The Birthday Massacre (Chibi)
Ho avuto l’occasione di intervistare Chibi, voce dei canadesi Birthday Massacre, poco prima della loro esibizione in quel di Milano al MusicDrome (leggi il live report), un’occasione comunque importante (visto che era la prima esibizione italiana del gruppo), ma che non ha scalfito minimamente la simpatia di un personaggio che, al sottoscritto, si è presentato con un grandissimo sorriso, occhialoni da sole neri, ed un’irresistibile spilla che inneggiava la scritta “I love Satan!”. Lasciamo la parola a Chibi e, vi prego: non chiamatela intervista, perché è stata una semplice chiacchierata. Una chiacchierata, però, in ESCLUSIVA su SpazioRock.
Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 26/07/09

Allora Chibi: come stai?

Bene! Stanca, ma bene! Anche se ho dormito per tutta la strada dalla Germania a qui. (la band si è esibita in Germania il giorno prima dell’esibizione a Milano n.d.r.)

Cominciamo dalle basi: The Birthday Massacre è davvero un nome fico. Cosa significa esattamente?

Sai, una delle cose che la band ha sempre cercato di ottenere è il contrasto. La nostra musica è un mix di chitarre oscure ed heavy, e di melodie pop leggere. E’ dolce e diabolica. Oscura e luminosa. Il compleanno ed il massacro, che sono appunto due opposti che, messi insieme, sono un nome originale e fico, come dici giustamente tu!

Parliamo della musica, visto che l’hai accennato: trovo davvero che sia un mix perfettamente bilanciato di musica darkwave degli anni ’80 e questa solida base di gothic rock: come vi è venuta questa idea? Quali sono le vostri radici musicali?

Siamo tutti cresciuti ascoltando le cose più diverse: da Madonna, Cindy Lauper e Roxette, passando ai Metallica, i Pantera…abbiamo quindi diverse influenze, anche la darkwave che hai accennato, quel senso di retrò…il pop con tutte le sue stupidate…amiamo le stupidate del pop! (lo dice con aria davvero leziosa! N.d.r.) Quindi sì, come per il nome abbiamo scelto semplicemente di mettere il più possibile tutto assieme.


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Oh, questa è una domanda complicata! A livello di testi: c’è questo preponderante uso dei colori, come la violet prison, il plastic blue o la red star (che poi sono tutti colori che caratterizzano i Birthday Massacre), accompagnata da una sorta di visione fiabesca della vita, per cui la vita scolastica di una normale teenager diventa una sorta di racconto grottesco nelle vostre mani. Come la vedi?

Sai, credo che dipenda tutto da una complicazione voluta. I testi di molte band suonano come un diario, roba del tipo: “Oh, mi hai spezzato il cuore e mi hai abbandonata!”, che è un modo davvero letterale e “dritto” di esprimere un concetto. Noi tentiamo di esprimere delle emozioni in modo che non sembrino per nulla come un diario, ed in questo contesto rientra l’uso delle metafore e dei colori che hai citato. I colori creano un umore: il blu è un colore freddo, mentre il rosso è un colore caldo; di nuovo, noi cerchiamo il contrasto nel metterli insieme e vedere cosa salta fuori…in pratica il viola, che poi è il colore della band! Poi sai, io facevo la scuola d’arte con Rainbow (il chitarrista n.d.r.), per cui avevamo tutta una preparazione scolastica dietro questo concetto dei colori. Ad ogni modo, noi cerchiamo di non veicolare un messaggio che sia troppo chiaro: una canzone potrebbe essere triste, piuttosto che parlare di tradimento, e tutto dipende fortemente dall’interpretazione dell’ascoltatore.

Siccome abbiamo parlato sia della musica che dei testi, a questo punto mi devi spiegare come una canzone dei Birthday Massacre prende vita!

