Elbow (Guy Garvey)

In "Giants Of All Sizes", il nuovo disco degli Elbow, si incrociano il senso di sfiducia collettivo e il dolore personale per la dipartita, rappresentando una svolta importante nella carriera della band inglese. Ce lo ha raccontato in anteprima il frontman Guy Garvey, col quale abbiamo parlato, inoltre, dei preparativi per l'atteso concerto del 7 novembre all'Alcatraz di Milan e della musica dei Genesis

Articolo a cura di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 30/10/19

Ciao Guy e benvenuto su SpazioRock, è un piacere averti con noi. Avete appena suonato per tre date speciali nel Regno Unito per festeggiare la pubblicazione del vostro ottavo album "Giants Of All Sizes". Come ti senti a riguardo?

 

Ne sono molto contento. Abbiamo tanti bei ricordi di quando suonavamo in quei posti e tornarci sarà molto piacevole. Man mano che le location crescevano come dimensioni, diventava sempre più difficile per noi avere un contatto diretto con il pubblico. Sarà una bella occasione per suonare del materiale raro.

 

Ad agosto avete pubblicato il vostro nuovo singolo, della durata di 7 minuti, "Dexter & Sinister", pezzo che contiene molti cambi, parti elettroniche e alcuni elementi del progressive pop. Sembra quasi un ulteriore passo avanti nello sviluppo del vostro stile. Sarà un assaggio di quello che ascolteremo nel vostro nuovo LP?

 

Si, lo possiamo intendere come l'apertura nei pezzi classici. Stabilisce la tematica del disco, nel quale troviamo molti elementi cupi. Con il singolo, volevamo che la gente pensasse che il resto dell'album non fosse in alcun modo prevedibile e sono molto contento che le recensioni lette fin'ora ci diano ragione.

 

Ci sarà qualche collaborazione nel nuovo album?

 

Si, ce ne sono tre nel disco: abbiamo lavorato con Jesca Hoop nella seconda parte di "Dexter & Sinister", ci sono i The Plumedores al completo che cantano in "On Deronda Road". Il cantante Danny McTague è un vero bluesman, ha uno degli stili canori più ricercati che abbia mai sentito. E infine abbiamo avuto una nuova artista proveniente dal sud di Londra, Chilli Chilton. Ha un background molto urbano, l'ho incontrata nello studio dove lavoravo ed ha subito fatto un'ottima impressione a tutti, ha la stoffa della superstar. Mi ricorda la prima volta che vidi Madonna. Anche lei ci ha fatto i controcanti, per far sembrare dei vecchi come noi un po' più cool. (ride ndr)

 

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I vostri singoli sono sempre abbastanza lunghi per gli standard del brit pop, come mai questa scelta? Credi che il pubblico stia perdendo l'abitudine all'ascolto?

 

Non so, forse perché essendo in quattro a scrivere ci sono più idee. Come hai detto, amiamo il progressive rock: Genesis e King Crimson sono conosciuti per aver composto canzoni lunghe. Anche al di fuori del prog rock abbiamo un fenomeno del genere con i Sly And Family Stone, i loro lavori migliori durano tra i sei e i sette minuti anche se hanno fatto pezzi più brevi. Non c'è niente di male nel pop immediato, e mi piacciono molto canzoni che durano due minuti e mezzo, ma noi chiediamo al pubblico di immergersi nei nostri brani.

 

Come mi hai già detto, i Genesis influenzano ampiamente la vostra musica, questa ispirazione continuerà anche in "Giants Of All Sizes"?

 

Si, ero solito canticchiare il disco solista di Peter Gabriel, lo facevo tutto il tempo e a dire il vero la sua voce è abbastanza carente di armonici per cui c'è spazio nel disco per inserire un'armonia. Anche io ero abituato a inserire le mie armonie ed è stato un assurdo ingresso nella pubertà e credo che il motivo per cui canto in questo modo è per l'influenza che Peter ha avuto su di me. Ho una voce abbastanza alta per un uomo della mia stazza, e così anche lui, e sono abbastanza sicuro di aver trovato il groove e plasmato la mia voce ascoltandolo, dunque non penso sia casuale la somiglianza. I primi Genesis saranno per me sempre un'ispirazione grazie al loro immaginario mistico e adoro anche i primi anni con Phil Collins.

 

A novembre suonerete a Milano, cosa ci sarà di diverso rispetto al concerto dello scorso anno a Lucca?

 

Ci sarà più materiale dal nuovo album, almeno tre nuove canzoni. Inoltre eravamo consapevoli che al concerto a Lucca avremmo diviso il palco con i New Order, il che è stato fantastico, così ci aspettavamo un pubblico un po' diverso. Ci aspettavamo più persone da Manchester, che in effetti c'erano ed erano venute per vedere entrambe le band. Il concerto di Milano sarà più inaspettato per noi e più riflessivo.

