Allusinlove (Jemal Beau Malki)
Gli Allusinlove hanno pubblicato da poco l'album di esordio "It's Ok To Talk". Abbiamo parlato con Jemal Beau Malki, bassista della band, di questo e della loro evoluzione nei 7 anni di lavoro che hanno portato all'uscita del disco. Da Brighton, sono partiti per conquistare l'Europa insieme agli Skunk Anansie e, dopo i primi due appuntamenti italiani, questa sera le due band si esibiranno al Rugby Sound a Legnano, prima di continuare a girare la Penisola nei prossimi giorni.
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 06/07/19

Si ringrazia Federico Falcone per la collaborazione

 

Ciao e benvenuto su SpazioRock! Avete appena pubblicato il vostro album di debutto "It's Ok To Talk", quindi prima di tutto congratulazioni! Come vi sentite a riguardo?

 

Grazie mille, siamo felicissimi! In un certo senso ci sono voluti 7 anni per arrivare a questo traguardo. Durante questo periodo abbiamo sempre scritto e composto musica senza necessariamente avere in testa l'idea di doverla registrare, quindi ora avere le canzoni su un disco è fantastico. Abbiamo anche ricevuto degli ottimi feedback, ne siamo davvero soddisfatti.

 

Ho ascoltato "It's Ok To Talk" e penso che sia davvero un bel disco. Riuscite ad emanare dell'ottima energia, cosa che trasmettete anche dal vivo. Avete anche in programma molte date qui in Italia in questi giorni di supporto agli Skunk Anansie, una band che in Italia è molto amata.

 

È assurdo per noi, gli Skunk Anansie sono una band enorme. Inoltre noi non abbiamo mai suonato in Italia. In realtà con questo tour abbiamo suonato per la prima volta in molti Paesi, come in Francia, Germania, Belgio. L'Italia ovviamente è sempre stata sulla lista dei posti in cui avremmo voluto suonare, e farlo per la prima volta aprendo a una band così importante per noi è qualcosa di incredibile. Speriamo che il pubblico ci apprezzi e anche di riuscire a fare un tour da headliner presto. Molte persone dicono di preferirci dal vivo perché trasmettiamo una buona energia, quindi speriamo di piacere al pubblico che ci troveremo davanti durante queste date. Non vediamo l'ora!

 

allusinloveband1

 

Tornando al disco. Arrivate dal Regno Unito, una nazione dalla quale proviene tantissima ottima musica, è un ambiente competitivo. Come siete riusciti, secondo te, a farvi notare in un ambiente come questo? Come vi siete preparati alla realizzazione del vostro disco di debutto?

 

È una domanda interessante. Come hai detto il Regno Unito è una fucina di ottime band, soprattutto per quanto riguarda il rock. Abbiamo visto band nascere, suonare in locali semivuoti e poi arrivare a calcare dei palchi enormi. Ad esempio, ci sono i Black Peaks che stanno andando alla grande in questo periodo. È difficile, devi trovare il modo di comunicare la tua arte nel modo più efficace e riuscire a raccogliere pubblico per i concerti. Noi facevamo dei piccoli show nella nostra sala prove e cercavamo di far venire più gente possibile. In questo modo il pubblico è aumentato sempre di più: più suoni in giro, più persone vengono a contatto con la tua musica e alla fine ti vengono a sentire ancora. Bisogna continuare a lavorare, a crederci. Ognuno di noi ha sacrificato qualcosa nella nostra vita, soprattutto sociale, per portare avanti questo progetto. Non abbiamo mai smesso di lavorare in sette anni.

 

Questo disco è un passo importante per voi in quanto band. In che modo ha cambiato la vostra visione della band? E in che modo ha influenzato voi stessi in quanto musicisti, in senso creativo?

 

Siamo stati molto fortunati perché abbiamo lavorato con Alan Moulder e Catherine Marks. Negli ultimi due decenni loro due hanno prodotto dischi che hanno avuto un peso davvero importante nella scena, parliamo di band come i Queens of the Stone Age, gli Amazons e i Foals. Magari all'inizio pensi di non essere all'altezza di questi nomi, ma loro ci hanno scelto comunque e quindi per noi è stato davvero un onore. Registrare un disco è una cosa importantissima, quindi è importante che dal punto di vista sonoro sia un ottimo specchio di ciò che sei. Per noi è stato un modo per riflettere sulla band, sui sette anni che abbiamo passato insieme. Volevamo raccontare questa storia attraverso un album. Mentre lavori ad un disco da una parte metti in atto un vero e proprio processo di scomposizione, dall'altro questo ti permette di costruire qualcosa di solido che ti rappresenta, ed è qualcosa che rafforza l'identità della band.

 

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Qual è la traccia che ha avuto un ruolo particolare nel processo creativo dell'album?

 

Quando sono entrato negli Allusinlove la band esisteva già da un anno. Li avevo visti qualche volta dal vivo e mi avevano completamente conquistato per la maturità che c'era nei brani di una band di quel livello. C'è una canzone nell'album che si chiama "Sunset Yellow", è la prima canzone che è stata scritta dalla band ed è stata registrata addirittura 5 o 6 volte. Ci sono legato perché ho avuto modo di vedere l'evoluzione della canzone in ogni sua versione, quindi rappresenta la progressione di noi come band, ma anche come individui. A seconda di ogni versione che ascolti, puoi capire perfettamente cosa stava succedendo all'interno della band in quel momento. Per me è una della canzoni più importanti.

 

Pensi che il pubblico oggi sia più interessato a trovare dei riferimenti al passato nella musica che ascolta o a scoprire band nuove e sonorità diverse?

 

Questa è difficile! (ride, NdR) Penso che sia un mix delle due cose. Ci sono delle band che sono molto radicate in sonorità del passato, altre meno. In ogni caso, la cosa più importante, secondo me, è dare il proprio tocco. Magari si può anche prendere un elemento tipico del passato ma bisogna dargli un aspetto nuovo, contemporaneo. Cavolo, è davvero dura rispondere a questa! Credo che dipenda dai casi. Per quanto mi riguarda mi piace di più sentire cose nuove, cose che mi incuriosiscano, cose che non capisco istantaneamente e che mi facciano venire voglia di scoprire di più.

 

Hai risposto perfettamente! Ultima domanda. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

 

Certamente! Siamo contentissimi di venire a suonare in Italia. Spero che il disco vi sia piaciuto. Quando saremo sui vostri palchi non vedrete altro che i nostri cuori!




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