Elvenking (Damnagoras)
Damnagoras, frontman degli Elvenking, ci presenta il nuovo lavoro "Reader Of The Runes-Divination", primo concept della band, raccontandoci molte curiosità e coinvolgendoci con entusiasmo un lavoro che non mancherà di lasciare il segno.
Articolo a cura di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 28/08/19
Ciao Damna, per prima cosa benvenuto, è un piacere ritrovarvi qui su SpazioRock.it

 

Grazie mille a te, è un piacere nostro essere qui.


E' un'estate particolarmente piena per voi, so che siete stati in giro per l'Europa in svariati festival. Ci puoi raccontare come sta andando?


A livello di live è sicuramente un'estate intensa per noi. Abbiamo terminato il tour europeo a fine aprile e praticamente da allora non ci siamo mai fermati. Ma finora sono state tutte esperienze davvero positive. Abbiamo suonato in grandi festival come il MetalFest in Repubblica Ceca o il Rock Harz in Germania, e a breve parteciperemo al Sabaton Open Air in Svezia. Siamo stati anche molto contenti della risposta del pubblico che è stata sempre super e molto calorosa.


Ecco a tale proposito ti volevo chiedere come è stato il pubblico alle vostre esibizioni. Ci sono paesi, ad esempio la Germania dove avete un gran seguito.


Siamo davvero contentissimi perchè, come ti dicevo, il pubblico ha sempre risposto alla grande nei nostri confronti, e anche quando suonavamo in orari pomeridiani c'era già moltissima gente ed è stata una grande soddisfazione per noi.

 

Alla luce di queste ultime esperienze, comprese anche quelle degli anni scorsi, quale è il festival o i festival che preferisci? E per quale motivo? C'è qualcosa che ti ha colpito particolarmente in alcuni di essi?

 

Sicuramente Wacken, dove siamo stati sia da fan che da artisti, è certamente la situazione più grande e incredibile in cui ci si può trovare, sia appunto come metal fan che come musicisti. E' davvero incredibile vedere l'organizzazione e tutto ciò che vi ruota attorno, dai palchi all'intera logistica. Ricordo con molto piacere poi, a livello organizzativo e di servizi il Sabaton Open Air, dove torneremo a breve ma abbiamo già suonato nel 2013. Oltre alla perfetta organizzazione, una delle cose che ci ha colpito assolutamente di più è l'essere portati dal backstage al palco con un carro armato, proprio in puro stile Sabaton! E questo è sicuramente uno dei ricordi più speciali che abbiamo. Poi ce ne sono moltissimi altri, come il Metal Fest e il Master of Rock in Repubblica Ceca, che sono festival molto belli. Ogni volta ci rendiamo conto che come vengono organizzati i festival all'estero, e soprattutto in Germania è davvero ammirevole.

 


 

 

Cominciamo a parlare di questo nuovo ed attesissimo album "Reader Of The Runes-Divination". Direi molto speciale per svariate ragioni. La prima è che è il decimo, quindi un traguardo di assoluto rilievo per una band. Ti dà una particolare emozione? Cosa provi guardando indietro e vedendo tutta la strada fatta fino a qui? C'è soddisfazione per questo?


Assolutamente. Guardandoci indietro abbiamo fatto sicuramente tantissima strada. Negli ultimi anni, soprattutto con l'uscita di  "The Pagan Manifesto", nostro terz'ultimo disco, siamo riusciti a chiudere un cerchio ritrovando definitivamente la nostra identità. Il fatto di essere ancora qui con questo album nuovo, cercando di portare ad un livello più alto la nostra musica è una grande soddisfazione. Un'altra cosa particolare è che il decimo disco arriva con con un nuovo contratto, che abbiamo poi siglato ancora con AFM Records. Il nostro contratto era infatti scaduto e prima di questo disco eravamo senza etichetta. Abbiamo avuto varie offerte ma alla fine abbiamo scelto ancora AFM Records e questo ci ha dato una grandissima carica, perchè loro stessi hanno voluto puntare molto di più su di noi  e su questo disco, visto i risultati ottenuti con i precedenti lavori e la relazione che abbiamo con loro da diversi anni. Da lì si è creata questa volta una vera e propria squadra molto unita ed in sintonia. E' una cosa che non avevamo mai vissuto prima in questa maniera con i nostri collaboratori. Certo, prima si collaborava, però il loro coinvolgimento risultava meno fondamentale di come invece accade ora. Quindi si è creato un bellissimo gruppo da parte di tutto il team di lavoro per realizzare un lavoro ad hoc ed un disco speciale. E questo ci ha dato  ulteriore carica per questa nuova avventura.


Un'altra particolarità, decisamente interessante, è che "Reader Of The Runes" è un concept album, che narrerà una storia completa che si svilupperà in tre parti. Questo disco sarà la prima parte, ed è sicuramente un progetto ambizioso  E' la prima volta che affrontate un concept completo,  anche se forse da una band come voi magari ce lo si poteva aspettare prima. Perchè farlo e perchè ora? E se magari ci puoi accennare un pochino di cosa parla la storia.

