Skid Row (Dave "Snake" Sabo)

Abbiamo raggiunto telefonicamente il chitarrista degli Skid Row Dave “Snake” Sabo per una chiaccherata riguardo la recente EP-release e il passato, presente e futuro di questa band ormai leggendaria. Ecco qui cosa ci ha raccontato!

Articolo a cura di Chiara Frizza - Pubblicata in data: 15/05/13

Ciao Dave, come stai? Come ci si sente ad essere tornati in scena? Non abbiamo più avuto notizie degli Skid Row dal 2006. E’ passato un po’ di tempo…

 

Oh sto bene, grazie, e …ci si sente molto bene, ad essere onesti! Come hai detto tu, è passato parecchio tempo…per qualche motivo abbiamo questa tendenza. Spesso è perché ci sono troppe cose che accadono tutte insieme.. tutti noi abbiamo diversi progetti in ballo a livello musicale e anche al di fuori della musica. Il fatto che abitiamo tutti in zone diverse del paese è un altro motivo, rende più difficile incontrarci e quindi non possiamo farlo così spesso come vorremmo. In più, siamo costantemente in tour.. e per quanto riguarda me e Rachel, quando siamo in tour, per qualche strano motivo ci è molto difficile scrivere nuovo materiale. Molte persone ci riescono, in qualche modo. Noi abbiamo tentato di farlo sin dalla nascita di questa band e abbiamo sempre fallito (ride) e a volte non semplicemente non si possono forzare le cose. Se non funziona, non funziona… non è che non ci siamo messi a scrivere delle canzoni, ne abbiamo anche scritte diverse, solo che non stavamo arrivando là al punto in cui volevamo arrivare. E poi di colpo, boom! Siamo arrivati dove volevamo, ci sentivamo convinti di quello che stavamo creando e quindi abbiamo continuato a scrivere e scrivere. In questo modo abbiamo scritto canzoni per tanti album, e man mano che andavamo avanti a scrivere ci rendevamo conto che le canzoni scritte a partire da un certo punto erano più vicine a quello che avevamo intenzione di pubblicare.

 

Il vostro nuovo EP si intitola “United World Rebellion” e verrà pubblicato il prossimo mese qui in Europa, ma in Nord America è già uscito. Cosa puoi dirci a riguardo?

 

Beh, è stato un processo molto figo e continua ad esserlo, perché di questi mini-album ne pubblicheremo  tre fra quest’anno e il prossimo. Credo che in questo modo abbiamo alleviato una buona parte della pressione di dover venir fuori con 13-14 canzoni stupende tutte insieme…

 

Quindi è questo il motivo per cui avete deciso di spezzare la release in più EP piuttosto che rilasciare un solo album?

 

Non proprio, credo che il motivo principale di questa scelta sia il fatto che volessimo avere un flusso continuo di nuovo materiale da proporre al pubblico, invece di avere solo una release di quindici, quattordici canzoni e poi basta, così che per un anno, un anno e mezzo quell’album è tutto quello che il pubblico ha a disposizione. Si è sempre fatto così e lo si fa ancora, ma a noi sembra che con gli EP sia tutto un po’ più fresco e pensando ai nostri fan, così facendo manteniamo sempre alto il loro interesse.

 

Guardando questa release più da vicino, queste nuove tracce sembrano piuttosto interessanti, alcune mi ricordano i vecchi Skid Row ma allo stesso tempo c’è qualcosa di nuovo, fresco. Mi sbaglio?

 