 

Dati i tuoi numerosi progetti da solista (un album nel 2015, la tua attività da conduttore radiofonico, ecc.) come riesci a far funzionare tutto? Tutto ciò influenza la musica che scrivi per gli Elbow?

 

Certamente, il mio programma radio mi tiene aggiornato. Ascoltando i consigli degli utenti, canzoni di ogni genere e di ogni periodo, la mia musica viene alimentata automaticamente. Stando nella BBC da 13 anni, i produttori sono diventati talmente bravi a scegliere le canzoni che mi piaceranno, per cui sono continuamente ispirato. Prima di fare il programma, pensavo spesso che mi stessi staccando dalla musica, in realtà ero solo preso dalla musica che avevo nella mia collezione e che conoscevo. Penso che ci sia molta roba di qualità e mi passa spesso sotto gli occhi. Direi che la grande maggioranza della nuova musica che gli altri ragazzi hanno ascoltato negli ultimi anni, sinceramente parlando, deriva dai miei ascolti o dalle mie attività. Questo perché conosco i miei compagni e i loro gusti, così me ne esco e dico: "Hey, questa l'avete ascoltata?"

 

Quali sono gli obiettivi che vorreste raggiungere nel medio termine con questo album?

 

Siamo conosciuti per i nostri inni all'amore e all'amicizia, o per le nostre ballate melanconiche. Questo album è pieno di protesta, di insoddisfazione, c'è lo sfondo della brexit e di come il paese si stia dividendo in due. L'abbandono dell'Europa è un disastro, ma adesso questa divisone del paese è il problema maggiore e tutti in UK pensano che le loro idee siano correte e che nessuno abbia niente da dare. Ognuno crede ciò che vuole perché sostiene le proprie tesi, dato che è così che le persone ricevono le notizie. Allo stesso tempo pensano che chi non è d'accordo sia fondamentalmente cattivo, non c'è confronto, non c'è conversazione. Ora vivo in un paese in cui, anche se è un disastro il fatto di lasciare l'Unione Europea, voglio passare oltre perché la separazione è la nostra preoccupazione principale. La sfiducia si sta tramutando in odio. Voglio dire che non c'è dibattito. Non esistono due persone che pensano esattamente la stessa cosa su nulla, l'idea di una società plurale è che si può non essere d'accordo ma lavorare per un bene comune, ma nessuno sembra vederla così al momento in questo paese. È davvero triste. Questo è lo sfondo del disco. E anche nelle nostre vite personali ci sono state delle dipartite negli ultimi due anni: mio padre è morto lo scorso anno a marzo e due nostri carissimi amici, uno appena quarantenne, sono morti a otto giorni di distanza lo scorso ottobre. Quindi c'è un senso di cordoglio nazionale per la Brexit e c'è anche un'afflizione personale. Per cui non troviamo la stessa celebrazione di ideali come nei dischi precedenti, non c'è la stessa leggerezza. In realtà in alcuni testi c'è una sorta di rinuncia a ciò per cui siamo conosciuti. Una delle canzoni parla del disastro alla Grenfell Tower visto dal punto di vista privilegiato di un ricco uomo d'affari, un altro racconta di un suicidio nella metro ma tutti hanno in comune il dolore e il compianto. Per cui è molto diverso dai precedenti, è un disco molto oscuro, molto pesante. Tutti i giornali nazionali e le testate ne hanno riconosciuto la portata e pensano che sia un buon disco, il ché è dannatamente bello.

 

Wow, è molto saggio quello che dici. Avete un altro disco in uscita, una riedizione speciale dell'album "The Seldom Seen Kids", col quale vi siete aggiudicati il Mercury Prize nel 2008. Raccontaci qualcosa della nuova edizione e dei ricordi legati a quel periodo.

 

Si tratta del decimo anniversario dalla pubblicazione dell'album, è un disco dal vivo in cui suoniamo insieme all'orchestra della BBC ad Abbey Road. È stato uno dei giorni più straordinari della nostra carriera, c'è anche un DVD. Alcune delle canzoni erano diventate 10 volte più lunghe della versione in studio sostenute dall'orchestra, è stato un giorno fantastico e forse una delle cose di cui andiamo più fieri.

 

Grazie del tuo tempo, era l'ultima domanda. Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

 

Non vediamo l'ora di incontrarvi e grazie del supporto, speriamo davvero che il nuovo disco vi piaccia e, vi prego, traducete i testi! Ascoltate ciò che abbiamo da dire perché è pieno di persone che pensano con la loro testa. Credo che abbiamo creato qualcosa di abbastanza riflessivo




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