Cindy Blackman Santana (Cindy Blackman Santana)
La virtuosa batterista statunitense Cindy Blackman Santana (moglie di Carlos) ritorna dopo anni sulle scene con "Give The Drummer Some", il suo nuovo album solista, che integra diverse personalità influenti nel panorama musicale contemporaneo ed i loro stili unici, in un'inebriante esplosione di colori ed energia.
Articolo a cura di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 21/10/20
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Ciao Cindy! È un piacere averti qui su SpazioRock! Come stai?

Ciao! Grazie mille per l'interesse. Alla grande, tu come stai?

Piuttosto bene, ti ringrazio! Congratulazioni per il tuo nuovo album, "Give The Drummer Some", uscito lo scorso settembre! Come ti senti a riguardo al momento?

Grazie mille anche per l'opportunità di parlare della mia musica e del lavoro che abbiamo fatto. Mi sento benissimo. Volevo davvero fare qualcosa che mostrasse molti lati musicali diversi e non solo una tipologia, quindi sono molto felice della varietà, della qualità, del talento musicale e del cuore che tutti hanno messo in questo progetto.

Ho letto che tutte le tracce sono state scritte negli ultimi tre anni, mentre ne sono passati sedici dal tuo precedente lavoro solista, "Music For The New Millennium". Cosa c'è stato nel mezzo e come sei venuta fuori con nuova musica?

Abbiamo registrato in un periodo di tre anni fondamentalmente perché tutti eravamo davvero impegnati. Eravamo in tour e poi, quando ho deciso di fare così tante parti vocali, ci è voluto un po' più di tempo per scrivere le canzoni e metterle insieme. Una volta che siamo stati in grado di mettere giù tutto, tre anni sono passati velocemente. Hanno partecipato diverse persone, quindi mettere insieme i programmi di tutti non è stato un compito facile, ma fortunatamente ce l'abbiamo fatta. Per quanto mi riguarda, oltre ai vari tour, sono accadute diverse cose anche nella mia vita personale - matrimonio, questioni familiari, ecc - ma era decisamente trascorso molto tempo. E non ne lascerò passare ancora così tanto prima di fare qualcosa di nuovo: infatti sto già iniziando a lavorare al mio prossimo progetto musicale! (ride, ndr) Il processo di scrittura di questo album è stato davvero organico, era ciò che volevo: ottenere l'interazione tra le persone presenti nel disco e anche col produttore vocale, Narada Michael Walden, che ha contribuito alla stesura di sette canzoni. Nei miei dischi precedenti tutte le canzoni sono state scritte da me, forse una/due dai membri della mia band, ma volevo davvero ottenere l'interazione delle energie di tutti, quindi siamo entrati in studio e abbiamo semplicemente iniziato a lavorare in maniera organica. Avevo alcuni pre-concetti, ovviamente, che ho esposto, ma fondamentalmente abbiamo anche trattato quelle idee come nuove: volevo input, opinioni altrui, strutture a cui avrei potuto non pensare, dinamiche fra le persone. Dunque abbiamo messo insieme queste diverse tracce, strutture e stati d'animo, vibrazioni ed energie, et voilà, ecco "Give The Drummer Some".

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Diversi special guests hanno contribuito alla nascita di questo disco: Kirk Hammett dei Metallica, John McLaughin, Vernon Reid e, ultimo ma non meno importante, tuo marito Carlos Santana; quasi tutte persone che conosci molto bene. Com'è stato lavorare con persone con cui si è amici da tanto tempo?