Quando abbiamo scritto “Walking With Strangers”, avevamo il tour ed i live shows in testa, perché avevamo girato un bel po’ nei due anni che hanno preceduto l’uscita di quel cd, ed abbiamo scoperto che scrivere canzoni a casa e poi proporle dal vivo non sempre era un processo che funzionava a dovere…penso che sia una cosa comune a molte band…ad ogni modo, noi adesso tentiamo di evitarla a tutti i costi! (ride) Quindi, adesso ci siamo imposti di scrivere canzoni che funzionino sì bene su cd, ma che poi in versione live suonino altrettanto potenti e divertenti da suonare per noi, e divertenti da ascoltare per il pubblico.

Hai accennato ai tuoi trascorsi alla scuola d’arte, e difatti io devo ammettere che c’è davvero molta “visualizzazione” all’interno della vostra musica, molta della quale si concretizza magnificamente attraverso i video di Dan Ouellette. Come avete conosciuto questo artista?

getimageQuando si è sparsa la voce che volevamo fare un video, è stato lui a contattarci, perché lui aveva già notato alcune delle mie creazioni nella scuola d’arte che frequentavo. Sai, lui ha una visione molto dark, idee davvero oscure…roba tipo manicomio decadente e meccanicità malata. Io amo queste idee dark, ma insomma…amiamo anche le idee carine, quindi in un certo senso c’è sempre stata un’amichevole lotta tra di noi, perché lui arrivava sempre urlando “Facciamo una cosa dark!” e noi controbattevamo: “Sì…ma anche carina!”.
Per il video “Blue”, ad esempio, c’è stata l’intermediazione del burattinaio Scott Radke che ha fatto le bambole un po’ con la faccia carina, e molte altre con la faccia diabolica.

Sì, poi eri molto carina anche nel video di “Looking Glass” con la tua furuseru…

Oh grazie! Che poi lì di nuovo c’è il contrasto con tutte quelle maschere inquietanti…

Infatti, una mia collega dice che non riesce a vedere quel video perché gli fa troppa paura!

Oh sì, ma tu non immagini! Sono entrata in quella stanza, e c’era l’attore che faceva il professore con quella maschera, e tutte le ragazzine con la maschera anche loro, mi hanno urlato: “Chibi!” ed io “Auahh!”, ero davvero impaurita! Poi guarda: persino mia madre non riesce a vedere il video di “Blue”, dice che non dorme di notte, specialmente quando alla fine mi vede perdere la testa. (risate generali)

Oh, ma cosa vedo lì sul braccio: un tatuaggio di Sailor Saturn! Il tuo nome d’arte poi è Chibi, che è il giapponese per “coniglio”, quindi adesso mi devi proprio dire quali sono i tuoi anime preferiti!

(molto compiaciuta) Adoro letteralmente Alita – l’angelo della battaglia (e mi mostra fiera il tatuaggio che ha sull’altro braccio, rappresentante proprio Alita n.d.r.). Poi, vediamo…Ninja Scroll, Vampire Hunter D…tutta roba piuttosto vecchiotta, tipo Ranma…ora come ora non me ne vengono in mente altri, ma ce ne sono sicuramente.

Magari ti piace “La rivoluzione di Utena”, visto che è dello stesso regista di Sailor Moon…

Oh sì, certamente! Molto bello! Sai qual’ è il problema con gli anime? (sussurrando) Che c’è davvero troppa roba merdosa in giro rispetto a quella buona! Insomma: ne guardi 50, ed è già bello che ne riesci a trovare uno buono!

Eh lo so, ma il fatto è che ne producono davvero troppi ogni anno…però dai, significa anche che quando ne trovi uno buono, te lo porti sulla pelle…e tu ne sai qualcosa!

(ridendo) Direi proprio di sì!

