Amaranthe (Elize Ryd)
In occasione dell'uscita di "Helix", la bellissima e carismatica Elize Ryd degli Amaranthe si siede con noi per una chiacchierata a 360° gradi: curiosità e punti di vista di una delle cantanti più interessanti del panorama metal odierno.
Articolo a cura di Priyanka Kugathas - Pubblicata in data: 22/10/18
Ciao Elize, benvenuta su Spaziorock.it. Ascoltando il nuovo album, “Helix”, mi sono accorta che è diverso dagli altri lavori precedenti; è più aggressivo in brani come “The Score” o più heavy come in “GG6” e “Iconic”. Ci potresti introdurre il concept ed il significato di questo nuovo disco? 

Ciao Pinka, è un piacere fare questa intervista con te! Be', penso che sia ormai una nostra caratteristica quella di essere ogni volta diversi, e questo sorprende anche noi ogni volta che rilasciamo un disco perché pubblichiamo del materiale, ci sviluppiamo e cresciamo sia prima del pubblicazione, che durante la fase di songwriting di ogni album. E, di solito, tutto riflette ciò che vogliamo esprimere delle nostre emozioni, quindi probabilmente è anche il motivo per cui non siamo una copia di noi stessi ad ogni lavoro e non facciamo uscire dischi che suonano alla stessa maniera dei precedenti, ma proviamo sempre nuove cose e come ti dicevo è anche basato su come abbiamo vissuto le nostre vite ultimamente. E ci è mancato tutto questo, perchè il disco precedente era diverso, perciò è stato abbastanza naturale riprenderlo perché si adattava al nostro stato mentale, quindi è stato veramente un songwriting molto creativo che è diventato poi questo album. 

Questo disco è stato registrato molto velocemente.  Siete stati in tour alla fine dell’anno scorso e quest'anno avete avuto concerti e festival nella stagione estiva. Nonostante questi impegni, avete composto e registrato in maniera piuttosto veloce e, per la sua velocità di creazione, “Helix” è veramente ottimo. Come avete gestito il processo creativo questa volta, considerando anche che una volta eravate in tre a comporre i dischi, mentre ora siete solo tu e Olof? 

Scriviamo sempre le canzoni insieme, intendo io e Olof, quindi per noi alla fine non è cambiato nulla questa volta, in realtà. Eravamo felici di aver creato libertà per lavorare insieme. Abbiamo usato il tempo in maniera molto attenta, abbiamo impiegato due mesi per scrivere tutte le canzoni e altri due mesi per registrare in studio con gli altri musicisti. E’ stata una bella esperienza, ci è sempre piaciuto continuare con la prima impressione e lavorare insieme, quindi è stata una cosa molto positiva per noi. 

E’ anche il primo album con il nuovo cantante Nils Molin, che porta diversi stili vocali, dalla parte rap in “Dream” al timbro dolce nella ballad “Unified”. Com’è stato lavorare con lui a delle canzoni nuove? 

E’ stato veramente bello. Come sempre, a noi piacciono i cambiamenti, quando sono in meglio ovviamente, ci danno molta ispirazione, e pensiamo che l’arrivo di Nils abbia portato una nuova energia e che sia adatto e suoni bene per questa band e anche a livello personale ci troviamo bene. E siamo molto felici di averlo con noi! La parte rap in “Dream” mi è venuta in mente perchè volevamo qualcosa di nuovo per la strofa, mi è venuta l'idea e agli altri è piaciuto, quindi perché non metterlo? Come ho già detto, noi non ci poniamo mai dei limiti, ci vengono fuori alcune idee, che non so nemmeno da dove provengano, perchè semplicemente arrivano... Deve essere uscito così... Sai non me lo ricordo precisamente (ride ndr). Riguardo “Unified”, come ha anche detto Olof durante un’altra intervista, ho usato quello che avevo in mente e sono uscite fuori le linee vocali che puoi ascoltare nel brano, mi sono messa nei panni di Nils e avevo la sua voce nella mia testa e ho cantato qualcosa. La melodia che è uscita fuori è stata veramente la prima cosa che mi è venuta in mente, avendo Nils come mia ispirazione. Ed è così che lavoro di solito quando scrivo canzoni. E’ molto facile scrivere per Henrik o Nils per qualsiasi cosa, eccetto per me stessa. E’ sempre più facile per me rappresentare le voci degli altri piuttosto che la mia. 
 
Com’è stato il primo responso dei vostri fan in merito al singolo "365"? Era quello che vi aspettavate?

