Hammerfall (Oscar Dronjak)
Ad alcuni mesi di distanza dalla data italiana del "World Dominion Tour" ritroviamo con piacere Oscar Dronjak, chitarrista e fondatore degli Hammerfall, che ci racconta il nuovo "Live! Against The World", registrato proprio durante l'ultimo tour.
Articolo a cura di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 01/12/20
Ciao Oscar, per prima cosa grazie di essere qui con noi di SpazioRock. Come stai?  

Ciao, sto bene grazie! Non male! È un po' strano rispondere a questa domanda in questo periodo, c'è sempre un limite nel dire quanto stai bene in questo momento, visto quello che sta accadendo nel mondo. Ma sto bene grazie, e tu?

 

Sto bene, ti ringrazio! Vorrei cominciare con una data, 9 Febbraio 2020. È stata la sera del vostro concerto in Italia al Live Club di Trezzo sull'Adda. Abbiamo avuto modo di chiacchierare insieme prima dello show e sembra davvero passato un secolo rispetto a tutto ciò che è successo. 


Sì, capisco bene quello che vuoi dire. Il fatto che dopo non ci sono stati più concerti, il fatto che in pratica dopo quel periodo non c'è stato più niente che possa definirsi "normale"  ti porta a pensare e a percepire che sia passata davvero un'eternità. Ma allo stesso tempo mi sembra anche che questo tempo sia passato velocemente perché da allora si è fatto davvero poco. È una situazione totalmente insolita e porta sensazioni molto strane.

 

Che ricordi hai di quella serata? Sicuramente come mi dicevi allora sapete bene che qui in Italia il pubblico vi ama, è sempre molto caloroso nei vostri confronti ed è stata una serata speciale per molti fan.

 

Non mi viene in mente qualcosa di veramente particolare, o meglio qualcosa di speciale che non mi aspettassi. Ricordo che siamo stati bene ed è stata una grande serata, come sempre succede quando suoniamo al Live Club. Non ricordo esattamente quante volte ci abbiamo suonato, forse 6 o 7, ma è sempre un grande piacere tornarci ed inoltre i fan italiani sono sempre fantastici, pazzi e scatenati nella maniera giusta. Per cui non ho un ricordo specifico ma è stato come sempre un gran concerto. Ho memoria di una cosa strana però, che girava un cane dentro il club, probabilmente era di qualcuno dello staff, un cane davvero bello, era divertente.

 

hammerfall14

 
Cosa pensi di questo ultimo tour che avete fatto? Siete stati soddisfatti della produzione e della risposta del pubblico durante gli show? So che avete fatto le cose molto in grande, sia a livello di allestimento che di effetti scenici.

 

Era il momento di fare uno step in più per noi, un passo per poter ampliare le nostre prospettive, in termini di location e di produzione. Volevamo fare le cose più in grande e riuscire a poter suonare in posti con una capienza maggiore, avendo anche più spazio per l'allestimento del palco. È stata una cosa che abbiamo tenuto come priorità quando abbiamo pianificato il tour. Ad esempio nel sud della Germania abbiamo sempre avuto un grande seguito, ma negli anni abbiamo spesso suonato negli stessi posti e a volte gli spazi e il palco erano adatti, altre volte meno. Ora in molti casi siamo riusciti a passare dai club alle arene e questa è una cosa veramente positiva per noi. Non so se riesco a spiegarmi, ma questo ci ha dato la possibilità di esprimerci al massimo come band ed è davvero bello avere avuto l'opportunità di farlo. Siamo molto felici di questo, era quello che desideravamo per questo tour e credo che lo ricorderò per molto tempo perchè è stato grandioso.


C'è un motivo particolare che vi ha spinto a scegliere la data di Ludwigsburg in Germania per registrare il DVD? Magari la location, l'arena o condizioni più favorevoli per le riprese?  

