Amorphis (Tomi Koivusaari)
Tomi Koivusaari ci ha svelato tutti segreti del nuovo album degli Amorphis, "Skyforger". Buona Lettura
Articolo a cura di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 29/05/09

Ciao Tomi, come va lassù nel grande Nord?


Ciao Davide, tutto bene grazie, finalmente è arrivata la primavera ed è uscito il sole, non potrebbe andare meglio.


Vogliamo cominciare col parlare del nuovo pargolo “Skyforger”? Presentacelo.


Bè, è una sorta di parte conclusiva della trilogia iniziata con “Eclipse”. I testi si basano ancora una volta sulla Kalevala, ed in più c’è la storia di un nuovo personaggio. Musicalmente mi sento come se avessimo fatto passi avanti rispetto ai precedenti album. Ci sono molte canzoni potenti ed è assolutamente un concept. E’ più dinamico rispetto ai predecessori, e la scala vocale di Tomi è più ampia di come non lo sia mai stata. Personalmente credo che sia il nostro album più potente, e i ragazzi della band concordano con me.


Il nuovo lavoro prosegue nello stile delineato da “Silent Waters” e soprattutto da “Eclipse”.  Dobbiamo aspettarci ulteriori lavori in questo stile o cercherete qualcosa di nuovo?


Ancora non abbiamo alcuna idea, e non abbiamo pensato a cosa accadrà dopo. Passeremo il resto dell’anno a suonare in tour e quindi saremo abbastanza impegnati, ma se penso agli album d’esordio, essi appartenevano tutti a una sorta di ciclo a tre album, e quindi, musicalmente parlando, qualcosa è sempre cambiato. Quindi potrebbe anche essere che col prossimo album ci sia l’inizio di un nuovo capitolo, vedremo. Ad ogni modo penso che abbiamo finalmente trovato, in questi tre album, quel qualcosa che cercavamo da molto tempo, quindi chi lo sa.
Una ragione è senz’altro il fatto di essere, per la prima volta nella nostra carriera, la stessa line-up su tre dischi consecutivi, quando in passato non lo siamo stati nemmeno per due.


Ora ho una curiosità: i fan, soprattutto quelli di vecchia data, non vi hanno mai accusato di essere diventati troppo commerciali?


C’è sempre stato qualcuno che ci accusava, persino quando uscì “Tales From the Thousand Lakes” alcuni dissero che era merda commerciale. Successivamente, la stessa gente, disse che l’album era “innovativo” e che fu ispiratore per numerose band. Per non parlare di quando è stato rilasciato “Elegy” per esempio.

Francamente non mi curo di cosa pensi la gente, anche perché io so con certezza che tutto quello che facciamo, lo facciamo per amore della musica.


Ok, ormai è il terzo album che vede dietro al microfono il buon Tomi Joutsen. A 3 anni di distanza siete soddisfatti della scelta effettuata? Io apprezzo particolarmente le sue doti canore, sia clean che growl.


amorphis_intervista_2009_03


Non potremmo essere più soddisfatti. Ci siamo anche chiesti quanto fossimo stati fortunati. Non è mai facile cambiare cantante e frontman in una band. Lui è solamente il giusto tipo di persona, cantante e showman. Ha una voce splendida, ed è anche sorprendete per quanto riguarda il cantato in growl. È una persona con i piedi per terra ed è veramente splendido averlo tra noi anche perché non tutti i cantanti sono così, credimi.


Non stento a crederci, ma passiamo a parlare dei vostri testi. Nelle vostre canzoni, sia per quanto riguarda la musica, e il testo appunto, prendete ispirazione dalla Kalevala. Vuoi spiegarci brevemente cos’è?


La Kalevala è un poema epico della mitologia finlandese. Vi sono poemi, storie e filosofia che sono state raccolte centinaia di anni fa prima della comparsa del cristianesimo, quindi è una specie di libro pagano. Lo ritengo un libro sulla mente umana sostanzialmente. Fornisce una buona prospettiva quando realizzi che le stesse paure, speranze, dolori e sogni ci sono stati centinaia di anni fa, e che oggi, nulla è realmente cambiato.

Si tratta di materiale senza tempo, e che quindi combacia perfettamente col nostro stile musicale. Vorrei dire che l’elemento che ha influenzato di più la nostra musica è stata la natura stessa.


A giudicare anche dalle copertine direi proprio di si. Nel 2007 avete calcato per la prima volta, correggimi se sbaglio, il palco di Wacken, da molti considerato come festival metal più importante della Terra. Com’è stato?