Sì, conosco alcuni di loro molto bene! Ho incontrato Kirk Hammett solo una volta e ho pensato che fosse una persona fantastica; prima di conoscerlo, sapevo già che era un grande chitarrista. L'ho incontrato nel backstage ad un concerto di Jeff Beck ed è stato molto gentile, quindi lui è una nuova persona che ho incontrato. Sono amica di Vernon Reid da diverso tempo, entrambi abbiamo suonato in una band chiamata Spectrum Road con John Medeski e il compianto bassista dei Cream e dei Tony Williams Lifetime, Jack Bruce. Vernon ed io abbiamo suonato tanto insieme, fatto un sacco di concerti, l'ho anche portato in tour con la mia band: volevo davvero coinvolgerlo, e abbiamo già parlato del fatto che sarà presente anche nel mio prossimo disco, qualora dovesse accadere. John McLaughlin, invece, è uno dei miei eroi: adoro il suo modo di suonare, sono una sua grandissima fan da decenni, da quando l'ho sentito suonare con i Tony Williams Lifetime nella sua line-up originale - con Tony Williams alla batteria, Larry Young all'organo e ovviamente John alla chitarra; ho desiderato incontrarlo da allora, da quando l'ho sentito con Miles Davis. L'avevo visto suonare a New York ma non avevo ancora avuto modo di incontrarlo. Poi io e la mia band abbiamo aperto per il gruppo Chick Corea/John McLaughlin a Dublino e ho avuto la possibilità di incontrare John dopo il concerto, quindi mi sono presentata e gli ho detto quanto lo amavo, quanto era innovativo e siamo diventati subito amici. Lui e Carlos sono grandi amici: hanno registrato insieme, hanno studiato con lo stesso guru e quando ho conosciuto il mio futuro marito, ciò mi ha aiutato a rafforzare la mia amicizia con John e la sua famiglia, sono tutte persone fantastiche. Il primo incontro con Carlos Santana è stato molto breve, ero in tour in Germania con Lenny Kravitz per un concerto e lui ha aperto per noi. C'è stato solo un "Ciao, come va?", per cui niente scintille, niente se non ovviamente il totale rispetto per il suo talento musicale. Ma nel 2010, cinque anni dopo, lui aveva bisogno di un batterista per un concerto, dato che Dennis Chambers non poteva e mi ha chiesto se potevo fare quel concerto. Prima che riuscisse a finire la domanda nella mia mente avevo già risposto di sì (ride ndr). Da lì le cose sono progredite in fretta nel nostro rapporto sia personale che musicale. Quindi ho sicuramente un legame molto personale con quasi tutti e si sente in ogni singola canzone, perché tutti mettono tutto il loro cuore, le loro energie e la loro concentrazione nel dare il massimo per questo lavoro. Non potrei essere più felice.

La traccia di apertura è una cover di "Imagine" di John Lennon. Hai un legame speciale con questa canzone intramontabile?

Ho un forte legame con quella canzone, grazie per avermelo chiesto. L'ho sentita da bambina e le sue parole, tutti i sentimenti che evoca, il significato e la rilevanza per l'umanità mi sono sempre rimasti impressi e mi hanno toccato il cuore. Durante le sessioni di scrittura tutto era stato originale fino a quel momento, poi Narada Michael Walden mi ha chiesto: "Qualora avessimo l'intenzione di fare una cover, di quale canzone sarebbe?", e "Imagine" è stata la mia prima scelta. Abbiamo iniziato a lavorare sulla nostra versione di questa canzone ma, con tutto il rispetto per le altre versioni che ho ascoltato, non volevo farne una simile a queste: volevo una versione funk rock perché quella è la vibrazione che si adatta al mio disco, alla mia persona e al periodo storico che stiamo vivendo ora, quindi volevo davvero fare qualcosa di diverso. Narada è un'altra persona a cui sono molto legata, anche con la sua famiglia, e ha messo tutto il suo cuore in questo disco. Sapendo che ho suonato con Kravitz per così tanto tempo, mi ha chiesto se mi piaceva la sua versione di "American Woman" e io ho risposto "Sì certo, l'ho suonata un migliaio di volte!" Allora ha detto "Perché non lo usiamo come base?", così ha estrapolato il riff della canzone e l'abbiamo usato per costruirci attorno tutto il resto; quindi ho creato un groove in base a quel riff, e ho cambiato l'attitudine della voce per adattarla al groove del ritmo dettato dalla batteria e siamo partiti da lì. Carlos ha aggiunto un fantastico assolo di chitarra sopra, un outro ed alcune improvvisazioni. E così abbiamo fatto tutto da soli grazie al coinvolgimento di tutti, abbiamo creato degli ottimi arrangiamenti. Sono davvero felice perché a Yoko Ono è piaciuta e questo significa tantissimo per noi. Per me personalmente è come se a John Lennon stesso piacesse la nostra versione perché lei è John Lennon; è non solo una gratificazione, ma una totale conferma che abbiamo fatto un buon lavoro.

