Delain (Charlotte Wessels, Martijn Westerholt)
Dopo un lungo periodo, i Delain sono tornati con il post-apocalittico "Apocalypse & Chill", sorprendendo i fan. Abbiamo parlato della creazione di questo nuovo lavoro con la cantante Charlotte Wessels e il tastierista Martijn Westerholt.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 07/02/20

Ciao ragazzi, benvenuti su SpazioRock! Partiamo con il vostro nuovo album "Apocalypse & Chill", in uscita in questi giorni. Ci avete lavorato per molto tempo e presenta molte differenze rispetto ai vostri lavori precedenti. Come presentereste questo nuovo lavoro ai fan?

 

Martijn: Credo che sia il nostro più vario e che si distingue maggiormente nella nostra discografia. Ci sono molti elementi diversi che rappresentano il sound dei Delain messi insieme. Troviamo canzoni con molta orchestra, altre basate su elementi elettronici, altre più pesanti, soprattutto dal punto di vista dei riff. Ci sono anche parti più soft e melodiche.

 

Charlotte: Sono d'accordo, è un album molto vario.

 

Potete raccontare qualcosa di più sul concept dell'album?

 

Charlotte: Non si tratta di temi che vengono spesso affrontati in una rock opera o nei concept album. Il tutto è nato quando ho iniziato a scrivere i testi per le prime canzoni e da lì abbiamo immaginato un concept distopico su un mondo post-apocalittico. Credo di essere stata influenzata anche dal periodo in cui abbiamo scritto i pezzi. Bastava accendere la tv o aprire un giornale per leggere notizia di foreste in fiamme e altre catastrofi, ma poi se vai sui social media quasi tutte le persone appaiono contente e rilassate. Da questo contrasto è nato anche il titolo dell'album "Apocalypse & Chill".

 

Come avete detto, c'è molta varietà in questo album. A questo proposito, come avete approcciato il processo di scrittura dei brani? Avevate già in mente di fare qualcosa di molto diverso dagli album precedenti o è stato un processo più naturale?

 

Martijn: Di solito non decidiamo mai a priori una direzione in cui vogliamo andare e anche in questo caso è stato così. Ci lasciamo guidare dal flusso della creatività e, lavorando sui brani, vediamo dove ci portano e dove arriviamo. Rispetto agli album precedenti personalmente volevo parti più pesanti e intense, ma oltre a questo ci lasciamo guidare dai brani. E poi abbiamo lavorato in maniera diversa rispetto al solito. Invece di scrivere e registrare tutto insieme, è stato un processo più frammentato: abbiamo scritto alcune canzoni e abbiamo registrato quelle, poi abbiamo lavorato su altre e così via per 4 o 5 volte. Non è una modalità molto efficiente in termini di tempo e soldi, ma ci ha aiutato a essere più flessibili perché ci ha permesso di riascoltare le canzoni dopo un po' di tempo e quindi a giudicarle con orecchio diverso.

 

charlottedelain

 

Questo è il vostro primo album con il nuovo batterista Joey de Boer. Come lo avete scelto?

 

Charlotte: È un batterista fantastico, sa fare bene moltissime cose. Si è inserito molto bene nella band e anche nel processo di registrazione dei nuovi brani. Può essere molto orgoglioso di quello che ha fatto per questo album.

 

Una delle mie canzoni preferite dell'album è "Let's Dance", sia dal punto di vista musicale che del testo. Potete raccontarci qualcosa in più su questi aspetti della canzone?

 

Charlotte: Dal punto di vista del testo è sicuramente il brano più legato al tema dell'Apocalisse. Parla dell'arrivo del Giorno del Giudizio e del fatto che nonostante questo bisogna far festa, proprio perché non ci sarà un domani. Credo che sia importante parlare di temi ecologici e legati al clima, anche attraverso parole, metafore o immagini molto forti, perché effettivamente non possiamo sapere cosa accadrà. Dal punto di vista musicale è stato molto divertente lavorare a questo pezzo, proprio per i suoi elementi diversi. Allo stesso modo è divertente da suonare live, anche perché alla gente piace molto. È il brano che incarna meglio l'idea che c'è dietro all'album.

 

Invece, dal punto di vista dei suoni, quale credete che sia la canzone più rappresentativa dell'album?

 

Martijn: Questo è difficile da dire, è sempre impossibile fare queste scelte [ride, ndr]. Se devo sceglierne una forse direi "Masters Of Destiny" perché c'è tanta orchestra, grandi linee vocali, parti soft e heavy. Ci sono molti elementi diversi che ci rappresentano come band.

 

Charlotte: Sono d'accordo, anche io sceglierei quella per gli stessi motivi.

 

Come detto prima avete già suonato alcune delle nuove canzoni. Come credete che sarà l'impatto di quelle che ancora non avete presentato al pubblico?

 

Charlotte: Credo che saranno perfette per il palco, anche perché mentre le stavamo scrivendo eravamo in tour e quindi eravamo in quell'ottica. Quelle che abbiamo già suonato sono ottime dal vivo, quindi credo che lo saranno anche le altre. Andando avanti con gli anni e la maggiore esperienza live è più facile scrivere canzoni che possono essere migliori sul palco.

 

Per ora non avete annunciato nessuna data in Italia. Tornerete a trovarci a breve?

 

Martijn: Sì, credo che ci siano buone possibilità. Stiamo cercando di organizzare un tour che si concentri di più sulla parte meridionale dell'Europa, quindi cercheremo di suonare anche in Italia.

 

delainmartijn

 

Avete fondato questa band nel 2006, quindi ormai avete una certa esperienza nel vostro genere. Vi piace il modo in cui il symphonic metal si è evoluto negli anni?

 

Martjin: Sfortunatamente non è più diffuso come negli anni precedenti, ma nonostante questo credo che ancora oggi ci siano molte band valide in grado di portare avanti la bandiera del symphonic metal. Credo che sia anche merito del pubblico e siamo fortunati (sia noi che le altre band) ad avere una fanbase così leale e appassionata. Nonostante tutto stiamo andando bene e sono positivo anche per il futuro.

 

Durante gli anni avete avuto l'opportunità di lavorare con altri grandi musicisti come Marco Hietala e Sharon Den Adel, per fare qualche esempio. C'è qualche altro artista con cui vi piacerebbe collaborare?

 

Charlotte: Siamo stati fortunati ad avere l'opportunità di lavorare con molti di questi artisti così talentuosi. Non so dirti dei nomi precisi al momento, ma credo che continueremo a collaborare con altri musicisti perché è una cosa divertente e in grado di arricchirci molto.

 

Ok ragazzi, questa era l'ultima domanda, grazie mille per il vostro tempo! Come ultima cosa, volete lasciare un messaggio ai fan italiani?

 

Vorremmo ringraziarli per aver letto questa intervista e per tutto il supporto che continuano a darci da anni. Speriamo di poter tornare a breve in Italia!




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