A dir la verità abbiamo suonato la prima volta a Wacken negli anni ’90, forse ’97, non ricordo con precisione, ma è stata comunque una cosa piccola comparata con lo show di due anni fa.

E’ stato fantastico, a parte il fatto che  qualcuno ha appiccato un incendio (alla paglia sottostante il palco, ndr) appena prima che iniziassimo a suonare. C’era un sacco di fumo e non permetteva di respirare molto bene.


Eh io ero li, ed effettivamente il fumo era moltissimo, vedevo pure le fiamme alzarsi di qualche metro, poi per fortuna i pompieri, o chi per essi, hanno estinto l’incendio.


Non oso immaginare come deve essere stato dalla parte del pubblico.
Comunque abbiamo suonato un paio di ore più tardi, quindi sostanzialmente abbiamo avuto un miglior posto in scaletta (ride, ndr). Purtroppo subito dopo l’esibizione abbiamo dovuto raggiungere l’aeroporto e quindi non abbiamo avuto la possibilità di uscire e incontrare i fan.


A breve vi imbarcherete nel tour europeo che toccherà anche l’Italia in due date. Come vi state preparando?


Abbiamo fatto moltissimi show negli ultimi anni, e stiamo continuando a farli.
Prima del tour ci saranno i festival estivi , quindi credo che saremo in perfetta forma e condizione per iniziare.

Dopo l’entrata di Tomi nella band, i nostri show sono migliorati data dopo data, e credo che stiano migliorando anche adesso. Sono sicuro che ci saranno canzoni da tutti i nostri album, anche se è il tour di supporto a “Skyforger”. Probabilmente quindi, sarà uno show abbastanza lungo. 


Vi piace l’Italia? E se sì, domanda stupida, quale pizza preferisci? E già che ci siamo, conosci qualche birra italiana?


Si! Mi piace veramente molto l’Italia, a tutti noi piace. Abbiamo sempre passato ottimi momenti nel vostro Paese. Abbiamo incontrato persone amichevoli e soprattutto belle donne.
Ho assaggiato alcune birre italiane, ma francamente non ne ricordo i nomi ora come ora, e la mia pizza preferita è la pizza Bolognese. (ho scoperto poi essere pizza al ragù e ananas, ndr)


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Passiamo a un argomento molto delicato. Ormai il fenomeno della pirateria musicale ha raggiunto dimensioni enormi. Tu, e i tuoi compagni, cosa ne pensate a riguardo? Tentate di combatterla o di sfruttare internet per farvi conoscere maggiormente?


Non so se ci sia qualcosa che si possa realmente fare a riguardo. Per le piccole band è un ottimo sbocco per promuoversi e alle grandi band non gliene frega nulla perché vendono comunque milioni di album.
Il caso peggiore è per le band di mezzo. Le loro label  producono comunque un profitto in qualche modo (studi etc), ma niente viene lasciato come royalties alle band. Così un gruppo che si è meritato un guadagno non otterrà nulla. Da questo punto di vista è uno schifo.


Ci puoi raccontare qualche simpatico aneddoto relativo alla band?


Giusto la prima cosa che mi viene in mente: eravamo all’ultima tappa del tour europeo ed eravamo proprio a Milano se non ricordo male. C’era il tourbus dei Paradise Lost (loro erano in un tour differente, siamo stati assieme giusto un paio di giorni per caso) a circa un chilometro di distanza dal nostro. Stavamo facendo baldoria e abbiamo scoperto che i nostri vecchi amici erano nelle vicinanze, quindi io ed Esa abbiamo avuto la geniale idea di svestirci e correre nudi  al loro bus, che era proprio nel centro città. Non ce la facemmo perché fummo fermati da dei poliziotti.
Ora, non ricordo precisamente, ma penso che fossero realmente incazzati e pronti a buttarci dietro le sbarre, ma appena spiegammo che eravamo finlandesi, che è normale correre nudi per le strade di Helsinki e che non avevamo idea che li non si potesse fare, ci hanno lasciato andare (risata generale, ndr).

 

Siamo giunti alla fine. Vuoi salutare i lettori di SpazioRock?


Grazie per l’intervista. Ascoltate “Skyforger” e spero di vedervi tutti in tour! La prima cosa che farò in Italia sarà bere una vostra birra e mangiarmi una bella pizza Bolognese. Ciao!




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