Il tuo album è un mix di funk, jazz, pop, rock e persino rap, con varie tematiche trattate nei testi. Qual è il brano dell'album che ritieni sia il più rappresentativo di questa fusione di elementi diversi? E quello più divertente da arrangiare?

Se dovessi scegliere solo una traccia che contenga il maggior numero di elementi diversi, sceglierei proprio "Imagine" perché ha un'atmosfera funk rock, un potente assolo di chitarra, ha un bellissimo messaggio e alcune improvvisazioni, e non è suonata in forma convenzionale. Mi è piaciuto molto anche il processo di creazione di "Evolution Revolution". In origine doveva essere strumentale, ma pensavo che avesse bisogno di un qualcosa in più. Una mattina ho fatto un giro da sola, nella zona di San Francisco; mi sono seduta in macchina vicino all'acqua ascoltando la canzone e subito i testi e le melodie sono affiorati nella mia mente, quindi ho preso carta e penna e ho iniziato a scrivere. Mi piace anche il brano "Social Justice" e come è venuto fuori, perché abbiamo suonato un po' di improvvisazioni e poi ho avuto questa idea di una canzone che parlasse delle ingiustizie che stanno accadendo, ma anche di sensibilizzazione. Ho inviato la traccia ad Andy Vargas - che canta e rappa sul pezzo - e gli ho chiesto: "Puoi rappare su un qualcosa come questo?" Perché non è una melodia tipica, ma mentre l'ascoltavo sentivo qualcuno che rappava sopra e ha detto "Oh sì certo, amo questo genere di cose!". È stata un'ottima cosa perché mette insieme alcuni generi e mostra nuove possibilità per il rap. Il ritmo viene da tutti i membri della band: della chitarra, del basso, ovviamente della batteria ma anche del cantante, e Andy ha un forte senso del ritmo quindi sono davvero contenta di come sia venuto fuori questo brano.

Se dovessi completare il titolo dell'album, "Date al batterista un po' di"... un po' di cosa? Un batterista di cosa ha maggiormente bisogno?

Posso completarlo velocemente! (ride ndr) "...un po' di amore", questo è quello che direi. Molte volte le persone dimenticano quanto la batteria sia importante nei cambi di ritmo, in qualsiasi tipo di musica. La batteria occupa una posizione molto importante nell'evoluzione di un brano e un batterista vuole essere riconosciuto per questo. I batteristi devono essere molto adattabili alle varie situazione, teniamo gli altri elementi musicali incollati assieme e forniamo loro una base per esprimersi ed espandersi.

Hai scritto la canzone "Quarantine Blues" e l'hai eseguita con alcuni dei tuoi grandi amici, tutti a casa, per il MusicCares Coronavirus Relief Fund, che aiuta i musicisti colpiti dalla crisi della musica live. Puoi dirci di più su questa esperienza e sull'importante causa per cui hai lavorato?

Questo è un periodo difficile per l'umanità intera: alcune persone sono rimaste senza lavoro, hanno perso i propri cari oppure sono cadute in depressione. Ciò che abbiamo fatto è stato essere il più edificanti e positivi possibile. John McLaughlin mi ha contattato e mi ha chiesto se potevo scrivere il testo per una canzone che aveva composto e cantarci sopra. Avrei potuto anche suonare la batteria, ma non avevo il set impostato per poter registrare correttamente, ma è andata alla grande perchè Narada è un bravissimo batterista. "Quarantine Blues" è il titolo che lui voleva usare, che a primo impatto può risultare un po' deprimente, ma l'abbiamo reso in maniera positiva perché abbiamo bisogno di cose positive per elevare le persone; quindi ho semplicemente scritto dei testi per dimostrare che siamo davvero in un momento orrendo, ma possiamo usare questo tempo per rimettere a posto i nostri fili, resettare noi stessi e i nostri cuori, in modo da poter uscire da questa situazione senza l'odio, il pregiudizio e capire che siamo tutti un'unica entità nei diversi schemi della vita. È quando siamo in grado di vedere una persona come un'altra versione di noi stessi che abbiamo vinto.

