoglioso di noi. E poi Dave conosceva Jasen. Abbiamo fatto degli show insieme ai tempi, quindi credo che Dave sarebbe stato contento del nuovo cantante che abbiamo scelto... questa volta! (ride, ndr)

 

Parlando di cose un po' più allegre: siete stati un po' sopra le righe col vostro ultimo video! 

 

L'ultimo video, per "One Finger And A Fist"? In questo videoclip siamo in un fight club per sole donne, con tante ragazze che si picchiano. Sì, io sono sempre stato un fan del film Fight Club. I ragazzi con cui abbiamo lavorato per realizzarlo sono veramente grandi! Mi è piaciuto molto il concept, ed è stato divertente girarlo. E' sempre divertente fare video, si passa sempre del bel tempo.  


Dimmi qualcosa sulle tue ispirazioni: c'è qualcuno che ammiri particolarmente nel mondo della musica? C'è qualcuno che ha influenzato, o continua a influenzare, la tua crescita come musicista?

 

Ho avuto tante ispirazioni nel corso degli anni, dato che sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Quando ho cominciato a suonare la chitarra, i Led Zeppelin e i Black Sabbath erano i due gruppi che mi entusiasmavano di più, e Jimmy Page resta ancora un'ispirazione. Ma crescendo ho cominciato a darmi al metal, ad ascoltare i Testament, e Alex Scolnick è diventata una delle mie più grandi influenze. L'ho incontrato più di una volta, sai è una bella cosa per me, è uno dei miei eroi.

Comunque, amo ogni sorta di musica rock. Provo a prendere un po' di tutto da ogni genere, di essere di mentalità aperta: tutto quello che posso usare per migliorarmi come musicista e come songwriter è ben accetto.


E datdrowning_pool_interview_2_13_4_13o che sei un chitarrista... mi sapresti dire qual è il tuo assolo preferito?

 

Il mio assolo preferito di sempre? Questa è una domanda tosta! Ce ne sono così tanti!


Uno, scegline uno soltanto.

 

Solo uno! Come puoi farmi questo? (ride, ndr) Non posso sceglierne soltanto uno! Voglio dire... tutto dei Led Zeppelin: prenderei qualcosa degli Zeppelin se proprio dovessi sceglierne uno solo. Ma ci sono anche così tante cose belle dei Testament, lo sai. Sai chi è che ha fatto un bel po' di roba interessante? Gli Opeth. Hanno grandi suoni di chitarra, assoli, e roba del genere. Sono un loro grande fan. Tornando alla tua domanda, no: non posso scegliere un assolo soltanto!


Per adesso state andando in giro in tour, con i Flyleaf al vostro fianco. Dimmi qualcosa di quest'esperienza!

 

Oh, sta andando alla grande! Siamo stati in giro per le ultime cinque settimane. I Flyleaf sono veramente una grande band, sono buoni amici, e ci conosciamo da tantissimo tempo. E anche tutti i fan, stanno mostrando veramente di essere grandiosi. E' bello vedere tanta gente venire ai concerti. Sappiamo anche che la gente può essere un po' scettica riguardo il nuovo cantante. Ma già dalla prima canzone delle nostre scalette, vediamo che la gente comincia a saltare e a divertirsi. E' bello vedere che la gente accetta Jasen e viene così coinvolta dai nostri spettacoli. Sono molto contento di questo.


CJ, le ultime battute prima di lasciarti. Puoi chiudere quest'intervista con un messaggio per i nostri lettori o per i fan italiani?

 

Per i fan italiani, eh? Io amo il cibo italiano! Ok, fammi lasciare un messaggio per tutti quelli che hanno una passione per la musica, o per qualsiasi altra cosa, nella loro vita. Se avete una passione, se amate qualcosa, non mollatela, tenetevela stretta nella buona e nella cattiva sorte. Lo sapete, io sono fiero di essere riuscito a farcela: i Drowning Pool hanno perseverato, sono andati avanti, e adesso ci stiamo togliendo qualche soddisfazione, anche se c'è voluto molto tempo per riportarci in carreggiata. Perciò, per tutti voi: buona fortuna. Fate ciò che amate, non mollate, realizzate i vostri sogni.


CJ, è stato un piacere! Grazie per le belle parole che hai detto.

 

Grazie a te, grazie per l'intervista. Dobbiamo fare qualche show lì! L'Italia è molto bella: sono stato lì proprio l'ultimo novembre con mia moglie: sono andato a Roma, a Firenze, a Venezia... e sono rimasto bloccato in una "acqua alta" (in italiano, ndr), sono venuti su tre piedi d'acqua mentre mi trovavo a Venezia, incredibile! Comunque, grazie, grazie tante, magari un giorno ci incontreremo e ci faremo un'uscita!


Allora a presto CJ!

 

Alla prossima!




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