Tristania (Kjetil Nordhus)
Esplorare nuove direzioni, progredire ed evolvere, nella ricerca dell'alchimia perfetta tra voci, suoni, immagini, parole. Scopriamo, insieme al vocalist Kjetil Nodrhus, tutti i dettagli di "Darkest White", settimo album in studio dei norvegesi Tristania.
Articolo a cura di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 15/06/13

Un saluti a tutti voi ragazzi, come va? Sono molto orgoglioso di poter scambiare qualche parola con voi.

 

Ciao. Siamo tutti molto felici ed esausti, ma in genere stiamo davvero bene. Grazie per aver voluto parlare con noi. 

 

Avete appena rilasciato il vostro settimo album in studio, "Darkest White". Puoi dirmi qualcosa sul suo titolo? Ha qualche significato particolare?

 

A causa di una programmazione molto ambiziosa che puntava a far uscire il disco prima dell'estate, per quest'album abbiamo fatto molte cose in un ordine diverso dal solito. Per esempio, in passato, cose come il titolo, la copertina e le foto promozionali sono state fatte dopo aver registrato l'album. Questa volta l'abbiamo dovuto fare un po' prima nel processo. Ma dopo aver lavorato sulle canzoni nella fase di pre-produzione, eravamo consapevoli di cosa avesse bisogno il disco, per comunicare ciò che volevamo. Ci siamo messi d'accordo molto velocemente sul titolo: l'abbiamo subito trovato molto efficace nel descrivere i contrasti presenti nella musica e nei testi dell'album.

 

Per la prima volta in molti anni, la vostra line-up non è cambiata tra due dischi consecutivi. Secondo te, questa continuità vi ha aiutato nel processo di creazione di "Darkest White"? Vi sentite, adesso, più consapevoli delle vostre qualità e potenzialità come band?

 

Ovviamente. Grazie ai tanti festival e spettacoli fatti dopo l'uscita di "Rubicon", adesso conosciamo a fondo le nostre personalità e qualità. Una delle poche cose che abbiamo concordato prima di iniziare la fase di scrittura del disco è stato di impegnarci a essere noi stessi al 100%, di essere sempre trasparenti e onesti. Guardando al passato, "Rubicon" era più debole sotto questo punto di vista. Detto ciò, siamo comunque molto soddisfatti di "Rubicon", un disco che per noi come band ha costituito, musicalmente, una sfida molto interessante.

 

Ci sono diverse novità interessanti nei pezzi di "Darkest White", per quanto riguarda le vocals. Per esempio il ritornello di "Lavender", uno dei momenti più drammatici della tracklist, è stato cantato dal vostro bassista. Secondo te cosa aggiunge la voce di Ole al pezzo? Resterà un evento isolato, o gli sentiremo cantare ancora le lead vocals in futuro?

 

Da cantante, devo dire che sono estremamente impressionato da quello che Ole riesce a fare su "Lavender". Tutti sapevamo che aveva abilità da cantante dopo aver suonato live con lui (fa un sacco di armonizzazioni dal vivo), ma fare le backing vocals o le lead sono cose completamente differenti. E' successa qualcosa da quando abbiamo cominciato a lavorare con Christer, e dopo un po' di vocal coaching in studio "Lavender" è diventata una canzone veramente forte anche vocalmente: per me contiene alcuni dei momenti migliori dell'intero disco. Sarei sorpreso io per primo se non sentissimo più lead vocals cantate da Ole. La sua estensione e il suo timbro acuto sono perfettamente complementari con quello che io, Mariangela e Anders sappiamo fare.

 

tristania2Mi è parso che abbiate scelto un mixing più sobrio per le vostre line vocali, rimuovendo molte armonizzazioni. La cosa capita soprattutto quando la lead è affidata a Mariangela. Il vostro obiettivo era far risaltare le sue qualità più che in passato?

 

Uno degli obiettivi di Christer nell'intero processo di creazione di Darkest White è stato quello di rinforzare gli assetti della band, sia musicalmente che vocalmente. Ovviamente Mariangela è una delle nostre più grande risorse. Dopo aver lavorato con lui in studio ho capito che lui vuole far risaltare ogni singola parola che canti, e dedica un sacco di tempo anche ai dettagli più piccolo della melodia. Quando hai una linea vocale molto forte, devi stare attento a tutto ciò che l'accompagna. Detto questo, rimangono comunque parecchie backing vocals in "Darkest White", mixate però in modo da non distogliere l'attenzione dalla linea principale.

 

C'è qualcosa che collega le vostre canzone a quelle di "Rubicon", ma si sente anche una violenza e un'esplosività che mi ricorda "Ashes". C'è una direzione specifica che volete intraprendere, o altri aspetti dei vecchi Tristania che volete riprendere in futuro?

 

In realtà, non abbiamo deciso preventivamente quali direzioni percorrere prima di cominciare a scrivere canzoni per "Darkest White". Ci sono stati molti altri aspetti più importanti. Comunque, volevamo allontanarci dalla struttura "pop" che aveva dominato "Rubicon", cercando un sound più "progressive", più vario. Credo che l'aggressività ci sia sempre stata, ma le nuove canzoni le hanno permesso di manifestarsi più di quanto poteva farlo su "Rubicon".

 

Avete interrotto il vostro rapporto lavorativo con Waldermar Sorychta, che aveva prodotto "Illumination" e "Rubicon". Secondo te, sotto quail punti di vista Christer-André Cederberg ha reso migliore il vostro sound? Trovo curiosamente contrastante la natura brutale di "Darkest White" e il fatto che Cederberg sia conosciuto principalmente per aver lavorato con artisti dal sound più atmosferico, come gli Anathema o Petter Carlsen.