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Non so se hai letto di Nandy Bushell, la piccola grande batterista rock che ha conquistato i cuori di numerosi artisti. Anche tu hai iniziato a suonare la batteria da bambina: cosa ti ha attratto di più di questo strumento tanto da spingerti ad intraprendere una carriera musicale? E cosa vuoi dire a Nancy e agli altri ragazzi che hanno una grande passione nel suonare uno strumento musicale?

Certo che la conosco! E sì, ho iniziato a suonare intorno ai sette anni, quando ho ricevuto per la prima volta la mia batteria (ride, ndr), ed è meraviglioso vederla in azione perché sa già cosa vuole fare. Ho avuto la stessa fortuna, sapevo già cosa volevo fare; molte persone non lo sanno, è un peccato, quindi rimangono confuse, si perdono per strada o si distraggono perché non hanno un obiettivo o una direzione. Sono contenta di vedere così tanti giovani che hanno una direzione, che sanno cosa vogliono fare, totalmente focalizzati su quello, è fantastico. Quello che mi ha guidato è sempre stato l'amore per lo strumento, per la musica. Non ho mai deciso di intraprendere una carriera musicale, sapevo solo che era tutto quello che volevo fare; ovviamente non sapevo cosa ci volesse per essere un musicista, cosa fosse una carriera musicale, cos'era andare in tour. Ero ancora troppo giovane. Sapevo solo di aver da sempre amato la batteria, di voler suonare, fare musica, imparare e crescere: questo è tutto quello che sapevo. Quindi per me è stata un'esperienza molto organica e un'unione molto onesta con lo strumento e con la musica, solo per puro amore. Ai bambini che hanno una grande passione per la musica voglio dire di non lasciarsi scoraggiare da niente e nessuno, di amare sinceramente e il più possibile lo strumento, ascoltare i maestri della musica, applicarsi, continuare a crescere, rimanere nel proprio spazio creativo, divertirsi e condividerlo con il mondo.

E cosa vorresti dire alle persone che leggeranno questa intervista?

Per rimanere di nuovo positivi, sapendo che tutto ciò che stiamo attraversando sta influenzando tutto il mondo, l'umanità e l'ambiente, dobbiamo avere fede nel fatto che le cose cambieranno, perchè succederà. Ma sono molte le cose che possiamo fare, tra cui mantenere alte le nostre vibrazioni su ciò che dobbiamo fare: rimanendo in uno spazio confortevole, ad esempio ascoltando musica, meditando, stando nella natura, amando la nostra famiglia, leggendo libri positivi, avendo una visione positiva nel trovare questa sovrastruttura in qualunque cosa stiamo facendo, con la coscienza che tutti i nostri pensieri possono tradursi in fatti e azioni concreti. Un pensiero è una cosa reale, quindi dobbiamo essere molto consapevoli di ciò che stiamo pensando e di ciò che stiamo provando, perchè stiamo effettivamente mettendo le energie nell'universo per creare le cose. Dobbiamo assicurarci di creare cose utili e positive che elevano e non cose che incatenano qualcuno. Ce n'è abbastanza per tutti su questo pianeta, ma c'è altrettanta iniquità, ci sono persone che hanno miliardi di dollari e persone che non hanno nulla. Concentriamoci sull'equilibrio, in modo che tutti possano essere accuditi dalla Madre Terra che ha la capacità di rigenerarsi. Pensa a Venezia: amo quella città, ci sono stata tante volte, ma l'acqua è torbida; durante il lockdown l'acqua si è ripulita! È una lezione: se glielo permettiamo, se facciamo le cose giuste, se ricambiamo il suo amore, non inquinandola, la natura ci fornirà tutto il nutrimento di cui abbiamo bisogno.

