Fleshgod Apocalypse (Francesco Paoli)
Dopo le rivoluzioni in line-up, sta per uscire "Veleno", il nuovo album dei Fleshgod Apocalypse. Abbiamo intervistato Francesco Paoli, tornato a ricoprire il ruolo di cantante e chitarrista dopo l'abbandono di Tommaso Riccardi e Cristiano Trionfera, e con lui abbiamo parlato di questi cambiamenti, della genesi del nuovo lavoro e del tour in corso.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 22/05/19

Ciao Francesco! Benvenuto su SpazioRock! Prima di tutto volevo chiederti qualcosa su questo ultimo periodo. Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da molti cambiamenti per voi, con la partenza di due membri storici come Cristiano Trionfera e Tommaso Riccardi e ci sono state modifiche all'interno della formazione. Come avete affrontato questi cambiamenti?

 

Il nostro album precedente "King" e il ciclo promozionale li abbiamo fatti ancora tutti insieme per un anno e mezzo. Poi nel 2017, prima Cristiano e poi Tommaso hanno sentito l'esigenza di cambiare vita e ci hanno comunicato che sarebbero andati via. Al momento siamo rimasti interdetti, soprattutto per Tommaso, perché cambiare il frontman è sempre una cosa delicata. A questo punto si è presentata questa occasione e ho deciso di tornare alla voce e alla chitarra e di prendere Fabio come altro chitarrista e David Folchitto alla batteria. Tutto è accaduto in pace e senza drammi, però ovviamente è stato un bel colpo per noi. Lo intendo anche in senso positivo, per diversi motivi. Innanzitutto io ho sempre scritto i pezzi e curato l'aspetto creativo della band, quindi era come essere un frontman dietro le quinte e il messaggio veniva praticamente interrotto. Quello che componeva il messaggio non era lo stesso che lo comunicava al pubblico. Ora è più semplice. Poi anche dal punto di vista dell'energia e di solidità della band, ci abbiamo guadagnato. Da un momento negativo alla fine è stata quasi una benedizione perché la band è ripartita alla grande, il disco è venuto bene, il tour va alla grande. Anche i fan ci hanno supportato alla grande in questo cambiamento. All'inizio è stato un po' traumatico, ma c'era la necessità di avere una line-up in cui tutti fossero al 100% e negli ultimi anni sia Cristiano che Tommaso non erano più con la testa dentro al progetto. A quel punto allora meglio rivoluzionare le cose, anche se i fan sono legati alle persone. Forse il fatto di non prendere uno sconosciuto come frontman ha aiutato anche da quel punto di vista, magari hanno premiato il fatto che tornassi io, sapendo anche che già nel nostro primo album cantavo e suonavo la chitarra. Prendere uno sconosciuto in quel ruolo probabilmente avrebbe affossato la band.

 

Hai leggermente anticipato la mia prossima domanda. Per te com'è stato tornare a questo ruolo di primo piano? Hai trovato qualche difficoltà?

 

All'inizio ho accusato un po' di mancanza di esperienza, però alla fine sono cose semplici che si risolvono in fretta. Il nostro grosso problema era la continuità del messaggio dal momento creativo a quello finale, che secondo noi è il live, più che il disco. Quando tu parli per un altro perdi naturalezza e spontaneità. L'aver risolto questo sicuramente ha compensato la mancanza di esperienza. Poi comunque ora sono tornato totalmente a mio agio visto che abbiamo già fatto più di 100 date con la line-up nuova. In più la batteria per me è sempre stata uno strumento che dovevo suonare, non che volevo suonare. Quindi durante i concerti non mi manca molto. Ovviamente continuo a lavorare come batterista, anche su dischi per altri musicisti, però non è una cosa che mi manca fare nel live con la band.

 

fleshgodapocalypse1

 

Parlando invece dell'album, a partire da questi cambiamenti c'è stata qualche differenza nella scrittura e nella registrazione dei brani?

 

I brani sono stati sempre scritti da me e Francesco Ferrini, come nei dischi precedenti. È cambiato qualcosa solo nell'approccio all'album perché prima il processo di scrittura era sempre ritagliato tra un ciclo di tour e l'altro, mentre questa volta avendo dovuto rigenerare la band da zero, abbiamo avuto dei periodi discontinui. A partire da questo abbiamo pensato di iniziare a buttare giù materiale e poi invece di fare 8-9 mesi a lavorare tutti insieme sui brani, abbiamo passato meno tempo, selezionando le idee che già avevamo. In questo modo il disco è venuto più vario, anche a livello emozionale e di atmosfere. Vari momenti hanno rappresentato diverse situazione psicologiche che abbiamo vissuto. Quindi alcune canzoni sono molto aggressive e altre sono quasi tragiche, in momenti in cui quasi si perdeva la speranza [ride, ndr]. Questo ha portato nell'album tanta spontaneità e tutto ciò è quello che ha rappresentato la maggiore differenza rispetti ai lavori precedenti.