Potrà sembrarti un po’ scontato, ma sei sempre nervoso quando rilasci qualcosa di nuovo, soprattutto se è la prima cosa che esce del nuovo album in arrivo. Anche la band era felice di questa scelta del singolo e questo è un buon inizio. Devo dire che la parte più bella di tutto questo è che Nils ha ricevuto un sacco di amore da parte dei fan, e ho visto come lo hanno apprezzato e quanto sia stato ben accolto come nuovo membro della band. Ed è la cosa di cui sono veramente più felice in questo momento. Certamente alle persone è piaciuta anche la canzone... Tanto che pochi giorni dopo l’uscita del video, ho visto alcune cover del brano, il che è veramente meraviglioso e mi ha commossa vedere persone che suonano la chitarra o cantano. Vogliamo proprio che le persone si sentano così a riguardo, ed è quello che speriamo!

Ci sono anche canzoni che definirei le più pesanti degli Amaranthe, ad esempio “GG6” o “Iconic”. C’è un motivo particolare per questo sound o è uscito fuori in maniera naturale?

Quando abbiamo iniziato a scrivere “Fury” per il disco precedente, ci è piaciuta l’idea e il concept di quella canzone, quindi abbiamo voluto usarlo e portarlo al livello successivo. E “GG6” è il suo alter ego, intendo l’alter ego di Henrik, è su di lui. Dovresti leggere il testo quando esce l’album e seguirne la storia, che è in verità molto divertente. Invece “Iconic” è la canzone più veloce che abbiamo mai messo su disco in verità, anch’essa cela un significato, non so se ti ha preso di più il testo o l’energia che trasmette. Però ha veramente un significato importante. Pensa che l'ho scoperta essere una delle mie preferite, il che è un po’ folle (ride ndr).

Ascoltando l’album, sono veramente rimasta incantata da “Unified”, “Dream” e “Breakthrough Starshot” . Quali sono i significati di queste canzoni?

Allora “Breakthrough Starshot” penso sia un mix di canzoni che abbiamo scritto in passato io e Olof, tipo “Razorblade” e “Stardust” e non ci piace tenere ancora carne al fuoco per quanto riguarda questo tipo di canzoni nello stesso concept, io la definirei un po’ una canzone da supereroe, intendo come “Invincibile”, quel tipo di energia, e c’è un significato dietro quella canzone.

“Dream” è anche questa una canzone molto trasparente, i testi ne rispecchiano il significato e cioè che hai sempre dei sogni che vuoi realizzare e la gioia che provi quando raggiungi i tuoi sogni, che sia a livello personale o nella tua carriera. Invece “Unified”, come dice il titolo, almeno per quel che ci riguarda, rappresenta quel momento in cui senti di aver trovato qualcuno a cui appartieni o anche un gruppo di persone a cui senti di appartenere, a ricordare che ogni momento nella vita è importante, ti influenzerà per il futuro; non rimpiangerai mai i tempi duri perchè poi sentirai di avere un posto. Bisogna credere in se stessi e seguire i propri istinti e le passioni nella vita. 

Siete ormai al vostro quinto disco. C’è qualche canzone su “Helix” di cui sei particolarmente fiera?

Ahi ahi, questa è una domanda difficile. In verità mi sento orgogliosa di “Dream” e anche di “Unified”, perché sono veramente orgogliosa di vedere che alla fine la voce di Nils si sia adattata così bene alla canzone. E poi vorrei anche nominare “Helix”, la title track di questo album, perché alla fine è diventata una gran bella canzone. In generale siamo molto orgogliosi di esser riusciti a mettere tutte queste emozioni in questi brani, non ponendoci alcun limite durante il songwriting. Sono veramente sempre molto grata a tutto ciò che io personalmente posso realizzare perchè è un dono e lo adoro. Ed è quello che cerco di dire alle persone, non puoi valutare il tuo lavoro. Se senti che quello che stai facendo ti rende felice e sai di non essere il migliore ma continui a farlo, dovresti esserne orgoglioso. Sento molte persone dire “mi piacerebbe fare una cover ma non sono una brava cantante”, se ti rende felice e lo puoi fare, se trovi l’energia per fare qualcosa, quello è un dono, è una vittoria. Tutti dovrebbero essere liberi, fallo e basta e sii orgoglioso del tuo lavoro! E ovviamente non giudicare te stesso in maniera troppo severa (ride ndr). 

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Avete fatto una collabrazione anche per il nuovo album dei Powerwolf, realizzando la cover di “Army Of The Night”. Com’è stato lavorare per una cover, rendendola in stile Amaranthe, per la prima volta?

Abbiamo un sound molto significativo, quindi è stato abbastanza ovvio che se fosse stato degli Amaranthe, sarebbe stato più veloce e avrebbe incluso questi elementi. Ed è questo quello che abbiamo fatto, abbiamo reso nostra la canzone, una canzone Amaranthe. E’ stato molto istintivo fare una cosa del genere nonostante non abbiamo mai fatto una cover prima, ma ora siamo pronti a realizzare più cover perché è stato veramente divertente. 