Grazie mille per il tuo tempo e i migliori auguri per tutto. Un caro saluto anche a Carlos!

Grazie mille per la bellissima intervista, mi sono divertita molto, spero di averne una copia! Quanto a Carlos, glielo dirò quando tornerà a casa. Grazie per aver pensato a lui, apprezzerà di sicuro!
 
--- ENGLISH VERSION ---
 
Hi Cindy! Welcome to SpazioRock.it, our webzine. It's a pleasure to have you. How are you?
 
Hi! Thank you very much for the interest. I'm great, how are you?
 
Pretty good, thank you! Congratulations on your new studio album, "Give The Drummer Some", published last September! How do you feel about it at the moment?
 
Thank you also for the opportunity of talking about the music and what we've done. I feel really great about it. You know, I really wanted to do something that showed a lot of different sides of music and not just one kind of vision or something, and so I'm really happy with the variety, the quality and the level of musicianship and heart that everybody put into this project.
 
I've read that you wrote all the tracks in the last three years, and it's been 16 years since your previous solo work, "Music For The New Millennium". What came in between and how did you come up with new music?
 
Well, we recorded over a period of three years basically because everybody was really busy, we were on tour and, when I decided to do so many vocals, then it took a little more time to write the songs and get that together. So once we were able to really make a formulation of all the music and everything, three years just passed by quickly. You know, there's a lot of different people on the record so to get everybody's schedules together was a bit of a task, but fortunately we did it. In between, there was a lot of stuff. Touring, being very busy also in life - I got married, family things, and so on - so a lot of things were involved, but a lot of time definitely passed by. And I won't let time do the same again, in fact I'm already starting to work on music for my next project! The writing process for this record was really organic, which I really wanted: I wanted to get interaction among the people involved and also with the vocal producer, Narada Michael Walden, who co-wrote like seven songs together. In my previous records all the songs were written by me, maybe one/two by my band members, but I really wanted to get the interaction of everybody's energies, so we got into the studio and we just started coming up with stuff organically. I had some pre-conceived ideas, of course, that I laid out, but we basically even treated those ideas just as new fresh organic ideas: I wanted input, other opinions, textures that I might haven't thought of, I wanted dinamics from other people, so we put together these different tracks, textures and moods, vibrations and energies, et voilà, there we have "Give The Drummer Some".
 
This album features special guests like Kirk Hammett from Metallica, John McLaughin, Vernon Reid and, last but not the least, your husband Carlos Santana. You know some of them quite deeply: how was it working with people you're close friends with?
 
Yes, some of them are! I met Kirk Hammett only one time and I thought it was a great person; before meeting him, I knew he was a great guitarist. I met him backstage at a Jeff Beck concert and he was very nice, so this is a new person that I've met. I've been friends with Vernon Reid for quite some while, we both played in a band called Spectrum Road featuring John Medeski and the late great bass player from Cream and Tony Williams Lifetime, Jack Bruce: so Vernon and I did a lot of playing together, a lot of touring, I had him on tour with my band, so I really wanted to involve him. We've been talking about him being on my next record whenever it may happen. And John McLaughlin is one of my heroes, I love his playing, I've been such a huge fan for decades. I first heard him in Tony Williams Lifetime's original line-up - with Tony Williams on drums, Larry Young on horgan and of course McLaughlin on guitar -, I loved to met him since I've heard him with Miles Davis. I saw him playing in New York, but back then I hadn't had the chance to meet him yet. But my band was playing in Dublin and we opened for the Chick Corea/ John McLaughlin group, and I got the chance to meet John after the concert, so I introduced myself and told him how much I loved him and how innovative he was, and we became fast friends. John and Carlos are great friends: they recorded together, they studied with the same guru, so some years later, when I met my future husband, that helped solidify my friendship with John. Those two talk all the time, and I'm in touch a lot with him and his family too, they are all great...it's just a beautiful thing. And, as for Carlos Santana, I met him very very briefly. I was in tour in Germany with Lenny Kravitz for a concert, and he opened for us; just "Hello! How are you doing?" with no sparks, nothing but respect of course for his musicianship. But in 2010, five years later, he needed a drummer for a concert 'cause Dennis Chambers couldn't make it, and he asked me if I could make that concert: before he managed to finish the question, in my mind I already answered yes! That's how we met and things sped up from there, in both our personal and musical relationship. So I certainly have a really personal tie with almost everybody on the record and you can feel that in every single song, because everybody put their whole hearts, energies and focus into really giving their all, their best for this record. I couldn't be happier!
 
