Birds Of Prey (Ben Hogg)
Abbiamo raggiunto il cantante degli americani Birds Of Prey, Ben Hogg, per discutere sul nuovo album della band, "The Hellpreacher". Buona lettura.
Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 02/06/09

Innanzitutto un saluto da parte mia e dalla redazione di Spaziorock.it. Iniziamo parlando del vostro nuovo album, “The Hellpreachers”. Credi ci siano sostanziali differenze rispetto alle vostre passate release?

Saluti anche a voi! Felice di essere qui con voi su Spaziorock.it! Per quanto riguarda le differenze tra “Hellpreacher” e i precedenti album, posso dire che il nuovo cd  non è anni luce distante da quello che abbiamo sempre proposto, c’è stata una progressione lenta e molto naturale. La differenza più significativa sono i testi, il cui contenuto adesso è meno divertente, ma anche più scuro. Si tratta di un concept di dieci capitoli, piuttosto che canzoni da tre minuti riguardanti temi frivoli. Sono stato costretto a scavare molto più in profondità questa volta. Spero che vi siano stati inviati i testi col materiale promozionale che avete ricevuto (No, non ci sono stati inviati, purtroppo, nda), altrimenti suppongo non vi sia alcuna differenza apprezzabile.

Ancora una volta è la Relapse ad essersi occupata della pubblicazione del nuovo cd. Immagino siate soddisfatti del loro operato e viceversa, sbaglio? Inoltre vorrei sapere se ci sono band che fanno parte del loro roster che stimate particolarmente.

La Relapse è una delle maggiori etichette indipendenti qui in America, quindi lavorare con loro ha permesso al nostro materiale di raggiungere il maggior numero di orecchie interessate alla nostra proposta. Abbiamo appena rinnovato l'accordo per questo album e, per il prossimo, sarà una loro scelta. Se non faremo un altro album su Relapse, sarà un buon indicatore di quanto siano o no soddisfatti di noi. Se dobbiamo cadere spero lo faremo in piedi. Se mi stai chiedendo che band mi piacciono del loro roster direi Bongzilla, ATP e Skinless. Loro sono validi ma non conosco altro, non è il mio campo.

Il vostro sound è una commistione tra diversi generi. C’è chi parla di sludge, chi di death metal, chi di grind core, hard core, thrash e chi di tutte questi generi ben amalgamati tra loro. Voi siete d’accordo con queste classificazioni riguardo la vostra musica? Vi definireste nello stesso modo?

L'originale intento dei Birds Of  Prey è stato di avere musicisti stoner-rock, che hanno preso in considerazione l’idea di suonare death metal... Quindi il processo non è stato quello di fare del classico death metal, piuttosto abbiamo seguito la nostra particolare inclinazione per questo genere. Penso che tutte le band dovrebbero seguire questo processo. Questo è stato l’intento dall’inizio, sarebbe stato innaturale per noi andare contro la nostra natura, non avremmo mai potuto creare qualcosa che non sentivamo nostro. Abbiamo raggiunto il nostro scopo.

Nella vostra band ritroviamo musicisti già inseriti in altre affermate formazioni, tra cui Alabama Thunder Pussy, Baroness e Municipal Waste. Possiamo quindi considerarvi un side-project o una vera e propria band?

Probabilmente dovrebbe essere considerato come un side-project. Non è il progetto della nostra vita, ma è un ottimo modo scatenarci per un paio di settimane ogni anno. E 'un progetto molto vibrante. Ci divertiamo tutti ad incontrarci e suonare questa merda. Non facciamo show e non proviamo mai in cinque componenti, quindi direi che possiamo essere considerati un progetto di bravi ragazzi che si divertono a fare questa musica!


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Avete pubblicato ben tre album in circa quattro anni di esistenza. Qual è il segreto di questa vostra prolificità? Puoi quindi spiegarci come si svolge di norma il songwriting dei Birds Of Prey?

Erik Larson è la ragione per la quale abbiamo scritto e registrato a questo ritmo. Quel ragazzo maledetto ha scritto, scritto e scritto e hanno spinto per prendere il materiale e portarlo in studio. E’ un ragazzo molto saggio, ma non saprei dire perché… Gli Alabama Thunder Pussy sono stati una band prolifica, facendo uscire cd di 10/15 tracce ogni diciotto mesi. E’ così che lavorano…Senza dubbio è la forza portante dietro tutto ciò che abbiamo fatto.

Mi piacerebbe approfondire il discorso testi. Vuoi parlarne, magari concentrandoti maggiormente sulle liriche che costituiscono “The Hellpreachers”?

E’ la fottuta storia della vita di un ragazzo. Infanzia, adolescenza, maturità e di alcune sue strane decisioni prese con il solo intento di creare il suo universo di marciume, sodomia, oscurità e il Signore Gesù Cristo.

Come vedi la oramai la controversa questione riguardo internet e, in particolare, del download illegale? Qual è il tuo punto di vista al riguardo?

Il mio punto di vista è inutile. Se mi piaccia o meno, non cambierà nulla. Sto cercando di capire come scaricare gli album e se riuscirò a farlo vorrà dire che tutti sulla terra possono farlo, perché faccio schifo con il computer! Finché a nessuno darà fastidio che io scarichi la loro merda, loro potranno scaricare la mia. Comunque vi siete persi su questa cazzo di storia. Scaricare è una cazzata ovviamente. E’ paralizzare l’industria musicale. Gli unici album che vendono sono quelli rivolti a bambini di cinque anni o roba per gente sopra i cinquanta. Penso che le label siano arrivate al capolinea e per quanto mi riguarda possono andare a farsi fottere. Hanno speculato sui consumatori per anni. Finché gli album si sono stampati e venduti, gli artisti e i fans sono stati sodomizzati in egual misura, quindi che si fottano le label (l’artista ha usato espressioni più colorite, però… nda). Il fatto è che le label dovrebbero realizzare solo vinili con magari un cd allegato con delle bonus track e pensare uno stravagante libretto, tutto per dieci o dodici brani, altrimenti non sopravviveranno  e me ne frego. Guadagnate il mio denaro, stronzi!

Cosa diresti per convincere un fan a comprare il vostro ultimo cd e a non scaricarlo dalla rete?


Se “Hellpreachers” vi interessa, scopritelo e ascoltate il contenuto. Se siete semplicemente dei collezionisti di file (l’opposto di cd e vinili), allora provateci. Sarete fuori dalla scena e dalla mia vita molto presto.


Siamo in chiusura. Parlaci dei vostri piani imminenti e concludi come vuoi questa intervista.

Grazie dell’interesse fratello, le domande erano ottime. Tenete d’occhio il sito della band (www.myspace.com/birdsop) per prossimi aggiornamenti. Ho sentito dire che realizzeranno per noi delle t-shirt fatte dalla label, ma non è ancora certo. Chiunque di voi, capelloni italiani, che ci voglia contattare, lo faccia. La mia mail è beatenbacktopure@aol.com. Til death motherfuckers!




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