 

Come mai avete deciso di intitolarlo "Veleno"? Il titolo rappresenta il filo conduttore che lega il tema dei brani?

 

Sì, il concept dell'album è l'avvelenamento. Noi facciamo sempre concept, alcune volte è molto narrativo e romanzato (come nel caso di "King"), mentre in altri casi è più astratto, ma tutte le canzoni si riferiscono comunque ad un determinato tema. Questo è il caso di "Veleno", in cui in ciascun brano c'è un analisi del rapporto tra uomo e natura. La natura però è molteplice, può essere intesa come natura umana, ambiente naturale o altro. Scrivendo i brani quello che veniva sempre fuori è che c'era sempre una sorta di avvelenamento, dall'inquinamento fino al caso di "Sugar", che è una canzone sulla droga usata come escamotage per uscire da uno stato d'animo devastato. Ci sono anche argomenti un po' più filosofici, come l'avvelenamento che ci autoinfliggiamo creando sovrastrutture come la religione, che avvelena la verità e noi stessi. Per questo abbiamo deciso di chiamare l'album "Veleno" e abbiamo scelto di tenere il titolo in italiano perché suonava benissimo. Questo è anche un altro messaggio che volevamo mandare. Perché tutti si lamentano dell'Italia, ma non è vero che negli altri Paesi qualsiasi cosa sia migliore. Per certe cose sono più avvantaggiati di noi, però hanno meno. Quando parlo con altre band straniere mi accorgo che magari hanno più vantaggi dal punto di vista fiscale e mi sembra di vivere nel Medioevo, da noi manco è considerato un lavoro il musicista! Però dall'altra parte quando si inizia a parlare di musica mi accorgo che qua c'è una cultura musicale che è decisamente maggiore della loro. Questo perché fin da piccoli noi viviamo e cresciamo nel bello e queste cose non puoi comprarle. È una questione di ambiente, fin da piccoli abbiamo moltissimi input, qua c'è il culto dell'arte e del bello, in qualsiasi campo. Questa cosa, volente o nolente, ti entra dentro e rimane.

 

Invece parlando delle canzoni, quella che ho trovato più interessante è "Embrace The Oblivion". Ho notato anche che ha un estratto de "La Ginestra" di Leopardi. Puoi raccontarci come è nato il brano e di cosa parla?

 

Sì, quello è proprio il brano che parla del rapporto con la natura. Ormai ogni volta che apri il giornale leggi di qualche animale che si è mangiato tonnellate di plastica o se ti affacci a qualsiasi finestra vedi che stanno distruggendo qualsiasi tipo di ambiente naturale. Noi viviamo in Umbria, in una zona dove c'è moltissimo verde, però più andiamo avanti e più peggiora la situazione. Vedo Ikea, Leroy Merlin, varie spianate di cemento dove prima non c'era nulla e penso "Ma davvero abbiamo bisogno di tutta questa merda?" Capisco il progresso e le esigenze da un punto di vista sociale, però è assurdo che non si riesca a trovare un modo per non devastare tutto. La cosa che mi spaventa è che quelli che decidono tutto ciò poi se ne sbattono il cazzo. Se uno lo facesse consapevolmente, potrei anche starci, da buon positivista. Posso capire il ragionamento di portare ad esempio questi centri commerciali in una zona povera per creare posti di lavoro, anche a costo di creare un impatto ambientale. Se fai un calcolo dei miglioramenti e dei benefici che vengono effettivamente fatti in questo modo, vedo che sei consapevole di quello che fai e allora posso trovarci un senso... Un senso che rimane irrisorio, ma vabbè è un discorso molto complicato. Comunque ci fosse una missione dietro andrebbe anche bene, ma invece il motivo è solo ed esclusivamente il denaro. Non ci sono altre motivazioni sociali. Quindi vengono tirati giù i boschi, avvelenati i fiumi e i mari solo per quello. Questo mi fa impazzire. Ed è per questo che la canzone si chiama "Embrace The Oblivion", perché loro si sono già dimenticati. Nel momento in cui accade, è già passato, ne paghi già le conseguenze. E tutti noi rimaniamo lì senza poter fare niente se non dire "Hanno deciso così, sarà giusto?" Poi però hai situazioni tipo Taranto o Genova, in cui c'è la gente che muore continuamente per queste cose.

 

Una delle bonus track dell'album è una cover di "Reise, Reise" dei Rammstein. Come mai avete scelto questo brano?

 

Semplicemente perché è un pezzo bellissimo di uno dei gruppi che ci piace di più. Quella canzone ci ricordava alcune cose dei nostri pezzi, probabilmente abbiamo anche attinto da loro inavvertitamente, quindi era un bel modo per fare un tributo ad una band che ci piace. Tra l'altro sono tornati anche loro in questo periodo, il video del primo singolo è veramente incredibile!