The opening track is an alternative cover of "Imagine" by John Lennon. Do you have a special connection with this evergreen song?
 
I do have a great connection with that song, thank you for asking it. I heard it as a child, and the words in that song and the whole feelings that it evokes, the meaning and the relevancy to humanity have always stuck out to me, and touched my heart. So, during the writing sessions in the studio with Narada Michael Walden During, everything was original up to that point, and he said: "If we're going to do a cover, what song would it be?", and "Imagine" was my first choice. We began to work on our version of this song and, with all the respect to all other versions that I've heard, I didn't want to do a version like that: I wanted a funk rock version because that's the vibration that fits my record, me, and I also think the timeline we're living now, so I really wanted to do a different version. Narada is another person who I am very close with, he's a very good friend of Carlos, and we became really great friends, like brothers and sisters, we're very close with his family too, so that's another one who put his whole heart into this record. Knowing that I played with Lenny Kravitz for so long, he asked me if I liked Lenny's version of "American Woman" and I said "Yeah! I know it well, I played it a thousand times!", and he replied "Why don't we use that as a bed?", so he took the riff of the song and we used it to kinda build the stuff around. I laid down a groove the way that I would play to that riff, I changed the feeling of the vocals to match the groove of the rhythm that I was playing with the drums and we went from there; Carlos then put a fantastic guitar solo on the top of it and an outro with some ad libs. We really made it on our own thanks to everybody involved, and I'm really happy because Yoko Ono likes it and that means a world to us. As for me, that's just like having John Lennon himself that loves the version we made because to me she's John Lennon; it's not only a gratification but a total confirmation that we did a pretty good job.
 
Your album is a mix of funk, jazz, pop, rock and even rap in some rhymes, with various themes in the lyrics. Which is the track on the album that you think is the most representative of this fusion of different elements, and the funniest to arrange?
 
If I had to choose only one track that I think has the most elements in it, I'd go with "Imagine" because it has the funk rock vibe, the screaming guitar solo, it has a beautiful message, it has some different ad libs, and we're not playing in a conventional form. And I really enjoyed "Evolution Revolution" and the process of coming up with that song, because it originally meant to be instrumental. I was thinking that it needed something, so I took a ride one morning by myself, in San Francisco area. I sat in the car by the water listening to the song and then lyrics and melodies just started coming in my mind, so I just grabbed pen and paper and started writing down these lyrics. I also like "Social Justice" and how that came out, 'cause we played some improvs and then I had this idea for a song that was going to talk about the injustices that are happening but that also could bring awareness to it. I sent the track to Andy Vargas - who's singing and rapping on it - and I asked him "Can you rap on a feeling like this?". It's not a typical tune, but I was hearing somebody rapping on it and he said "Oh yeah, of course, I love this kind of things!": that was a great thing because it really shows new possibilities in rap. A strong pulse is needed, and it is a responsibility of everybody in the band to hold it: of the guitar, the bass, of course the drums but also the singer, and Andy's got a really strong pulse in that, you really feel where the groove is, so I'm really happy with the way it came out.
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If you'd have to finish the album title "Give The Drummer Some"... some what? What does a drummer need the most?
 
I can finish that quick! Some love, that's what I would say. A lot of times people forget that the drums and the rhythm is so important in music. Every time there's a major change in the rhythm in any kind of music, the drums hold a very important position in the evolution of music and a drummer wants to be recognized for that. Drummers have to be so adaptable to a situation because we are gluing all the pieces together. They provide sometimes a bed for them to play on and sometimes they're expanding over, and everybody's responsibility is to hold the rhythm.
 