No, anzi! La cosa bella della musica è che non esiste un modo giusto o sbagliato di interpretarla, il modo in cui una persona la ascolta e la interpreta è del tutto personale. Quello che dici mi fa molto piacere perché è anche la nostra idea, quindi sono contento che anche tu sia di questo parere. Siamo tornati un po’ alle nostre origini, abbiamo ripreso gli artisti con i quali siamo cresciuti per recuperare il feeling che io e Rachel avevamo agli esordi, quando avevamo appena cominciato a scrivere musica insieme, rendendoci conto che la musica che amavamo allora continua a piacerci. Siamo ripartiti da questi punti comuni e abbiamo lasciato che continuasse spontaneamente, divertendoci e senza metterci pressione l’un l’altro, senza preoccuparci troppo del risultato. Abbiamo messo il nostro ego da parte e ci siamo goduti il processo creativo, creando musica per il piacere di farlo e senza pensare se ai fan sarebbe piaciuta oppure no. Scrivere canzoni è una cosa molto egoista (ride), in senso buono. Prima di tutto scrivi musica per te stesso. Quando cominci a scrivere per altra gente, diventa qualcosa di artificiale, non è più la tua visione, diventa la visione di qualcun altro. Abbiamo sempre scritto prima di tutto per noi stessi, e poi speri che le persone che ascoltano la tua musica ne siano influenzate in modo positivo. Dev’essere qualcosa di genuino, di puro, e per esserlo deve essere scritto per noi più che per gli altri. Finché riesci ad essere onesto con te stesso, allora sei sulla strada giusta.

 

skidrow_intervista_2013_02Avete già suonato queste nuove canzoni dal vivo, durante il vostro tour. State ricevendo delle buone reazioni da parte dei vostri fan?

 

Sì, abbiamo appena avuto 9 date nel Regno Unito e un paio di show in Repubblica Ceca, qualche settimana fa, e.. sì, la risposta è stata migliore di quanto pensassi, soprattutto per essere musica che nessuno aveva ancora sentito e penso che sia prima di tutto come dicevo prima, perché si tratta di qualcosa di genuino, secondo perché l’energia che abbiamo nel suonare queste canzoni è palpabile, le persone si rendono conto che c’è una vera passione dietro. E’ qualcosa che arriva al pubblico e che poi ti ritorna anche indietro. Per me è nientemeno che eccezionale il feedback che stiamo avendo.

 

Hai una canzone preferita tra quelle dell’EP?

 

….Oh, wow. Beh… mi piacciono tutte, naturalmente. Mi piace molto suonare la prima traccia, “Kings Of Demolition”. E’ divertente da suonare, potente, heavy. Ora come ora, oggi giovedì 25 Aprile, quella è la mia preferita. Può cambiare nel giro di qualche giorno! (ride)

 

Ho letto diverse recensioni  in cui “United World Rebellion” è paragonato agli album che avete scritto in passato. E’ frustrante che ogni nuova release venga paragonata a quelle precedenti? Secondo te hanno senso dei confronti di questo tipo?

 

Oh, oddio… beh… è.. dipende, non è frustrante, lo capisco totalmente! Purtroppo ognuno viene giudicato sulla base del lavoro che ha creato finora… così è la vita. Soprattutto quando hai una band, vai in tour, registri album eccetera sei costantemente giudicato, in modo più o meno imparziale, è la natura umana. Sai, non mi lascio toccare da queste cose. A volte leggo le recensioni, c’è talmente tanto odio là fuori, su Internet, che è quasi una noia che la gente possa essere così maligna. Poi mi rendo conto che un sacco di gente le spara grosse quando è in anonimo, sai cosa intendo?

 

Si, è più facile quando si è dietro ad uno schermo.

 

Esatto! Della serie “Saresti capace di dirmelo in faccia?”. Quando guardo la cosa in questo modo, mi rendo conto che…beh, sono due facce della stessa medaglia. C’è l’odio e c’è chi invece apprezza quello che fai e ama la band. E’ grande, mi fa piacere. Ma l’importante è che io sia contento con me stesso di quello che facciamo, e finché so che è così, che abbiamo fatto del nostro meglio e che ne siamo davvero soddisfatti, posso affrontare il resto. Non ho intenzione di dubitare di me stesso. Finché mettiamo tutti noi stessi nella creazione di un EP e finché diamo il massimo, allora il resto possiamo lasciarcelo alle spalle, nel bene e nel male. Per una recensione negativa ce n’è una positiva… è così che va, è solo più evidente adesso, nell’era di Internet. Credo che la gente abusi dei forum, senza pensare all’impatto che potrebbero avere le parole. Le parole sono molto forti, e per come funzionano i social media la gente è molto più veloce nel vomitare odio senza riflettere rispetto al passato. Oh beh! Non mi tange, sono contento e fiero del fatto che siamo riusciti a scrivere questo EP con la mia band, il resto… mi importerebbe, se non avessi dei validi motivi per fregarmene! (ride)

 

Beh ma quindi è una buona cosa che non sentiate la pressione, il dover sempre essere all’altezza del vostro passato.