 

fleshgodapocalypsestudio

 

Parlando di video, avete pubblicato da non molto quello di "Sugar", diretto da Giovanni Bucci. Come sono andate le riprese?

 

Sott'acqua, sono state molto bagnate [ride, ndr]. È stato molto complicato girarlo, ci è voluto tanto, però era il modo migliore per sottolineare la pesantezza del tema del brano. Abbiamo scelto quel brano come singolo proprio per il suo messaggio, è qualcosa di importante in cui crediamo, non solo un pretesto per la solita canzone contro la droga. Quindi abbiamo deciso di ricreare questo ambiente oppressivo, che metaforicamente è l'interno di una siringa. È stato terribile girare sott'acqua, faceva freddissimo, ci siamo ammalati tutti.

 

Però almeno ne è valsa la pena, il video è fantastico!

 

Sì, ne è valsa la pena! Il video ha avuto molte views ed è venuto bene. Giovanni è riuscito a gestire una grande mole di lavoro, a maggior ragione visto che eravamo sott'acqua, anche per tutte le questioni di sicurezza. È stato complicato, ma il risultato è ottimo, quindi lo rifarei.

 

Allora a breve arriveranno altri video girati sott'acqua!

 

No dai, sott'acqua basta. Però non so, magari al prossimo ci daremo fuoco [ride, ndr].

 

In questo periodo state facendo un lunghissimo tour in America, con concerti negli Stati Uniti, in Canada e nel Sudamerica. Come sta andando?

 

Alla grande! Ci sono stati vari sold out, tra cui uno storico a New York, visto che non ci eravamo mai riusciti prima. Questo tour è preparatorio a quello che faremo per "Veleno", che inizierà ad ottobre, dopo qualche data nei festival estivi. In autunno faremo l'Europa, torneremo in America, poi Giappone e Australia. Sicuramente ci saranno concerti anche in Italia. Questo tour comunque sta andando benissimo, poi siamo con gli "Hypocrisy", di cui siamo fan e molto amici.

 

State suonando anche qualche pezzo del nuovo album?

 

Sì, qualche pezzo. Stiamo suonando "Sugar" e "Fury", che è sconosciuta a tutti, ma è la canzone su cui la gente si ammazza di più [ride, ndr]. Tutto è partito perché volevamo presentare nuovo materiale quando eravamo al 70000 Tons Of Metal, però non volevamo giocarci nessun singolo. Per questo abbiamo scelto "Fury" e già lì la gente è impazzita, quindi abbiamo pensato di continuare a farla e in effetti ha sempre lo stesso effetto sul pubblico. Evidentemente è un pezzo che dal vivo suona bene.

 

Beh, anche come opener dell'album è perfetta.

 

Sì, è un modo diverso di aprire l'album, visto che di solito avevamo sempre intro trionfali e lunghissime. Qui invece cambiamo marcia fin da subito.

 

Come dicevi prima, attualmente avete in formazione in tour Fabio Bartoletti e David Folchitto. Da questo punto di vista sapete già come si evolveranno le cose in futuro o è una cosa che vedrete man mano?

 

Fabio ha già registrato gli assoli nel disco e mi ha dato una mano anche a scriverli, quindi praticamente ha già lavorato con noi anche in studio. E anche David e Veronica Bardocchini (che non era stata ufficializzata, ma è con noi da tantissimo) ormai fanno parte della squadra. Ne parliamo sempre come membri nuovi, ma Fabio suona con noi da due anni e David da un anno e mezzo, quindi è solo un discorso di tempi. Quello che vogliamo è fare in modo che i nostri fan abbiano tempo di conoscerli e riadattarsi a questa nuova line-up. Appena avremmo la certezza che sarà quella che rimarrà in testa alle persone ufficializzeremo tutti i membri. È come quando ti lasci con una ragazza e ti metti con un'altra, ci vuole tempo e devi essere sicuro prima di ufficializzare le cose [ride, ndr].

 

Questa era l'ultima domanda, grazie mille per il tuo tempo! Ti va di lasciare un messaggio ai fan?

 

Ci tengo a ringraziare tutti i fan italiani per il supporto che ci hanno mostrato finora e anche per quello che arriverà in futuro. Ho la sensazione che il meglio deve ancora venire. Sarà bello vivere quei momenti insieme a loro, la cosa più importante per noi è sentirci amati dalle persone. Poi voglio ringraziare anche voi per lo spazio che ci concedete e voglio aggiungere che mi manca la carbonara [ride, ndr].




LiveReport
Firenze Rocks 2019 - Day 3: Eddie Vedder & more - Firenze 15/06/19

LiveReport
Firenze Rocks 2019 - Day 1: Tool & more - Firenze 13/06/19

Recensione
Baroness - Gold & Grey

Intervista
Satan Takes a Holiday: Fred Burman

Speciale
La profonditā strafottente dei Tool

Intervista
Crazy Lixx: Danny Rexon