 

Conosco personalmente Christer da molti anni, è da più di 15 anni che parliamo di musica. L'intera band conosceva i suoi recenti (splendidi) lavori con gli Anathema e Petter Carlsen, ma eravamo anche a conoscenza delle sue origini musicali, da chitarrista negli Animal Alpha e nel progetto avant-garde/black metal In The Woods. Siamo venuti a sapere subito delle ambizioni di Christer per l'album, e abbiamo sempre riposto fiducia nel fatto che lui sapesse cosa noi volevamo che venisse fuori. E' stato certamente entusiasmante lavorare con nuova gente, perchè in questi casi non si può mai essere sicuri al 100% in anticipo di cosa verrà fuori, ma credo di poter dire che non ci fosse nessun dubbio che Christer fosse quello giusto per questo lavoro.

 

Nel vostro disco ci sono diversi pezzi molto accattivanti. Su quali puntate come future hit dei vostri live? Una di queste, secondo me, potrebbe essere "Himmelfall": credo che abbia un certo groove e un ritornello molto avvincente. Ho un'altra domanda su questo pezzo: cosa significa il suo titolo? E perchè avete scelto (per la prima volta nella vostra carrier) una parola in norvegese?

 

Grazie! Sì, ci saranno diverse canzoni di "Darkest White" nelle nostre set-lists future. Al momento stiamo provando il nostro live-set per il Wacken Open Air e Summer Breeze: "Himmelfall" ne fa parte e promette di diventare una delle nostre tracce preferite da suonare dal vivo. Tradotta in italiano, "Himmelfall" significa "la caduta del cielo". I Tristania nella loro carriera hanno tracciato diversi collegamenti tra un album e un altro. Su "Rubicon" avevamo chiuso l'album in norvegese, e forse questa è una delle cose che collegano "Rubicon" a "Darkest White".

 


"Darkest White" ha una cover molto cupa e inquietante. Puoi dirmi qualche retroscena su di essa? Cosa rappresentano l'artista tormentato e la sua tela?

 

 

Ci siamo messi in contatto con Eliran Kantor e con qualche altro artista molto presto nel processo produttivo di "Darkest White". Gli abbiamo spiegato cosa volevamo dire col nostro album, e gli abbiamo mandato tutti i nostri testi. Dopo qualche giorno, e dopo ‘aver letto I testi 100 volte', come ci ha detto, ha realizzato un bozzetto da cui poi è venuto fuori il lavoro finale. Eliran ha interpretato perfettamente le nostre idee, la cover rappresenta i testi in modo perfetto. Potresti interpretare il dipinto in copertina come una "summa" dei testi dell'album. 

 

Un'altra particolarità dell'artwork è quella di non essere più un primo piano della vostra vocalist femminile, come invece succedeva nei vostri album precedenti. Avete voluto allontanarvi, in questo modo, dagli stereotipi del female fronted gothic metal?

 

Buona domanda: potrei impiegare diversi giorni per rispondere. Diciamo che spesso ci sono delle motivazioni dietro una cover che vanno oltre il cercare di avere il miglior artwork possibile da un punto di vista estetico. Ti ripeto: era estremamente importante per noi avere un'unione completa tra musica, testi, foto, copertina, eccetera. Un tipo sbagliato di cover avrebbe distrutto quest'alchimia. Se questo ci fa anche allontanare dagli stereotipi, non può che farci piacere.

 

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Ti aspettavi un successo così grande della corrente "beauty and the beast" da quando i Tristania hanno fatto il loro debutto nella metà degli anni 90? Da allora, comunque, la band si è evoluta notevolmente, dal punto di vista musicale. Pensi che essere ancora associati a un trend così sovraffollato sia in qualche modo dannoso per la vostra immagine?

 

Non facevo parte della band negli anni 90, ma conoscendo i Tristania e l'identità della band sono sicuro che tutti quanti erano coinvolti sono stati molto sorpresi dal successo raggiunto. La band non ha mai guardato alle correnti e alle mode, e credo che il fatto di avere colpito nel segno con i primi album sia stata più una coincidenza che altro. La band ha sperimentato dal primo giorno, e credo che questo ci distingua da tanti altri gruppi canonici nel genere. A volte questo rende la relazione coi fan una continua sfida, ma è stato gratificante vedere come la gente abbia ascoltato "Darkest White" senza tenere in considerazione fattori esterni. L'accoglienza per il disco è stata fantastica!

 

Quali sono I vostri progetti, adesso? Che paesi visiterete nel vostro tour? C'è qualche speranza di vedervi in Italia?

 

E' facile dirlo adesso, lo so, ma non vorremmo aspettare altri tre anni prima di fare uscire il nostro prossimo disco. Ma prima dovremo presentare "Darkest White" alla gente, live. Abbiamo i festival in Germania quest'estate, Wacken e Summer Breeze, e un altro festival a settembre in Costa Rica. C'è molto interesse per noi in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, ma non abbiamo ancora confermato nulla. Abbiamo intenzione di costruire il tour giusto per noi, e di certo ci sono molti ostacoli, ma abbiamo l'ambizione di fare molte date per promuovere "Darkest White". Con i nostri collegamenti con l'Italia, è un peccato che non abbiamo potuto suonare nel vostro paese più di quanto abbiamo fatto. Sicuramente non è perché non vogliamo farlo, speriamo che qualcuno ci inviti il prima possibile!

 

Grazie per avere risposto alle mie domande, è stato un piacere! Se ti va, lascia un messaggio per i lettori di SpazioRock e per i fan italiani.

 

Grazie anche a te, per le domande interessanti che mi hai posto. Per i vostri lettori e per i nostri fan italiani: un saluto a nome di tutta la band, speriamo di vedervi presto in Italia! Tante grazie! A presto! (in italiano, ndr)



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