 

L’unica pressione che sentiamo, io e Rachel, e l’unica che ci imponiamo è quella di rispettare sempre quello che abbiamo fatto nel nostro passato e di rispettare la nostra storia, il nome della band e quello che siamo come individui, e fare in modo di creare e suonare musica per passione, senza che diventi in alcun modo artefatta. E’ l’unica regola, l’unico concetto secondo il quale viviamo.

 

Pensi che oggi la gente abbia un diverso approccio nei confronti degli Skid Row rispetto agli anni ’80, che vi trattino in una maniera diversa anche a causa dei cambi di line-up?

 

Penso che questa cosa succeda molto di più negli Stati Uniti che in altri paesi. Mi sembra che, negli Stati Uniti, la gente sia molto più fissata sui diversi cantanti o i diversi membri di un gruppo che sul lavoro che viene creato, indipendentemente da chi è parte della band. Molte volte ci sono cantanti che entrano in una band, lavorano a nuove canzoni e vengono bocciati molto in fretta perché non si tratta della formazione originale. A giudicare dalle reazioni che abbiamo appena avuto in Europa, dalle persone con cui abbiamo parlato durante il tour per interviste eccetera, sembra che non sia così importante come lo è negli States. La gente sembra essere più fedele alle band, tende a continuare a seguire le band con cui è cresciuta per più tempo che negli Stati Uniti.

 

Secondo te è collegato al fatto che Sebastian Bach ha una sua carriera solista, e quindi che questo spinga in qualche modo la gente a fare paragoni?

 

Credo sia solo la natura umana. Per me, la musica è una cosa talmente universale che c’è abbastanza spazio per tutti! (ride) Mi piacerebbe che la gente si rendesse conto che non è necessario prendere le parti di qualcuno, non si è mai trattato di questo. Auguro il meglio a tutti, vorrei che tutti abbiano successo, tutti hanno una famiglia e devono avere un lavoro. Vorrei che le persone si interessassero alla musica per quello che è, senza fare dei paragoni. O ti piace o non ti piace, ma non perché non c’è quella persona a cantare. Se ti piacciono le canzoni, bene, ma senza preconcetti o senza neanche dare una chance. A me piace tutto degli AC/DC, dei Van Halen, degli Iron Maiden… ma questa è la mia opinione, non posso dire alla gente come comportarsi. Ma come dicevo, non è una gara o qualcosa del genere. Sono molto contento di far parte di questa band per quello che è oggi, nel 2013.

 

Durante i vostri live suonate spesso molte canzoni tratte da “Slave To The Grind” o “Skid Row”. Hai mai la sensazione che questo è quello che vuole il pubblico, che molta gente venga ai vostri concerti soprattutto perché vuole sentire le hit del passato rispetto a quelle nuove?

 

Oh sicuro! Certo, certo! Voglio dire, è con quelle che la gente ci ha conosciuto. Molta gente ci sta scoprendo solo ora, ma… abbiamo avuto la fortuna di vendere molti dischi, il che vuol dire che molte persone sono state influenzate positivamente da quello che abbiamo creato, quindi è chiaro che vogliono sentire quelle canzoni. Sono fiero del nostro passato, fiero di aver contribuito a creare la band con Rachel e di aver creato quelle canzoni con la formazione originale del nostro gruppo. Ma sono fiero anche di quello che è la band adesso, di tutta la storia della band, non solo di 12 anni (ride)

 

skidrow_intervista_2013_03La vostra fanbase è cambiata nel corso degli anni? Avete più fan adulti che sono cresciuti con la vostra musica o ci sono anche tanti ragazzini?

 

Oh, beh… è interessante, perché i ragazzini che ci hanno scoperto vent’anni fa quando eravamo solo all’inizio e che ormai sono adulti stanno cominciando a passarci ai loro fratelli e sorelle più piccoli o ai loro figli, portandoli a vedere i nostri concerti… stanno un po’ trasmettendo la cosa, un po’ come è successo a me, mio fratello con me ha fatto la stessa cosa. Amo questa cosa, è grandiosa! Amo vedere persone della mia età tra il pubblico e persone più giovani, è bellissimo.