 

Assolutamente, la location è stata fondamentale per la nostra scelta. Registrando sia la parte audio che la parte video, volevamo trasmettere al meglio la sensazione di un grande ed imponente stage e di una grande produzione, ma senza far perdere quella intimità che si può avere in un piccolo club. L'arena di Ludwigsburg per questi aspetti è una location perfetta, è molto grande ma allo stesso modo per come è costruita è molto intima, quindi eravamo molto vicini ai nostri fan, più di quanto ci si può aspettare in un posto così grande. È stata una grande serata, era un sabato sera nel sud della Germania, in una classica città metal tedesca. Quindi ci sono stati tanti fattori che ci hanno spinto a scegliere proprio quella data e quella città ed è stata la scelta giusta, ne siamo stati davvero soddisfatti.


Spesso i fan preferirebbero avere più concerti al sabato sera qui in Italia, perchè probabilmente è la serata migliore per assistere ad uno show, ma purtroppo quando passano i grandi tour capita raramente. Però il vostro concerto qui in Italia è stato di domenica quindi ci è andata bene!

 

Capisco bene cosa intendi! (ride, ndr) È complicato, dipende da tanti fattori, da come pianifichi il tour e dagli spostamenti che devi fare. Ma anche domenica direi che è un giorno ottimale per vedersi un concerto!


Quando si sale sul palco sapendo che devi registrare il live per un futuro DVD, c'è un pò di tensione o magari di responsabilità in più? È possibile che magari si pensi a suonare "meglio" rispetto all'improvvisazione o alla passione? 

 

In verità un pochino è così. Quando sai che devi registrare l'unico show del tour in quella data hai sicuramente un pò di tensione in più, perchè vuoi suonare nella maniera migliore ed essere perfetto. È difficile comunque, perchè a volte non è sicuramente la maniera migliore di affrontare uno show, mentre altre volte subito dopo che si accende la luce rossa di registrazione, come se si fosse in uno studio, tendi a non pensarci ed essere libero di suonare senza pensieri. In questo tour abbiamo voluto scegliere uno show che fosse circa a metà, quindi non abbiamo scelto il primo concerto e nemmeno l'ultimo. Anche perché c'erano alcune canzoni che non suonavamo da tempo e avevamo bisogno di un po' di rodaggio in più per poterci esprimere al meglio, senza pensare troppo a come eseguire i pezzi, ma in maniera molto più spontanea e passionale. Ed è anche per questo motivo che abbiamo scelto la data di Ludwigsburg, sia per la location sia perchè era proprio in mezzo al tour. Inoltre non essendo ancora passato troppo tempo da quando siamo partiti, non eravamo troppo stanchi e non avevamo ancora quel normale desiderio di tornare dalla tua famiglia. Quando sei sul palco è grandioso e ci staresti sempre, ma tutti i momenti prima e dopo, i viaggi, le ore di attesa prima degli show sono momenti inevitabilmente pesanti, soprattutto quando stai via per parecchio tempo.


Guardando il DVD, che è davvero notevole, si percepisce davvero la potenza e il coinvolgimento che si ha ad un concerto degli Hammerfall, anche guardandolo attraverso lo schermo. Credo che questa sia una delle caratteristiche principali che deve avere un live. Siete soddisfatti del risultato finale da questo punto di vista?  

 

Io credo che la parte più importante di un live di questo tipo sia l'energia. Non puoi percepirla in un normale album registrato in studio, c'è un'energia e una passione che si può trovare solamente suonando live davanti ai fans. È molto difficile fare uscire questa passione quando sei in uno studio. Penso che ci siamo comunque riusciti abbastanza bene con "Dominion", il nostro ultimo album, ma prendi ad esempio "Redemption" (da "Infected"): è una canzone che amo molto e l'esecuzione e la produzione che c'è sull'album sono molto ben fatte e mi piacciono, ma non sono assolutamente comparabili con la potenza e l'energia che arrivano quando eseguiamo questa canzone dal vivo. Questo è quello che ci piace, quell'energia extra che ti travolge suonando live.


