Long Distance Calling (Jan Hoffmann)
"Stummfilm - Live from Hamburg (A Seats & Sounds Show)" è il primo live album del quartetto post-rock Long Distance Calling, che ricrea la magia dei film muti in cui è lo spettatore a essere protagonista nel vivere il proprio viaggio musicale stando comodamente seduto in poltrona. Ne abbiamo parlato con il bassista della band teutonica, Jan, che ci racconta alcuni retroscena e molto altro.
Articolo a cura di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 02/11/19
Si ringrazia Federico Barusolo per la collaborazione



Ciao Jan! Benvenuto su SpazioRock.it. Innanzitutto, come stai?




Bene, grazie!



Questa è la seconda volta che intervistiamo i Long Distance Calling; l'ultima volta è stata nel 2009 in occasione dell'uscita del vostro secondo album, "Avoid The Light". Come sono stati questi ultimi dieci anni per voi come band?



E' stato un periodo piuttosto intenso: siamo stati per molto tempo in tour, abbiamo pubblicato diversi album, ma abbiamo lavorato costantemente sulla band, evolvendoci e provando cose nuove. Perciò è stato un periodo intenso ma tutto sommato piacevole.



Il post-rock/metal è un genere che include elementi diversi che provengono da diverse direzioni. Quali sono le vostre principali ispirazioni nello scrivere musica? Nel vostro processo creativo c'è spazio per influenze extra-musicali (come film, libri,...)?



Sì, certo! Può essere qualsiasi cosa, in realtà. Può essere un film o un libro, la vita stessa, le cose che accadono nel mondo o a noi personalmente. Qualsiasi cosa può essere d'ispirazione e influente nella musica se possiedi una mente aperta. Per cui siamo ispirati da diverse cose e cerchiamo sempre di inserire nei dischi che facciamo qualcosa di nuovo, di cui siamo sempre alla ricerca.



Una domanda generale: quali sono per te i dischi post-rock che non possono mancare in una collezione?


E' difficile perché in realtà non ascoltiamo molto post-rock, ma forse qualcosa dei Cult Of Luna o "Oceanic" degli Isis: piacciono a tutti noi.



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Parliamo ora del vostro primo live album, "Stummfilm - Live from Hamburg", uscito il 1 novembre. Innanzitutto congratulazioni! Quanto pensate sia importante questa pubblicazione per la vostra carriera?



"Stummfilm" in tedesco vuol dire "film muto", quando all'epoca dei primi del ‘900 nei film non vi erano dialoghi ma solo immagini. Ciò ci è stato d'ispirazione per il titolo, perché le persone possono sedersi e guardare lo show, i video di tutte le canzoni contenute, ma nessuno parla o canta; in realtà noi stiamo suonando durante l'ultimo soundcheck. Ecco l'idea dietro tutto questo. E penso che questa pubblicazione sia importante perché mostra le nostre diverse sfumature, i nostri diversi aspetti: è molto vivo, e le persone possono guardarlo e ascoltarlo. Penso che una delle fortune per una band sia quella di suonare dal vivo, e siamo molto felici del risultato: "Stummfilm" è davvero pieno di energia e di atmosfera allo stesso tempo. Le persone che non hanno ancora assistito a nessun nostro show ricevono una bella impressione di come suoniamo live.



E' stato girato in una chiesa, una venue piuttosto particolare, e i giochi di luce rendono lo scenario perfetto per sedersi e vivere la musica. Ma registrare live non è affatto semplice. Vi siete dovuti concentrare maggiormente rispetto ad altri show? Come descriveresti l'intera esperienza?



Abbiamo dovuto allenarci molto prima, ci sono voluti cooperazione e lavoro; ma sono anche tanti anni che suoniamo, per cui siamo a conoscenza delle dinamiche sul palco e alla fine non è stato troppo complicato. Certamente abbiamo dovuto provare le canzoni, le abbiamo un po' arrangiate ma siamo molto felici del risultato perché, specialmente per quanto riguarda le vecchie canzoni, queste suonano molto meglio che nell'album: la registrazione è andata molto bene. Il film può essere diviso in due parti principali: una sequenza di brani estratti dalla discografia della vostra intera carriera, e un'altra basata in particolare sulla celebrazione di "Avoid The Light".



Parteciperete ad alcuni festival prog come il Golden Silence in Münster, la vostra cittadina d'origine, il mese prossimo e il Prognosis nel 2020. Come vi sentite nella dimensione dei festival?



Ci piace molto! Ci sono persone che conoscono tutto di noi e altre per nulla, è sempre una grande sfida. E' interessante convincere le persone che non ci hanno mai visto dal vivo prima di allora: magari ci vogliono due/tre canzoni perché realizzino cosa stiamo effettivamente facendo [ride, ndr].



In modo particolare al Prognosis saranno presenti alcuni dei più importanti nomi del prog moderno e non solo, per esempio i Katatonia con cui avete collaborato (in modo specifico con Jonas Renkse). Quali sono le vostre aspettative?



Sì, degli artisti con cui abbiamo collaborato oltre ai Katatonia riincontreremo anche gli Anathema. Non vedo l'ora di incontrare nuove band che non conosco ed è sempre bello rivedersi dopo qualche anno con alcune band con cui abbiamo condiviso il palco in tour, come appunto i Katatonia e gli Anathema.



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State lavorando su del nuovo materiale da registrare in studio? C'è già qualcosa in corso d'opera?


Abbiamo iniziato a lavorare al prossimo album, che potrebbe essere pubblicato nel 2020.

Fantastico! Per cui poi annuncerete un tour...?

In realtà abbiamo annunciato da poco alcune date per il prossimo anno, che andranno a costituire il proseguio nel 2020 dell'ultimo tour "Seats & Sounds", con la differenza che le venue saranno diverse e gli show più grandi.



C'è qualche possibilità di vedervi presto in Italia?

In realtà questi prossimi show saranno in Germania, ma stiamo pensando anche ad alcune date nel resto d'Europa.



Un'ultima domanda: vorresti lasciare un messaggio finale ai nostri lettori?



 
Grazie mille per l'intervista, e date un'occhiata al nostro live album "Stummfilm": vi dà una buona impressione di come suoniamo live. E se avete la possibilità di venirci a vedere dal vivo, allora... unitevi a noi!



Grazie mille a te per il tuo tempo! Speriamo di rivedervi presto in Italia allora. Ciao!




Sarebbe fantastico. Grazie ancora, ciao!



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