Ci sarà un tour europeo quasi subito dopo l’uscita di “Helix” con i Powerwolf. Quali sono le tre canzoni che non ti aspetti di suonare sul palco?  E cosa dovrebbero aspettarsi invece i fan da questo tour?

Oh, non vedo l’ora di cantare “365” e oltre a questa non abbiamo ancora deciso. Non lo so, tu cosa ne pensi? Penso che “Unified” potrebbe essere in setlist e sulla terza mi sa che ci dovrò pensare ancora qualche giorno.. (ride ndr)

Vedo che è troppo presto per prendere una decisione (ride ndr)

Si, esatto. Siamo appena tornati dalla stagione dei festival e ora dovremo iniziare la pre produzione per questo tour, stiamo decidendo il nuovo palco, la nuova setlist e quindi penso e spero di saperne di più la prossima settimana (ride ndr)

Quest’anno è il decimo anniversario della vostra carriera come Amaranthe, considerando che avete iniziato nel 2008 ma avete rilasciato il primo disco nel 2011. Quindi sono esattamente dieci anni che lavorate a questa band. Quali erano i principali obiettivi che volevate raggiungere all’epoca?

L’obiettivo, per quanto mi riguarda, era essere in grado di viaggiare perchè non ho viaggiato molto durante la mia adolescenza. Era uno dei miei più grandi sogni, andare all’estero e visitare tanti posti, voglio vedere il mondo intero in verità! Era un grande sogno e sai ora è quasi realizzato ed è veramente assurdo, mi mancano ancora alcuni paesi, tra cui Australia, Nuova Zelanda e qualche altro posto. Ma si può andare anche in vacanza, so di aver coperto un sacco di territori, posti che non ho mai pensato di poter vedere, sono molto grata per questo. E questo era uno degli obiettivi. Ovviamente, un altro obiettivo era far sì che le persone ascoltassero le mie canzoni. Ricordo quando abbiamo avuto un buon responso su MySpace con le nostre prime tre demo ed era incredibile il pensiero che effettivamente le persone le stessero ascoltando. Volevamo diffondere il messaggio, so che le nostre canzoni sono molto positive e risollevanti e volevo diffondere il verbo. E’ molto importante mettere luce sulle cose positive della vita. 

Ovviamente andare in tour è faticoso ed è uno stile di vita stancante, quindi come fate voi Amaranthe a rilassarvi e rimanere calmi on the road?

(ride ndr) Be' gli Amaranthe non si calmano mai. Penso che le persone siano dei tornado, non dormono, scherzano in giro, sono operativi, giocano ai videogames o guardano film, sempre in azione tutto il tempo. L’unica volta che ci siamo riposati… non lo so sai? Non ci riposiamo mai! Probabilmente ci riposiamo quando mangiamo mi sa (ride ndr)

Sono anche sette anni di tour, quindi avrete accumulato diverse esperienze.. Anche momenti imbarazzanti! Qual è stato uno dei più imbarazzanti?

Be', io mi imbarazzo molto quando non mi sento sul palco, hai gli ear monitor che non funzionano correttamente, sfortunatamente ci succede perchè abbiamo cambiato la crew tanto ed è sempre imbarazzante. Abbiamo suonato al Bloodstock quest’estate dopo sette anni e non ci sembravano per niente sette anni, ma tre.. Il tempo vola sempre velocemente.. Comunque, il momento imbarazzante per tutta la band è quando abbiamo problemi tecnici del genere, stare lì e suonare la chitarra senza neanche sentirla, suonare la batteria senza sentire i click o cantare senza sentire la tua voce. Non ce ne vergognamo ma ne siamo tanto imbarazzati. Al Bloodstock, Johan fece un grande lavoro, è un ragazzo molto divertente, è andato fuori, gli ho dato il mio microfono ed ha parlato al pubblico, così è diventato un bel momento alla fine. 

E’ tutto ora. Grazie del tuo tempo Elize! Ti lascio spazio per lasciare un messaggio per i nostri lettori.. 

Sì, non vediamo l’ora di tornare in Italia, lo sapete che vi amiamo, ragazzi. So che negli ultimi anni siamo venuti a suonare, mi piace sempre incontrare le persone dopo il concerto ma a volte il bus deve partire e non abbiamo tempo di farlo, ma per i tour futuri troveremo modo di incontrare i fan, magari con qualche signing session e cose così perchè noi adoriamo i nostri fan italiani, siete stupendi! 




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