The Night Flight Orchestra (Björn Strid)
E se "a volte il mondo non è abbastanza", scopriamo le nuove mete raggiunte dalla Night Flight Orchestra. Sarà lo stesso Björn, fondatore e voce della combo svedese, ad accompagnarci in questo fantascientifico viaggio raccolto nel loro nuovo album "Sometimes The World Ain't Enough".
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 01/08/18

 Domande a cura di Luca Ciuti; traduzione a cura di Ivan Quadrelli

 

Ciao Björn e bentornato su SpazioRock.it! I Night Flight Orchestra sono un gruppo che ha sempre basato la propria attitudine sull'idea di raggiungere qualcosa di più e "Sometimes The World Ain't Enough" sembrerebbe essere un'affermazione di tale sentimento. Come artisti, che punto pensate di aver raggiunto con questo disco?


È stato un viaggio molto interessante e, come hai detto prima, c'è molto spazio per quel sentimento di evasione sia nella musica che nei testi. Abbiamo creato qualcosa di davvero interessante con questo album. Il nostro viaggio è iniziato nella nostra mente attraverso la musica e se tutto andrà per il meglio, sarà proprio questo a portarci in tour anche in posti nuovi. "Amber Galactic" era di certo sopra le righe e questo ultimo album non farà eccezione, anzi, lo sarà ancora di più. Un po' come gli Abba. A pensarci e davvero ironico perché non molto tempo fa hanno annunciato che gli Abba si sono riuniti nello studio per registrare due canzoni. Loro ci hanno sempre ispirato quanto si tratta di comporre e, seppure lievemente, alcune di queste influenze sono presenti nell'album grazie anche alle coriste, le Airline Annas, che hanno aggiunto quello stile tipico degli Abba.


Avete creato un album davvero lungo. L'ultima traccia "The Last of Independent Romantics" dura più di nove minuti. Cosa vi ha portato a creare una traccia così lunga? Ci avete lavorato molto? E a chi è rivolta la canzone? Chi è "The Last of Independent Romantic?


In ogni album abbiamo sempre una canzone lunga che ha quella sorta di sensazione che hanno un po' tutte le canzoni messe in chiusura. C'è molta nostalgia in quella melodia che ti riporta a pensare all'infanzia, almeno per quanto mi riguarda. Abbiamo pensato che fosse una chiusura perfetta.  Abbiamo sempre cercato per ogni album di creare una canzone che potesse mettere alla prova l'ascoltatore. Sono presenti molte canzoni orecchiabili, ma l'arrangiamento musicale è spesso complesso, mentre con questa canzone ci sono molti colpi di scena e soprese. Per quanto mi riguarda pensavo che fosse la canzone perfetta con la quale chiudere l'album. Chi sono gli "Independent Romantics"... be', ci sono molti testi che trattano d'amore ed evasione come detto prima, ma è difficile essere romantici in questo mondo. La mia ragazza è italiana viene da Verona, e quando vengo in Italia sento ancora che il romanticismo persiste. In Svezia non solo il tempo è freddo ma si percepisce quella sensazione di freddezza anche nell'approccio con le persone soprattutto se si vive in una grande città. Penso che sia un qualcosa andato perduto, e ispiriamo a portarne indietro un po' nell'album.

 

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La prossima domanda riguarda la canzone "Pretty Thing Closing In", nella quale si possono sentire delle voci in sottofondo parlare in italiano. È stata una sorpresa per me e mi chiedevo se avessi scelto la lingua italiana per i motivi che mi hai menzionato prima.


Sì, quella è stata una delle ragioni di cui parlavo. La mia ragazza era con noi in studio e volevamo che il nostro album fosse rappresentato dal maggior numero di lingue possibili. Abbiamo utilizzato lingue come portoghese, polacco, russo, spagnolo, libanese, finlandese, francese e ho pensato che fosse arrivato il momento anche per l'italiano e "Pretty Thing Closing In" era la canzone adatta. È stato molto divertente.


Perché vi piace avere tutte queste lingue nelle vostre canzoni?


Perché penso che aiuti a raggiungere quello stato di evasione. Quando ascolti la nostra musica è come se fossi in movimento. Inoltre, aggiunge quell'elemento esotico, anche se può sembrare superficiale come cosa. In più le nostre canzoni sono anche un tributo alle donne ed è qualcosa che ci piace rammentare in ogni album. In qualche modo le due cose vanno a braccetto.