Senti, per chiudere il discorso Visual e arte: non credi che, con tutta questa “visualizzazione”, corriate il rischio che al pubblico possa piacere di più guardarvi, piuttosto che ascoltare quello che avete da dire con la vostra musica?

birthday_3Credo che sia una preoccupazione piuttosto comune per noi artisti, che tipo la gente ti etichetti. Io cammino per la strada, e la gente ogni tanto mi indica e mi urla: “Emo!” Insomma, ti tingi i capelli di nero, e subito la gente pensa che sei in un determinato modo. Mi piace la musica gothic e mi piace anche il punk, ma io manco so cosa sia l’Emo! Mi piacerebbe fermare uno di quelli che mi urlano “Emo!” e chiedergli cosa diamine sia, questo Emo, perché per come suona sembra quasi che ti dicono che sei una merda e che sei stupido e che ti vesti come uno stupido.

Per quel che conta, io non trovo affatto che siate Emo con la vostra musica…forse vi affibbiano questa etichetta perché siete andati in tour coi My Chemical Romance…

Ma guarda che noi non siamo mai stati in tour coi My Chemical Romance…

Davvero? Perché qui in Italia gira questa voce…ok, trascriverò tutto questo così verrà ufficialmente smentita! Ok dai, parliamo un po’ del presente, che è il vostro live album “Show And Tell”: come mai la scelta di pubblicare un live album proprio adesso?

La verità? Il tutto è stato registrato un anno e mezzo fa in Amburgo, la crew è arrivata e ci ha detto che lo avrebbero fatto, come ogni tanto succede, e noi abbiamo detto: “ok, no problem, fate come vi pare!”…ma noi non immaginavamo minimamente che poi sarebbe uscito come cd e addirittura Dvd! Quando quest’anno l’etichetta ce lo ha comunicato, abbiamo detto stupefatti: “ma è almeno roba buona?!?” perché non avevamo visto neanche il materiale! Se solo avessi saputo che se ne sarebbe fatto un Dvd, mi sarei vestita meglio, e mi sarei pettinata! (risate generali)

Quindi mi confermi che uscirà un Dvd di questo lavoro…

Sì. Non sappiamo bene quando perché non abbiamo molto il controllo su queste cose, ma quando quelli dell’etichetta saranno pronti, il prodotto arriverà di sicuro.

Come sta andando lo “Show And Tell Tour”?

Oh, molto bene! Prima di venire in Europa abbiamo fatto la tranche del Nord America, e poi adesso siamo qui con i nostri conterranei Raggedy Angry, che non conoscevamo prima del tour. La cosa ci fa piacere, perché riusciamo a fare amicizia con gente diversa, dividiamo il bus...adesso ci sono 15 persone su un bus (si avvicina e mi sussurra) e si sente dall’odore! (risate generali)
Siamo molto contenti di essere qui in Italia per la prima volta, visto che mia madre ha origini italiane! Anche se non conosco molte parole italiane…mi hanno detto di dire “prego” stasera per ringraziare…

Eh no, devi dire “grazie”!

Ah sì? Allora dirò “grazie”! (risate)

Ti hanno detto che il pubblico italiano è molto appassionato?

Sì, lo abbiamo sentito, e stasera non vediamo l’ora di vedere se è la verità!

Qual è il momento più assurdo che avete vissuto in tour, visto che siete in giro da un bel po’ di tempo e dai vostri Myspace si intuisce che avete avuto molte avventure?

Oh sì! Guarda: in tour vivi molti momenti davvero meravigliosi, come quando sei ad un festival di fronte a migliaia di persone, anche in mezzo alla pioggia che è davvero fico…ma poi ci sono questi momenti brutti. Personalmente, i miei peggiori sono sempre quando sono in viaggio, perché soffro di mal d’auto. Poi ogni tanto incontri gente davvero assurda e folle, come uno che una volta mi ha portato una torta ed io chiedevo “Oh, ok, grazie…cosa c’è nella torta?!?” Voglio dire: sarà almeno sicura da mangiare? (risate generali). Oppure quelli che mi scoppiano in lacrime davanti, che mi lasciano sempre molto a disagio, perché non so come reagire di fronte a certe cose. Quelli sono momenti abbastanza assurdi.