Se dovessi scegliere due canzoni che ti è particolarmente piaciuto suonare in questo tour, una dal nuovo  "Dominion" e una dei vostri classici storici quali sceglieresti? 

 

Io amo suonare ancora "Keep The Flame Buning": è una delle mie canzoni preferite di sempre degli Hammerfall, sia per il testo, sia perchè mi piace tantissimo suonarla e sono davvero felice che l'abbiamo inserita nella setlist di questo tour. Per quanto riguarda l'ultimo album ti dico sicuramente "(We Make) Sweden Rock", che è davvero divertente da suonare e che avevamo già eseguito parecchie volte l'estate scorsa. Una canzone che invece avevamo suonato poco prima di questo tour e che mi piace molto è "Dominion". È normale che ci siano delle canzoni che hai suonato talmente tante volte nella tua carriera che quando le vedi nella setlist pensi: "Ah ok, devo farla ancora" e magari hai meno entusiasmo. A volte mi capita per "Let the Hammer Fall", anche se poi quando è il momento di eseguirla mi scateno perchè mi piace. "Dominion" invece in questo tour l'ho accolta e successivamente suonata con grande entusiasmo, perché è una grande canzone ed anche perchè non l'abbiamo fatta ogni sera per 22 anni.

 

oscarhammerfall

 

Uno dei momenti sicuramente più belli del live è il medley dedicato a "Renegade", per celebrare la ricorrenza dei 20 anni. Come è nata l'idea di inserirlo in questa maniera nella setlist e quanto è stato importante per voi quell'album?


Il medley è diventato parte degli show degli Hammerfall da quando abbiamo fatto il tour con Stefan (Elmgren ndr) al basso, nel 2015. In quel tour c'era un momento in cui lui eseguiva un medley con la chitarra. Essendo un pezzo completamente strumentale, questo permetteva a Joacim di prendersi una piccola pausa. Due anni dopo, nel tour di "Built To Last" volevamo inserire un altro medley ed essendo il 20esimo anniversario di "Glory To The Brave" abbiamo pensato di farlo dedicato a quell'album. Mentre l'anno successivo, nel 2018, era il 20esimo anniversario di "Legacy of Kings", per cui abbiamo pensato: "Perché non facciamo un medley dedicato a quell'album?" E quest'anno, essendo invece il 20esimo anniversario di "Renegade", la scelta per noi è stata molto facile! Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, quell'album è stato davvero importante perché ha portato buona parte delle nuove generazioni ad ascoltare metal e ad entrare a fare parte della famiglia dei templari degli Hammerfall. Prima di quell'album avevamo molti fan, ma erano tutte persone della nostra generazione, ma quando "Renegade" è uscito, soprattutto in Svezia, ma anche da tantissime altre parti, c'è stata una nuova generazione, ragazzi di 13-14 anni anni che magari non avevano mai ascoltato metal fino a quel momento e non conoscevano nulla di quel mondo, che hanno scoperto "Renegade" e gli Hammerfall e da quel momento hanno cominciato ad appassionarsi e a seguire il metal. Da quel momento ho sentito molte persone dirmi: "Sai che ho scoperto il metal grazie a voi, con questo album?" e ho percepito che gli Hammerfall sono stati una sorta di porta, tramite la quale molti ragazzi sono entrati nel mondo del metal. Questa è una cosa di cui sarò sempre estremamente orgoglioso perché ha dato modo ad un'intera nuova generazione di conoscere un certo mondo, un certo stile di musica che sa unire le persone e le generazioni stesse. E questa è stata la grandissima opportunità che ci è stata data come Hammerfall grazie a "Renegade" ad inizio 2000.


Indubbiamente in questo periodo di inattività, ci sono state soluzioni alternative ai concerti live, dagli show in streaming fino ai concerti drive-in. Cosa ne pensi e quali sono le idee della band su questo aspetto? 