Avete altre influenze oltre a quelle degli anni 80' come gli anni 70' o 60'? Perché in questo album ho notato alcuni riferimenti a quel periodo.


Certamente, sono sempre stato un fan dei Fleet Wood Mac, per esempio, ma ovviamente anche dei Whitesnake della prima ora, dei Deep Purple, e anche The Alan Parson Project è riuscito a ispirarmi negli anni, sia la loro musica degli anni 70' sia quella degli anni 80'. È difficile riuscire a incanalare tutte le influenze perché richiede tempo raggruppare il tutto per farne una cosa speciale che abbia un nostro tocco, ma penso che ci siamo riusciti.


Si prende lui cura anche del lavoro di grafica e dell'artwork? Perché sembrano essere ispirati da serie di fantascienza degli anni 80'. Magari ne ha una preferita. Cosa potresti dirci?

 
In realtà è Sebastian, il nostro chitarrista e percussionista, che progetta gli art work per i nostri album. Gli diamo delle linee guida e inizia a lavorarci sopra. Ha fatto quella di "Amber Galactic" ma per "Sometimes The World Ain't Enough" si era bloccato e quindi un altro nostro amico Carlos Del omo che era il tastierista dei "Soilwork" si è fatto avanti per prenderne il posto. È riuscito a finire il tutto e penso che abbia fatto un lavoro incredibile. A volte è difficile spiegare la tua idea a un graphic designer, ma penso che sia riuscito a raffigurare perfettamente quello che volevamo sulla copertina. In "Amber Galactic" la ragazza sulla copertina sembra essere dubbiosa e non indossa tute adeguate all'ambiente spaziale in cui si trova, in questo invece il suo casco è aperto come segno di sconfitta verso lo spazio.

 

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Potremmo dire  che esiste una sorta di trend tra le band del centro-nord Europa: sembrano amare molto il classic rock degli anni 80' e 70'. Pensi che dietro ci sia un motivo? Perché ne siete così ossessionati?


È una bella domanda. Uno dei motivi per i quali abbiamo fondato la band era perché sentivamo che mancava qualcosa nel mondo. Abbiamo suonato in una band metal per vent'anni e ci piaceva, ma come ho detto c'era sempre qualcosa che mancava e in quel periodo stavano emergendo band che facevano retro rock, molte delle quali avevano un suono tipico dei Led Zeppelin o Black Sabbath con alcuni elementi del progressive e con testi molto freddi. Volevamo catturare quelle sonorità di fine anni 70' inizi anni 80' siccome era qualcosa che si allineava di più con noi e abbiamo pensato che non ci fosse nulla che avesse lo stesso suono. Abbiamo sentito il bisogno di proporre la nostra musica come se fosse una missione sia per noi stessi che per i fan. E questo penso che sia il motivo per il quale siamo riusciti a spiccare in questa onda retro rock. Mi piace mettere a confronto il nostro suono con la cocaina e la marijuana. La nostra band richiama più quel suono tipico di quel periodo nel quale girava cocaina mentre le altre tendono più all'erba.


Il vostro tour promozionale è stato già pianificato e verrete anche in Italia al Legend Club a Milano il prossimo dicembre. Quali sono le reazioni che avete ricevuto dal pubblico italiano? Avete visto una crescita dei vostri fan dato che verrete a suonare qui tra pochi mesi?


Abbiamo ricevuto reazioni molto positive. In Italia c'è una grande tradizione per quanto riguarda il progressive rock e ne esce sempre della musica fantastica. Una cosa che mi ha sorpreso e quando la mia ragazza mi ha fatto vedere i cartoni giapponesi con le sigle italiane, per me è stato come scoprire un nuovo mondo. Deve essere stata un settore davvero importante al tempo perché ne avete un sacco in Italia, non ne avevamo così tanti negli anni 80' in Svezia. Al tempo era come la Russia. Penso quindi che ci sia un gran interesse in Italia per questo tipo di musica e abbiamo ricevuto finora reazioni positive. Era ora che suonassimo in Italia e sono sicuro che sarà molto interessante.


Questa era la mia ultima domanda. Volevo ringraziarti per il tempo dedicatoci e mi piacerebbe chiederti se vorresti lasciare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan italiani.


Certo, come detto prima non abbiamo mai suonato in Italia e siamo felici di venire finalmente a Milano a esibirci. Se tutto andrà nel verso giusto daremo un bello show a tutti i fan del classic rock.

 

Ci vediamo a Milano allora! Grazie per il tuo tempo.




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