 

In realtà, per le tematiche che trattiamo e per quella che è l'identità della band il desiderio di fare un concept lo abbiamo avuto fin dall'inizio. Siamo sempre stati attratti e affascinati dagli opera-album delle grandi band, come Savatage e King Diamond. E' sempre stato molto affascinante il fatto che questi artisti non solo riuscissero a fare della musica ma anche che riuscissero a creare un mondo attorno alla musica stessa, e questa è una cosa che ci ha sempre attirato moltissimo. Purtroppo non avevamo mai avuto l'dea giusta a nostro avviso, o un'idea con il giusto traino per poterci costruire tutto un intero disco attorno. Questa volta invece è successo. Io e Aydan, quando abbiamo cominciato a scrivere i pezzi e il concept lirico ci siamo confrontati molto, e da lì è nata una piccola idea che si è poi sviluppata ulteriormente in mille altre riflessioni, dando la possibilità di creare un intero concept. E tra l'altro, come dicevi tu, la storia ha uno sviluppo abbastanza complesso e l'idea è quella di svilupparla su tre album. Abbiamo preferito fare così piuttosto che concentrare eccessivamente tutte le idee su un solo disco. In questa prima parte si conosce il protagonista della storia, una figura misteriosa che è il Reader Of The Runes, che si vede di spalle anche nella copertina dell'album. Appare in un villaggio e comincia a leggere le rune e a fare le divinazioni agli abitanti. Vi saranno poi 8 personaggi che ruotano attorno a lui. Come questi personaggi saranno collegati a lui e che tipo di storia hanno, si scoprirà poi nelle successive puntate.

 

 

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Quindi avete già ben chiaro quelli che saranno gli sviluppi futuri della storia?


Sì, la storia è già definita, una volta che verranno alla luce tutti i personaggi si scopriranno piano piano tutti gli sviluppi successivi, ma l'idea dello svolgimento della storia è già ben chiara.

 

Vorrei soffermarmi un momento sulle singole tracce del disco. Ad esempio trovo che "Silverseal" sia una canzone assolutamente incredibile, mi sbilancio a dire, una delle vostre migliori di sempre, forse oltre perchè ad essere bella, racchiude tutte le sfaccettature della vostra musica. Immagino sia stato inevitabile sceglierla come singolo credo.


Ti ringrazio  molto per quello che dici. "Silverseal" come dici tu racchiude molte caratteristiche della nostra musica, ma è anche un pò strana. Ci era parsa in fase di scrittura una canzone molto semplice. Noi spesso ci facciamo spaventare dalle canzoni molto semplici, ritornelli o arrangiamenti non troppo elaborati, ci sembrano a volte troppo lineari, e tendiamo sempre ad aggiungere o modificare, idee che magari sarebbero funzionate, forse anche meglio nella loro semplicità. Questa volta, per questa canzone, ci siamo imposti di fidarci del nostro istinto e non abbiamo portato modifiche. Una volta registrata poi il risultato ci ha molto soddisfatto ed  è una delle canzoni che amiamo più del disco, anche se poi analizzandola bene non è nemmeno così semplice.


Ho notato nell'intero disco una gran varietà di stili, ad esempio si passa dalle atmosfere folk-acustiche di "Eternal Eleonor" o "Diamonds In The Night", sino al metal deciso di "Malefica Doctrine" che ha una intro quasi black metal. Ho riscontrato un parallelismo tra l'album e l'intera vostra discografia, dove avete spaziato tra  album completamente folk acustici come "Two Tragedy Poets", più melodici come "Red Silent Tides", o lavori dove sono più marcate le sonorità metal e aggrssive, come in "The Shyte". L'album sembra racchiudere a 360 gradi tutte le sfaccettature della vostra musica e per me questa è una delle sue caratteristiche maggiormente positive.

 

Mi fa piacere che tu abbia notato questo, anche perchè è un pò la nostra crociata degli ultimi anni. Abbiamo fatto dei dischi che a volte hanno anche un pò in qualche modo confuso la nostra fanbase. Dopo "The Winter Wake" abbiamo fatto "The Shyte" che era un disco molto aggressivo, e scarno di elementi folk, e stessa cosa abbiamo fatto dopo con "Red Silent Tides", disco diametralmente opposto, melodico e al limite dell'hard rock. "Two Tragedy Poets" era invece un disco particolare dove avevamo sviluppato totalmente l'aspetto acustico, e che vorremmo anche riproporre in futuro. Quello che non volevamo più fare era ripetere questi passi, ovvero comporre dei dischi che in qualche modo spezzassero il cammino della band, e da "The Pagan Manifesto" ci siamo imposti di essere coerenti con il nostro sound, ed è una cosa che ci è venuta naturale. Con quest'ultimo disco abbiamo voluto continuare su questa strada. Ovviamente il nostro bagaglio musicale si sente in tutti i nostri album, ma abbiamo voluto definire in maniera definitiva il nostro sound. Non capiteranno perciò più dei dischi "spartiacque".