 

Sinceramente penso fosse comunque una buona idea magari all'inizio, quando nessuno faceva show di questo tipo. Dal nostro punto di vista, avevamo appena finito il tour, circa due settimane prima che tutto si fermasse. E in più sapevamo che avevamo la registrazione dello show di Ludwigsburg e che ad ottobre sarebbe uscito il live album, per cui per noi aveva davvero poco senso fare degli show in streaming. In più è davvero strano stare su un palco senza pubblico, fare un live senza persone. Il pubblico è davvero qualcosa di fondamentale per un concerto, soprattutto per un concerto metal. Perciò non c'è stato nessun motivo che ci spingesse a farlo, anche se abbiamo avuto molte richieste, soprattutto all'inizio. Inoltre non volevo avere il rischio di prendere il coronavirus e magari di trasmetterlo alla mia fidanzata o alla mia famiglia. Per tutti questi motivi ci siamo fermati, anche se non ho nessun problema con chi ha deciso di fare degli spettacoli di quel tipo. Anzi ne ho guardati alcuni, soprattutto di amici o di band svedesi, come i Dream Evil.

 

Mi piacerebbe conoscere le sensazioni che provi ora riguardo al vostro lavoro, alla musica, ai concerti che si sono dovuti fermare e alle prospettive future. Sei ottimista che si possa riprendere presto e che la prossima estate, come speriamo tutti, possa essere un'estate di musica tra concerti e festival? Credo che ogni persona abbia attualmente la sua visione, chi ha più speranza ed è positivo e chi, invece, è più pessimista.

 

Normalmente sono una persona positiva ed ottimista, ma in questo caso devo essere anche realista. Guardando l'estate, abbiamo programmati a giugno un paio di festival, credo in Svizzera ed in Germania e non so davvero cosa pensare. È una situazione davvero complessa quella dei festival, hanno già dovuto rinunciare a tutto il 2020 e ora non so quanto tempo abbiano per confermare o eventualmente cancellare la prossima edizione. In più molti saranno davvero in difficoltà, specie quelli più piccoli. Davvero non so cosa succederà e ovviamente spero che le cose possano tornare alla normalità, magari tramite il vaccino. Ora sembrano esserci buone notizie dal vaccino Pfizer, e magari con l'inizio dell'anno nuovo potrà cominciare la campagna di vaccinazione, ma probabilmente ci vorrà almeno un anno per l'immunità, dalle notizie che si sentono in giro. Avere un'altra estate ferma potrebbe essere devastante, anche per tutte le persone che lavorano nel settore, non parlo solo delle band ma anche di tutti gli addetti che lavorano per la realizzazione di un festival, la loro situazione è davvero difficile. Io cerco di essere positivo, ma devo rimanere nell'idea che potrebbero arrivare anche notizie negative. Vedremo cosa succederà.

 

Come ultima domanda ti volevo chiedere se state già lavorando al prossimo album, oppure è ancora presto?

 

Ne abbiamo già parlato e i nostri programmi, già quando stavamo lavorando a "Dominion", erano che il prossimo album sarebbe uscito nel 2022. Cercheremo di mantenere questi programmi anche se quest'anno è stato ovviamente molto particolare e abbiamo dovuto fare alcune rinunce, oltre al fatto che non sappiamo cosa ci aspetterà nel 2022. Ma per ora questi rimangono i nostri progetti.


Grazie mille Oscar, è stato un piacere parlare con te. Vuoi mandare un messaggio ai lettori di SpazioRock e a tutti i vostri fan?

 

Rimanete forti ed in salute, questa è la cosa più importante in questo momento. Prima o poi questo periodo finirà e ci ritroveremo sicuramente tutti più forti di prima!




Speciale
Phantom Elite - Titanium

Intervista
The Dead Daisies: Doug Aldrich

Speciale
L'angolo oscuro #17

Intervista
Lunatic Soul: Mariusz Duda

Speciale
Bloody Hammers - Songs Of Unspeakable Terror

Speciale
Alexi Laiho: il prodigio del lago Bodom