 

Tornando all’EP – I testi delle canzoni trattano più o meno gli stessi argomenti di sempre. La vostra musica è sempre ispirata dalle stesse cose oppure nel corso degli anni avete trovato nuove fonti d’ispirazione?

 

Oh… entrambe le cose. Per una buona parte l’ispirazione è sempre la stessa, ma un’altra buona parte è cresciuta, soprattutto a causa delle esperienze di vita. Siamo stati così fortunati da poter andare in giro per il mondo, vedere così tante culture diverse e sperimentare tante cose che non sono in molti a provare. Tutto questo ti influenza in molti modi. Inconsciamente o meno tutte queste cose trovano spazio nel processo creativo, ma la base, le idee alla base della nostra band sono sempre le stesse. Molte delle lyrics che Rachel scrive sono basate su metafore, il che da all’ascoltatore la possibilità di interpretare il testo, che è quello che vogliamo. Vogliamo dare all’ascoltatore la chiave per interpretare e avere un’ opinione personale su quello che abbiamo creato, con la speranza di influenzare positivamente le persone con il nostro lavoro, anche quando non sembra così. Anche nei titoli delle canzoni.. una canzone che si intitola “This Is Killing Me”, è divertente perché io la vedo come un “mi potrebbe uccidere, ma non mi ha ucciso”, la vedo in modo positivo insomma. Ogni giorno dobbiamo affrontare molte cose nella vita, ed è il modo in cui le superiamo che ci fa diventare quello che siamo. Parla del superare le avversità nella vita: a volte può sembrare impossibile, ma è sempre possibile. Come gruppo abbiamo attraversato parecchie avversità, abbiamo guardato avanti senza fermarci e spesso appunto traiamo ispirazione da questo.

 

E’ più o meno la stessa opinione che ho io di questa canzone, la prima volta che l’ho ascoltata mi ha ricordato “I Remember You” per la struttura, ma la tematica è del tutto diversa, è un tipo di canzone che forse non avreste scritto quando avevate vent’anni.

 

Assolutamente, non avremmo mai potuto scriverla allora. Siamo sempre le stesse persone ma siamo cresciuti rispetto a vent’anni fa, abbiamo imparato molto. E anche il mondo intorno a noi è cambiato drasticamente! E’ fantastico.. A volte ci penso, penso a com’era stare su un tourbus nel 1989, paragonato a com’è adesso… la vita era completamente diversa e… no, non avremmo potuto scrivere questa canzone vent’anni fa.

 

Cosa possiamo aspettarci dai prossimi EP, saranno simili a questo primo capitolo o ci sarà qualcosa di nuovo? Puoi già anticiparci qualcosa?

 

La cosa bella di tutto questo processo è che intanto siamo in tour, quindi è un continuo flusso di suonare live e scrivere, e tutto questo mi piace molto. Sicuramente ci sarà un filo conduttore che unirà i tre mini-album e il processo creativo mio e di Rachel è unisono e continuo, rispetto al passato in cui registravamo un album, andavamo in tour per un paio d’anni e poi di nuovo registravamo un album e così via. Cambiano tante cose in quei due anni! (ride) E’ quello che stiamo evitando in con questo processo, lavorandoci in maniera costante.

 

Avete avuto un tour nel Regno Unito e in altri paesi europei come dicevi, e ora siete in tournée negli States. Avete già dei piani per nuove date europee?

 

Si, assolutamente, le conferme ci arrivano di continuo. Suoneremo allo Sweden Rock Festival, avremo qualche altro show in quelle zone… è un processo continuo anche con gli show, registriamo un EP e poi andiamo in tour, e così via.. quindi tra un anno e mezzo circa avremo suonato più o meno ovunque.

 

Quindi possiamo sperare anche in qualche concerto in Italia?

 

Oh sicuramente, senza dubbi!

 

Oh bene, buono a sapersi allora! Bene, è tutto, grazie per il tempo che ci hai dedicato!

 

Oh grazie a te, è stato un piacere parlare con te. A presto!




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