 
 

Ritengo comunque che in tutti i dischi che abbiamo citato rimanga, nel bene o nel male, il vostro marchio di fabbrica, e siano comunque stati, all'interno delle loro sfaccettatutre, tutti lavori di qualità.


Si, più che altro abbiamo sempre cercato di non ripeterci, concentrandoci sulla composizione della singola canzone. Quindi a volte ci siamo allontanati un pò dal nostro sound, pur di scrivere dei bei pezzi e non ripeterci. Siamo contenti di quei dischi, sono comunque dischi in cui ci riconosciamo e fanno parte della nostra storia.

 

Alla luce di tutte queste considerazioni un lavoro del genere può sembrare come uno step successivo, per la vostra musica e per la band. E' qualcosa che sentite come un passo decisamente importante? Percepite che forse questo album possa essere più speciale per tutti questi motivi?

 

Io credo di sì, sia per come ci siamo approcciati al songwriting, sia per il concept. Io e Aydan ci siamo confrontati molto di più, soffermandoci molto sulla parte dei testi e su ogni minimo aspetto del disco. Questo processo  ha dato sicuramente una marcia e una spinta in più in più all'album nel suo complesso. Noi l'abbiamo vissuto e lo viviamo come un piccolo passo avanti, e speriamo che questo poi sia ben recepito

 

Prima di salutarti ti volevo lasciare con una provocazione, che spero tu prenda nel giusto verso. Osservando la vostra storia, analizzando i lavori di qualità che avete fatto, tenendo conto che siete sempre stati coerenti con il vostro sound e che il vostro modo di fare metal e folk sia decisamente unico e originale, mi viene da pensare: "Se gli Elvenking fossero tedeschi, avrebbero almeno il triplo di successo!". Tu che ne pensi? Tutto ciò è legato anche al nostro modo nazionale di intendere la musica,della musica metal, della cultura, delle difficoltà nell'organizzare concerti, festival etc..

 

Be’, io colgo la provocazione! Se venissimo da un altro paese, sicuramente per prima cosa non ci sarebbero stati magari tanti impedimenti che in Italia abbiamo a livello di mezzi, strutture, mentalità nel gestire e organizzare eventi legati alla musica e in particolare al metal. Probabilmente non avremmo avuto tutte quelle difficoltà. Poi sulla qualità della musica, non sono in grado io di giudicarlo obiettivamente essendone coinvolto in prima persona. Però sì, pensandoci bene questo ci avrebbe aiutato e favorito molto. Con questo non voglio però sminuire l'Italia. Noi siamo stati tra i primi in Italia a fare questo tipo di mix tra metal e folk, e magari tra i primi in Europa. Quando abbiamo iniziato c'erano gli Skyclad, di cui eravamo grandi fan, e abbiamo provato a proporre il nostro tipo di musica, in una chiave diversa, senza voler di certo copiare il loro sound o diventare una band clone, e abbiamo cercato sempre di essere noi stessi e originali. E' comunque chiaro che, al di là di essere italiani o meno, quando proponi un mix di vari generi è difficile piacere a molti, perchè rimane sempre una cosa particolare e di nicchia. E noi l'abbiamo accettato fin dall'inizio e non abbiamo mai cercato di fare cose più semplici per ricercare esclusivamente la popolarità. Abbiamo cercato di portare avanti il nostro sound in maniera originale e onesta. E parlando di organizzazione, è innegabile sottolineare come in Italia non ci siano mai stati festival o situazioni come all'estero. Ovviamente prima di arrivare a quei livelli, bisogna crescere e avere l'ambizione, la volontà e la potenza economica per fare certi tipi di investimenti. Non c'è assolutamente confronto, e lo vediamo ogni volta che suoniamo in quelle realtà.

 

Quali saranno i vostri programmi dopo l'uscita del disco? Sarà previsto un tour promozionale dell'album?  So che avete confermato un tour in Sud America.

 

Sì, abbiamo confermato il tour in Sud America, che saranno i primi concerti dopo l'uscita del disco, e faremo sei paesi in sei giorni. E' sicuramente impegnativo, ma anche una bellissima occasione per portare in quei paesi la nostra musica. Siamo già stati in Argentina e Brasile ma mai in Colombia, Perù e Cile. Sarà interessante vedere come ci accolgono i fan. Sicuramente il Cile è uno dei paesi da dove riceviamo più supporto in assoluto, dove abbiamo ricevuto tantissimo calore dai fan, che ci mandano anche lettere fisiche, oltre che feedback tramite i scocial, e siamo davvero molto curiosi di suonare là. Poi stiamo lavorando a un tour europeo di supporto al disco, per il 2020, probabilmente tra Marzo e Aprile di co-headlining con un'altra band. Poi ci saranno sicuramente un paio di date a modi di relase-show tra Ottobre e Novembre.

 

Grazie mille Danma, è stato veramente un piacere averti con noi!

 

Grazie a te, e un saluto a tutti i lettori di SpazioRock.it 




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