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Parlando di gente e socialità: praticamente ogni membro della band ha Myspace, poi c’è il canale Youtube, il profilo Facebook, Twitter…e tenete tutto aggiornato praticamente in tempo reale! Come fate?

Tentiamo di aggiornare tutto in tempo reale, diciamo! Prima, ad esempio, ho aggiornato il mio status di Myspace, ho scritto una roba tipo: “Oggi sono a Milano…e sto sudando!” (risate)
Però guarda, ti dico che non capisco Twitter, sono troppo vecchia per quella roba lì. Se ne occupa il nostro batterista Rhim, è lui il fissato che continua a dire “Devo Twittare, devo Twittare!”.
Capiamo che è una cosa che ci tiene vicina al nostro pubblico, quindi cerchiamo di mantenerla.

Parlando di pubblico: a questo punto mi sembra abbastanza inutile chiederti quanto tenete ai vostri fans…

Oh, sono fondamentali! Poi sai, noi siamo nati proprio come una band che ha avuto molto seguito con internet ed il Myspace, abbiamo anche firmato il contratto prima qui in Europa, poi in America, quindi in un certo senso anche internet era il nostro unico modo per tenerci in contatto col nostro pubblico.
Poi, dopo ogni nostro show tentiamo sempre di passare un po’ di tempo con i nostri fan, fare foto ed autografi…per noi è davvero importante.

Siamo sull’argomento internet, e quindi non posso fare a meno di chiederti: cosa ne pensi del downloading e della pirateria da peer2peer? Perché sai: può aiutare, ma anche molto danneggiare…

Sì, infatti. All’inizio ti aiuta sicuramente, quando non sei nessuno e quindi cerchi di dare via la tua musica gratis sfruttando internet, in modo da farti conoscere a quanta più gente possibile. Poi, però, arrivi ad un certo punto, per cui se voi volete che noi continuiamo a fare i tour, oppure a comporre nuova musica, dovete necessariamente comprarla, altrimenti nessuno potrà vivere della professione di musicista! C’è chi dice che la musica dovrebbe essere gratis, ed io dico: certo, sarebbe magnifico! …ma poi uno come può vivere e portare avanti una carriera musicale in modo professionale? Non lo so…sai, io spero sempre anche che la gente che venga ai nostri show finisca anche col comprare qualche cd, o qualche t-shirts…ci aiuta decisamente a tirare avanti.

Come sta andando avanti poi l’attività di vendita di vestiti che tu ed una tua amica avete intrapreso in internet?

Oh, ma che bello, sai anche questo! Guarda, sto proprio facendo un cappello in questo momento! Sai, quando hai tipo 6 ore davanti a te con niente da fare, io tiro fuori il mio kit e comincio a cucire.
Quando avrò finito questo cappello, lo chiamerò “il cappello di Milano”! (risate)

Siamo agli sgoccioli dell’intervista Chibi! So che state registrando un nuovo album in questo momento…

Ci stiamo provando, sì…

…e mi devi dire tutto quello che puoi riguardo a questo nuovo album!

Abbiamo le demo fatte praticamente di tutte queste canzoni, ma siamo in tour, e noi siamo una band che non riesce davvero a scrivere mentre è in tour, è un’attività che facciamo esclusivamente quando siamo a casa.
Quindi, quanto finiremo questo tour, ci chiuderemo nello studio a completare tutto il processo…credo di poterti dire che entro i primi mesi dell’anno prossimo sicuramente vedrete qualcosa.

Chibi, io ti ringrazio tantissimo per questa chiacchierata!


Grazie a te e grazie a tutti per il supporto che state dando ai Birthday Massacre! Siamo davvero felici di essere qui in Italia, e speriamo stasera di dimostrarvelo!




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