You wrote the song "Quarantine Blues" and performed it with some of your great friends, everyone at home, for MusicCares Coronavirus Relief Fund that helps struggling musicians who have been severely affected by the shutdown of all live music events. Can you tell us more about this experience and the great cause you worked for?
 
This is a difficult period for the whole humanity: some people lost their jobs, lost their relatives or they've fallen into depression. So what I've have been doing is being as uplifting and positive as possible. John McLaughlin contacted me and asked me to write lyrics for that song he wrote and to sing on it... I could have played drums on it but I was not in a position to record drums properly at that time, I didn't have my essence stuff set up, but it worked out fine 'cause Narada is a great drummer. "Quarantine Blues" is the title that he wanted to use, that can be kinda depressing at first, but we turned this in a positive way because we need some positive things to uplift people, so I just wrote lyrics that were like that to show that ok, we are really in a horrendous time, but we can use this time to reset our wires, our hearts, ourselves so that we can come out of this without all the hatred, the prejudice, understanding that we are all one in the whole scheme of life, and once we are to able to see a person as another version of ourselves...that's when we've won.
 
I don't know if you've read about Nandy Bushell, the ten-year-old-rock girl drummer that has conquered the hearts of so many artists; I read that you too started learning how to play drums when you were a kid. What attracted you the most about this instrument that made you decide to pursue a music career? And what do you want to tell Nancy and other kids that have a really great passion for playing an instrument?
 
Of course I know who she is! I started playing at around seven years old, that's when I first got my drum kit, and it's wonderful to see her 'cause she came here knowing what she wants to do. I had the same thing, I came here knowing what I wanted to do, who I was already, and many people don't know that, it's unfortunate, so a lot of people get confused, lost by the way, or just get distracted because they don't have a goal or direction. I'm glad to see so many young people coming up that have the direction, knowing what they want to do, wholly focused, so it's great. The thing that guided me was the love of the instrument, of music, ‘cause I've never decided to pursue a music career, I just knew that's all I wanted to do; I didn't know what it took to be a musician, what a music career was, what a tour was...I was too young. I just knew that I‘ve always loved to play the drums, to play music, to learn and grow, that's all I knew. So for me it was a very organic experience and a very honest join into the instrument and the music, just purely because of love. And to the kids who a have a great passion for playing music, I wanna tell them not to get deterred by anybody, anything, to truly love the instrument as much as you can, listen to the masters of the instrument and music, take what you love, apply to yourself, keep growing, stay in your creative space, enjoy what you do and share it with the world.
 
And what would you like to say to the people who'll read this interview?
 
To, again, remain positive, knowing that everything we're going through is affecting the entire world, all humanity and all environment: we'll turn around, things will change, we must have faith in that ‘cause it will. But there are many things we can do, like keeping our vibrations running high about what we have to do: by remaining in a loving space, e.g. by listening to music, doing meditation, being in nature, loving our family, reading positive books, having a positive outlook in finding this overlay in whatever we're doing, and just being conscious and aware that all of our thoughts would lead into all our actions and deeds. A thought is a thing, it's actually to create a physical thing, we have to be very conscious of what we're thinking and what we're feeling, 'cause we're actually putting the energies into universe that create things; so we have to make sure that we are creating helpful and positive things that bring each other up and not that hold somebody down. There's enough for everybody, but there are inequities too, there are people who have billions of dollars and people who have zero dollars. So let's focus on balance, on everybody being able to be taken care by Mother Earth, which we are, we can see that she has the capability to regenerate herself. Look at Venice: I love that city, I've been there plenty of times, but the water is funky; during COVID the water has cleaned up! It's a lesson: if we allow her, if we do the right things, if we love her back, not polluting her, she will provide us all the nutrition that we need.
 
Thank you very much for your time and best wishes for everything. And send greetings to Carlos, too!
 
Thank you very much for the great interview, it was so much fun, I hope to get a copy of that! 
As for Carlos, I'll tell him when he comes back home. I know he will appreciate that, thank you for thinking about him!



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