Crazy Lixx (Danny Rexon)
In occasione dell'uscita del loro ultimo disco "Forever Wild", abbiamo parlato con Danny Rexon, voce dei Crazy Lixx, per sapere di più sulle novità riguardanti una delle band hard rock più cool del momento.
Articolo a cura di Isadora Troiano - Pubblicata in data: 08/06/19
Ciao e benvenuto su SpazioRock, è un piacere averti con noi.Cominciamo parlando del nuovo disco dei Crazy Lixx, "Forever Wild", come sta andando e come sta reagendo il pubblico?
 

Ciao a tutti e grazie a voi! Finora la risposta del pubblico al disco è stata molto buona, abbiamo già superato le più rosee aspettative per quanto riguarda il numero di riproduzioni e visualizzazioni su Spotify e YouTube, per le vendite non abbiamo ancora numeri specifici ma del resto il disco è uscito da poche settimane. Comunque le reazioni sono state molto buone, l'abbiamo visto dai commenti dei fan sui social e da quelli che abbiamo avuto l'occasione di incontrare ai concerti fatti finora. E anche le recensioni sono molto positive.

 

Infatti noi l'abbiamo apprezzato molto, l'ho recensito personalmente e mi è piaciuto molto. Com'è nato questo disco? Parlaci un po' del processo creativo che vi ha portato alla sua creazione.

 

Abbiamo iniziato a costruire il nuovo disco partendo dal precedente lavoro "Ruff Justice", sai è la prima volta che ci concediamo il lusso di avere la stessa formazione per due album consecutivi, prima non era mai successo, in più io stesso mi sono occupato della produzione. L'avevo fatto per la prima volta per il disco precedente e ho imparato moltissime cose che mi sono portato dietro nel nuovo lavoro. Inoltre abbiamo usato lo stesso studio di registrazione e con noi c'è stato Chris Laney al mixaggio, entrambe le volte. Quindi, con tutti questi elementi insieme, il lavoro che abbiamo fatto è stato cercare di fare ancora meglio dell'altra volta e credo che ci siamo riusciti. Il feeling che si ha dai due album è diverso, "Ruff Justice" era più cupo, mentre "Forever Wild" è un disco molto più allegro, con un'attitudine molto più positiva. Comunque per quanto riguarda il processo di composizione, è stato più o meno lo stesso della volta precedente, abbiamo consolidato e migliorato il lavoro fatto finora.

 

L'influenza degli anni '80 è una vostra caratteristica fondamentale, ma il bello della vostra musica è che riuscite sempre a mantenere la vostra impronta personale, come ci riuscite?

 

Guarda, non sono sicuro che siamo totalmente consapevoli di come facciamo, semplicemente uniamo voce e strumenti, ci mettiamo dentro tutti noi stessi, ovviamente siamo ispirati dagli anni '80 ma anche grazie alle strumentazioni più moderne e i sound di questa epoca riusciamo a mixare le cose. Inoltre penso che non sia possibile semplicemente copiare dalle band del passato, senza lasciare il proprio marchio, per noi è qualcosa di naturale.

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Dopo tanti anni di carriera, tour mondiali e dischi, qual è il vostro punto di forza, ciò che vi spinge a scrivere nuova musica?

 

Come ho già detto, è la prima volta che abbiamo una line up stabile e questo ha avuto un grande impatto sulla nostra musica, per la prima volta non abbiamo dovuto ricominciare daccapo ma proseguire un percorso, costruirci sopra qualcosa di più solido, dove le altre volte abbiamo dovuto partire da zero. Abbiamo sviluppato un rapporto più forte e questo ha permesso al risultato finale di essere migliore.

 

Quali sono le vostre fonti di ispirazione?

 

Per me l'ispirazione è sempre data dall'hard rock e dal rock degli anni '80 e inizi '90, è la musica con cui sono cresciuto e che ho sempre sognato di fare, purtroppo non ho potuto assistere direttamente al momento d'oro, per motivi anagrafici, per cui non ho visto molti dei miei idoli al top, nei loro momenti di massima gloria. Un po' siamo ispirati da una sorta di nostalgia per un'epoca non vissuta, dal desiderio di ricreare quel feeling per gli altri così come è stato per noi

 

Suonerete presto a Milano, al Metalitalia Festival. Com'è il vostro rapporto col pubblico italiano?

 

Torniamo a Milano e nella stessa venue in cui abbiamo suonato due anni fa, per l'uscita di "Ruff Justice", la situazione è simile, sarà appunto un festival e siamo molto felici di parteciparvi. Amiamo la location, amiamo la città e ovviamente amiamo i fan, ci accolgono sempre con grande entusiasmo, sono così pieni di energia e molti di loro sono quasi degli amici personali visto che ci vengono a vedere ogni volta, quasi come gli amici che ci seguono dalla Svezia. Sappiamo che tanti nostri fan di vecchia data saranno a Milano ma ci saranno anche molti nuovi fan e gli vogliamo assicurare un grande show.

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Negli anni, l'ago della bilancia della scena hard rock si è spostato nettamente verso l'area della Scandinavia, cosa ne pensi a riguardo? Perchè secondo te c'è stato questo cambiamento?

 

Penso che a un certo punto l'America abbia lasciato cadere la palla e toccava a qualcuno riprenderla per rimettere in piedi il gioco. Non penso che la Scandinavia abbia fatto tutto da sola ma è indubbio che abbia fatto moltissimo per tenere viva questa "partita", se così possiamo dire. Penso che sia perché la differenza tra America ed Europa è che qui da noi siamo rimasti più fedeli a quello che il rock e il metal sono stati nei tempi d'oro, mentre il rock americano si sta spostando verso direzioni molto diverse e lontane da quello che io personalmente considero rock e metal. Certamente la Scandinavia ha avuto un ruolo molto importante in questo, ma anche la Germania e il Regno Unito, penso sia una cosa anche europea, non solo scandinava. Il motivo...beh non saprei, prima l'America era in testa nel portare alta la bandiera dell'hard rock, per questo il successo di questo genere durante gli anni '80 e '90 è stato così grande, però poi altri generi si sono affermati e ora forse il rock in America non è più così mainstream, mentre in Europa continuiamo a tenere accesa la torcia del rock.

 

La scena hard rock sta tenendo duro negli ultimi 10 anni ma è necessario continuare a lavorare per tenerla viva, cosa pensi a riguardo?

 

Penso che negli ultimi 10 anni il rock si sia un po' rituffato nell'underground, anche perché le grandi band che sono ancora in giro sono band già in attività da molti decenni, che hanno consolidato il proprio successo. Però penso che ci sarà sempre gente che ama il rock, la sua immediatezza, la sua genuinità. Io, per esempio, apprezzo la musica elettronica ma comunque non ha la forza del rock, di una band che suona dal vivo, quindi penso che il rock resterà sempre vivo e spero che ci siano sempre dei giovani che ne mantengano lo spirito, che prendano gli strumenti e imparino a suonarli, non solo attraverso un computer seduti in soggiorno. Non che questa sia una brutta cosa, per quel genere specifico funziona, ma la musica rock è diverso, ha bisogno di tutt'altra energia.

 

Grazie mille per il tuo tempo!
 

Grazie a te!




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